Novità fiscali del 3 luglio 2013: a breve diventa obbligatoria l’assicurazione professionale per i Commercialisti

Pubblicato il 3 luglio 2013



commercialisti: entro ferragosto 2013 scatta l’obbligo dell’assicurazione RC professionale; domande per l’assegnazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia: nuovi termini; incentivi per nuove assunzioni a tempo indeterminato di giovani lavoratori; regime fiscale degli organismi di investimento collettivo del risparmio residenti e Confidi

 

 

Indice:

1) Commercialisti: entro ferragosto 2013 scatta l’obbligo dell’assicurazione RC professionale

2) Domande per l’assegnazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia: nuovi termini di presentazione

3) Incentivi per nuove assunzioni a tempo indeterminato di giovani lavoratori

4) Regime fiscale degli organismi di investimento collettivo del risparmio residenti e confidi

 

 

1) Commercialisti: entro ferragosto 2013 scatta l’obbligo dell’assicurazione RC professionale

Entro il 15 agosto 2013, tutti i professionisti iscritti a un Albo dovranno aver stipulato una polizza assicurativa di responsabilità civile a copertura dei rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale.

La proroga introdotta nel 2012 dal DPR n. 137/2012 ha, infatti, fatto slittare di un anno quanto disposto dalla Legge n. 148/2011.

Lo ricorda l’ANC con una nota la quale precisa che in generale, l’assicurazione andrà a coprire le responsabilità in caso di inadempienza, negligenza, imprudenza o imperizia che possono comprendere, ad es., lo smarrimento, il danneggiamento o la distruzione di documenti, denaro o titoli ricevuti in custodia dal cliente oppure errori nella tenuta dei registri contabili. La polizza non copre naturalmente il professionista che compia volontariamente un atto illecito.

L’obbligo di assicurarsi, come specificato dalla legge, è mirato alla tutela del cliente, il quale dovrà essere informato dal professionista degli estremi della polizza stipulata e del relativo massimale (art. 9 del D.L. n. 1/2012) al momento dell’assunzione dell’incarico.

Viene poi ricordato che non adempiere a tale disposizione e non informare il cliente circa l’assicurazione professionale costituiscono illecito disciplinare deontologico che sarà valutato dall’Ordine professionale di competenza.

 

2) Domande per l’assegnazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia: nuovi termini di presentazione

L’Inps comunica che i termini originariamente previsti per l’invio delle domande per l’assegnazione dei contributi per l’acquisto dei servizi per l’infanzia di cui all’art. 4, comma 24, lettera b) della legge 28 giugno 2012, n. 92, sono stati rideterminati.
Pertanto, ferme restando le modalità di invio prevista dal bando, le domande potranno essere presentate dalle ore 12,00 del 2 luglio 2013 fino al giorno 11 luglio 2013.

(Inps, nota del 02 luglio 2013)

 

3) Incentivi per nuove assunzioni a tempo indeterminato di giovani lavoratori

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato il 02 luglio 2013, sul proprio sito internet (www.lavoro.gov.it), una sintesi ed il relativo commento alle norme previste nel Decreto Legge n. 76 del 28 giugno 2013.

Incentivi per nuove assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori giovani (art. 1)

Si prevede un beneficio economico equivalente alla decontribuzione totale per le retribuzioni fino a 1.950 euro al mese (per un periodo massimo di 18 mesi) per nuove assunzioni a tempo indeterminato di giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni. La decontribuzione è erogata solo se l’assunzione aumenta l’occupazione complessiva dell’impresa (non solo quella a tempo indeterminato).

In particolare, coerentemente con le regole comunitarie, si stabilisce che i lavoratori, la cui assunzione dà diritto al beneficio, debbano avere un’età compresa tra 18 e 29 anni e rientrino nella categoria dei “lavoratori svantaggiati” contemplati dalla relativa normativa comunitaria.

Il beneficio è pari ad un terzo della retribuzione lorda mensile imponibile del lavoratore interessato, con un limite di 650 euro mensili. Tale beneficio viene corrisposto dall’Inps mensilmente solo dopo la verifica dell’attivazione del rapporto di lavoro.

Nel caso in cui si tratti di una nuova assunzione a tempo indeterminato, il beneficio è erogato per un periodo di 18 mesi. Nel caso di contratto a tempo determinato trasformato in contratto a tempo indeterminato, il beneficio è limitato a 12 mesi: in ogni caso, la trasformazione deve determinare un incremento occupazionale (il che vuol dire che l’azienda deve almeno rimpiazzare il contratto trasformato).

La dotazione finanziaria è pari a:

- 500 milioni di euro per il periodo 2013-2016 nelle otto regioni del Mezzogiorno, a valere su fondi europei;

- 294 milioni di euro per il medesimo periodo per le altre aree del Paese.

Le Regioni possono finanziare ulteriormente, e con fondi propri, le misure in questione.

Interventi straordinari per favorire l’occupazione, in particolare giovanile (art. 2)

La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome adotterà entro il 30 settembre 2013 “linee guida” volte a disciplinare le assunzioni con contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere (c.d. “apprendistato del secondo tipo”). L’obiettivo è giungere ad una disciplina più omogenea dell’apprendistato sull’intero territorio nazionale, con particolare riferimento all’offerta formativa pubblica e alle assunzioni effettuate fino al 31 dicembre 2015 dalle piccole e medie imprese. Le linee guida in questione potranno recare specifiche disposizioni in deroga al testo unico sull’apprendistato, con particolare riguardo:

- all’obbligatorietà o meno della redazione del piano formativo individuale;

- alle modalità di registrazione su un documento della formazione e della qualifica professionale a fini contrattuali eventualmente acquisita;

- alla precisazione della normativa riguardante le imprese multilocalizzate.

In materia di tirocini formativi e di orientamento, al fine di cogliere le opportunità legate al semestre di durata dell’Expo2015 viene prevista la possibilità, fino al 31 dicembre 2015, di prorogare di un mese la durata massima dei tirocini. Inoltre, al fine di consentire l’effettivo ricorso ai tirocini anche da parte delle pubbliche amministrazioni statali (comprese quelle ad ordinamento autonomo), viene istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali un apposito fondo (2 milioni all’anno per gli anni 2013-2014-2015).

Allo scopo di sostenere le attività di tirocinio durante il corso degli studi di laurea, svolte dagli studenti iscritti nell’anno accademico 2013-2014, è previsto un incentivo alle università che firmeranno con il MIUR un accordo specifico (per complessivi 3 milioni di euro per il 2013 e 7,6 milioni di euro per il 2014).

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze definisce, con decreto interministeriale, piani di intervento triennali per la realizzazione di tirocini formativi in orario extracurricolare presso imprese, altre strutture produttive di beni e servizi o enti pubblici, destinati agli studenti delle quarte classi delle scuole secondarie di secondo grado. Il medesimo decreto definisce altresì le priorità di accesso ai tirocini per gli studenti meritevoli, fissando anche i criteri per l’attribuzione agli stessi di crediti formativi.

Misure urgenti per l’occupazione giovanile e contro la povertà nel Mezzogiorno Carta per l’inclusione sociale (art. 3)

Si introducono misure in favore degli individui residenti nelle aree del Mezzogiorno per promuovere l’imprenditorialità e coinvolgere in tirocini formativi giovani inattivi. Inoltre, vengono potenziate le misure di contrasto alla povertà e al disagio sociale. In particolare, si consente la possibilità di utilizzare le risorse derivanti dalla riprogrammazione comunitaria del periodo 2007-2013 (328 milioni di euro utilizzabili nel triennio 2013-2015) per il rifinanziamento di misure volte a:

- favorire l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità (80 ml. di euro);

- favorire la promozione e realizzazione di progetti promossi da giovani e da persone di categorie svantaggiate per l’infrastrutturazione sociale e la valorizzazione di beni pubblici (80 ml. di euro);

- consentire di svolgere tirocini formativi in favore di giovani che non lavorano, non studiano e non partecipano ad alcuna attività di formazione (NEET), di età compresa fra i 18 e i 29 anni, residenti e/o domiciliati nelle regioni del Mezzogiorno (168 ml. di euro).

Al fine di ridurre la povertà assoluta nel Mezzogiorno, viene avviato il “Programma per l’inclusione sociale”, estendendo, con la nuova ”Carta per l’inclusione sociale”, l'esperienza avviata con la “Carta acquisti sperimentale” a tutti i territori del Mezzogiorno che non siano stati già interessati dall’intervento previsto a legislazione vigente (160 mil. di euro).

Le Regioni possono finanziare ulteriormente o ampliare l’ambito territoriale, con fondi propri, le misure in questione.

Reimpiego di lavoratori disoccupati e tutela dei lavoratori (art. 7)

Viene istituito un nuovo incentivo per l’assunzione a tempo indeterminato di disoccupati.

In particolare, è prevista la concessione di un contributo per l’assunzione di lavoratori disoccupati che fruiscono dell’ASpI, pari al 50% dell’indennità mensile residua che sarebbe stata corrisposta al lavoratore se fosse rimasto disoccupato.

Le modifiche alla legge n. 92/2012 agiscono sui contratti a tempo determinato, intermittente, collaborazioni coordinate e continuative anche a progetto, lavoro accessorio, nonché sulla procedura obbligatoria di conciliazione in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, in riferimento ad alcune modalità di svolgimento del procedimento. In particolare per:

- contratto di lavoro a tempo determinato

- è demandata alla contrattazione collettiva, anche di secondo livello, l’individuazione delle ipotesi in cui è possibile stipulare contratti c.d. “acausali”, ovvero contratti per la stipula dei quali non è necessaria l'indicazione delle “ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo richieste di norma per tale tipologia contrattuale. La disposizione è valida altresì per la somministrazione di lavoro a tempo determinato (come ad esempio le agenzie di lavoro interinale);

- per semplificare le procedure esistenti è abolito l’obbligo per il datore di lavoro di comunicare la prosecuzione “di fatto” del rapporto di lavoro oltre la scadenza del termine fissato;

- gli intervalli tra un contratto a tempo determinato e il successivo sono ridotti e tornano ad essere pari a 10 o 20 giorni (a seconda della durata del primo contratto). Inoltre, gli intervalli non si applicano a tutti i casi di lavoro stagionale nonché alle ulteriori ipotesi individuate dalla contrattazione collettiva;

- contratto di lavoro intermittente

- i lavoratori possono essere utilizzati per prestazioni di lavoro intermittente per non più di 400 giornate nell’arco di 3 anni solari; superato questo limite, il rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato. Tale disposizione si applica alle prestazioni lavorative successive all'entrata in vigore del decreto;

- al datore di lavoro che non comunica lo svolgimento di prestazioni di lavoro intermittente non viene applicata la sanzione prevista, qualora risulti la volontà di non nascondere la prestazione stessa (ad es. regolarità dei versamenti contributivi).

- lavoro accessorio,

oltre a chiarire il contenuto della prestazione, si prevede l’emanazione di un decreto del Ministro del lavoro sull’uso dei voucher per specifiche categorie di soggetti svantaggiati da parte delle amministrazioni pubbliche.

Inoltre, si prevede:

- l’estensione delle tutele per il contrasto delle c.d. “dimissioni in bianco” ai lavoratori e alle lavoratrici con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, ovvero con contratti di associazione in partecipazione;

- il ripristino della precedente disposizione che stabiliva il limite di reddito annuale entro cui si mantiene lo stato di disoccupazione;

- il differimento al 31 ottobre 2013 del termine entro cui le organizzazioni sindacali e imprenditoriali, comparativamente più rappresentative a livello nazionale, stipulano accordi collettivi per la costituzione di fondi di solidarietà per i settori non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale. Decorso inutilmente l’ulteriore periodo di proroga, diventa operativo il meccanismo basato sulla istituzione del fondo di solidarietà residuale. Viene anche disposta la proroga al 31 dicembre 2013 dei decreti interministeriali riguardanti alcuni fondi di solidarietà di settore.

Ulteriori disposizioni in materia di occupazione (art. 9)

L’articolo prevede disposizioni nei seguenti ambiti:

- viene eliminato il limite di 35 anni di età per costituire le società semplificate a responsabilità limitata, con rilevanti vantaggi economici rispetto alle precedenti società a capitale ridotto, che vengono pertanto eliminate;

- viene consentita l’assunzione congiunta di lavoratori anche alle imprese agricole dello stesso gruppo o di uno stesso proprietario o nucleo, ovvero legate da un contratto di rete;

- il regime della solidarietà negli appalti trova applicazione anche in relazione ai compensi e agli obblighi di natura previdenziale e assicurativa nei confronti dei lavoratori impiegati con contratti di natura autonoma, con conseguente aumento delle tutele per i lavoratori;

- vengono rafforzate le tutele in tema di igiene, salute e sicurezza sul lavoro, aumentando le ammende per contravvenzioni alle norme esistenti e chiarendo che tutte le prestazioni, anche quelle basate su contratti di lavoro non subordinato, devono essere svolte nel rispetto delle norme in materia di igiene, salute e sicurezza;

- obbligo di depositare i contratti aziendali che derogano alla disciplina legale e contrattuale collettiva in alcune materie (ad esempio: orario di lavoro, appalti, contratti a termine, lavoro a progetto) presso la Direzione territoriale del lavoro competente per territorio;

- semplificazione delle comunicazioni obbligatorie: le comunicazioni di assunzione, cessazione, trasformazione e proroga dei rapporti di lavoro sono valide ai fini dell’assolvimento di tutti gli obblighi di comunicazione posti anche a carico dei lavoratori;

- relativamente all’immigrazione:

- modifiche al Testo unico in materia di immigrazione al fine di verificare la presenza di un lavoratore disponibile sul territorio nazionale prima di avviare il processo di istruttoria per il rilascio del “nulla osta al lavoro subordinato” per l’ingresso dall’estero di un lavoratore non comunitario;

- semplificazione delle procedure di rilascio dei visti per studio e formazione professionale, nei confronti di stranieri ammessi a frequentare i corsi di formazione professionale e a svolgere i tirocini formativi;

i fondi residui della gestione dello stato di emergenza umanitaria relativa all’afflusso di cittadini appartenenti ai paesi del Nord Africa confluiscono nel Fondo per l’accoglienza dei minori stranieri, istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che per l’anno corrente risulta privo di disponibilità finanziarie. Pertanto, tale riassegnazione consentirà di far fronte, almeno parzialmente, alle esigenze finanziarie degli enti locali, mantenendo inalterata la finalità di destinazione delle somme;

- snellimento del procedimento di emersione dei cittadini non comunitari irregolari.

 

4) Regime fiscale degli organismi di investimento collettivo del risparmio residenti e confidi

Dalle Entrate i chiarimenti in materia di OICR e CONFIDI.

A seguito delle numerose richieste di chiarimento sui particolari regimi fiscali ai fini delle imposte sui redditi degli Organismi di investimento collettivo del risparmio e dei Confidi, l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 43/E del 02 luglio 2013, ha fornito i seguenti chiarimenti.

Regime fiscale degli organismi di investimento collettivo del risparmio residenti

Come noto, a decorrere dal 1° luglio 2011, il regime di tassazione degli Organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) residenti è disciplinato, ai fini delle imposte sui redditi, dal comma 5-quinquies dell’articolo 73 del TUIR, come sostituito dall’articolo 96, comma 1, lettera a), del decreto legge 24 gennaio 2012, n.1, convertito dalla legge 24 marzo 2012, n. 27.

In particolare, come già precisato nella circolare n. 11/E del 28 marzo 2012, sulla base di tale previsione normativa, gli OICR residenti in Italia sono inclusi tra i soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società (IRES) e la natura di soggetti residenti nel territorio dello Stato è attribuita, in via generale, agli OICR istituiti in Italia (cfr. articolo 73, comma 1, lettera c), e comma 3 del TUIR, nel testo modificato dal medesimo articolo 96 del decreto legge n. 1 del 2012).

L’articolo 73, comma 5-quinquies, del TUIR prevede, inoltre, che nei confronti degli organismi di investimento in parola il prelievo delle ritenute sui redditi di capitale è limitato a specifiche ipotesi in cui sono applicate a titolo d’imposta, mentre non si applicano le ritenute previste dai commi 2, 3, 3-bis e 5 dell’articolo 26 del DPR n. 600/1973 e dall’articolo 26-quinquies del medesimo decreto, nonché quelle previste dall’articolo 10-ter della legge 23 marzo 1983, n. 77 e successive modificazioni.

Si tratta, in particolare, delle ritenute sugli interessi e altri proventi dei conti correnti e dei depositi bancari, italiani ed esteri, sui proventi delle operazioni di riporto, pronti contro termine e di mutuo di titoli garantito di cui all’articolo 44, comma 1, lettere g-bis) e g-ter), del TUIR, sui redditi di capitale diversi da quelli indicati nei commi da 1 a 4 dell’articolo 26 del D.P.R. n. 600 del 1973 e diversi da quelli per i quali sia prevista l’applicazione di altra ritenuta alla fonte o di imposte sostitutive delle imposte sui redditi, sui redditi di capitale derivanti dalla partecipazione ad altri OICR italiani e lussemburghesi storici, sui proventi derivanti dalla partecipazione agli organismi d’investimento collettivo in valori mobiliari di diritto estero.

I predetti fondi, inoltre, non subiscono la ritenuta sugli interessi e altri proventi delle obbligazioni e titoli similari emessi dai cosiddetti “grandi emittenti” inclusi nel decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239 (Stato, soggetti esteri, banche, società per azioni con azioni negoziate in mercati regolamentati, enti pubblici trasformati in società per azioni).

A quest’ultimo proposito, occorre tener presente che, per effetto delle recenti modifiche intervenute ad opera dell’articolo 32 del DL 22 giugno 2012, n. 83 convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, e successive modificazioni, è stato esteso l’ambito di applicazione del citato decreto legislativo n. 239 del 1996 anche alle società per azioni con azioni negoziate in sistemi multilaterali di negoziazione di Stati membri della Unione Europea o aderenti all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo (SEE) inclusi nella lista degli Stati che consentono un adeguato scambio di informazioni, cosiddetta white list, nonché alle società non quotate le cui obbligazioni e titoli similari siano negoziate nei medesimi mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione.

Inoltre, la medesima disposizione ha esteso il medesimo regime alle cambiali finanziarie che finora erano soggette alla ritenuta prevista dal comma 1 dell’articolo 26 del D.P.R. n. 600 del 1973, anche se emesse da banche, da società con azioni negoziate o da enti pubblici trasformati in società per azioni (cfr. i chiarimenti già forniti con la circolare n. 4/E del 6 marzo 2013).

Pertanto, anche con riferimento a tali nuove fattispecie gli OICR percepiranno i proventi al lordo della relativa imposta sostitutiva (ossia verranno trattati come soggetti cosiddetti “lordisti”), essendo soggetti inclusi tra i soggetti passivi dell’IRES pur usufruendo di un particolare regime tributario. La circostanza, infatti, che i redditi da essi conseguiti siano esenti dalle imposte sui redditi, non consente di considerare i predetti organismi tra i soggetti che subiscono il prelievo dell’imposta sostitutiva di cui al decreto legislativo n. 239 del 1996 (ossia tra i soggetti cosiddetti “nettisti”).

In conclusione, gli OICR che soddisfano i requisiti previsti dall’articolo 73 del TUIR, in quanto soggetti passivi dell’IRES, non possono essere considerati quali soggetti esenti dall’imposta in relazione al profilo soggettivo.

Viene poi precisato che nei confronti degli OICR il prelievo sui redditi di capitale è limitato alle seguenti fattispecie:

- interessi e altri proventi delle cambiali finanziarie, delle obbligazioni e titoli similari non quotati in mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione di Stati comunitari o aderenti al SEE inclusi nella white list, emessi da società ed enti diversi dalle banche e da società emittenti strumenti finanziari rappresentativi del capitale negoziati nei medesimi mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione; interessi e altri proventi delle obbligazioni e titoli similari di durata non superiore a 18 mesi emessi, fino al 31 dicembre 2011, dai cosiddetti “grandi emittenti”. In tutte queste ipotesi si applica, infatti, la ritenuta prevista dall’articolo 26, comma 1, del D.P.R. n. 600 del 1973;

- proventi delle accettazioni bancarie di cui all’articolo 1 del decreto legge 2 ottobre 1981, n. 546, convertito dalla legge 1° dicembre 1981, n. 692;

- proventi dei titoli atipici di cui agli artt. 5 e 8 del decreto legge 30 settembre 1983, n. 512, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 novembre 1983, n. 649.

In questi casi rileva la disposizione contenuta nel secondo periodo del comma 5-quinquies dell’articolo 73 del TUIR, secondo cui le ritenute operate sui redditi di capitale si intendono applicate a titolo d’imposta (cfr. anche la circolare n. 33/E del 15 luglio 2011).

Confidi

Quanto sopra precisato riguardo la preliminare verifica del profilo soggettivo vale anche nei confronti dei Confidi che godono, anch’essi, di un regime speciale ai fini dell’IRES.

In particolare, l’articolo 13 del DL 30 settembre 2003, n. 269, convertito con la legge 24 novembre 2003, n. 326, recante la disciplina dell’attività di garanzia collettiva dei fidi, al comma 45 stabilisce che, “ai fini delle imposte sui redditi, i Confidi, comunque costituiti, si considerano enti commerciali”.

Per conseguenza, dall’entrata in vigore della disposizione (ossia dal 2 ottobre 2003), i Confidi assumono la veste di enti commerciali di cui alle lettere a) e b) dell’articolo 73 del TUIR, e, conseguentemente, devono essere assoggettati al relativo regime sia sotto il profilo del trattamento tributario, sia sotto quello degli adempimenti formali.

Il reddito complessivo dei Confidi configura, pertanto, reddito di impresa da determinare secondo le disposizioni previste nel Titolo II, capo II, Sezione I del TUIR (cfr. Circolare n 28/E del 21 giugno 2004).

Tuttavia, sulla base della specifica disciplina applicabile, il reddito di impresa dei Confidi è determinato senza apportare al risultato netto del conto economico le eventuali variazioni in aumento conseguenti all’applicazione dei criteri indicati nel TUIR medesimo (articolo 13, commi da 45 a 51, del decreto legge n. 269 del 2003).

Il descritto regime fiscale non configura la sussistenza di un regime di esenzione dall’IRES né sotto il profilo soggettivo, né sotto il profilo oggettivo.

Inoltre, i Confidi non possono essere considerati quali soggetti esclusi da IRES poiché sono espressamente considerati enti commerciali ai fini delle imposte sui redditi.

Per cui ne deriva che, non sussistendo una disposizione normativa di esclusione o di esenzione riferita al profilo soggettivo, i Confidi rientrano tra i soggetti “lordisti” ai fini dell’imposta sostitutiva di cui al citato decreto legislativo n. 239 del 1996 e le ritenute alla fonte previste dall’articolo 26 del D.P.R. n. 600 del 1973 si applicano a titolo di acconto.

 

Vincenzo D’Andò