Novità fiscali dell’8 luglio 2013: fallimenti, non vale il privilegio retroattivo per i crediti tributari

Pubblicato il 8 luglio 2013



fallimenti: no all’estensione retroattiva del privilegio per i tributi; richiesta di assegni circolari trasferibili: ok al sequestro per equivalente; imposta sulle transazioni finanziarie (FTT): parere favorevole del Parlamento europeo; tasso per operazioni di attualizzazione e rivalutazione agevolazioni a favore delle imprese; datori di lavoro domestici: in scadenza contributi dovuti all’Inps; mancata presentazione del Modello RW: non sanzionabile; evoluzione del quadro normativo in tema di società a partecipazione pubblica: misure volte al controllo e al contenimento della spesa pubblica; aggiornato l’Annuario del contribuente; studi di settore: aggiornato software Gerico 2013 (versione 1.0.3); aggiornato il software di compilazione del modello di versamento F24; imposta di bollo PEC imprese individuali; Governo: abolizione provincie; imposta di registro: determinazione della base imponibile degli atti di garanzia, reale o personale, formati per corrispondenza ed enunciati in atti giudiziari

 

 

Indice:

1) Fallimenti: no all’estensione retroattiva del privilegio per i tributi

2) Richiesta di assegni circolari trasferibili: ok al sequestro per equivalente

3) Imposta sulle transazioni finanziarie (FTT): parere favorevole del Parlamento europeo alla proposta di direttiva

4) Tasso per operazioni di attualizzazione e rivalutazione agevolazioni a favore delle imprese

5) Datori di lavoro domestici: in scadenza il termine per pagare i contributi dovuti all’Inps

6) Mancata presentazione del Modello RW: non sanzionabile

7) Evoluzione del quadro normativo in tema di società a partecipazione pubblica: misure volte al controllo e al contenimento della spesa pubblica

8) Aggiornato l’Annuario del contribuente

9) Studi di settore: aggiornato software Gerico 2013 (versione 1.0.3)

10) Aggiornato il software di compilazione del modello di versamento F24

11) Trattamento ai fini dell’imposta di bollo della domanda di deposito dell’indirizzo PEC presentata dalle imprese individuali al registro delle imprese

12) Governo: abolizione provincie

13) Imposta di registro: determinazione della base imponibile degli atti di garanzia, reale o personale, formati per corrispondenza ed enunciati in atti giudiziari

 

 

1) Fallimenti: no all’estensione retroattiva del privilegio per i tributi

Bocciata dalla Consulta l’estensione retroattiva del privilegio per sanzioni e tributi erariali.

Lo stato, dunque, non può passare davanti agli altri creditori per effetto di una legge efficace anche per il passato.

La graduatoria dei crediti nella procedura fallimentare (il cd. stato passivo) non può, quindi, essere sconvolta dal legislatore, a vantaggio del fisco, rovesciando le pronunce dei giudici.

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 170 del 4 luglio 2013, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 23, comma 37, ultimo periodo, e comma 40, del D.L. n. 98/2011 (disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito dalla Legge n. 111/2011.

Dette disposizioni hanno modificato l’art. 2752 c.c. e hanno disposto l’estensione della natura di credito privilegiato ad alcuni tributi e alle sanzioni tributarie.

 

2) Richiesta di assegni circolari trasferibili: ok al sequestro per equivalente

Nella fase di riscossione esattoriale, la richiesta di assegni circolari trasferibili legittima il sequestro per equivalente (misura in relazione all’art. 11 del DLgs. 74/2000).

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28796 del 04 luglio 2013, ha, infatti, rilevato che la smobilitazione di una consistente somma di denaro giacente presso un deposito fiduciario nell’intento di trasformarla in numerosi assegni circolari di importo inferiore al limite di tracciabilità integra un’attività riconducibile alla fattispecie di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e, quindi, in grado di legittimare il sequestro preventivo per equivalente, in funzione della successiva confisca. Ciò anche qualora la richiesta di trasformazione non sia accolta dalla banca, dal momento che l’istanza stessa dimostra l’intenzione di riduzione della garanzia patrimoniale, giustificando la misura cautelare.

Vacilla il sequestro preventivo se non si è tenuto conto della memoria difensiva del contribuente

La Corte di Cassazione, con la decisione n. 28797 del 04 luglio 2013, ha rimesso in discussione l’ordinanza di sequestro preventivo per equivalente dei beni nei confronti del legale rappresentante di una società, accusato di avere omesso di versare alla scadenza le somme dovute sulla base della dichiarazione annuale per Iva (circa 500mila euro).

Ciò poiché, nel caso di specie, il Tribunale non ha preso in esame gli elementi offerti a propria difesa dal contribuente, ossia la memoria con allegati che ricostruivano le vicende societarie e il comportamento tenuto dall’amministratore.

 

3) Imposta sulle transazioni finanziarie (FTT): parere favorevole del Parlamento europeo alla proposta di direttiva

Il Parlamento europeo, nella riunione del 3 luglio 2013 in seduta plenaria a Strasburgo, ha approvato il parere sulla proposta di direttiva sulla tassa sulle transazioni finanziarie (Financial Transaction Tax - FTT), con 522 voti a favore, 141 contrari e 42 astensioni.

La FTT dovrebbe entrare in vigore dal 1° gennaio 2014 negli 11 Stati membri partecipanti alla cooperazione rafforzata (Austria, Belgio, Estonia, Francia, Germania, Italia, Grecia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna).

I deputati del Parlamento europeo vogliono una FTT di ampia applicazione, che colpisca azioni, obbligazioni e derivati, con le transazioni in azioni e obbligazioni tassate allo 0,1% e gli scambi in derivati allo 0,01%. Fino al 1° gennaio 2017, dovrebbero tuttavia applicarsi aliquote più basse alle compravendite di titoli sovrani (0,05%) e ai fondi pensione (0,05% sulle transazioni aventi ad oggetto azioni e obbligazioni e 0,005% sulle transazioni aventi ad oggetto derivati).

L’imposta si applica alle transazioni finanziarie nelle quali ricorrano entrambe le seguenti condizioni:

a) almeno una delle parti coinvolte sia stabilita nel territorio di uno Stato membro partecipante;

b) si tratti di una transazione alla quale prende parte un ente finanziario stabilito in uno Stato membro partecipante, che agisca per conto proprio o per conto di altri soggetti o a nome di uno dei partecipanti alla transazione.
Queste condizioni presuppongono una definizione dei concetti di “transazione finanziaria”, di “Ente finanziario” e di “Ente finanziario stabilito in uno Stato membro”.
Sono transazioni finanziarie le compravendite di strumenti finanziari prima della compensazione o del regolamento, i trasferimenti infragruppo, la stipula di contratti derivati, lo scambio di strumenti finanziari, le vendite pronti contro termine.
Sono enti finanziari: le imprese di investimento, i mercati regolamentati, le banche, le imprese di assicurazione, le società veicolo di cartolarizzazione, i fondi pensione, gli enti pensionistici gli organismi d’investimento collettivo, i fondi d’investimento alternativi.

Sono enti finanziari stabiliti nel territorio di uno Stato membro che partecipa alla cooperazione, gli enti autorizzati da uno di questi Stati membri ad agire come tale, gli enti che hanno la sede legale nel territorio di uno Stato membro o che hanno in tale territorio l’indirizzo permanente o la residenza abituale, o hanno una succursale o partecipano a una transazione finanziaria con altro Stato membro stabilito, o che partecipano o agiscono a nome di uno dei partecipanti a una transazione di uno strumento finanziario emesso sul territorio di uno Stato membro.

L’ultimo punto è particolarmente importante perché – inserendo tra gli enti finanziari stabiliti in uno Stato membro anche quelli residenti al’estero ma che partecipano ad una transazione aventi ad oggetto strumenti finanziari emessi in uno Stato membro – completa il criterio di territorialità del tributo. In sostanza, il principio della residenza viene ad essere integrato dal principio dell’emissione.
La combinazione di questi criteri dovrebbe limitare l’effetto di delocalizzazione che il tributo potrebbe avere.

Il testo approvato dal Parlamento – recependo le indicazioni del Comitato economico e sociale – introduce clausole per far sì che eludere l’imposta sia potenzialmente più costoso che pagarla.

Il pagamento della tassa sulle transazioni finanziarie viene infatti collegato all’acquisizione dei diritti di proprietà; se l’acquirente di un titolo non paga la tassa, non avrà la certezza giuridica di possederlo.

 

4) Tasso per operazioni di attualizzazione e rivalutazione agevolazioni a favore delle imprese

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato il Decreto 20 giugno 2013, sulla Gazzetta Ufficiale n. 155 del 4 luglio 2013, l’aggiornamento del tasso da applicare per le operazioni di attualizzazione e rivalutazione ai fini della concessione ed erogazione delle agevolazioni a favore delle imprese. Detto tasso, in vigore a decorrere dal 1° giugno 2013, è pari al 1,56%.

L’art. 2, comma 2, del D.Lgs. n. 123/1998 recante disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno pubblico alle imprese prevede che il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato con proprio decreto in conformità con le disposizioni dell’Unione europea indichi e aggiorni il tasso da applicare per le operazioni di attualizzazione e rivalutazione.

 

5) Datori di lavoro domestici: in scadenza il termine per pagare i contributi dovuti all’Inps

Entro il 10 luglio 2013 occorre pagare i contributi dovuti all’Inps per le colf, relativi al periodo aprile-giugno 2013.

Peraltro, le nuove fasce di retribuzione, su cui calcolare i contributi dovuti per l’anno 2013, sono state determinate sulla base della variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo, calcolata dall’Istat nella misura del 3,00%.

Inoltre, sulla contribuzione dovuta per i rapporti di lavoro domestico, a partire dal 1° gennaio 2013, vale la cd. Legge Fornero nei confronti dei datori di lavoro domestici:

L’art. 2, comma 28, della Legge 92/2012 ha previsto che ai rapporti di lavoro a tempo determinato – compresi quelli di lavoro domestico – venga applicato un contributo addizionale a carico del datore di lavoro, pari all’1,40% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali (retribuzione convenzionale).

Sono state formate due diverse tabelle contributive, una per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato, senza contributo addizionale, e l’altra, per i rapporti di lavoro a tempo determinato, comprensiva del contributo addizionale.

Per quanto riguarda il pagamento, esso può essere effettuato, a scelta, con uno dei seguenti mezzi:

- online sul sito Internet www.inps.it, utilizzando la carta di credito attraverso il “Portale dei Pagamenti”, al quale si accede tramite la sezione dei Servizi OnLine nella homepage del sito;

- utilizzando il bollettino MAV - Pagamento mediante avviso – inviato dall’Inps o generato attraverso il sito Internet www.inps.it, accedendo al Portale dei pagamenti – Lavoratori domestici – Entra nel servizio, pagabile senza commissione presso le banche oppure presso gli uffici postali, con addebito della commissione;

- chiamando il Contact Center - numero gratuito 803164 per le chiamate da rete fissa e 06164164 da telefono cellulare secondo la tariffazione stabilita dal proprio gestore – e utilizzando la carta di credito;

- rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche”.

Il pagamento è disponibile: presso le tabaccherie che espongono il logo “Servizi Inps”; presso gli sportelli bancari di Unicredit Spa; tramite il sito Internet del gruppo Unicredit Spa per i clienti titolari del servizio di Banca online; presso tutti gli sportelli di Poste Italiane, con le modalità previste per il circuito Reti Amiche.

 

6) Mancata presentazione del Modello RW: non sanzionabile

Non è sanzionabile la mancata presentazione del modulo RW di Unico. Ciò almeno se i dati risultano già all’Amministrazione finanziaria.

Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Provinciale di Bolzano con la sentenza n. 40/02/2013.

Nel caso di specie, le movimentazioni finanziarie verso lo stato estero erano state effettuate da intermediari finanziari residenti in Italia e, quindi, obbligati per legge a inviare tali informazioni all’Anagrafe tributaria.

La citata C.T.P., nell’accogliere il ricorso presentato dal contribuente, ha, quindi, ritenuto il comportamento del contribuente non sanzionabile.

 

7) Evoluzione del quadro normativo in tema di società a partecipazione pubblica: misure volte al controllo e al contenimento della spesa pubblica

La circolare di Assonime n. 21 del 05 luglio 2013 analizza le disposizioni in materia di società a partecipazione pubblica adottate con finalità di controllo e contenimento della spesa pubblica nel corso dell’ultimo anno.

Le misure commentate riguardano i compensi degli amministratori con deleghe, le retribuzioni dei dipendenti e i limiti alla costituzione di nuovi rapporti di lavoro, i vincoli numerici alla composizione dei consigli di amministrazione, gli acquisti di beni e servizi e i limiti all’utilizzo delle clausole arbitrali nei contratti di servizio.

La circolare illustra inoltre l’obbligo, introdotto dall’articolo 4 del decreto legge n. 95/2012 a carico delle amministrazioni pubbliche, di liquidare o privatizzare le società strumentali salvo dimostrare che il ricorso al mercato sarebbe meno efficiente. La procedura prevede un parere vincolante dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. La disciplina si inserisce nel più ampio filone di misure che, a partire dal decreto legge n. 223/2006, mira a circoscrivere il campo di azione delle società a partecipazione pubblica e a ridurne il numero.

Da ultimo, la circolare considera il sistema di controlli che gli enti locali devono adottare, in base al decreto legge n. 174/2012, sulle società non quotate partecipate. In una prima fase, sino alla fine del 2013, la disciplina si applica solo agli enti locali con popolazione superiore a 100.000 abitanti.

 

8) Aggiornato l’Annuario del contribuente

E’ stato nuovamente aggiornato l’Annuario del contribuente al 5 luglio 2013;

Questi i particolari:

Aggiornamento Parte II - Il Fisco sulla casa

E’ stato aggiornato l’importo del contrassegno telematico da apporre sul contratto di locazione.

Aggiornamento Parte III - Irpef e dichiarazione dei redditi

E’ stata inserita la disposizione, contenuta nel decreto legge n. 76/2013, che ha innalzato la percentuale dell’acconto Irpef, stabilendo che a partire dal periodo d’imposta 2013 esso è dovuto nella misura del 100%.

Aggiornamento Parte IV – Rendite finanziarie e tassazione dei beni di lusso

Aggiornati gli importi della tassa annuale sulle imbarcazioni, a seguito del Dl 69/2013.

 

9) Studi di settore: aggiornato software Gerico 2013 (versione 1.0.3)

L’Agenzia delle entrate il 05 luglio 2013 ha aggiornato il software di compilazione Studi di settore - Gerico 2013.

Il prodotto software GERICO 2013 versione 1.0.3 versione del 5/7/2013 consente il calcolo della congruità, tenuto conto della normalità economica, e della coerenza economica per i 205 studi di settore applicabili per il periodo d’imposta 2012. Il software è aggiornato con le modifiche agli studi previste dai DDMM 21/04/2013 e 28/04/2013 e con i correttivi crisi da applicare alle risultanze degli studi di settore approvati con DM 23/05/2012.

La versione 1.0.3 del 5 luglio 2013 prevede le seguenti modifiche rispetto alla versione precedente:

Per lo studio VM09A è stato adeguato il controllo bloccante confermabile tra i quadri D e Z in relazione ai campi D00101, D00201 e Z00101, nonché in relazione ai campi D00301 D00401 e Z00201.

 

10) Aggiornato il software di compilazione del modello di versamento F24

L’Agenzia delle entrate il 05 luglio 2013 ha aggiornato la versione software: 2.5.6 del 05/07/2013.

Si tratta del software F24 online è un prodotto che permette alle persone fisiche e alle società di compilare il modello F24 ed eseguire il pagamento online delle imposte senza doversi recare presso gli sportelli bancari.

Aggiornamenti

- Adeguamento a quanto previsto dalla Risoluzione n. 41 del 28/06/2013

- Adeguamento a quanto previsto dal Provvedimento con protocollo n. 2013/75075 del 19/06/2013, riguardante l'estensione delle modalità di versamento

- Correzione anomalie per i tributi sezione Erario 910B, 911B e 912B.

 

11) Trattamento ai fini dell’imposta di bollo della domanda di deposito dell’indirizzo PEC presentata dalle imprese individuali al registro delle imprese

Imprese individuali come le società: niente imposta di bollo sulla Pec. Il tributo continua naturalmente a essere dovuto per l’eventuale adempimento principale, ad esempio, sulla domanda di prima iscrizione dell’azienda nell’apposito registro.

L’esenzione dall’imposta di bollo, per l’iscrizione dell’indirizzo di posta elettronica certificata, concessa alle imprese societarie vale anche per quelle individuali.

Considerato che, oramai, sia le prime sia le seconde sono obbligate a comunicare la propria Pec, non vi è motivo di disparità di trattamento.

Lo ha chiarito l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 45/E del 5 luglio 2013.

Pertanto, l’iscrizione dell’indirizzo di posta elettronica certificata nel registro delle imprese e le sue successive eventuali variazioni sono esenti dall’imposta di bollo e dai diritti di segreteria.

L’Agenzia, infine, ricorda che in caso di domanda di prima iscrizione al registro delle imprese il bollo sarà dovuto soltanto per l’“immatricolazione” e non per la registrazione della Pec.

Qualora, invece, dopo la prima iscrizione l’azienda comunica esclusivamente l’indirizzo e-mail, non dovrà pagare alcun bollo.

 

12) Governo: abolizione provincie

In apertura dei lavori il Consiglio dei ministri, nella seduta del 05 luglio 2013, ha esaminato uno schema di disegno di legge costituzionale per l’abolizione delle province.

Entro sei mesi dalla data in entrata in vigore della legge costituzionale le Province sono soppresse. Sulla base di criteri e requisiti definiti con legge dello Stato sono individuate dallo Stato e dalle Regioni le forme e le modalità di esercizio delle relative funzioni.

 

13) Imposta di registro: determinazione della base imponibile degli atti di garanzia, reale o personale, formati per corrispondenza ed enunciati in atti giudiziari

Ai fini dell’imposta di registro, gli atti di garanzia formati per corrispondenza ed

enunciati in un provvedimento giudiziario richiesto dal creditore a tutela del proprio diritto di credito, devono essere tassati (con l’aliquota dello 0,50%) limitatamente alla parte degli stessi che, non avendo ancora trovato esecuzione, sia ancora espressiva di attuale capacità contributiva.

Tale importo coincide, in sostanza, con la parte di credito per la cui esecuzione è stato attivato il procedimento giudiziario e, quindi, con il valore del credito il cui pagamento sia stato “ingiunto” al debitore e al fideiussore tramite l’atto giudiziario.

Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 46/E del 5 luglio 2013, tesa a chiarire le modalità di determinazione della base imponibile dell’imposta di registro con riferimento agli atti giudiziari nei quali siano enunciati atti di assunzione di garanzie reali o personali formati per corrispondenza, consentendo così, agli uffici un corretto orientamento nella gestione delle controversie.

 

Vincenzo D’Andò