Novità fiscali del 15 luglio 2013: la rateazione dei debiti contributivi

Pubblicato il 15 luglio 2013

IRDCEC: circolare sulla disciplina delle nuove STP; agevolazioni fiscali e contributive: per le ZFU, Decreto in G.U.; servizi “radiotaxi”: le nuove tecnologie di comunicazione consentono l’applicazione dell’Iva al 4%; Corte Ue: il furto delle merci, non esclude l’obbligazione doganale; settore immobiliare: dalle Entrate i “Quaderni dell'Osservatorio”; open data Inps: dati più accessibili; regolamento di disciplina delle rateazioni dei debiti contributivi in fase amministrativa; processo tributario: documenti producibili anche in sede di gravame

 

 

Indice:

1) IRDCEC: circolare sulla disciplina delle nuove STP

2) Agevolazioni fiscali e contributive: per le ZFU, Decreto in G.U.

3) Servizi “radiotaxi”: le nuove tecnologie di comunicazione consentono l’applicazione dell’Iva al 4%

4) Corte Ue: il furto delle merci, non esclude l’obbligazione doganale

5) Settore immobiliare: dalle Entrate i “Quaderni dell'Osservatorio”

6) Open data Inps: dati più accessibili

7) Regolamento di disciplina delle rateazioni dei debiti contributivi in fase amministrativa

8) Processo tributario: documenti producibili anche in sede di gravame

 

 

1) IRDCEC: circolare sulla disciplina delle nuove STP

L’IRDCEC, con la circolare n. 32/IR del 12 luglio 2013, ha esaminato la nuova disciplina delle società tra professionisti chiarendo alcuni dubbi operativi.

Preliminarmente, l’Istituto di ricerca ricorda che l’abrogazione della L. 1815/1939 ad opera dell’art. 10, comma 11, della L. 183/2011 non inficia la validità delle associazioni tra professionisti già costituite prima dell’entrata in vigore della legge da ultima citata, né inibisce la possibilità di costituirne delle nuove.

Poi vengono fatte talune precisazioni riguarda le condizioni per assumere la qualifica di “società tra professionisti”.

Secondo l’art. 10, comma 3 della L. 183/2011, la STP può essere costituita ricorrendo ai tipi societari delle società di persone, società di capitali e società cooperative (queste ultime, con non meno di 3 soci).

La formulazione letterale della norma – “secondo i modelli societari regolati dai titoli V e VI del libro V del codice civile” – porterebbe ad includere anche le nuove srl semplificate di cui all’art. 2463-bis c.c., la cui disciplina è stata di recente modificata ad opera del D.L. 76/2013 (art. 9 comma 13, lett. a), in corso di conversione in legge.

Prescelto il tipo, poi, dovrà applicarsi integralmente la disciplina codicistica prevista, con gli adattamenti imposti dalla disciplina speciale di cui alla L. 183/2011 e al DM 34/2013, con particolare riferimento alla circostanza che oggetto della STP è l’esercizio in via esclusiva dell’attività professionale da parte dei soci.

Per l’IRDCEC, qualche dubbio sorge per la costituzione della STP sotto forma di srl o spa unipersonale, il cui unico socio sia un professionista iscritto in ordini o collegi.

In senso negativo sembra deporre la L. 183/2011, nel punto in cui dispone che l’attività professionale dedotta nell’oggetto sociale debba essere esercitata in via esclusiva da parte dei “soci” (art. 10, comma 4, lett. a), e impone l’indicazione nella denominazione sociale – o nella ragione sociale in caso di società di persone – che si tratta di “società tra professionisti” (art. 10, comma 5).

Denominazione sociale per la quale sembra consentito l’impiego di formule di fantasia, senza l’inserimento dei nomi dei soci professionisti nella ragione sociale. In tal caso, l’IRDCEC raccomanda, comunque, particolari cautele, in considerazione delle regole deontologiche e soprattutto del precetto sul rispetto del decoro nell’esercizio della professione, che le STP sono tenute a rispettare.

Oggetto della STP solo l’esercizio dell’attività professionale

Quanto ai soci – professionisti iscritti ad ordini o collegi, cittadini degli Stati membri dell’UE in possesso del titolo di studio abilitante e soggetti non professionisti – la circolare 32/IR ribadisce che, con riferimento a quest’ultima categoria, si tratta di “soci non professionisti” che, in quanto tali, non possono svolgere le prestazioni professionali riservate ai soci professionisti.

L’art. 10, comma 4, lett. b) della L. 183/2011 precisa che deve trattarsi di soci “solo per prestazioni tecniche”, quindi soci con mansioni ancillari rispetto all’attività della STP, quali ad esempio la gestione delle risorse umane o la gestione dei sistemi informatici, o “per finalità di investimento”, quindi soggetti che apportano capitale. I soci di capitale devono essere in possesso dei requisiti di onorabilità ex art. 6, commi 3-5 del DM 34/2013.

La L. 183/2011 non prevede una disciplina specifica per gli apporti e i conferimenti dei soci professionisti. Si potrebbe allora prospettare, nel caso di srl e società di persone, l’effettuazione della prestazione professionale a titolo di conferimento a cui correlare l’assunzione della qualifica di socio e l’acquisto delle partecipazioni nella STP.

Qualora si opti per la forma della spa, dato il divieto di cui all’art. 2342, comma 5 c.c., a norma del quale non possono formare oggetto di conferimento le prestazioni di opera o di servizi, si potrebbe ricorrere all’istituto della prestazione accessoria. Nel silenzio della legge, comunque, il professionista potrebbe anche non assumere la qualifica di socio d’opera, obbligandosi verso la società con il ricorso ad accordi conclusi ad hoc.

Infine, l’IRDCEC affronta la questione dell’amministrazione