Le novità in materia di servizi pubblici locali e società partecipate del mese di Luglio 2013

centrali uniche di committenza; divieto di costituzione di nuovi enti; elusività dei lavori effettuati dall’ente tramite la società partecipata; regolarità fiscale dei soggetti partecipanti nelle gare di appalto; deroghe all’estensione del Patto di stabilità e dei limiti di finanza pubblica ad Aziende speciali e Istituzioni; proroga dei termini di verifica Avcpass; revoca in autotutela della gara in caso di indizi di accordi tra i concorrenti; preavviso di rigetto e controdeduzioni del privato; rinnovo dell’affidamento del servizio di tesoreria senza gara; vincoli alle spese di personale delle società partecipate dagli enti pubblici; società a partecipazione pubblica e giurisdizione della Corte dei Conti; società non strumentali e Spending review-bis

Centrali uniche di committenza

Il D.L. n. 43/2013, convertito dalla Legge n. 71/2013 (cosiddetto Decreto Emergenze) dispone la proroga al 31 dicembre 2013 dell’obbligo di avvalersi di una centrale di committenza da parte degli enti con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, a norma dell’art. 33 D.Lgs. 163/2006.

La norma fa salvi i bandi e gli avvisi di gara pubblicati a far data dal 1° aprile 2013 fino alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

 

Divieto di costituzione di nuovi enti

La Corte dei Conti, sezione regionale Piemonte, con la deliberazione n. 126/2013/SRCPIE/PAR del 23 aprile 2013, risponde al Comune di Ivrea che chiede se possa concorrere a costituire ed aderire ad una associazione, stante il disposto dell’art. 9, comma 6, del d.l. 95/2012, convertito in legge 135/2012.

Nella risposta al quesito la Sezione Piemonte fa presente come la disposizione richiamata, avuto riguardo anche al riferimento letterale a ‘nuovi organismi’, locuzione volutamente generica ed ampia, pone un divieto di costituzione di nuovi enti partecipati dalle amministrazioni locali con riferimento anche agli enti di tipo associativo.

https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=2484-03/06/2013-SRCPIE

 

Elusività dei lavori effettuati dall’ente tramite la società partecipata

La Sezione regionale di controllo per il Veneto della Corte dei conti, con nel Parere n. 137/2013 del 28 maggio 2013, ha ritenuto che la realizzazione di opere pubbliche per conto del Comune, svolta per il tramite di società in house, secondo accordi che prevedano l’anticipo delle somme necessarie a carico della società ed il rimborso da parte dell’ente in base ad un piano dilazionato in tre anni con conseguente riconoscimento di interessi passivi a carico dell’amministrazione socia, costituisce un’operazione elusiva delle regole del Patto di stabilità e come tale soggetta alle sanzioni di cui ai c. 30 e 31 dell’art. 31 della Legge n. 183/2011.

https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=2416-30/05/2013-SRCVEN

 

Regolarità fiscale dei soggetti partecipanti nelle gare di appalto

Il Consiglio di Stato, in Adunanza plenaria, nella sentenza del 5 giugno 2013 n. 15, ha affermato che il requisito della regolarità fiscale nelle gare d’appalto sussiste, ai sensi dell’articolo 38 comma 1, lettera g, del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. n. 163/2006), nel caso di una ditta che abbia chiesto la rateizzazione o la dilazione del debito tributario, soltanto qualora essa abbia ottenuto tale provvedimento alla data di scadenza di presentazione delle domande di partecipazione. Non è pertanto ammissibile la partecipazione alla procedura di gara l’impresa che non abbia conseguito il provvedimento di accoglimento di suddette istanze alla scadenza del termine della domanda.

http://www.giustizia-amministrativa.it/adunanza_plenaria/librocds/2013/N_%2000010-2013%20REG_RIC_A_P__xml.htm

 

Deroghe all’estensione del Patto di stabilità e dei limiti di finanza pubblica ad Aziende speciali e Istituzioni

La Sezione di controllo per il Piemonte della Corte dei Conti nella Deliberazione n. 190/2013/PAR del 13 maggio 2013 riconosce l’applicabilità dell’ultimo periodo del comma 5-bis dell’articolo 114 del D. Lgs. n. 267/2000 (che deroga agli obblighi di estensione del Patto di stabilità e delle limitazioni di finanza pubblica per le Aziende speciali e le Istituzioni) alle sole «Aziende speciali e Istituzioni che gestiscono servizi socio-assistenziali ed educativi, culturali e farmacie» che svolgono attività esclusiva nei suddetti ambiti.

https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=2658-11/06/2013-SRCPIE

 

Proroga dei termini di verifica Avcpass

ConComunicato del 12 giugno 2013, l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici rende noto che, a seguito delle richieste delle stazioni appaltanti di un ulteriore periodo di formazione, è stato modificato il calendario in base al quale le amministrazioni aggiudicatrici dovranno verificare il possesso dei requisiti di partecipazione alle gare mediante il sistema AVCPASS.

http://www.avcp.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=5403

 

Revoca in autotutela della gara in caso di indizi di accordi tra i concorrenti

Il TAR Lazio nellasentenza 12 giugno 2013 n. 538 ha dichiarato legittimo il provvedimento di revoca di aggiudicazione di gara disposto in autotutela da un Comune. La gara, per l’affidamento di un appalto di servizi, secondo il criterio delle offerte segrete da confrontarsi poi con il prezzo base (ex art. 73, lettera b), del Regio Decreto 23 maggio 1924, n. 827) presentava indizi chiari e concordanti che destavano sospetti sulla possibilità che le imprese concorrenti si fossero accordate al fine di alterare l’esito della gara.

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Latina/Sezione%201/2006/200600485/Provvedimenti/201300538_01.XML

 

Preavviso di rigetto e controdeduzioni del privato

Il TAR Friuli Venezia Giulia, Sezione I, nellasentenza n. 358 del 21 giugno 2013si è espresso sul “preavviso di rigetto” (ex art. 10-bis Legge n. 241/1990 introdotta dall’articolo 6 Legge n. 15/2005) dichiarando illegittimo il provvedimento amministrativo nel quale non siano state prese in considerazione le controdeduzioni e le argomentazioni fornite dal privato a seguito del preavviso di rigetto a lui comunicato. Il Comune si era limitato a una affermazione apodittica con formula di mero stile tesa a sostenere che non vi erano nuovi elementi tali da mutare le circostanze in senso favorevole. A ben vedere però, nonostante non sia imposto all’Amministrazione di fornire le ragioni analitiche del mancato accoglimento delle istanze del privato essendo sufficiente una esposizione tale da far percepire le ragioni del mancato adeguamento alle indicazioni fornite, le osservazioni in sede di diniego devono documentare le ragioni logico-giuridiche poste alla base del rifiuto, a maggior ragione qualora siano state fornite ulteriori argomentazioni da parte del privato: ogni atto deve essere adeguatamente e compiutamente motivato, in special modo quando “il suo contenuto abbia portata sfavorevole nei confronti del destinatario”, nel rispetto dei principi alla base del corretto esercizio dell’azione amministrativa.

ALLEGATO7

 

Rinnovo dell’affidamento del servizio di tesoreria senza gara

Il Tar Campania nella sentenza n. 3261 del 21 giugno 2013 ha ritenuto illegittimo il rinnovo dell’affidamento del servizio di tesoreria (inclusa la riscossione delle entrate, la custodia di titoli e valori e gli adempimenti connessi) da parte di un Comune nei confronti dell’istituto bancario già titolare del servizio stesso. Ai sensi dell’articolo 210 del TUEL l’ente può procedere al rinnovo del contratto di tesoreria nei confronti del medesimo soggetto per non più di una volta solo “qualora ricorrano le condizioni di legge”.

Le condizioni tali da permettere la stipula con il medesimo contraente, tuttavia, consentono la sola proroga dei contratti per acquisti e forniture di beni e servizi per il tempo necessario alla stipula dei nuovi contratti a seguito di espletamento di gara pubblica. Di conseguenza, nel caso di specie, il rinnovo per quattro anni del servizio di tesoreria nei confronti del medesimo operatore economico già aggiudicatario del servizio (per un quadriennio) non poteva avvenire in via diretta, senza previa indizione di una gara pubblica.

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Napoli/Sezione%208/2013/201301996/Provvedimenti/201303261_20.XML

 

Vincoli alle spese di personale delle società partecipate dagli enti pubblici

La Corte dei Conti, Sezione regionale Puglia, con la Deliberazione n. 96/PAR/2013 del 15 maggio 2013, risponde al Comune di Bari – quale socio unico di una società per azioni in house – che interroga in ordine all’ampiezza dell’oggetto della norma di cui all’articolo 4, comma 11, del D.L. n. 95/2012 (cosiddetta Legge Spending review-bis) secondo il quale «a decorrere dal 1° gennaio 2013 e fino al 31 dicembre 2014 il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti delle società di cui al comma 1, ivi compreso quello accessorio, non può superare quello ordinariamente spettante per l’anno 2011».

In definitiva, la Sezione ritiene che alle società partecipate soggette all’art. 4, comma 11, della Legge Spending review-bis, possono essere applicate in via analogica le stesse esclusioni previste per i dipendenti dell’ente locale controllante dall’art. 9, comma 1, del D.L. n. 78/2010 convertito in Legge n. 122/2010 (che esenta dal vincolo i compensi connessi a dinamiche straordinarie della retribuzione), e che alla società strumentale debbano essere applicate le ulteriori limitazioni al trattamento economico accessorio previste per l’ente controllante.

https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=2485-03/06/2013-SRCPUG

 

Società a partecipazione pubblica e giurisdizione della Corte dei Conti

La Corte dei Conti, Sezione I giurisdizionale centrale di appello, nella sentenza n. 375 depositata in data 12 giugno 2013, conferma l’orientamento che estende la giurisdizione contabile danni di immagine subiti dall’ente locale in relazione all’operato delle sue società partecipate.

ALLEGATO8

 

 

Società non strumentali e Spending review-bis

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 1 giugno 2013 il DPCM 6 aprile 2013 che individua i soggetti esclusi dall’applicazione dei commi 4 (composizione dei Consigli di amministrazione), 9, 10 e 11 (assunzioni e trattamenti retributivi) dell’articolo 4 del D.L. n. 95/2012 convertito dalla Legge n. 135/2012 (cosiddetta Spending review-bis).

Il DPCM oltre all’elencazione esplicita di società come Equitalia, Riscossione Sicilia e Sose, offre utili indizi di valore prettamente interpretativo sull’ambito di assoggettamento delle disposizioni in esame.

Gli elementi di interesse si ritrovano nella parte di narrativa che è elemento costitutivo e fondamento del dispositivo. Come già sostenuto da alcuni autori, tra i vari «considerato che» del provvedimento, se ne rinviene uno che assume appunto rilevanza generale: e conferma l’interpretazione per la quale l’articolo 4 della Legge Spending review-bis, ed in particolare i commi 4, 9, 10 ed 11, non si applicano alle società che non rientrano tra quelle destinatarie delle previsioni del comma 1, e, in particolare, che ne sono escluse e società che svolgono servizi di interesse generale, anche di rilevanza economica.

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2013-06-01&atto.codiceRedazionale=13A04781&elenco30giorni=true

La linea di interpretazione non appare però scevra da dubbi, in considerazione che vengono assoggettate ai vincoli di finanza pubblica da altre disposizioni di legge, come l’articolo 18 comma 2-bis del D.L. n. 112, convertito dalla Legge n. 133/2008.

 

Marco Castellani

31 Luglio 2013

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