Novità fiscali del 9 luglio 2013: le modalità per recuperare le ritenute subite dai minimi

Pubblicato il 9 luglio 2013



nuovi minimi con ritenute del 4% sulle ristrutturazioni edilizie: come recuperarle in Unico 2013; studi di settore: ammessi al regime premiale per il 2012, definiti i criteri da un provvedimento delle Entrate; entrate tributarie gennaio-maggio 2013; TFR e somme accantonate dal datore di lavoro per la previdenza complementare; redditi da lavoro dipendente prestato fuori dall’Italia: ecco le modalità di calcolo della riduzione dell’imposta estera; studi di settore: differenziazione dei termini di accesso al regime premiale

 

 

Indice:

1) Nuovi minimi con ritenute del 4% sulle ristrutturazioni edilizie: come recuperarle in Unico 2013

2) Studi di settore: ammessi al regime premiale per il 2012, definiti i criteri da un provvedimento delle Entrate

3) Entrate Tributarie gennaio-maggio 2013

4) TFR e somme accantonate dal datore di lavoro per la previdenza complementare

5) Redditi da lavoro dipendente prestato fuori dall’Italia: ecco le modalità di calcolo della riduzione dell’imposta estera

6) Studi di settore: differenziazione dei termini di accesso al regime premiale

 

1) Nuovi minimi con ritenute del 4% sulle ristrutturazioni edilizie: come recuperarle in Unico 2013

I contribuenti che rientrano nel cd. “regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità” e hanno subito la ritenuta d’acconto all’atto dell’accredito sui bonifici per interventi di recupero del patrimonio edilizio e/o di

risparmio energetico possono recuperarla direttamente nel modello Unico 2013.

Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 47/E del 05 luglio 2013, che individua i passi da seguire nella compilazione della dichiarazione.

Per il periodo d’imposta 2012, infatti, in alternativa all’istanza di rimborso, questi contribuenti possono indicare nel frontespizio della dichiarazione il codice “1” nel campo “Situazioni particolari” (in corrispondenza del riquadro “Firma della dichiarazione”).

Le ritenute relative ai bonifici vanno poi riportate nel quadro RS, nella colonna 2 del rigo RS33, normalmente dedicato alle ritenute cedute da consorzi d’imprese.

Bisogna fare attenzione a riportare le ritenute esclusivamente nel primo modulo del quadro RS e non deve essere compilata la colonna 1, dedicata al codice fiscale del consorzio.

Solo nel caso in cui siano presenti anche ritenute cedute da consorzi, le stesse dovranno essere esposte nei successivi moduli, riportando, in tal caso, anche i codici fiscali dei consorzi cedenti.

Le ritenute indicate nel rigo RS33 potranno, poi, essere normalmente scomputate nel quadro LM, al rigo LM13, ovvero nel quadro RN, al rigo RN32, colonna 4.

L’inapplicabilità della ritenuta del 4% ai nuovi minimi

L’art. 25, comma 1, del D.L. n. 78/2010 ha introdotto, in capo alle banche e a Poste Italiane S.p.A., l’obbligo di operare una ritenuta a titolo di acconto, attualmente del 4%, all'atto dell’accredito dei pagamenti relativi ai bonifici disposti dai contribuenti per beneficiare di oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione d'imposta.

Non devono essere assoggettati a questa ritenuta i contribuenti che rientrano nel “regime di vantaggio” che hanno rilasciato una apposita dichiarazione in tal senso alla banca o all’ufficio postale presso il quale risultano correntisti, così come previsto dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 22 dicembre 2011.

Per questo motivo il nuovo quadro LM dedicato ai contribuenti in regime di vantaggio, presente nel modello Unico PF 2013, anno d’imposta 2012, non prevede un apposito campo in cui scomputare le ritenute subite.

 

2) Studi di settore: ammessi al regime premiale per il 2012, definiti i criteri da un provvedimento delle Entrate

Al via l’accesso alla disciplina premiale per gli studi di settore del periodo d’imposta 2012 per i quali sono confermati i criteri sperimentali individuati con il provvedimento del 12 luglio 2012 con l’aggiunta di un nuovo criterio, che coinvolge ulteriori studi.

Il Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 05 luglio 2013, sentite le associazioni di categoria rappresentate nella Commissione degli Esperti per gli studi di settore, definisce e approva i termini di accesso al regime premiale in attuazione del D.L. n. 201 del 2011.

Cosa fare per accedere al regime

Per rientrare nel regime, il contribuente deve dichiarare ricavi o compensi pari o superiori a quelli risultanti dall’applicazione degli studi di settore, aver regolarmente assolto gli obblighi di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore e risultare coerente con gli specifici indicatori previsti dai decreti di approvazione degli studi di settore.

Gli ammessi al regime per il 2012

Per il periodo d’imposta 2012, i contribuenti che applicano gli studi di settore indicati nell’allegato n. 1 del Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate accedono al regime premiale.

Gli studi dell’allegato sono stati individuati tra quelli per i quali risultano approvati indicatori di coerenza economica riferibili ad almeno quattro tipologie (tra quelle indicate come efficienza e produttività del fattore lavoro; efficienza e produttività del fattore capitale; efficienza di gestione delle scorte; di redditività; di struttura) oppure tre diverse tipologie di indicatori che siano contemporaneamente riferibili a settori di attività economica per i quali è stimata una percentuale del valore aggiunto del sommerso economico inferiore

alla percentuale di valore aggiunto sommerso del totale economia.

Criteri: nuovo indicatore

Il regime premiale per il 2012 è valido, inoltre, per i contribuenti che applicano gli studi di settore che presentano almeno tre diverse tipologie tra quelle indicate e che allo stesso tempo presentano il nuovo indicatore di coerenza “Indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti” introdotto con il Dm del 28 marzo 2013.

Cosa prevede il regime

Il regime premiale prevede l’esclusione da accertamenti analitico-presuntivi basati sulle presunzioni semplici, la riduzione di un anno dei termini di decadenza per l'attività di accertamento e la determinazione sintetica del reddito complessivo ammessa a condizione che lo stesso ecceda di almeno un terzo quello dichiarato.

 

3) Entrate Tributarie gennaio-maggio 2013

Sostanzialmente stabile il gettito dei primi cinque mesi dell’anno Positivi gli effetti dalla lotta all’evasione: +4,4%.

Il gettito tributario dei primi cinque mesi del 2013, pur in presenza di una congiuntura economica negativa, si mantiene sostanzialmente stabile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel complesso, le entrate erariali registrate nel periodo gennaio-maggio 2013, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 149.117 milioni di euro, mostrando una lieve variazione negativa dello 0,2% (-373 milioni di euro) al confronto con i primi cinque mesi del 2012.

Imposte dirette

Le imposte dirette registrano un aumento complessivo del 3,1% (+2.291 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il gettito IRPEF cresce dell’1,4% (+912 milioni di euro), come effetto degli incrementi delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (+3,9%) e dei versamenti in autoliquidazione (+26,2%) e della flessione delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore privato (-0,1%) e dei lavoratori autonomi (-6,7%).
L’IRES presenta un gettito di 1.575 milioni di euro (-187 milioni pari a -10,6%).
Tra le altre imposte dirette si registra un incremento dell’imposta sostitutiva su ritenute, interessi e altri redditi di capitale pari a +21,0% (+667 milioni di euro), dell’imposta sostitutiva sul risultato maturato delle gestioni individuali di portafoglio (+914 milioni di euro) e dell’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione (+440 milioni di euro). Nel complesso, la crescita delle imposte sostitutive sui redditi da capitale riflette il nuovo regime di tassazione in vigore dal 1° gennaio 2012, che ha previsto l’unificazione delle due aliquote del 12,5% e del 27% al 20%.

Imposte indirette

Le imposte indirette diminuiscono del 3,5% (-2.664 milioni di euro). In particolare, il gettito IVA risulta in flessione del 6,8% (-2.870 milioni di euro) a seguito della riduzione del gettito derivante dalla componente relativa agli scambi interni (-3,6%) e dal prelievo sulle importazioni (-22,4%). In netta controtendenza, nonostante la fase congiunturale negativa, prosegue l’andamento positivo del gettito IVA nel settore del commercio al dettaglio (+3,1%) che riflette l’efficacia dell’azione di contrasto all’evasione.
Tra le altre imposte indirette si segnala la perdita di gettito dell'imposta di fabbricazione sugli oli minerali (-2,8% pari a -251 milioni di euro) per effetto del calo dei consumi, e la riduzione del gettito dell'imposta di consumo sul gas metano (-2,0%, pari a -30 milioni di euro).

In crescita significativa l’imposta di bollo che registra un incremento del 39,5% (+1.350 milioni di euro), per effetto delle modifiche normative introdotte dall’art.19, commi 1-5, del decreto legge n.201 del 2011.

Entrate da giochi

Le entrate relative ai giochi presentano, nel complesso, una contrazione dell’1,3% (-70 milioni di euro).

Entrate da accertamento e controllo

Le entrate tributarie derivanti dall’attività di accertamento e controllo risultano pari a 2.826 milioni di euro (+118 milioni di euro corrispondenti ad un aumento del 4,4%), a conferma dell’efficacia dell’azione di contrasto all’evasione.

Sul sito del Dipartimento delle Finanze (www.finanze.gov.it) è disponibile il Bollettino delle entrate tributarie del periodo gennaio-maggio 2013, corredato dalle appendici statistiche e dalla guida normativa, che fornisce l’analisi puntuale dell’andamento delle entrate tributarie, e la relativa Nota tecnica che illustra in sintesi i principali contenuti del documento.

Ministero dell’Economia e delle Finanze

 

4) TFR e somme accantonate dal datore di lavoro per la previdenza complementare

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16593 del 3 luglio 2013, ha stabilito che “Le somme accantonate dal datore di lavoro per la previdenza complementare - quale che sia il soggetto tenuto alla erogazione dei trattamenti integrativi e quindi destinatario degli accantonamenti - non si computano né nella indennità di anzianità (maturata fino al 31 maggio 1982) né nel trattamento di fine rapporto”.

La Suprema Corte, al fine di escludere qualsiasi fraintendimento, ha stabilito che “i versamenti effettuati dal datore al fondo di previdenza complementare, quali che siano i lineamenti del Fondo, non sono assoggettati a contribuzione Inps ma solo ad un contributo di solidarietà (valido a regime e riferito anche al passato ma solo per gli anni dal 1° settembre 1985 al 30 giugno 1991), cosi escludendosi che questi abbiano natura retributiva...D’altra parte sarebbe incongruo riconoscere natura retributiva, tale quindi da determinarne la inclusione nel computo delle indennità spettanti alla fine del rapporto, a somme su cui non si versa la contribuzione previdenziale propriamente detta e che non entrano neppure i redditi da lavoro dipendente ai fini fiscali”.

 

5) Redditi da lavoro dipendente prestato fuori dall’Italia: ecco le modalità di calcolo della riduzione dell’imposta estera

Nel caso di lavoro dipendente (il termine “reddito” deve essere inteso in senso tecnico), per individuare l’ammontare del “reddito prodotto all’estero” valgono le disposizioni contenute nell’art. 51 del TUIR, ad esclusione del comma 8-bis. Ciò consente di utilizzare un valore coerente con il “reddito complessivo” (art. 8 del TUIR) che “si determina sommando i redditi di ogni categoria che concorrono a formarlo”.

Utilizzando, invece, il “reddito tassato all’estero”, si verificherebbe una contraddizione, dal momento che quest’ultimo, essendo afferente ad un ordinamento tributario non italiano, non concorre alla formazione del reddito complessivo.

Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 48/E del 08 luglio 2013.

Pertanto, ai fini del calcolo dell’imposta estera, secondo tale Agenzia, é più aderente al contesto normativo (art. 165, comma 10, del TUIR) rapportare il reddito estero, determinato in misura convenzionale, al reddito che risulterebbe tassabile, in via ordinaria, se la medesima attività lavorativa fosse prestata in Italia.

Utilizzando, invece, il “reddito tassato all’estero”, si verificherebbe una contraddizione, dal momento che quest’ultimo, essendo afferente ad un ordinamento tributario non italiano, non concorre alla formazione del reddito complessivo.

Il suddetto parere delle Entrate è derivato richieste di chiarimenti riguardo le modalità di calcolo della riduzione dell’imposta estera ai sensi del comma 10 dell’art. 165 del TUIR nel caso di redditi da lavoro dipendente prestato all’estero di cui all’art. 51, comma 8-bis, del TUIR.

Il comma 10 dell’art. 165 del TUIR stabilisce che, quando il reddito estero concorre parzialmente alla formazione del reddito complessivo, l’imposta estera detraibile deve essere ridotta in misura corrispondente.

Detta disposizione si applica anche nel caso di redditi derivanti da attività di lavoro subordinato prestata all’estero in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto di lavoro di cui all’art. 51, comma 8-bis, del TUIR, determinati in base alle retribuzioni convenzionali definite annualmente con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

 

6) Studi di settore: differenziazione dei termini di accesso al regime premiale

Come è noto, l’art. 10 (commi da 9 a 13) del D.L. n. 201/2011 prevede uno specifico regime premiale applicabile ai contribuenti soggetti al regime di accertamento basato sulle risultanze degli studi di settore, ai sensi dell’articolo 10, della L. n. 146/1998.

In particolare, è previsto che nei confronti dei contribuenti cui si applica tale regime:

a) sono preclusi gli accertamenti basati sulle presunzioni semplici;

b) sono ridotti di un anno i termini di decadenza per l’attività di accertamento. Tale disposizione non si applica in caso di violazione che comporta obbligo di denuncia penale per uno dei reati previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74;

c) la determinazione sintetica del reddito complessivo è ammessa a condizione che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un terzo quello dichiarato.

Per accedere a tale regime è necessario che il contribuente:

1) dichiari, anche per effetto dell'adeguamento, ricavi o compensi pari o superiori a quelli risultanti dell’applicazione degli studi di settore;

2) abbia regolarmente assolto gli obblighi di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore, indicando fedelmente tutti i dati previsti;

3) risulti coerente con gli specifici indicatori previsti dai decreti di approvazione dello studio di settore o degli studi di settore applicabili.

Con riguardo a tali condizioni è necessario che:

I) la coerenza sussista per tutti gli indicatori di coerenza economica e di normalità economica previsti dallo studio di settore applicabile;

II) nel caso in cui il contribuente consegua redditi di impresa e di lavoro autonomo, l’assoggettabilità al regime di accertamento basato sulle risultanze degli studi di settore sussista per entrambe le categorie reddituali;

III) nel caso in cui il contribuente applichi due diversi studi di settore, la congruità e la coerenza sussista per entrambi gli studi.

Il comma 12 del citato articolo 10 del decreto legge n. 201 del 2011 prevede che con Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate, sentite le associazioni di categoria, possono essere differenziati i termini di accesso alla disciplina di cui al presente articolo tenuto conto del tipo di attività svolta dal contribuente e che, con lo stesso Provvedimento, sono dettate le relative disposizioni di attuazione.

Al riguardo, con il Provvedimento 12 luglio 2012 sono state fornite, agli articoli 1 e 4, le disposizioni attuative del regime premiale in argomento, mentre agli articoli 2 e 3, è stata fornita, in via sperimentale, la disciplina di accesso per il solo periodo di imposta 2011.

In relazione all’applicazione del regime premiale al periodo di imposta 2012, si è provveduto a sentire le Associazioni di categoria rappresentate nella Commissione degli Esperti per gli studi di settore prevista dal comma 7 dell’articolo 10 della legge n. 146 del 1998.

In particolare, con nota protocollo RU 0038417.27-03-2013-U è stato chiesto a tali Associazioni di comunicare, sulla scorta della pregressa esperienza, valutazioni in merito alla sussistenza di particolari specificità di comparto e dei possibili effetti delle stesse sull’applicazione della disciplina premiale.

Dalle analisi effettuate sulla base dei dati dichiarativi relativi al periodo di imposta 2011 e tenuto conto delle modifiche agli studi di settore apportate dai decreti ministeriali 28 dicembre 2012, 21 e 28 marzo 2013, attesa l’esigenza di garantire l’applicazione del regime premiale ai contribuenti che dichiarano fedelmente i dati degli studi di settore e che risultano congrui alle risultanze degli studi di settore, si è previsto che per il periodo di imposta 2012 accedono al regime premiale i contribuenti che applicano gli studi di settore indicati nell’allegato n. 1 al presente Provvedimento.

Al riguardo, alla luce delle risultanze delle analisi effettuate sui dati dichiarativi relativi al periodo di imposta 2011, realizzate con il supporto della SOSE, che hanno mostrato una modifica dei comportamenti dichiarativi dei soggetti interessati dal regime premiale, si è ritenuto di confermare, per il periodo di imposta 2012, i criteri sperimentali individuati con il citato Provvedimento 12 luglio 2012.

Inoltre, tenuto conto delle predette analisi dei dati dichiarativi, delle stime elaborate con il supporto della SOSE in relazione agli effetti dell’introduzione delle modifiche apportate agli studi di settore con i citati decreti ministeriali 28 dicembre 2012, 21 e 28 marzo 2013 e delle valutazioni espresse dalle Organizzazioni di categoria, l’Agenzia ritiene che, in via sperimentale per il periodo di imposta 2012, sia applicabile il regime premiale in argomento anche ai contribuenti che applicano gli studi di settore che presentano almeno 3 delle tipologie di indicatori individuate all’articolo 2 del presente Provvedimento e che, contestualmente, presentano il nuovo indicatore di coerenza “Indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti”, introdotto con il decreto ministeriale 28 marzo 2013.

La presenza di diverse tipologie di indicatori, come individuate all’articolo 2 del presente Provvedimento, nel caso in cui forniscano un risultato di coerenza, si ritiene possa sufficientemente garantire la correttezza dei dati dichiarati, evitando l’applicazione del regime premiale nei casi di infedeltà compilativa nella modulistica degli studi di settore.

Gli studi cui si applica il regime premiale per il periodo di imposta 2012 sono stati quindi individuati tra quelli per i quali risultano approvati indicatori di coerenza economica riferibili ad almeno:

1) quattro delle seguenti tipologie:

a) di efficienza e produttività del fattore lavoro;

b) di efficienza e produttività del fattore capitale;

c) di efficienza di gestione delle scorte;

d) di redditività;

e) di struttura;

2) tre delle tipologie in precedenza indicate e che contemporaneamente sono riferibili a settori di attività economica per i quali, in base alle risultanze della relazione finale sulle attività del gruppo di lavoro “Economia non osservata e flussi finanziari”, istituito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in vista della riforma fiscale, disponibile sul sito del citato Ministero, è stata a suo tempo stimata una percentuale del valore aggiunto del sommerso economico (ipotesi massima) inferiore alla percentuale di valore aggiunto sommerso del totale economia (ipotesi massima);

3) tre delle tipologie in precedenza indicate e che contemporaneamente prevedono l’indicatore “Indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti”.

Al riguardo, il presente Provvedimento chiarisce che nel caso in cui il contribuente interessato debba applicare due diversi studi di settore, per accedere al regime premiale è necessario che entrambi gli studi rientrino tra quelli previsti dal relativo allegato n. 1.

Con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 05 luglio 2013 viene altresì corretto un refuso presente nelle istruzioni Parte Generale dei modelli degli studi di settore, approvate con il Provvedimento 27 maggio 2013,

con l’introduzione di una parentesi al paragrafo 3.

ALLEGATO N. 1

1. Studi di settore che presentano almeno 4 delle tipologie di indicatori previste dall’articolo 2 del presente Provvedimento:

- UG98U - Riparazione di beni di consumo nca;

- VD05U - Produzione e conservazione di carne;

- VD11U - Produzione di olio di oliva e di semi;

- VD15U - Trattamento igienico e confezionamento di latte e derivati;

- VD17U - Fabbricazione di prodotti in gomma e plastica;

- VD22U - Fabbricazione di apparecchiature per illuminazione, di lampade elettriche ed insegne luminose;

- VD23U - Laboratori di corniciai;

- VD25U - Concia delle pelli e del cuoio;

- VD29U - Produzione di calcestruzzo e di altri prodotti per l’edilizia;

- VD30U - Recupero e preparazione per riciclaggio e commercio all’ingrosso di rottami metallici;

- VD31U - Fabbricazione di saponi, detersivi, profumi e oli essenziali;

- VD36U - Fusione di metalli, prima trasformazione del ferro e dell’acciaio;

- VD37U - Costruzione e riparazione di imbarcazioni;

- VG38U - Riparazione di calzature e di altri articoli in pelle, cuoio o in altri materiali simili;

- VG52U - Confezionamento di generi alimentari e non;

- VG36U - Servizi di ristorazione commerciale;

- VG37U - Bar, gelaterie e pasticcerie;

- VG76U - Servizi di ristorazione collettiva;

- VG79U - Noleggio di autovetture ed altri mezzi di trasporto terrestre;

- VG85U - Discoteche, sale da ballo, night club e scuole di danza;

- VG89U - Servizi di fotocopiatura, preparazione di documenti e altre attività di supporto;

- VM01U - Commercio al dettaglio di alimentari.

2. Studi di settore che presentano almeno 3 delle tipologie di indicatori previste dall’articolo 2 del presente Provvedimento e che contemporaneamente presentano, sulla base delle risultanze della relazione finale sulle attività del gruppo di lavoro “Economia non osservata e flussi finanziari”, una percentuale del valore aggiunto del sommerso economico (ipotesi massima) inferiore alla percentuale di valore aggiunto sommerso del totale economia (ipotesi massima):

- UD39U - Fabbricazione di coloranti, pitture, vernici;

- UD40U - Fabbricazione di motori, generatori ed altri apparecchi elettrici;

- UD41U - Fabbricazione e riparazione di macchine ed attrezzature per ufficio;

- UD42U - Fabbricazione e riparazione di elementi per ottica;

- UD43U - Fabbricazione di apparecchi medicali e protesi;

- UD44U - Fabbricazione di accessori per autoveicoli, motoveicoli e biciclette;

- UD46U - Fabbricazione di prodotti chimici;

- UD49U - Fabbricazione di materassi;

- VD01U - Produzione e commercio al dettaglio di prodotti di pasticceria;

- VD02U - Produzione di paste alimentari;

- VD03U - Molitoria dei cereali;

- VD04B - Segagione, frantumazione e lavorazione artistica del marmo e pietre affini;

- VD06U - Fabbricazione di ricami;

- VD07A - Fabbricazione di articoli di calzetteria;

- VD07B - Confezione ed accessori per abbigliamento;

- VD08U - Fabbricazione di calzature, parti e accessori;

- VD09A - Fabbricazione di mobili, poltrone e divani, porte e finestre in legno;

- VD09B - Lavorazione del legno;

- VD10U - Confezione di biancheria;

- VD12U - Produzione e commercio al dettaglio di prodotti di panetteria;

- VD13U - Nobilitazione dei tessili;

- VD14U - Produzione tessile;

- VD16U - Confezione su misura di vestiario;

- VD18U - Fabbricazione prodotti in ceramica e terracotta;

- VD19U - Fabbricazione di porte e finestre in metallo, tende da sole;

- VD20U - Fabbricazione e lavorazione di prodotti in metallo;

- VD21U - Fabbricazione e confezionamento di occhiali comuni e da vista;

- VD24U - Confezione e commercio al dettaglio di articoli in pelliccia;

- VD26U - Confezione di vestiario in pelle;

- VD27U - Fabbricazione di articoli da viaggio, borse, marocchineria e selleria;

- VD28U - Fabbricazione, lavorazione e trasformazione del vetro;

- VD32U - Fabbricazione, installazione e riparazione di macchine e apparecchi meccanici;

- VD33U - Produzione e lavorazione di oggetti di gioielleria ed oreficeria;

- VD34U - Fabbricazione e riparazione di protesi dentarie;

- VD35U - Editoria, prestampa, stampa e legatoria;

- VD38U - Fabbricazione di mobili metallici per uffici e negozi;

- VD47U - Fabbricazione di articoli in carta e cartone;

- VG46U - Riparazione di trattori agricoli (studio presente anche nel successivo punto 3).

3. Studi di settore che presentano almeno tre delle tipologie di indicatori previste dall’articolo 2 del presente Provvedimento e che, contemporaneamente, prevedono l’indicatore “Indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti”:

- UM87U - Commercio al dettaglio di altri prodotti nca;

- UM88U - Commercio all'ingrosso di altri prodotti nca;

- VG40U - Locazione, valorizzazione, compravendita di beni immobili;

- VG46U - Riparazione di trattori agricoli (studio presente anche nel precedente punto 2);

- VG48U - Riparazione di elettrodomestici e di prodotti di consumo audio e video;

- VG53U - Servizi linguistici e organizzazione di convegni e fiere (per l’attività di impresa);

- VG54U - Sale giochi e biliardi, gestione di apparecchi automatici da intrattenimento;

- VG68U - Trasporto di merci su strada e servizi di trasloco;

- VG78U - Attività delle agenzie di viaggio e turismo e dei tour operator;

- VG81U - Noleggio di macchine e attrezzature per l'edilizia;

- VG88U - Autoscuole, scuole nautiche e agenzie di disbrigo pratiche;

- VM11U - Commercio all'ingrosso e al dettaglio di ferramenta ed utensileria, termoidraulica, legname, materiali da costruzione, piastrelle, pavimenti e prodotti vernicianti;

- VM12U - Commercio al dettaglio di libri nuovi in esercizi specializzati;

- VM13U - Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici;

- VM17U - Commercio all'ingrosso di cereali, legumi secchi e sementi;

- VM23U - Commercio all'ingrosso di medicinali, di articoli medicali e ortopedici;

- VM24U - Commercio all'ingrosso di carta, cartone e articoli di cartoleria;

- VM31U - Commercio all'ingrosso di orologi e gioielleria;

- VM33U - Commercio all'ingrosso di cuoio, pelli e pellicce;

- VM34U - Commercio all'ingrosso di calzature, pelletterie e articoli da viaggio;

- VM36U - Commercio all'ingrosso di libri, riviste e giornali;

- VM37U - Commercio all'ingrosso di saponi, detersivi, profumi e cosmetici;

- VM39U - Commercio al dettaglio di combustibili per uso domestico e per riscaldamento;

- VM40B - Commercio al dettaglio ambulante di fiori e piante;

- VM42U - Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici;

- VM43U - Commercio all'ingrosso e al dettaglio di macchine e attrezzature agricole e per il giardinaggio;

- VM44U - Commercio al dettaglio di macchine e attrezzature per ufficio;

- VM45U - Commercio al dettaglio mobili usati e oggetti di antiquariato;

- VM46U - Commercio all'ingrosso di articoli per fotografia, cinematografia, ottica e

strumenti scientifici;

- VM48U - Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici;

- WK21U - Attività degli studi odontoiatrici (per l’attività di impresa).

ALLEGATO N. 2

1. Nella tipologia di indicatore di efficienza e produttività del fattore lavoro rientrano i seguenti indicatori di coerenza economica:

- Resa giornaliera;

- Resa oraria per addetto;

- Valore aggiunto lordo giornaliero per addetto;

- Valore aggiunto lordo per addetto;

- Valore aggiunto lordo giornaliero;

- Margine per addetto non dipendente;

- Margine per addetto non dipendente giornaliero.

2. Nella tipologia di indicatore di efficienza e produttività del fattore capitale rientrano i seguenti indicatori di coerenza economica:

- Resa del capitale rispetto al valore aggiunto lordo.

3. Nella tipologia di indicatore di efficienza di gestione delle scorte rientra il seguente indicatori di coerenza economica:

- Durata delle scorte.

4. Nella tipologia di indicatore di redditività rientrano i seguenti indicatori di coerenza economica:

- Incidenza delle spese sui compensi;

- Incidenza dei costi e spese sui ricavi;

- Incidenza del Costo del Venduto e del Costo per la produzione di servizi sui ricavi;

- Incidenza del Costo per acquisto di ricambi e accessori sui ricavi;

- Indice di Copertura del costo per il godimento di beni terzi e degli ammortamenti;

- Incidenza del Margine operativo lordo sui ricavi;

- Margine lordo sui ricavi;

- Provvigione per trattativa conclusa di locazione residenziale e industriale;

- Provvigione per trattativa conclusa di compravendita;

- Provvigioni sulle vendite;

- Provvigioni sulle vendite di veicoli nuovi;

- Provvigioni sulle vendite di veicoli usati;

- Redditività;

- Ricarico;

- Ricarico per l’attività d’organizzazione.

5. Nella tipologia di indicatore di struttura rientrano i seguenti indicatori di coerenza economica:

- Chili di pescato su sforzo di pesca;

- Costo dei carburanti per chilometri percorsi;

- Costo per litro di benzina o gasolio consumato durante il periodo d’imposta;

- Giornate teoriche di pieno utilizzo delle strutture di base;

- Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore degli stessi;

- Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione

finanziaria rispetto al valore degli stessi;

- Margine di intermediazione commerciale relativo alla vendita di pacchetti e servizi turistici;

- Margine di intermediazione commerciale relativo alla vendita di biglietterie e altri servizi

(al netto delle quote non commissionabili);

- Numero di pasti erogati per addetto;

- Numero posti per addetto;

- Numero servizi per addetto;

- Resa chilometrica;

- Resa dei consumi di energia elettrica;

- Resa del riunito;

- Resa delle cartelle tradotte;

- Resa delle giornate di interpretariato;

- Resa delle superfici commerciali;

- Ricavo medio orario;

- Ricavi al metro quadro locato;

- Ricavi al metro quadro venduto;

- Ricavo medio per apparecchio senza vincita in denaro;

- Ricavo medio per apparecchio con vincita in denaro;

- Ricavo medio per presenza relativo ad utenza a forfait mensile/stagionale/annuale;

- Ricavo medio per presenza relativo ad utenza non a forfait mensile/stagionale/annuale;

- Ricavo medio per patente;

- Ricavo medio per patente nautica;

- Ricavo medio per pratica automobilistica;

- Ricavi per presenza;

- Ricavo medio per servizio;

- Superfice complessiva dei locali per riunito;

- Tasso medio di occupazione.

 

Vincenzo D’Andò