Novità fiscali del 4 luglio 2013: tutte le proposte di semplifcazione fiscale

no Pec, niente sanzione ma é sospensione; mancata presentazione della dichiarazione: costi non deducibili; accertamenti bancari: il giudice deve motivare le presunzioni; spesometro: operazioni rilevanti Iva pari o superiori a 3.600 euro: al 12 novembre la comunicazione degli acquisti tramite Pos; pronto il pacchetto delle semplificazioni fiscali: alle misure del Disegno di legge si aggiungono i tagli amministrativi delle Entrate; ecobonus: sconto anche per caldaie pompe di calore, ok a bonus per grandi elettrodomestici; Mininistero Lavoro: individuazione dei lavoratori svantaggiati; detassazione: ulteriori chiarimenti dal Welfare; Ministero Sviluppo Economico: regime di aiuto per promuovere la nascita di nuove imprese nel Sud

 

Indice:

1) No Pec, niente sanzione ma é sospensione

2) Mancata presentazione della dichiarazione: costi non deducibili; accertamenti bancari: il giudice deve motivare le presunzioni

3) Operazioni rilevanti Iva pari o superiori a 3.600 euro: al 12 novembre la comunicazione degli acquisti tramite Pos

4) Pronto il pacchetto delle semplificazioni fiscali: alle misure del Disegno di legge si aggiungono i tagli amministrativi delle Entrate

5) Ecobonus: sconto 65% anche per caldaie pompe di calore, ok a bonus per grandi elettrodomestici

6) Ministero Lavoro: individuazione dei lavoratori svantaggiati

7) Detassazione: ulteriori chiarimenti dal Welfare

8) Ministero Sviluppo Economico: regime di aiuto per promuovere la nascita di nuove imprese nel Sud

 

 

1) No Pec, niente sanzione ma é sospensione

Riguardo gli adempimenti Pec, una nota di Unioncamere ha chiarito che non vi può essere disparità di trattamento tra imprese individuali e società.

Pertanto, se le imprese individuali, al 30 giugno, non saranno provviste di Pec non rischieranno la sanzione fino a 1.032 euro prevista dall’art. 2630 c.c..

Tuttavia, in caso di mancata attivazione della Pec, per la nuova impresa, viene sospesa la domanda di iscrizione al registro (45 giorni per le ditte individuali e tre mesi per le società, dopodiché, decorso inutilmente il termine, la domanda di iscrizione viene respinta). Per le imprese già esistenti non hanno effetto, invece, le variazioni comunicate al Registro delle imprese.

 

2) Mancata presentazione della dichiarazione: costi non deducibili

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16573 del 02 luglio 2013, ha stabilito che in presenza di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi non si possono dedurre i costi solo sulla base di un giudizio di corretta tenuta delle scritture contabili da parte dei verificatori, se il contribuente non prova la loro certezza ed inerenza.

Inoltre, la semplice giustificazione di aver consegnato la dichiarazione dei redditi all’intermediario abilitato alla trasmissione telematica non basta ad escludere le sanzioni per l’omessa presentazione. Nel caso di specie ad un contribuente era stato rettificato un maggior reddito a causa della omessa presentazione della dichiarazione dei redditi per alcuni periodi di imposta.

Accertamenti bancari: il giudice deve motivare le presunzioni

Il giudice di merito deve sempre argomentare le ragioni per le quali non ritiene convincente quanto addotto dal contribuente. Non può, dunque, limitarsi a generiche considerazioni sul valore delle presunzioni in tema di accertamenti bancari e, in particolare, sui prelevamenti.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16575 del 02 luglio 2013.

Nel caso di specie, il fisco effettuava indagini bancarie sui conti di una Srl e su quelli dell’amministratore. A fronte di prelevamenti ritenuti non giustificati, erano contestati maggiori ricavi imponibili. Avverso l’avviso di accertamento veniva proposto ricorso innanzi la competente Ctp che lo respongeva. Anche la Ctr confermava la rettifica dell’ufficio. Ma i giudici di legittimità hanno accolto il ricorso.

 

3) Operazioni rilevanti Iva pari o superiori a 3.600 euro: al 12 novembre la comunicazione degli acquisti tramite Pos

Scade il 12 novembre 2013 e non il 3 luglio 2013, come stabilito in precedenza, il termine ultimo per la comunicazione da parte degli operatori finanziari dei dati delle operazioni rilevanti ai fini Iva, di importo non inferiore a 3.600 euro, relative al periodo 6 luglio – 31 dicembre 2011, in cui l’acquirente è un consumatore finale che ha pagato con carta di credito, di debito o prepagata.

Lo ha previsto il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 02 luglio 2013.

Lo slittamento nasce dall’esigenza di mettere a punto gli accorgimenti tecnici necessari, in sintonia con le principali associazioni di categoria rappresentative dei soggetti obbligati alla comunicazione.

Allo…

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