La liquidazione di Aspi e mini-Aspi

La legge di riforma del mercato del lavoro (Legge n. 92/2012) ha modificato, come noto, la disciplina degli ammortizzatori sociali prevedendo l’introduzione di due nuove indennità (ASPI e mini-ASPI) destinate a sostituire, a regime, rispettivamente, l’indennità di disoccupazione e l’indennità di mobilità.

Nello specifico, l’ASPI è destinata a sostituire l’indennità di disoccupazione ordinaria non agricola a requisiti normali, ovvero l’indennità di disoccupazione speciale edile. Parimenti, la Mini ASPI sostituirà la disoccupazione ordinaria non agricola a requisiti ridotti, nonché l’indennità di mobilità.

Potranno usufruire dei novellati istituti di integrazione salariale del reddito, tutti i lavoratori dipendenti, i soci lavoratori di cooperativa che abbiano stabilito, con la propria adesione o successivamente all’instaurazione del rapporto associativo, un rapporto di lavoro in forma subordinata, nonché il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato. Restano esclusi dalla disciplina in parola, i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni, gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato (per i quali continua a trovare applicazione la specifica normativa come modificata dalla stessa legge di riforma), nonché i lavoratori extracomunitari entrati in Italia con permesso di soggiorno di lavoro stagionale per i quali resta confermata la specifica normativa.

La norma istituente i nuovi ammortizzatori sociali illustra i requisiti per l’accesso alla prestazione integrativa al reddito precisando che il soggetto richiedente deve trovarsi in stato di disoccupazione involontario: sono esclusi, quindi, tutti quei lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato a seguito di dimissioni o di risoluzione consensuale.

Condizione necessaria per accedere ai predetti ammortizzatori sociali, è che il soggetto richiedente abbia maturato almeno due anni di assicurazione, ovvero possa far valere almeno un anno di contribuzione contro la disoccupazione (contributo DS e/o contributo ASpI) nel biennio precedente l’inizio del periodo di disoccupazione. Peraltro, secondo quanto stabilito dall’articolo 2 comma 19 della legge n. 92/2012 per gli anni 2013, 2014 e 2015, il lavoratore avente diritto alla corresponsione dell’indennità può richiedere la liquidazione degli importi del relativo trattamento (pari al numero di mensilità non ancora percepite) al fine di intraprendere un’attività di lavoro autonomo, ovvero per avviare un’attività in forma di auto impresa o di micro impresa, o per associarsi in cooperativa. Con il decreto 29.03.2013 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 133 del 08.06.2013) il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha stabilito il dettaglio delle disposizioni previste per la liquidazione anticipata delle indennità ASPI e mini-ASPI. Secondo quanto stabilito dall’articolo 2 del decreto 29.03.2013 la prestazione consiste “nella liquidazione in unica soluzione dell’indennità mensile ASPI o mini-ASPI, per un numero di mensilità pari a quelle spettanti e non ancora percepite”.

Nello specifico, viene stabilito che la liquidazione della prestazione è effettuata dall’INPS e che le prestazioni corrispondenti alla liquidazione in un’unica soluzione delle mensilità spettanti e non ancora percepite dell’indennità ASPI o mini-ASPI sono riconosciute nel limite massimo complessivo di 20 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015.

I lavoratori che intendono avvalersi della liquidazione in unica soluzione della prestazione devono trasmettere telematicamente all’INPS domanda recante la specificazione circa l’attività da intraprendere o da sviluppare, secondo le indicazioni fornite dall’Istituto (con tutta probabilità con una circolare di prossima pubblicazione). L’istanza dovrà essere corredata dalla documentazione comprovante ogni elemento che attesti l’assunzione di iniziative finalizzate allo svolgimento dell’attività che dà titolo all’anticipazione. Ad ogni modo, nei…

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