Fisco e anagrafe dei conti correnti bancari: il libero accesso ai dati finanziari

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 27 luglio 2013



nel nostro sistema tributario é arrivata l’anagrafe generalizzata dei conti correnti: ecco quali possono essere i primi incroci col redditometro ed alcuni spunti difensivi da usare preventivamente

Nel nostro sistema tributario, é arrivata l’anagrafe generalizzata dei conti correnti. Si chiama SID il sistema per raccogliere le informazioni sui conti correnti

Lo scorso 24 giugno è entrato in vigore il Sistema di Interscambio Dati (SID), il nuovo sistema elaborato dall’Agenzia delle Entrate per raccogliere informazioni sui conti correnti dei contribuenti.

Si tratta di un sistema che potrà raccogliere le informazioni sui conti correnti bancari e acquisire direttamente le informazioni, per stabilire se il reddito dichiarato è in linea con le spese sostenute.

Prima l’Agenzia delle Entrate aveva la possibilità di accedere ai conti correnti, ma soltanto dopo “restringenti” autorizzazioni. Adesso tutto diventa più facile, le informazioni raccolte serviranno anche per fare verifiche più dettagliate sulle dichiarazioni ISEE, lo strumento che permette di misurare la condizione economica delle famiglie.

Il SID

Il Sistema di Interscambio Dati (SID) sarà utilizzato per creare una specie di anagrafe dei conti correnti, sia delle persone fisiche sia delle persone giuridiche, che servirà per combattere l’evasione fiscale: Il primo provvedimento per lo sviluppo tecnologico di questo nuovo sistema era stato deciso con il decreto legge n. 201 del 2011, il cd. “Decreto Salva Italia”, approvato dal governo Monti, con lo scopo di incrociare i dati di ogni correntista alle operazioni bancarie fatte durante l’anno. Il 25 marzo 2013 l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il provvedimento che descrive chi dovrà trasmettere i dati e con quali modalità.

Funzionamento del SID

Ogni anno gli operatori finanziari (banche, poste, assicurazioni, organismi di investimento collettivo del risparmio, società di gestione del risparmio) dovranno comunicare all’Anagrafe Tributaria le informazioni finanziarie dei propri clienti.

Il nuovo sistema registrerà, tramite la comunicazione dei dati, tutti i movimenti effettuati oltre al saldo iniziale e finale di ogni esercizio.

L’Anagrafe Tributaria raccoglierà i dati riferiti ai conti correnti, ai conti deposito titoli, alle gestioni patrimoniali, ai rapporti fiduciari, alle carte di credito e di debito, alle cassette di sicurezza, ai certificati di deposito, ai buoni fruttiferi, ai conti derivati.

I dati confluiranno anche nel sistema SERPICO, che già raccoglie diverse informazioni dei contribuenti: la dichiarazione dei redditi, le case intestate, le auto, i terreni, le barche, per il controllo incrociato dei dati.

Dati comunicati

Gli operatori finanziari dovranno innanzitutto registrarsi sulla sezione del sito Internet dell’Agenzia delle Entrate del SID e comunicare i seguenti dati:

Entro il 31 ottobre 2013 le informazioni relative al 2011;

- entro il 31 marzo 2014 quelle del 2012;

- a partire dal 2015 i dati degli anni successivi (cioè quelli relativi dal 2013 in poi) dovranno essere inviati entro il 20 aprile di ogni anno.

L’autorità Garante per la protezione dei dati personali, nel novembre 2012, ha dato il suo parere favorevole sull’entrata in vigore di questo nuovo sistema. Le informazioni saranno raccolte dall’Agenzia delle Entrate in modo automatico, senza operazioni manuali, per evitare il rischio di infiltrazioni esterne: Si tratta di un sistema basato sullo scambio application to application, da software a software.

Difesa

A questo punto al contribuente non resta che prepararsi a difendere i propri c/c dalle presunzioni del Fisco.

La prima cosa utile da fare, visto che l’Agenzia delle entrate chiederà spiegazioni, ad es. in caso di somme accreditate sul conto corrente superiore al reddito dichiarato, è quella di conservare tutta la documentazione bancari, poiché ipotesi di controllo, il contribuente dovrà riuscire a dare prova che il reddito dichiarato è coerente con il denaro movimentato.

Sarà di fondamentale importanza in caso di prestiti o donazioni di denaro da parte di parenti o conoscenti, così come affitti, stipendi e altri redditi, che i trasferimenti avvengano tramite assegni o bonifici, al fine di poter tracciare le movimentazioni e poter fornire informazioni più precise al Fisco.

Attenzione all’uso del denaro contante che ovviamente non rientra tra i trasferimenti tracciabili, occorre poi del tutto evitare le movimentazioni extra-conto.

Sono cautele semplici da seguire, ma che potrebbero risultare decisive, anche perché, in caso di movimenti sospetti, l’onere di dimostrare di non essere un evasore spetta al contribuente.

Redditometro

Coloro che possiedono cavalli sono poi nel mirino del redditometro. Infatti, secondo la CTP di Asti (n. 53/2/13 del 16 aprile 2013), infatti, il possesso dei cavalli è da considerarsi un indice di capacità contributiva indipendentemente dall’utilizzo che agli stessi è riservato, distinguendosi solo tra quelli “da corsa” e , residualmente, da tutti gli altri.

Con la sentenza citata, la CTP piemontese, rigettando il ricorso del contribuente e ritenendo invece fondata la tesi resa dagli uffici, ha rimarcato come sia un fatto notorio la costosità del possesso di un cavallo, diversamente da quel che avviene per altri animali da affezione come cani e gatti.

E ha aggiunto che, ai sensi del combinato disposto di cui all'art. 38 D.P.R. n. 600/73 e D.M. 21 settembre 1999, il mero possesso di cavalli da corsa o da equitazione determina un indicatore di capacità contributiva, indipendentemente dal tipo di iscrizione all'Unire.

Connessione dati tra redditometro e comunicazioni finanziarie

E’ possibile l’incrocio dei dati tra redditometro e comunicazioni finanziari.

Difatti, l’Agenzia delle entrate, in risposta ad un question time dello scorso 3 luglio, ha confermato la rilevanza delle comunicazioni finanziarie. In attesa che venga pubblicata la circolare sul c.d. “redditometro”, l’Agenzia delle Entrate, in risposta ad un question time, si è brevemente soffermata in merito all’incrocio tra comunicazioni finanziarie e redditometro.

Come noto, a partire dagli accertamenti sull’anno 2009 è in vigore il nuovo redditometro, e la determinazione sintetica del reddito avverrà sulla base di quanto viene disposto nel Decreto del 24 dicembre 2012.

In tale sistema accertativo, viene dato rilievo alle spese sostenute dai contribuenti così come risultanti dalle banche dati dell’Anagrafe tributaria e alle medie ISTAT, oltre che a qualunque altro elemento certo idoneo a palesare una capacità contributiva occultata.

Come premesso, è stato anche attuato il disposto di cui all’art. 11 del D.L. 201/2011: infatti, già a partire dal prossimo ottobre gli intermediari dovranno comunicare all’Anagrafe tributaria il contenuto delle movimentazioni finanziarie poste in essere dai contribuenti, oltre che altre informazioni come la frequenza di accesso alle cassette di sicurezza.

Una questione che è subito stata discussa dai commentatori concerne il concreto utilizzo delle informazioni comunicate dagli istituti finanziari, con specifico riferimento all’accertamento sintetico.

Il problema nasce dal fatto che, per attivare un’indagine bancaria, e quindi per utilizzare i dati derivanti da tale indagine è necessario, secondo ciò che è sempre stato previsto dal D.P.R. n. 600/73 sulle imposte sui redditi e dal DPR n. 633/72 sull’IVA, ottenere la previa autorizzazione amministrativa.

Ora, i dati, sebbene in forma aggregata, entrano direttamente nel patrimonio conoscitivo del Fisco.

Su tale punto, in dottrina è stato affermato che, se questo potesse fondare accertamenti sintetici, di fatto si eluderebbe la procedura utile per l’attivazione delle indagini bancarie.

L’Agenzia delle entrate, ricordando quanto era già stato sostenuto dal suo Direttore nell’audizione dello scorso 31 ottobre 2012, afferma: “i dati che confluiscono nell’Anagrafe tributaria in forza di legge vengono altresì utilizzati per la costruzione di applicativi ad hoc che consentono l’analisi e la selezione di posizioni a rischio di evasione”.

Valorizzate medie ISTAT

Inoltre, viene evidenziato che l’accertamento sintetico “valorizza adeguatamente il vasto patrimonio informativo già a disposizione dell’Agenzia ed in corso di ulteriore implementazione con i dati provenienti dallo spesometro. Ciò permetterà di ancorare il contraddittorio in ordine all’accertamento sul reddito imponibile su dati certi e situazioni di fatto oggettive, quantificate direttamente, ovvero attraverso le valorizzazioni ISTAT, riducendo al minimo la valenza delle presunzioni”.

In sostanza, vi sarà un incrocio di dati ovvero un utilizzo delle comunicazioni finanziarie ai fini dell’accertamento da redditometro.

Pertanto, eventuali scostamenti, ad es. in relazione alla consistenza del conto corrente, potrebbero far accendere una sorta di “spia”, tale da far scattare l’accertamento su un determinato contribuente.

Attenzione deve essere posta poi sulle medie ISTAT: E’ difficile, da un lato, dire che si vogliono ridurre al minimo le presunzioni e, dall’altro, richiamare dette medie, che possono essere definite le “regine” delle presunzioni.

Occorre poi venga dato il giusto rilievo al contraddittorio tra le parti, istituto che, nel nuovo accertamento sintetico, è diventato obbligatorio.

Semplificazioni sulle comunicazioni per lo spesometro

Le semplificazioni ormai annunciate riguardano le operazioni interessate, i dati da comunicare, le modalità e la tempistica di invio.

Nell’ambito del pacchetto di semplificazioni previste in materia fiscale il comunicato stampa dell’Agenzia delle entrate del 03 luglio 2013 contiene importanti novità in materia di spesometro, ovvero di comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA di importo almeno pari a 3.000 euro, di cui all’art. 21 del DL n. 78/2010.

Nel precisare che tali semplificazioni saranno applicabili già a partire dalla comunicazione relativa all’anno 2012, è confermato in primo luogo che l’oggetto della comunicazione riguarda tutte le operazioni effettuate tra operatori economici (c.d. “business to business”), a prescindere dall’importo, mentre per quelle per le quali non è previsto l’obbligo di emissione della fattura (tipicamente denominate “business to consumer”) rimane l’obbligo di comunicazione solo se l’importo è almeno pari a 3.600 euro IVA inclusa.

Importanti novità, invece, sono previste in merito alle modalità di comunicazione delle suddette operazioni, poiché il comunicato stampa, nel rinviare ad un prossimo provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, precisa che è possibile comunicare, in relazione a ciascun cliente o fornitore, le singole operazioni effettuate indipendentemente dall’importo delle stesse, ovvero l’ammontare complessivo delle stesse, suddividendo imponibile ed imposta, effettuate nell’anno di riferimento.

Viene poi risolta la questione relative alle modalità di comunicazione delle operazioni, laddove il soggetto passivo si avvalga della facoltà, concessa dall’art. 6 del DPR 695/1996, di annotare ai fini dell’IVA, in un documento riepilogativo mensile, le fatture, sia di vendita che di acquisto, di importo inferiore a 300,00 euro (soglia così elevata ad opera del D.L. n. 70/2011).

Come è noto, in tale documento devono essere indicati i numeri delle fatture contenute nel riepilogo, l’ammontare complessivo imponibile delle operazioni e l’ammontare dell’imposta distinto per aliquota.

In tale ipotesi, precisa il suddetto comunicato, “dovrà essere comunicato esclusivamente il numero del documento, l’ammontare complessivo imponibile delle operazioni e l’ammontare complessivo dell’imposta”.

Altra novità in arrivo è quella relativa per la comunicazione riferita all’anno 2012 in capo agli operatori economici, in relazione ai contratti di leasing e di locazione e/o noleggio di autovetture, caravan, altri veicoli, unità da diporto e aeromobili, per i quali sarà possibile utilizzare il modello per lo spesometro, e l’obbligo riguarderà comunque esclusivamente i contratti di leasing e di noleggio di valore pari o superiore a 3.600 euro.

Infine, sono previste le seguenti ulteriori semplificazioni:

- per quanto riguarda gli acquisti di beni a San Marino, in luogo della comunicazione cartacea, entro 5 giorni all’Agenzia delle entrate competente per territorio, sarà possibile utilizzare il modello per lo spesometro, da presentare in via telematica entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di annotazione dell’operazione nei registri;

- per le operazioni effettuate con operatori economici “black list”, sarà possibile l’utilizzo del modello per lo spesometro, così da veicolare in un unico canale comunicativo con l’Agenzia tutte le operazioni effettuate nei confronti di soggetti passivi ovunque localizzati.

 

Vincenzo D’Andò

 

27 luglio 2013