Auto in uso promiscuo all'imprenditore: il reddito diverso va già in UNICO 2013, reddito diverso per l'imprenditore, l'indeducibilità delle spese per l'azienda

Le disposizioni che disciplinano il nuovo presupposto di reddito diverso (lettera h-ter comma 1 dell’articolo 67 del TUIR), e quelle in materia di indeducibilità per i beni concessi in godimento ai soci e familiari dell’imprenditore, implicano l’elaborazione di nuovi calcoli in UNICO 2013.
Ma andiamo in ordine e procediamo con intento sistematico per analizzare le disposizioni normative da considerare e le argomentazioni già espresse da parte dell’amministrazione.
 
Impianto normativo di riferimento
Il DL 138/2011 ha introdotto le normative a cui occorre far riferimento per la corretta applicazione delle nuove disposizioni.
In particolare l’articolo 2 al CO. 36 TERDECIES ha inserito, nel primo comma dell’articolo 67 del TUIR la nuova lettera H-TER la quale prevede che, “costituisce presupposto di reddito diverso la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo per la concessione in godimento di beni dell’impresa a soci o familiari dell’imprenditore”.
Con circolare 24/E 2012 l’AE ha chiarito che, tale presupposto impositivo è diverso da quello dell’assegnazione dei beni a soci ovvero da quello della destinazione degli stessi a finalità estranee all’esercizio dell’impresa in quanto, nella fattispecie di cui alla lettera h-ter dell’articolo 67 del TUIR, i beni, non fuoriescono dal regime di impresa.
Ne deriva che, secondo l’AE, alla concessione in godimento dei beni relativi all’impresa ad un corrispettivo inferiore al valore di mercato, non si applicano le disposizioni di cui agli artt. 57 c. 1, 58 c 3, 85 c. 2, 86 c. 1 lett. c e c. 3 secondo le quali, costituiscono ricavi, piuttosto che plusvalenze, il valore normale dei beni destinati al consumo personale dell’imprenditore o dei suoi familiari o a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ovvero assegnati ai soci.
Il successivo comma 36-quaterdecies dell’articolo 2 del DL 138/2011, disciplina la indeducibilità dei costi relativi ai beni concessi in godimento ai soci e familiari dell’imprenditore quando tale concessione è effettuata in assenza di corrispettivo o ad un corrispettivo inferiore al valore di mercato.
L’Agenzia delle entrate, proponendo un’interpretazione favorevole al contribuente, con la circolare 24/E 2012 ha di fatto previsto due criteri di applicazione delle disposizioni di cui sopra:

Per i beni per i quali le disposizioni già prevedono una deducibilità limitata in applicazione di disposizioni antielusive, come nel caso dei limiti posti dall’articolo 164 del TUIR con riferimento ai mezzi di trasporto, laddove sia verificato il presupposto di cui al comma 36 quartodecies (concessione in godimento dei beni dell’impresa), dovrà in ogni caso applicare i criteri di deducibilità proposta dalla norma contenuta nel TUIR;

Al di fuori dei casi di cui sopra, l’AE ha indicato un criterio speciale per la determinazione della quota parte di indeducibilità che dovrà essere pari alla proporzione corrispondente al rapporto tra:

 
RAPPORTO DI INDEDUCIBILITA’
=
VALORE DI MERCATO – CORRISPETTIVO PER IL GODIMENTO
____________________________
VALORE DI MERCATO
 
Proponendo un esempio avremo che, se il Valore di mercato per il godimento è pari a 100,00, e il corrispettivo convenuto per il godimento è pari a 40,00, la percentuale di indeducibilità sarà pari a
100,00 – 40,00
_____________________
 
100,00
Vale a dire 60% (quota indeducibile dei costi sostenuti nell’esercizio dell’impresa).
L’Amministrazione, con la medesima circolare, ha indicato poi una fondamentale regola, valida per tutti i soggetti IRPEF ed anche per i soci, persone fisiche, di soggetti IRES in trasparenza fiscale, in relazione alle ipotesi …

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