Le novità in materia di finanza locale del mese di Luglio 2013

rimborsi IMU 2013; gettito IMU; incostituzionalità delle pratiche contrarie alla certezza e attendibilità degli schemi di bilancio; parere di regolarità contabile; patto di stabilità per i piccoli Comuni; relazione di fine mandato; ontributi alle associazioni e limiti di finanza pubblica; operazioni di cessione dei crediti; trasporto pubblico locale; responsabilità del Segretario per debiti fuori bilancio; mutui; fideiussione; omissione del Sindaco nell’attivazione delle procedure e responsabilità erariale; Sisma

Rimborsi Imu 2013

Con Decreto del Ministero dell’Interno del 6 giugno è stato approvato il modello attraverso cui i sindaci possono ottenere il rimborso degli interessi corrisposti ai propri tesorieri a fronte delle anticipazioni attivate per compensare le entrate da Imu su abitazioni principali, case popolari, terreni agricoli e fabbricati rurali strumentali sospese per effetto del D.L. n. 54/213 (cosiddetto Decreto Pagamenti PA).

Possono presentare richiesta solo i Comuni che hanno sostenuto i relativi oneri nel periodo compreso fra il 16 giugno e il 16 settembre 2013.

La certificazione dovrà essere compilata con metodologia informatica, avvalendosi dell’apposito modello che sarà messo a disposizione dei comuni sul sito istituzionale della Direzione centrale della Finanza locale esclusivamente dal 20 settembre 2013 al 15 ottobre 2013.

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2013-06-13&atto.codiceRedazionale=13A05122&elenco30giorni=true

 

Gettito IMU

Sono stati resi disponibili sul Portale del Federalismo, (http://www.portalefederalismofiscale.gov.it/portale/it/web/guest/ap_home?p_p_id=58&p_p_lifecycle=0&p_p_state=maximized&p_p_mode=view&saveLastPath=0&_58_struts_action=%2flogin%2flogin&_58_redirect=%2fportale%2fit%2fweb%2fguest%2f%2fvisualizzazione-comunicazioni%3fshow%3dhttp%3a%2f%2fwww.portalefederalismofiscale.gov.it%2fportale%2fit%2fweb%2fguest%2fap_home%26p_p_id%3d56_INSTANCE_lf3F%26p_p_lifecycle%3d0%26p_p_state%3dnormal%26articleId%3d1656812) i dati relativi alla verifica del gettito dell’imposta municipale propria 2012 secondo quanto disposto dal comma 6-bis dell’articolo 9 del D.L. 174/2012.

Per ciascun comune viene riportata la nuova IMU aggiornata e tale valore è messo a confronto con la quantificazione effettuata alla data dello scorso 15 ottobre 2012:

– confronto maggiore di zero – ulteriore taglio per il comune sul fondo sperimentale di riequilibrio 2012;

– confronto inferiore a zero – integrazione per il comune sul fondo sperimentale di riequilibrio 2012.

 

Incostituzionalità delle pratiche contrarie alla certezza e attendibilità degli schemi di bilancio

La Corte Costituzionale nella sentenza n. 138/2013 del 19 giugno 2013 sancisce l’incostituzionalità della pratica, invalsa da tempo tra le regioni e gli enti locali, di inserire nei rendiconti una massa, spesso assai rilevante, di residui attivi allo scopo di migliorarne i saldi finanziari.

Va detto che la sentenza adotta principi che già sono stati fatti propri dal legislatore nel processo di armonizzazione dei bilanci degli enti pubblici che, in attuazione di uno dei decreti attuativi del Federalismo fiscale (D.L.gs. n. 118/2011) sta completando la sua prima fase sperimentale e che troverà applicazione presso la totalità degli enti pubblici a partire dal prossimo 1° gennaio 2014.

ALLEGATO1

 

Parere di regolarità contabile

La Sezione regionale di controllo della Corte dei conti per le Marche con la Deliberazione n. 51/2013/PAR del 5 giugno 2013 fornisce la propria posizione in merito alla corretta interpretazione dell’articolo 49 TUEL (D.LGs. n. 267/2000) in materia di parere di regolarità contabile, rinnovato dall’intervento operato dal legislatore per effetto dell’articolo 3, comma 1, lett. b), del D.L. n. 174/2012, convertito dalla Legge n. 213/2012 (cosiddetto Decreto Enti locali).

Si fa presente che la disposizione in esame ha sostituito l’espressione“qualora comporti impegno di spesa o diminuzione di entrata” con “qualora comporti riflessi diretti o indiretti sulla situazione economico-finanziaria o sul patrimonio dell’ente”.
Ad avviso dei giudici contabili marchigiani il significato da dare alla scelta del legislatore è certamente quello di un ampliamento dei casi in cui è necessario il parere di regolarità contabile, con l’assegnazione al Responsabile di ragioneria di un ruolo centrale nella tutela degli equilibri di bilancio dell’ente.

La nuova formulazione dell’articolo 49 consente di ritenere che nel concetto di “riflessi diretti” siano ricompresi certamente gli effetti finanziari già descritti nella disposizione previgente (“impegno di spesa o diminuzione di entrata”), ma anche le variazioni economico-patrimoniali conseguenti all’attuazione della deliberazione proposta (come già suggerito dal punto 65 del principio contabile n. 2). Quanto all’espressione “riflessi indiretti”, non vi è dubbio che questa possa ingenerare problemi applicativi, sotto il profilo della estensione del rapporto “causa-effetto” astrattamente ipotizzabile tra il contenuto della proposta di deliberazione sottoposta a parere e la situazione economico-finanziaria o patrimoniale dell’ente.

Il criterio interpretativo deve pertanto essere incentrato sulla probabilità che certe conseguenze si verifichino nell’esercizio finanziario in corso o nel periodo considerato dal bilancio pluriennale. Ulteriore criterio utile a definire l’ambito di applicazione della norma è il vincolo del rispetto dell’equilibrio del bilancio, oggi costituzionalizzato nel novellato articolo 119, comma 1 della Costituzione (in vigore dal 2014).

Nel Parere vengono infine fornite indicazioni riguardo alle modalità di espressione del parere.

https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=2600-10/06/2013-SRCMAR

 

Patto di stabilità per i piccoli Comuni

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 141 del 18 giugno 2013 il Decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze del 14 maggio 2013 concernente gli obiettivi programmatici relativi al Patto di stabilità interno per il triennio 2013-2015 delle province e dei comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti, di cui all’articolo 31, comma 19, della legge 12 novembre 2011, n. 183.

I prospetti devono essere trasmessi – utilizzando esclusivamente il sistema web appositamente previsto per il patto di stabilità interno nel sito http://pattostabilitainterno.tesoro.it– entro quarantacinque giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale.

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2013-06-18&atto.codiceRedazionale=13A05159&elenco30giorni=false

 

Relazione di fine mandato

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 maggio 2013 il Decreto del Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, del 26 aprile 2013 avente ad oggetto gli schemi tipo di relazione di fine mandato, anche in forma semplificata, del Sindaco ai sensi dell’art.4 D.Lgs.149/2011, per i comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti.

La citata relazione dovrà essere sottoscritta dal Sindaco al termine del suo mandato elettivo, pubblicata sul sito internet dell’ente, trasmessa al tavolo tecnico interistituzionale (per il 2013 alla Conferenza Stato-Città), ed entro 10 giorni alla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti.

ALLEGATO2

 

Contributi alle associazioni e limiti di finanza pubblica

L’art.6, comma 8, del D.L. n. 78/2010, convertito in Legge n.122/2010 prevede che «a decorrere dall’anno 2011 le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, […] non possono effettuare spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e di rappresentanza, per un ammontare superiore al 20 per cento della spesa sostenuta nell’anno 2009 per le medesime finalità».

Secondo i giudici della Sezione Liguria della Corte dei Conti (Deliberazione n.23 depositata in data 10 maggio 2013) questa limitazione non può trovare applicazione in tutte quelle forme di contribuzione erogate a soggetti terzi per iniziative culturali, sportive, artistiche, sociali, di promozione turistica (elencazione questa non esaustiva), che mirano a realizzare gli interessi, economici e non, della collettività amministrata.

https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=2123-14/05/2013-SRCLIG

 

Operazioni di cessione dei crediti

La Sezione Piemonte della Corte dei Conti Piemonte nel Parere n.191 depositato in data 15 maggio 2013 risponde ad alcuni quesiti posti da un Comune circa eventuali operazioni di cessione di crediti verso altre Pubbliche amministrazioni.

I giudici contabili fanno presente che ai fini del rispetto dei vincoli di finanza pubblica posti in capo agli enti, in relazione ai contributi ed ai trasferimenti in conto capitale, non rileva la formale assegnazione da parte di altra Amministrazione ma il versamento, cosicché è opportuno che le Amministrazioni convengano i tempi effettivi di pagamento ovvero il destinatario del contributo o del trasferimento avvii l’esecuzione dell’intervento in relazione alle scadenze dell’incasso.

Si precisa che l’ente per effettuare legittimamente operazioni di cessioni di credito, oltre a dover valutare l’effettivo grado di cedibilità dei crediti in questione, deve altresì verificare che la cessione non si configuri quale manovra elusiva diretta ad aggirare divieti di legge o a violare norme imperative quali quelle relative al Patto di stabilità. L’operazione di cessione del credito deve perciò essere reale ed effettiva e comportare, per il Comune, l’incasso, senza riserve, del credito derivante dalla convenzione. Deve trattarsi, in sostanza, di una cessione pro soluto che addossi al cessionario ogni rischio, anche di insolvenza, in ordine al credito originario.

https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=2659-11/06/2013-SRCPIE

 

Trasporto pubblico locale

Il Ministero degli Interni con comunicato del 14 giugno 2013 precisa che con D.M. n. 57198 del 10 giugno 2013, è stato disposto il pagamento in acconto per l’anno 2013 (modello B presentato entro il termine perentorio del 28 febbraio 2013) del contributo spettante agli enti locali titolari di contratto di servizio in materia di trasporto pubblico previsto dall’articolo 9, comma 4, della Legge 7 dicembre 1999 n. 472.

 

Responsabilità del Segretario per debiti fuori bilancio

La Corte dei Conti – Sezione giurisdizionale della Toscana – nella sentenza n.206 del 17 giugno 2013 ha ritenuto responsabili per il riconoscimento di un debito fuori bilancio, oltre agli amministratori comunali, al dirigente dell’Area Tecnica e al Direttore dei lavori, anche il Segretario Generale che aveva, ai sensi dell’art. 97 del D.Lgs. n. 267/2000, il dovere di esercitare compiti di “assistenza giuridico amministrativa” ed era tenuto a segnalare, l’illegittimità di un atto palesemente in contrasto con i principi in tema di contrattualistica pubblica, tanto più che non vi era in atti alcuna controversia, giudiziaria o stragiudiziale, che potesse indurre ad indirizzare verso una decisione (il riconoscimento del debito fuori bilancio) costituente un minor danno a fronte di ipotetici esborsi a seguito della soccombenza in giudizio.

ALLEGATO3

 

Mutui

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.143 del 20 giugno 2013 il Decreto 11 giugno 2013 sul costo globale annuo massimo per le operazioni di mutuo effettuate dagli enti locali sia a tasso fisso che a tasso variabile.

ALLEGATO4

 

Fideiussione

La Sezione Veneto della Corte dei Conti discerne nella Delibera n. 121 del 4 aprile 2013 sulle corrette modalità di iscrizione delle fideiussioni nel bilancio dell’ente locale posto il rispetto dei vincoli di finanza pubblica.

Considerato il peculiare regime giuridico dell’obbligazione fideiussoria, caratterizzato da un vincolo particolarmente pregnante sul patrimonio impone, è necessario che la rappresentazione contabile sia il più possibile “neutra” rispetto ai vincoli previsti dal decreto legislativo 267/2000 e da quelli contemplati dalla normativa in materia di patto di stabilità. Ne consegue che, se è vero che, come osservato dal Comune istante, in base al criterio di competenza finanziaria, le spese si riconducono al periodo amministrativo in cui sorge l’obbligo a pagare (impegno), non v’è dubbio che dai principi di attendibilità e veridicità del bilancio, nonché dal principio di copertura degli oneri finanziari, discende l’obbligo, per l’ente che rilascia la garanzia fideiussoria, di predisporre adeguati accantonamenti al fondo rischi.

La più rigorosa conclusione circa l’iscrizione ab origine dell’impegno di spesa proviene dal sorgere, per il garante, di una “immediata” responsabilità patrimoniale che investe tutti i beni presenti e futuri del fideiussore; l’alea “tipica” della fideiussione espone, infatti, l’amministrazione locale al rischio (attuale) del verificarsi dell’insolvenza del debitore e, conseguentemente, dell’attivazione della responsabilità patrimoniale. Pertanto, occorre rappresentare nei documenti contabili la passività derivante dalla fideiussione fin dal sorgere dell’obbligazione principale.

https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=2160-14/05/2013-SRCVEN

 

Omissione del Sindaco nell’attivazione delle procedure e responsabilità erariale

La Sezione giurisdizionale per la Calabria della Corte dei Conti Sentenza n. 206 del 5 giugno 2013 ritiene che si configura la responsabilità erariale per un Sindaco che abbia omesso l’attivazione delle procedure, anche esecutive, necessarie all’incasso di un credito comunale accertato con sentenza di condanna della Corte dei Conti passata in giudicato e trasmessa al medesimo quale rappresentante dell’ente locale.

Non risponde di danno erariale per prescrizione di credito comunale accertato giudizialmente il Sindaco che, subentrato nell’incarico istituzionale quando il credito era esigibile da diversi anni, non fosse a conoscenza del predetto credito e non potesse agevolmente accertarsi dell’esistenza del medesimo.

ALLEGATO5

 

Sisma

L’articolo 6-quinquies del D.L. n. 34/2013, convertito dalla Legge n. 71/2013 (cosiddetto Decreto Emergenze) prevede per i Comuni colpiti dal sisma dello scorso mese di maggio 2012 e dal sisma dell’Abruzzo la riduzione degli obiettivi di Patto di stabilità per un importo massimo pari 50 milioni di euro per gli enti locali della regione Emilia-Romagna, di 5 milioni di euro per gli enti locali di ciascuna delle regioni Lombardia e Veneto e di 30 milioni di euro per gli enti locali della regione Abruzzo. Le riduzioni degli obiettivi di Patto verranno operate mediante le procedure previste per il Patto regionale verticale, con le regioni che nel ridurre gli obiettivi degli enti locali non peggiorano contestualmente il proprio obiettivo di Patto.

Marco Castellani

31 Luglio 2013

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