Novità fiscali del 5 luglio 2013: rapporti fra l’IMU e le imposte sui redditi, nuovi chiarimenti

Pubblicato il 5 luglio 2013



rapporti tra IMU e imposte sui redditi: deducibilità contributi ai consorzi obbligatori; bonus infanzia: contributo per il servizio di baby sitting - asilo; indisponibilità servizi gestione ex ENPALS; start up innovative: estensione dei criteri per l’accesso al regime agevolato; SRL semplificata e s.r.l. a capitale ridotto: modifiche e abrogazioni; IVA - comunicazione, da parte degli operatori finanziari, delle operazioni il cui corrispettivo è pagato con strumenti elettronici: ulteriore proroga; il periodo di crisi giustifica le vendite sotto costo: niente accertamenti fiscali; frode milionaria e riciclaggio; ristrutturazioni edilizie: detrazione del 50% per l’acquisto di mobili, prime indicazioni dalle Entrate

 

 

Indice:

1) Rapporti tra IMU e imposte sui redditi: deducibilità contributi ai consorzi obbligatori

2) Bonus Infanzia: contributo per il servizio di baby sitting - asilo

3) Indisponibilità servizi gestione ex ENPALS

4) Start up innovative: estensione dei criteri per l’accesso al regime agevolato

5) S.r.l. semplificata e s.r.l. a capitale ridotto: modifiche e abrogazioni

6) IVA - Comunicazione, da parte degli operatori finanziari, delle operazioni il cui corrispettivo è pagato con strumenti elettronici: ulteriore proroga

7) Il periodo di crisi giustifica le vendite sotto costo: niente accertamenti fiscali

8) Frode milionaria e riciclaggio

9) Ristrutturazioni edilizie: detrazione del 50% per l’acquisto di mobili, prime indicazioni dalle Entrate

 

 

1) Rapporti tra IMU e imposte sui redditi: deducibilità contributi ai consorzi obbligatori

Contributi ai consorzi obbligatori: l’Imu non è di ostacolo per la deduzione.

L’introduzione dell’imposta municipale, che come è noto ha sostituito l’Irpef per gli immobili non locati, non determina alcuna conseguenza sulla possibilità di dedurre tali oneri.

E’, quindi, possibile portare in deduzione dal proprio reddito complessivo i contributi versati a consorzi obbligatori relativamente a un immobile soggetto a Imu, a condizione che l’importo del versamento non sia stato già considerato nella determinazione della rendita catastale.

Viceversa, l’opzione per il regime della cedolare secca preclude la fruizione della suddetta deduzione, peraltro prevista dall’art. 10, comma 1, lett. a), del TUIR.

Sono questi i chiarimenti fatti dall’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 44/E del 04 luglio 2013, a seguito dei numerosi quesiti posti per conoscere se, alla luce dell’introduzione, con decorrenza dal 1° gennaio 2012, dell’IMU che sostituisce l’IRPEF per gli immobili non locati e non affittati, il cui reddito in precedenza concorreva al reddito complessivo, i contributi versati a consorzi obbligatori per legge possano ancora essere portati in deduzione dal reddito complessivo del contribuente.

Deduzione dei contributi ai consorzi obbligatori

Nella C.M. n. 5/E del 2013 è stato affermato che, sebbene l’IMU non abbia natura di imposta sul reddito, l’effetto di sostituzione dell’IRPEF si concretizza nell’ambito del TUIR mediante l’esclusione, dalla base imponibile dell’IRPEF, del reddito fondiario prodotto dagli immobili non affittati o non locati, soggetti alla sola IMU.

Nei casi rappresentati, la non concorrenza al reddito complessivo non deriva direttamente da norme “interne” all’IRPEF che rendono l’immobile non produttivo di reddito, ma da una norma “esterna” che ha decorrenza dal 2012,

introduttiva dell’effetto di sostituzione sopra richiamato.

Infatti, sotto il profilo sostanziale, l’immobile non locato o non affittato è comunque produttivo di reddito e la non concorrenza al reddito complessivo IRPEF deriva dall’assoggettamento obbligatorio dell’immobile all’IMU, sostitutiva dell’IRPEF, la cui base imponibile:

- deriva dalla rendita catastale, analogamente al reddito fondiario;

- non dà rilevanza (nella forma di deduzioni, detrazioni, o aliquote

agevolate) al contributo obbligatorio.

Inoltre, l’IMU non è deducibile dall’IRPEF e, quindi, non è ipotizzabile una deduzione “indiretta” del contributo al consorzio obbligatorio per legge.

Alla luce di ciò, l’Agenzia ritiene che la deducibilità dei contributi obbligatori dal reddito complessivo sia possibile nei casi in cui, in assenza dell’IMU, i redditi degli immobili su cui gravano i contributi stessi avrebbero concorso al reddito complessivo e sempreché il contributo obbligatorio non sia stato già considerato nella determinazione della rendita catastale.

Immobile locato al regime della cedolare secca

A diverse conclusioni, invece, perviene la stessa Agenzia nell’ipotesi in cui la non concorrenza al reddito complessivo derivi dall’assoggettamento del reddito derivante dall’immobile locato al regime della cedolare secca, di cui all’art. 3 del D.Lgs. n. 23 del 2011.

Infatti, per effetto del comma 1 del citato art. 3 del d.lgs. n. 23 del 2011, il regime della cedolare secca, pur essendo sostitutivo dell’IRPEF, è comunque un

regime di tassazione non obbligatorio, bensì meramente opzionale, e consente,

quindi, al contribuente di comparare la convenienza del regime sostitutivo in parola rispetto a quello ordinario, che permette di fruire della citata deduzione.

Conseguentemente, l’opzione per il regime della cedolare secca preclude la fruizione della deduzione in commento, prevista dall’art. 10, comma 1, lett. a),

del TUIR.

Non rileva in senso contrario la previsione di cui all’art. 3, comma 7, del citato D.Lgs. n. 23 del 2011, secondo cui si deve tenere conto del reddito assoggettato a cedolare secca al fine di verificare la spettanza di benefici fiscali o assistenziali, poiché tale disposizione è diretta ad evitare che dall’assoggettamento del reddito alla cedolare secca in luogo del concorso alla formazione del reddito complessivo, derivino indebiti vantaggi per i contribuenti in termini di condizione di familiare fiscalmente a carico, detrazioni per carichi di famiglia, altre detrazioni d'imposta rapportate al reddito previste dall'articolo 13 del TUIR, detrazioni per canoni di locazioni di cui all’articolo 16 del TUIR.

 

2) Bonus Infanzia: contributo per il servizio di baby sitting - asilo

L’Inps informa che é stato pubblicato nella sezione Servizi al cittadino il servizio che consente alle madri lavoratrici di partecipare alla concessione di un contributo per l’acquisto di servizi per l’infanzia o per il servizio di baby sitting, a fronte della rinuncia ad una parte del congedo parentale.

Il servizio è raggiungibile a questo indirizzo:

Bonus Infanzia: domanda per il contributo asilo e voucher baby sitting.
Tutte le informazioni sono reperibili nel
Bando per l’assegnazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia di cui all’art. 4, comma 24, lettera b) della legge 28 giugno 2012, n. 92.”

(Inps, nota del 04 luglio 2013)

 

3) Indisponibilità servizi gestione ex ENPALS

L’Inps informa che, per indifferibili operazioni di manutenzione straordinaria, i servizi della gestione Ex-Enpals non saranno disponibili dalle ore 17:00 di giovedi 4 Luglio fino alle ore 11:00 di lunedì 8 luglio. L’Istituto previdenziale si scusa per il disagio.

(Inps, nota del 04 luglio 2013)

 

4) Start up innovative: estensione dei criteri per l’accesso al regime agevolato

Con il D.L. n. 76 del 28 giugno 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 150 del 28 giugno 2013, è stata modificata la disciplina delle imprese Start up innovative introdotta dal D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 convertito dalla Legge n. 221 del 17 dicembre 2012.

Il decreto modifica alcuni dei requisiti di cui l’impresa deve essere in possesso per essere qualificata Start up innovativa e beneficiare del regime agevolato per essa previsto.

In primo luogo viene eliminato il requisito obbligatorio in base al quale per essere qualificata Start up è necessario che la maggioranza delle azioni o quote sia detenuta da persone fisiche al momento della costituzione e per i successivi ventiquattro mesi.

Il decreto prevede, inoltre, che può essere qualificata impresa Start up innovativa l’impresa che oltre al possesso dei requisiti obbligatori sia in possesso alternativamente di uno dei seguenti requisiti:

- abbia effettuato spese in ricerca e sviluppo di importo uguale o superiore non più al 20 ma al 15% del maggior valore tra costo e valore totale della produzione della Start up innovativa;

- impieghi personale altamente qualificato, tra cui vengono ricompresi accanto alle persone in possesso di dottorato di ricerca o che abbiano svolto attività di ricerca certificata per almeno tre anni anche i soggetti in possesso di laurea magistrale, purché essi rappresentino almeno i 2/3 della forza lavoro complessiva;

- sia titolare, depositario o licenziatario di una privativa industriale, oppure sia titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore registrato presso il registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore.

 

5) S.r.l. semplificata e s.r.l. a capitale ridotto: modifiche e abrogazioni

Con il D.L. n. 76 del 28 giugno 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 150 del 28 giugno 2013, è stata modificata la disciplina della s.r.l. semplificata contenuta nell’art. 2463 bis c.c..

Le modifiche riguardano in particolare:

- l’eliminazione del limite dei 35 anni di età dei soci per la costituzione della società;

- l’abrogazione del divieto di cessione delle quote a persone fisiche ultra trentacinquenni;

- l’attribuzione dell’amministrazione della società anche a persone diverse dai soci.

Contestualmente il decreto ha abrogato i primi 4 commi del dell’art. 44 del D.L. n. 83 del 22 giugno 2013, eliminando dall’ordinamento la figura della s.r.l. a capitale ridotto e prevedendo la riqualificazione di diritto in s.r.l. semplificata delle s.r.l. a capitale ridotto già iscritte nel registro delle imprese.

Per effetto di queste modifiche la s.r.l. semplificata rimane l’unica forma giuridica di s.r.l. a capitale simbolico (compreso tra 1 e 9.9999 euro), accessibile alle persone fisiche di qualunque età.

 

6) IVA: comunicazione, da parte degli operatori finanziari, delle operazioni il cui corrispettivo è pagato con strumenti elettronici: ulteriore proroga

L’art. 7, comma 2, lett. o), del D.L. n. 70/2011, ha escluso dalla comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA di importo non inferiore a 3.000 euro (c.d. “spesometro”) le operazioni, effettuate nei confronti di non soggetti passivi IVA, per le quali il pagamento dei corrispettivi è effettuato con carte di credito, di debito o prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione all’Anagrafe tributaria dei rapporti e delle operazioni con la clientela, a norma dell’art. 7, comma 6, del D.P.R. n. 605 del 1973.

Poi, l’art. 23, comma 41, del D.L. n. 98/2011, ha previsto per gli operatori finanziari emittenti i suddetti strumenti elettronici di pagamento l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle operazioni in questione di ammontare pari o superiore a 3.600 euro.

Con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 185905 del 29 dicembre 2011 sono stati stabiliti le modalità e il termine di presentazione della comunicazione.

Il provvedimento aveva fissato nel 30 aprile 2012 il termine ultimo per inviare telematicamente la prima comunicazione - contenente i dati relativi alle operazioni rilevate nel periodo compreso tra il 6 luglio 2011 (data di entrata in vigore del D.L. n. 98 del 2011, istitutivo di tale obbligo) e il 31 dicembre dello stesso anno - utilizzando il tracciato approvato con lo stesso provvedimento.

Successivamente, il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 56565 del 13 aprile 2012 aveva soppresso il tracciato approvato con il provvedimento del 29 dicembre 2011 e differito al 15 ottobre 2012 il predetto termine del 30 aprile 2012; il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 143439 dell’11 ottobre 2012 aveva, poi, di nuovo differito tale termine del 15 ottobre 2012 al 31 gennaio 2013.

In seguito, il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 31 gennaio 2013 aveva, ancora, differito il termine del 31 gennaio 2013 al 3 luglio 2013).
Con il provvedimento del 2 luglio 2013, il termine in questione è stato, ora, ulteriormente prorogato al 12 novembre 2013, al fine di consentire ai soggetti obbligati di predisporre i necessari adeguamenti tecnici per uniformarsi alle nuove specifiche tecniche, da utilizzare per la comunicazione in parola, ancora in corso di elaborazione – specifiche tecniche che, una volta approvate, saranno pubblicate sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate – nonché per allineare il termine per la trasmissione a quello di altre comunicazioni interessate dalle attività di semplificazione degli adempimenti.

(Assonime, nota del 04 luglio 2013)

 
7) Il periodo di crisi giustifica le vendite sotto costo: niente accertamenti fiscali

Stop agli accertamenti fiscali in presenza di vendite sotto costo a causa del periodo di crisi economica.

Non configura condotta antieconomica la vendita di beni a prezzi inferiori al costo di acquisto se l’impresa è in “odore” di fallimento, ovvero in uno stato di profonda crisi economica.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16695 del 03 luglio 2013.

E’, dunque, illegittima la rettifica di maggiori operazioni imponibili.

Spesso gli uffici finanziari applicano automaticamente la presunzione di ricavi superiori a quelli contabilizzati, ma soprattutto in un periodo di crisi finanziaria come quello attuale, vi sono imprese costrette a vendere beni a prezzi bassi. Secondo la Corte Suprema, occorre tenerne conto.

Nel caso di specie, la Cassazione ha accolto la tesi proposta dalla società, peraltro fondata sulla considerazione che “l’antieconomicità dell’attività” – ossia i bassissimi prezzi praticati in fase di vendita – trova “ragione e giustificazione proprio nella crisi dell’impresa”, poi culminata nella “dichiarazione di fallimento”. Tale prospettiva, a parere dei giudici supremi, è razionale e condivisibile.

 

8) Frode milionaria e riciclaggio

In gergo vengono definite “spurie”; sono quelle cooperative che di cooperativo hanno solo il nome, essendo di fatto gestite per ottenere indebiti vantaggi fiscali e contributivi e garantire arricchimenti illeciti a chi le istituisce, coordina e amministra.

I militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Milano hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un consulente aziendale e del lavoro con studio a Milano ma referente di soggetti economici operanti nell'area centro-settentrionale.

Dagli addetti ai lavori era ed è conosciuto come un riferimento, uno specialista nel settore, abile ed esperto nell'istituire consorzi e cooperative che fornivano prestazioni di servizi loro sub-appaltati da importanti committenti. Il professionista è stato atteso allo scalo di Roma Fiumicino dalle Fiamme Gialle, che lo hanno fermato non appena sceso dell'aereo, di ritorno da un viaggio a Malta.

L'attività ispettiva, avviata anche a seguito di segnalazione dell'Agenzia delle Entrate, e le indagini di polizia giudiziaria svolte dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, dirette del P.M. della Procura di Milano, hanno scoperto un articolato e nel tempo collaudato sistema fraudolento gestito e organizzato dal soggetto, finalizzato all'evasione fiscale e contributiva ed a creare fondi occulti da cui attingere risorse anche per esigenze personali.

Una struttura organizzata orientata alla commissione di reati tributari, contributivi e di intermediazione di manodopera, che ha operato in maniera stabile e per diversi anni avvalendosi in modo strumentale di cooperative fittizie costituite "ad arte" e intestate a prestanome, spesso indigenti, nate solo per "incamerare" i dipendenti assumendoli formalmente come soci-lavoratori e emettere fatture false.

Tramite una vera e propria filiera, costituita da cooperative del tutto inadempienti agli obblighi fiscali, le cd. "cartiere", e da cooperative cd. "filtro", ossia interposte tra le "cartiere" e i consorzi sub-appaltanti, la sistematica falsa fatturazione ha consentito ingenti e indebiti risparmi fiscali anche ad un colosso consortile laziale, del quale il soggetto è emerso come referente "tuttofare" per l'area settentrionale.

L'ammontare della frode perpetrata è stato ad oggi quantificato complessivamente in circa 16 mln, tra fatture per operazioni inesistenti emesse e imposte sui redditi e Iva evase.

Principale addetto all'assunzione e al pagamento dei dipendenti e ai rapporti con le banche e alla gestione materiale delle movimentazioni del denaro, il soggetto è responsabile anche di riciclaggio, avendo contribuito a trasferire - occultandone la provenienza delittuosa - parte dei guadagni sporchi mediante operazioni bancarie fuori-conto, e come tali difficilmente tracciabili e ricostruibili; altra parte del denaro così accumulato risulterebbe essere stato trasferito all'estero e destinato all'acquisto di un immobile in Brasile.

Oltre all'arresto, nei confronti dello stesso le Fiamme Gialle è in corso di esecuzione il sequestro preventivo di denaro e beni nella disponibilità del soggetto di tre unità immobiliari, una partecipazione societaria e tre rapporti finanziari intestati all'arrestato, beni che si presumono acquistati o alimentati con i guadagni illeciti e sequestrati a garanzia del patrimonio dello Stato.

L'attività di indagine pone ulteriormente l'accento sul fenomeno delle cooperative di produzione e lavoro fittizie, che l'attuale fase di crisi economica e lavorativa rende tanto più delicato quanto meno tollerabile, soprattutto laddove viene stravolta - con effetti quasi paradossali - la funzione costituzionale delle cooperative, che si trasformano da istituti di valorizzazione e tutela del lavoratore a strumenti di illeciti arricchimenti e sfruttamento del lavoratore stesso.

Il tutto, a danno di quest'ultimo, delle casse dello Stato e di chi opera nel rispetto della legalità e delle comuni regole di concorrenza.

(GdF, nota del 04 luglio 2013)

 

9) Ristrutturazioni edilizie: detrazione del 50% per l’acquisto di mobili, prime indicazioni dalle Entrate

I contribuenti che eseguono lavori di ristrutturazione di immobili residenziali hanno diritto a una detrazione Irpef del 50% per le spese sostenute per l’acquisto di mobili destinati all’arredo degli immobili su cui sono effettuati i lavori, con un tetto massimo di spesa di 10mila euro.

In attesa di conoscere l’esatto contenuto dell’art. 16 del recente D.L. n. 63 del 2013 come risultante dalla conversione in legge del decreto, attualmente all’esame del Parlamento, l’Agenzia delle entrate ha ritenuto opportuno dare prime indicazioni sulle modalità di esecuzione dei pagamenti.

Come avere diritto alla detrazione

I contribuenti devono eseguire i pagamenti mediante bonifici bancari o postali, con le medesime modalità già previste per i pagamenti dei lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati.

Nei bonifici, pertanto, dovranno essere indicati:

- la causale del versamento attualmente utilizzata dalle banche e da Poste Italiane SPA per i bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati;

- il codice fiscale del beneficiario della detrazione;

- il numero di partita Iva ovvero il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Con successive comunicazioni saranno forniti ulteriori chiarimenti sull’applicazione dell’agevolazione.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 100 del 4 luglio 2013)

 

Vincenzo D’Andò