Novità fiscali dell’1 luglio 2013: gli adempimenti per il registro dei Revisori Legali

Pubblicato il 1 luglio 2013



revisione legale: adempimenti connessi alla prima formazione del registro; piani urbanistici particolareggiati: si ha diritto al bonus anche senza “formalità”; richiesta o rilascio copia del certificato ipotecario; lavoro intermittente: attive dal 3 luglio nuove modalità di invio delle comunicazioni; F24 Enti pubblici: trova posto anche la Tares; rapporto 2013 sull’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili; assegno per il nucleo familiare con almeno tre figli minori concesso dai Comuni; regime IVA cessioni e locazioni di fabbricati: D.L. 83/2012; sisma 2012: istituiti i codici tributo, credito d’imposta per il recupero da parte dei soggetti finanziatori della rata di finanziamento agevolato; attivazione di controlli di “credibilità” delle dichiarazioni doganali

 

 

Indice:

1) Revisione legale: adempimenti connessi alla prima formazione del registro

2) Piani urbanistici particolareggiati: si ha diritto al bonus anche senza “formalità”

3) Richiesta o rilascio copia del certificato ipotecario: in vigore un unico modello 311

4) Lavoro intermittente: nuove modalità di invio delle comunicazioni attive dal 3 luglio

5) F24 Enti pubblici: trova posto anche la Tares

6) Rapporto 2013 sull’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili: struttura e distribuzione degli iscritti sul territorio, quadro di sintesi

7) Frazionabilità dell’assegno per il nucleo familiare con almeno tre figli minori concesso dai Comuni

8) Regime IVA cessioni e locazioni di fabbricati: D.L. 83/2012

9) Sisma 2012: istituiti i codici tributo, credito d’imposta per il recupero da parte dei soggetti finanziatori della rata di finanziamento agevolato

10)  Attivazione di controlli di “credibilità” delle dichiarazioni doganali

 

 

1) Revisione legale: adempimenti connessi alla prima formazione del registro

Tutti i soggetti iscritti al Registro dei revisori legali, persone fisiche e società di revisione, alla data di emanazione della determina della Ragioneria Generale dello Stato del 21 giugno 2013, pubblicata il 25 giugno 2013, sono tenuti a comunicare le informazioni previste attraverso le modalità descritte di seguito.

E’ possibile verificare l’iscrizione al Registro revisori legali sul sito:

http://www.revisionelegale.mef.gov.it/opencms/opencms/Revisione-legale/ricercaRevisori/

Se il proprio codice fiscale/partita Iva non risulta corretto prima di procedere all’accreditamento è necessario inviare segnalazione all’indirizzo PEC registro.revisionelegale@pec.mef.gov.it con oggetto “Anomalia codice fiscale o partita IVA”, allegando copia immagine di un valido documento di riconoscimento e del codice fiscale/certificato di attribuzione della partita IVA.

Quali informazioni occorre comunicare e/o aggiornare

Il contenuto informativo necessario alla corretta gestione del Registro dei revisori legali prevede la comunicazione e/o aggiornamento delle seguenti informazioni:

Per le persone fisiche: i dati anagrafici, i dati di indirizzo tra i quali quello dove il revisore svolge la propria attività, il recapito telefonico, la casella di posta elettronica, eventuali iscrizioni in albi o registri di revisori legali o di revisori dei conti in altri Stati membri dell’Unione europea o in Paesi terzi.

Per le società di revisione: legale rappresentante, l’indirizzo della sede e di tutti gli uffici con rappresentanza stabile in Italia, i riferimenti per contattare la società, nome, cognome e numero di iscrizione nel Registro dei revisori legali dei soci o amministratori della società di revisione ed altri revisori legali che svolgono attività per conto della società.

Le informazioni strumentali necessarie alla tenuta del Registro dei revisori legali sono:

Gli incarichi di revisione legale in essere, la durata e i corrispettivi pattuiti degli stessi e successivamente ogni variazione relativa agli incarichi (nuovi incarichi, cessazioni e subentri)

La Sezione attivi/inattivi

Tutti i revisori legali, precedentemente iscritti al Registro dei revisori contabili, sono stati collocati nell’elenco dei revisori attivi; tutti coloro che intendono transitare nella sezione “inattivi” devono esplicitamente indicare tale volontà.

Un revisore che esprime l’opzione per l’iscrizione nella sezione “inattivi” non può avere in corso né comunicare al Registro lo svolgimento di incarichi di revisione legale.

Come poter comunicare e/o aggiornare le proprie informazioni

Per poter accedere alla propria “Area Riservata”, tutti gli iscritti al Registro dei revisori legali devono accreditarsi sul sito secondo le modalità illustrate nella guida operativa.

Entro il termine di 90 giorni decorrenti dalla Determina della Ragioneria generale dello Stato del 21 giugno 2013, pubblicata il 25 giugno 2013, ciascun utente è tenuto, mediante le proprie credenziali di accesso, a verificare ed aggiornare il proprio contenuto informativo, i relativi dati strumentali e manifestare la propria opzione per l’iscrizione nella sezione attivi/inattivi.

Le credenziali di accesso all’area riservata del portale sono strettamente personali e non cedibili a terzi.

Modalità di accreditamento

I revisori legali iscritti nel Registro che:

- hanno comunicato in precedenza il proprio indirizzo di posta elettronica (ordinaria o certificata), possono procedere con la modalità di accreditamento self-service”; con la modalità self-service il rilascio delle credenziali di accesso (PIN1 e PIN2) avviene in tempo reale.

- non hanno comunicato in precedenza un indirizzo di posta elettronica (ordinaria o certificata) o che comunque non ricordano l’indirizzo di posta elettronica comunicato al Registro, possono procedere con la modalità di accreditamento tramite moduli”; con l’accreditamento tramite moduli, soltanto la prima parte del pin viene rilasciata in tempo reale ed il completamento della procedura (con l’invio della seconda parte del pin) è soggetta ai tempi di trasmissione postale.

Le società di revisione già iscritte nel Registro dei revisori legali che hanno comunicato il proprio indirizzo di posta elettronica certificata al Registro delle imprese, riceveranno su tale casella, entro 5 giorni lavorativi dall’emanazione del presente provvedimento, le indicazioni necessarie per accedere alla propria area riservata. In caso di mancata ricezione, le società di revisione possono procedere con la modalità di accreditamento tramite moduli”.

Modalità “tramite moduli”

Il revisore iscritto al registro che non ha mai comunicato una casella di posta elettronica o che non ricorda l’indirizzo comunicato deve selezionare il link “Accreditamento tramite moduli (casella di posta da registrare)” per poter accedere alla “Procedura di Accreditamento - Fase 1”.

Inserire il codice fiscale, l’indirizzo di posta elettronica che su che ricevere le comunicazioni da parte del nome, cognome, sesso, data di nascita ed il codice di sicurezza visualizzato dal sistema.

Al termine selezionare “Prosegui” per accedere alla schermata successiva.

Selezionare il tasto “Stampa” per conservare la prima parte della password (PIN1).

Selezionare il link “Cliccare qui per il download del modulo di accreditamento”.

Automaticamente si aprirà una nuova scelta. Se si è in possesso di un certificato di firma digitale selezionare la prima opzione “Invio modulo PDF firmato digitalmente”.

Selezionare l’opzione “Prosegui”

Automaticamente si sarà reindirizzati alla “Fase 3”.

Seguire le indicazioni riportate:

- Salvare il modulo PDF sul proprio PC

- Ridurre ad icona il browser sulla pagina di accreditamento.

Firmare digitalmente il modulo PDF e firmarlo digitalmente con estensione P7m

- Tornare alla Fase 3 di accreditamento e tramite la funzionalità di “Sfoglia” allegare il documento firmato

- Selezionare l’opzione “Invia file firmato digitalmente”

Automaticamente si sarà reindirizzati alla “Fase 4”.

Al termine delle operazioni viene inviata in tempo reale una mail contente la seconda parte della password (PIN2) alla casella di posta indicata

Selezionare l’opzione “chiudi”.

In caso di avvenuta ricezione della mail contenente la seconda parte della password (PIN2) selezionare il link Login Aria Riservata per effettuare il primo accesso. Dopo aver inserito il codice di 8 caratteri costituito dal PIN1 e dal PIN2 nel campo password, si potrà impostare la propria password definitiva.

Se non si è in possesso di un certificato di firma digitale selezionare la seconda opzione “Invio modulo PDF tramite posta ordinaria”.

 

2) Piani urbanistici particolareggiati: si ha diritto al bonus anche senza “formalità”

La legge non subordina l’agevolazione fiscale a formalità da eseguirsi a pena di decadenza, come la richiesta nell’atto d’acquisto del bene o in uno integrativo.

L’imposta di registro “leggera” e le imposte ipotecaria e catastale “fisse” si possono sempre invocare, anche fuori dagli atti che formalizzano i trasferimenti di beni immobili in aree soggette a piani urbanistici particolareggiati, con un’istanza di restituzione di quanto versato in più al momento dell’acquisto. Naturalmente in presenza di tutti i requisiti previsti dalla disposizione agevolativa e prima che sia scaduto il termine per presentare la domanda di rimborso (art. 77 del Dpr n. 131/1986).

In caso di omessa invocazione del beneficio al momento della stipula della compravendita, la risoluzione n. 110/2006 aveva riconosciuto la possibilità di rimediare integrando con un successivo atto redatto nella stessa forma dell’originario, contenente la dichiarazione di voler beneficiare dell’agevolazione.

Gli uffici, pertanto, in assenza dell’atto integrativo, in precedenza avevano rigettato le istanze dirette a ottenere la restituzione delle maggiori imposte versate alla stipula dell’atto originario.

Adesso, invece, prendendo atto dei consolidati principi affermati dalla Corte di cassazione (in più di un’occasione ha rilevato che il legislatore non ha voluto subordinare l’agevolazione in argomento all’assolvimento di particolari formalità da eseguirsi a pena di decadenza, cosa che invece ha fatto, ad esempio, con il bonus “prima casa”), l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione 40/E del 27 giugno 2013, ha ammesso che, in presenza dei presupposti di legge, la mancata richiesta dell’agevolazione nell’atto di trasferimento non fa venir meno il diritto al beneficio, anche in assenza di un atto integrativo.

Per fruire del regime fiscale di vantaggio riservato a chi acquista beni immobili in aree soggette a piani urbanistici particolareggiati, comunque denominati e regolarmente approvati ai sensi della normativa statale o regionale, l’unica condizione è che “l’utilizzazione edificatoria dell’area avvenga entro 5 anni dal trasferimento”.

Dunque in presenza dei requisiti soggettivi e oggettivi, in assenza di richiesta nell’atto di trasferimento e, ancora, in mancanza dell’atto integrativo di “riparazione”, il bonus permane grazie alle istanze di rimborso, nel rispetto dei tempi.

 

 

3) Richiesta o rilascio copia del certificato ipotecario: in vigore un unico modello 311

La procedura informatizzata è stata estesa a tutti gli uffici provinciali – Territorio.

Il certificato ipotecario è il documento rilasciato dal conservatore dei registri immobiliari che contiene la copia conforme delle trascrizioni/iscrizioni/annotazioni o l’attestazione che non ve ne è alcuna.

Il certificato ipotecario generale comprende le copie di tutte le note che risultano dall’ispezione cartacea e/o telematica nelle quali è presente il soggetto per il quale è richiesto; il certificato ipotecario speciale, invece, contiene le copie delle note relative a un soggetto limitatamente a uno o più immobili specificati.

Il certificato, generale o speciale, è richiesto presso i Reparti Servizi di pubblicità immobiliare degli Uffici provinciali - Territorio, per esempio, nelle procedure di assegnazione di case popolari o di pignoramento ed esproprio.

E’ anche possibile ottenere la copia di tutte le note e dei soli titoli che sono depositati presso l’ufficio in originale o i cui originali sono depositati negli atti di un notaio o in un pubblico archivio fuori della circoscrizione del tribunale nella quale ha sede l’ufficio.

(Agenzia delle entrate, nota del 28 giugno 2013)

 

4) Lavoro intermittente: nuove modalità di invio delle comunicazioni attive dal 3 luglio

Dal 3 luglio 2013 (data di entrata in vigore del Decreto 27 marzo 2013) saranno attive le nuove modalità di invio delle comunicazioni del lavoro intermittente.

Infatti, in attuazione del predetto decreto, la Direzione Generale per le politiche dei servizi per il lavoro ha adottato:

- Con Decreto Direttoriale del 25 giugno 2013, il modello di comunicazione “Uni-Intermittente”, da utilizzare per la comunicazione preventiva alla DTL della durata del lavoro intermittente;

- la nuova casella di posta elettronica certificata:

intermittenti@mailcert.lavoro.gov.it.

Il predetto modello, contenente i dati identificativi del lavoratore e del datore di lavoro, e la data di inizio e fine della relativa chiamata, oltre che via mail, potrà essere inviato tramite il portale www.cliclavoro.it, - menu “Gestione chiamate intermittenti”, accessibile dall’area riservata previa registrazione.

 

5) F24 Enti pubblici: trova posto anche la Tares

Con il provvedimento Prot. n. 2013/79090 del 28 giugno 2013 il Direttore dell’Agenzia delle entrate ha esteso la modalità di versamento “F24EP” per consentire agli enti pubblici di cui ai provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle entrate dell’8 novembre 2007 e del 23 marzo 2009 il pagamento del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES), la tariffa e la maggiorazione di cui all’articolo 14 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214.

Con detto provvedimento, inoltre, è stato modificato il modello di pagamento “F24 EP” in cui è introdotto il nuovo campo “IDENTIFICATIVO OPERAZIONE TRIBUTI LOCALI” ove i contribuenti, se richiesto dal Comune, indicano il codice identificativo dell’operazione cui si riferisce il versamento, comunicato dallo stesso Comune.

Al fine di consentire la semplificazione degli adempimenti da parte dei soggetti interessati come previsto dall’articolo 14 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214, tenuto conto delle esigenze manifestate dai Comuni, le suddette modifiche rispondono all’esigenza di correlare i pagamenti dei tributi alle posizioni debitorie dei contribuenti.

Il provvedimento approva, altresì, le specifiche tecniche da utilizzare per la trasmissione telematica dei versamenti all’Agenzia delle entrate.

La versione aggiornata del software di compilazione e controllo è disponibile gratuitamente sul sito internet dell’Agenzia delle entrate www.agenziaentrate.gov.it .

Pertanto, il modello F24 EP dal 1 luglio 2013 potrà essere utilizzato anche per versare la Tares, il nuovo tributo sui rifiuti e sui servizi, la tariffa e la maggiorazione, previste dall’art. 14 del D.L. n. 201/2011 (decreto “salva Italia”).

 

6) Rapporto 2013 sull’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili: struttura e distribuzione degli iscritti sul territorio, quadro di sintesi

Il documento IRDCEC n. 21/2013  offre una sintesi dei dati del Rapporto 2013 sull'Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

Prosegue, anche se a un ritmo più lento, la crescita degli iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, mentre cresce a un ritmo più sostenuto il numero degli iscritti alle Casse di previdenza (Cassa Dottori Commercialisti e Cassa Ragionieri) a fronte di un significativo deterioramento dei redditi medi nominali. Seppure in misura ridotta rispetto ad altre professioni ordinistiche per via di una riconosciuta componente anticiclica nel relativo mercato dei servizi professionali, i Commercialisti italiani stanno sopportando gli effetti di una crisi che tende a manifestarsi con maggiore intensità nell'ambito delle professioni intellettuali, dove la crescita in valore assoluto del numero di occupati è in netta controtendenza rispetto all'economia generale. Ciò determina un forte e, per certi aspetti, pericoloso squilibrio nel mercato del lavoro in generale che rischia di penalizzare fortemente il mercato dei servizi professionali.

(IRDCEC, nota del 28 giugno 2013)

 

7) Frazionabilità dell’assegno per il nucleo familiare con almeno tre figli minori concesso dai Comuni

L’Inps ha pubblicato la circolare n. 104 del 28 giugno 2013 sulla Frazionabilità dell’assegno per il nucleo familiare con almeno tre figli minori concesso dai Comuni.

Decentramento delle pensioni a carico del Fondo di Quiescenza Poste

L’Inps ha, inoltre, pubblicato la circolare n. 104 del 28 giugno 2013 sul decentramento delle pensioni a carico del Fondo di Quiescenza Poste presso le Direzioni Metropolitane e Provinciali nelle quali sono accentrate le attività relative al Fondo speciale per i dipendenti della Ferrovie dello Stato S.p.A..

Cessione del quinto della pensione

Il messaggio Inps n. 10419 del 28 giugno 2013 verte sulla cessione del quinto della pensione. Variazione tassi soglia della convenzione INPS (articolo 10) di cui alla determina presidenziale n. 76 del 5 aprile 2013.

Lavoro domestico: nuova funzionalità online

È disponibile, per i datori di lavoro domestico e per i soggetti abilitati in possesso di PIN, una nuova funzionalità che consente di esprimere la volontà di ricevere o meno i MAV cartacei al domicilio del datore di lavoro. La scelta può essere effettuata al momento dell’iscrizione di un nuovo rapporto di lavoro o in fase di variazione di un rapporto di lavoro già attivo, utilizzando i servizi dedicati al lavoro domestico disponibili sul portale www.inps.it nella sezione servizi online.Vedi messaggio n. 10289 del 26 giugno 2013

Prosecutori volontari e salvaguardia

Con il messaggio n. 10406 del 27 giugno 2013, vengono forniti chiarimenti relativi ad alcune richieste pervenute da prosecutori volontari destinatari delle disposizioni in materia di salvaguardia previste dal decreto legge 201/2011, convertito dalla legge 214/2011, e dal decreto legge 95/2012, convertito dalla legge 135/2012.

Proroga scadenza contribuzione eccedente il minimale

Le scadenze fiscali per l’anno 2013, inizialmente stabilite per il 17 giugno per quanto riguarda il saldo 2012 ed il primo acconto 2013, e per il 2 dicembre per quanto riguarda il secondo acconto 2013, sono state modificate dal DPCM 13/6/2013, il quale ha previsto lo slittamento dei termini dal 17 giugno all’8 luglio 2013, senza pagamenti aggiuntivi. Il DPCM prevede, inoltre, in relazione alle stesse imposte, la possibilità di effettuare i versamenti dal 9 luglio al 20 agosto 2013, versando una maggiorazione, a titolo di interesse, pari allo 0,40%. Maggiori dettagli nel messaggio n. 10385 del 27 giugno 2013

Contributo per interruzione rapporti di lavoro. Precisazioni

La previsione legislativa relativa alla contribuzione dovuta sulle interruzioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato (articolo 2, legge 92/2012), riformulata dalla legge di stabilità 2013, presenta aspetti di complessità gestionale e operativa in relazione ai quali si ritiene utile fornire alcune precisazioni. A tale proposito, il messaggio n. 10358 del 27 giugno 2013 analizza nel dettaglio le problematiche legate all’anzianità aziendale e alle interruzioni di rapporti di lavoro da parte degli organi delle procedure concorsuali, e ne descrive le relative modalità operative da parte dei datori di lavoro.

(Inps, note del 28 giugno 2013)

 

8) Regime IVA cessioni e locazioni di fabbricati: D.L. 83/2012

Regime Iva per le cessioni e le locazioni di fabbricati. Le novità illustrate in una circolare delle Entrate.

Ecco il vademecum dell’Agenzia delle Entrate per capire se e come applicare l’Iva nei casi di cessione e locazione di fabbricati, a seguito delle modifiche alla disciplina introdotte dal D.L. n. 83/2012.

In particolare, la circolare n. 22/E del 28 giugno 2013, grazie anche all’ausilio di tabelle riassuntive, chiarisce quali sono i casi in cui è possibile esercitare l’opzione per l’applicazione dell’Iva.

Locazioni di fabbricati

Nel caso di locazione di fabbricati abitativi la regola generale prevede l’esenzione Iva.

La circolare chiarisce che è possibile optare per l’applicazione dell’imposta se il locatore è l’impresa costruttrice o quella di ripristino dell’immobile. Può optare, invece, qualsiasi locatore se gli immobili sono destinati ad “alloggi sociali” (D.L. n. 1/2012).

Nel caso di immobili strumentali il regime naturale è sempre quello di esenzione ma, a differenza dei fabbricati abitativi, l’opzione per l’applicazione dell’imposta può essere esercitata da qualunque soggetto Iva.

La circolare precisa che, per i contratti stipulati a partire dalla data di entrata in vigore del D.L. n. 83/2012 (26 giugno 2012), il regime Iva prescelto al momento della stipula è vincolante per tutta la sua durata. La stessa regola vale per i contratti relativi agli alloggi sociali, come previsto dal Dl n.1/2012, che è entrato in vigore il 24 gennaio 2012.

Se, invece, il contratto era già in corso al momento dell’entrata in vigore del decreto, la nuova disciplina interessa soltanto i canoni di locazione non ancora pagati o non ancora fatturati. In particolare, per i contratti di locazione in corso di esecuzione, è stata ammessa la possibilità di modificare il regime Iva applicato ai canoni di locazione limitatamente ai contratti assoggettati a Iva per obbligo di legge, in base alla previgente disciplina.

La soluzione adottata con la circolare per questi contratti è improntata a principi di flessibilità, nell’ottica di far salvi i comportamenti già posti in essere e di consentire l’applicazione delle nuove regole per tutta la durata residua del contratto, ferma restando l’efficacia delle opzioni espresse in base alla precedente normativa.

Cessioni di fabbricati

Tranne alcuni casi in cui è obbligatorio applicare l’imposta, le operazioni sono esenti da Iva sia se i fabbricati sono abitativi sia se sono strumentali. Se i fabbricati sono abitativi, è possibile optare per l’imponibilità in caso di cessione effettuata da imprese costruttrici o di ripristino, ma solo quando sono passati 5 anni dalla fine dei lavori.

Se l’immobile è destinato ad “alloggio sociale”, invece, l’opzione può essere esercitata da qualunque soggetto Iva.

Quest’ultima regola vale anche per gli immobili strumentali.

 

9) Sisma 2012: istituiti i codici tributo, credito d’imposta per il recupero da parte dei soggetti finanziatori della rata di finanziamento agevolato

Vanno indicati dalle banche nel modello F24 per recuperare gli interessi e le rate del contributo economico dato ai cittadini delle zone colpite dal terremoto dello scorso anno.

In particolare, con la risoluzione dell’Agenzia delle entrate 41/E del 28 giugno 2013, sono stati istituiti due codici tributo per l’utilizzo del credito di imposta riconosciuto alle banche che hanno erogato finanziamenti agevolati per la ricostruzione degli immobili di edilizia abitativa e quelli ad uso produttivo danneggiati dal sisma del maggio 2012.

Innanzitutto, il D.L. 95/2012 ha previsto specifiche disposizioni in materia di credito di imposta e finanziamenti bancari agevolati per la ricostruzione post sisma del 20 e 29 maggio 2012. In particolare, nei casi in cui i contribuenti interessati abbiano chiesto e ottenuto il contributo economico agevolato, ha stabilito che il pagamento delle rate e degli interessi, per il rimborso del finanziamento stesso, avvenga tramite l’utilizzo del credito d’imposta maturato dal beneficiario. A loro volta, le banche provvedono a recuperare gli importi delle rate e degli interessi ricorrendo all’istituto della compensazione.

Per consentire ai soggetti finanziatori l’utilizzo, mediante modello F24, del credito di imposta, sono quindi istituiti i seguenti codici tributo:

- 6840, chiamato “Credito di imposta per il recupero da parte dei soggetti finanziatori della rata di finanziamento agevolato - Sisma maggio 2012 – articolo 3-bis Dl 6 luglio 2012, n. 95;

- 6841, denominato “Credito di imposta per il recupero da parte dei soggetti finanziatori degli interessi relativi al finanziamento erogato e delle spese di gestione – Sisma maggio 2012 – articolo 11, comma 10, Dl 10 ottobre 2012, n. 174”.

 

10)  Attivazione di controlli di “credibilità” delle dichiarazioni doganali

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli il 28 giugno 2013 ha comunicato che la Commissione (DG Taxud) ha recentemente integrato nella Taric, a fronte di talune posizioni tariffarie, specifiche misure di controllo visualizzabili come “dichiarazione nella sottovoce soggetta a restrizioni”. Tali misure sono finalizzate a migliorare la “qualità” delle dichiarazioni doganali, subordinandone l’accettazione al rispetto dei parametri eventualmente presenti nel testo legale della Nomenclatura combinata/Taric (es. codice 0105 1111 00 “..di peso inferiore o uguale a 185 grammi”).

I controlli in questione, che opereranno al momento dell’accettazione della dichiarazione doganale, verificheranno l’ammissibilità del codice merce dichiarato nella casella 33 del DAU con il contenuto delle caselle relative alla massa netta/unità supplementare (caselle 38/41) o del valore statistico/unità supplementare (caselle 46/41).

In caso di incongruenza la dichiarazione non sarà accettata e l’operatore riceverà un messaggio relativo ai campi incoerenti del DAU.

In tal caso, l’operatore economico dovrà procedere a modificare opportunamente la propria dichiarazione indicando nella casella 33 il codice Taric appropriato oppure modificando i valori indicati nelle caselle incongruenti, qualora questi siano stati erroneamente riportati.

I suddetti controlli saranno attivi nel sistema operativo doganale a decorrere dal 4 luglio 2013

 

Vincenzo D’Andò