DECRETO ENERGIA: prorogato il pacchetto di agevolazioni nell’edilizia per l’efficientamento energetico e le ristrutturazioni

di Nicola Monfreda

Pubblicato il 8 giugno 2013



il 31 maggio il Governo ha approvato il D.L. n. 63 di recepimento della direttiva europea sulla prestazione energetica nell’edilizia, prorogando, tra l’altro, a tutto il 2013, le agevolazioni fiscali concernenti le spese sostenute negli interventi per l’efficientamento energetico e ristrutturazione degli edifici, ai quali sono stati abbinati interessanti agevolazioni con riguardo ai condomini, “super condomini” e mobili d’arredo (a cura Fabrizio Stella & Antonio Federico)

 

  1. Premessa.

Il 31 maggio 20131, il Governo ha approvato il decreto-legge di recepimento della direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la prestazione energetica nell’edilizia, apportando modifiche al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, a sua volta di attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia.

Fermo restando il recepimento della Direttiva comunitaria sull’efficientamento energetico, il governo ha (anche) deciso “di mettere a punto le questioni tecniche e finanziarie per consentire la proroga degli incentivi fiscali in materia di risparmio energetico e le ristrutturazioni edilizie”, il c.d. “Bonus edilizia”.

Il provvedimento, che si applica all’edilizia sia privata che pubblica, ha come finalità di:

  • promuovere il miglioramento della prestazione energetica degli edifici tenendo conto delle condizioni locali e climatiche esterne, nonché delle prescrizioni relative al clima degli ambienti interni e all’efficacia sotto il profilo dei costi;

  • favorire lo sviluppo, la valorizzazione e l’integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici;

  • sostenere la diversificazione energetica;

  • promuovere la competitività dell’industria nazionale attraverso lo sviluppo tecnologico;

  • conseguire gli obiettivi nazionali in materia energetica e ambientale.

Il carattere d’urgenza è dato dalla necessità ed urgenza di emanare disposizioni volte a favorire la riqualificazione e l’efficienza energetica del patrimonio immobiliare nazionale in conformità al diritto dell’Unione Europea.

Ci si riferisce, in particolare, alla procedura di infrazione in corso nei confronti dell’Italia, la n. 368 del 2012, avviata dalla Commissione europea il 24 settembre 2012, per il mancato recepimento della direttiva, attualmente allo stadio di parere motivato emesso il 25 gennaio 2013, in attesa di un imminente aggravamento della procedura e, quindi, al deferimento alla Corte di Giustizia, con applicazione delle sanzioni.

Ad adiuvandum, il decreto pone, poi, rimedio anche ad un’altra procedura d’infrazione, la n. 2378 del 2006, avviata dalla Commissione per il non completo e conforme recepimento della direttiva 2002/91/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, abrogata, poi, dalla citata direttiva 31/2010/UE.

 

  1. Il decreto-legge 24 maggio 2013.

Il decreto prevede, in sintesi, il recepimento dei seguenti principi della direttiva 2010/31/UE:

  • l’adozione a livello nazionale di una metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici uniforme;

  • la fissazione di requisiti minimi di prestazione energetica;

  • la definizione di “edifici a energia quasi zero”, ovvero quelli ad altissima prestazione energetica, con fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo e coperto in misura significativa da energia da fonti rinnovabili, prodotta all’interno del sistema (dell’edificio);

  • l’adozione di un sistema di certificazione degli edifici;

  • l’adozione, infine, delle misure necessarie per prescrivere ispezioni periodiche degli impianti riscaldamento/climatizzazione degli edifici;

  • la proroga delle detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica (65%) e delle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie (50%).

Il provvedimento si aggiunge, tra l’altro, ai due Regolamenti di attuazione del citato decreto legislativo 192/2005 approvati il 15 febbraio2, su proposta del Ministro per lo sviluppo economico, di concerto con i Ministri competenti, così uniformando le norme italiane alla direttiva europea sul rendimento energetico nell’edilizia3.

L’articolo 4 bis, afferente agli Edifici ad energia quasi zero, ovvero l’edificio ad altissima prestazione energetica, con un fabbisogno energetico molto basso i quasi nullo, coperto in misura significativa da energia da fonti rinnovabili, prodotta all’interno del confine del sistema (edificio), prevede che:

  • a partire dal 31 dicembre 2018, gli edifici di nuova costruzione occupati da Pubbliche Amministrazioni e di proprietà di queste ultime, compresi gli edifici scolastici, devono essere edifici ad energia quasi zero;

  • dal 1° gennaio 2021 la disposizione di cui sopra è estesa a tutti gli edifici di nuova costruzione;

  • entro il 31 dicembre 2014, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri coinvolti, è definito il Piano d’azione destinato ad aumentare il numero di edifici ad energia quasi zero; il piano, differenziato per tipologia edilizia, è trasmesso alla Commissione europea.

Il Piano comprende, tra l’altro, i seguenti elementi:

  • l’applicazione della definizione di edifici ad energia quasi zero alle diverse tipologie di edifici ed indicatori numerici del consumo di energia (kWh/m2 anno);

  • le politiche e le misure finanziarie o di altro tipo previste per promuovere gli edifici ad energia quasi zero, comprese le informazioni relative alle misure nazionali previste per l’integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici, in attuazione della direttiva 2009/28/CE;

  • eventuali esclusioni, in casi specifici e sulla base di una analisi costi/benefici sul ciclo di vita economico dell’immobile;

  • gli obiettivi intermedi di miglioramento della prestazione energetica degli edifici di nuova costruzione entro il 2015.

L’articolo 4 ter, afferente agli Strumenti finanziari, apre con una disposizione a carattere programmatico prevedendo che gli incentivi adottati dallo Stato, dalle Regioni e dagli enti locali per promuovere l’efficienza energetica degli edifici, a qualsiasi titolo previsti, sono concessi nel rispetto di requisiti di efficienza commisurati alla tipologia, al tipo di utilizzo e contesto in cui è inserito l’immobile nonché all’entità dell’intervento.

La norma prevede, poi, che, al fine di promuovere la realizzazione di servizi energetici e di misure di incremento dell’efficienza energetica degli edifici di proprietà pubblica, con particolare attenzione agli edifici scolastici, è utilizzato il fondo di garanzia a sostegno della reti di teleriscaldamento, di cui all’articolo 22, comma 4, del decreto legislativo 28/2011, incrementato attraverso i proventi delle aste delle quote di emissione CO2 di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 30/2013, destinati ai progetti energetico ambientali, con le modalità e nei limiti di cui ai commi 3 e 6 dell’articolo 19.

Con riferimento al fondo di garanzia, l’articolo 19 del decreto legislativo 30/2013 prevede che alla ripartizione si provvede con decreti del Ministero dell’ambiente, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico ed il Ministero dell’Economia e delle Finanze, nella misura del 70% a favore del Ministero dell’Ambiente e del 30% a favore del MISE.

Il 50% dei proventi derivanti dalle singole aste è riassegnato ad un apposito capitolo di spesa del Ministero dello Sviluppo Economico per le quote spettanti ai nuovi entrati; dall’anno 2016 i proventi sono riassegnati al fondo ammortamento titoli di Stato.

Con decreto di cui all’articolo 22, comma 5, del decreto legislativo 28/2011, del Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e delle Politiche agricole, alimentari e forestali, previa intesa con la Conferenza unificata, è definito l’ammontare dei proventi delle aste da destinare al fondo e le modalità di gestione ed accesso allo stesso.

L’articolo 17, afferente alla Qualificazione degli installatori degli impianti a fonti rinnovabili, apportando modifiche all’articolo 15 del decreto legislativo n. 28/2011, interviene sui requisiti per l’accesso alla qualifica professionale per l’attività di installazione e di manutenzione straordinaria di caldaie, caminetti e stufe a biomassa, di sistemi solari fotovoltaici e termici sugli edifici, di sistemi geotermici a bassa entalpia e di pompe di calore.

 

  1. Il “pacchetto” delle detrazioni.

L’approvazione del decreto-legge ha comportato un forte potenziamento dell’attuale regime di detrazioni fiscali, nel dettaglio si:

  • passerà dalla detrazione del 55% per gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici (in scadenza il 30 giugno prossimo) al 65%, concentrando la misura sugli interventi strutturali sull’involucro edilizio, maggiormente idonei a ridurre stabilmente il fabbisogno di energia.

  • prevede la proroga dell’innalzamento delle soglie di detrazione IRPEF al 50% (dall’ordinario 36%) per le ristrutturazioni, che scadrebbero (anch’esse) il 30 giugno 2013, fino al 31 dicembre 2013.

Si tratterebbe di “un’ultima conferma, e non ne sono previste successive, stabilita per dare la possibilità a quanti non lo avessero già fatto di migliorare l’efficienza energetica del proprio edificio4.

Da un punto di vista normativo, con riferimento alle detrazioni per interventi di ristrutturazione ed efficienza energetica, l’articolo 15 prevede, nelle more della definizione di misure ed incentivi selettivi di carattere strutturale, per la messa in sicurezza degli edifici e l’incremento del rendimento energetico, l’applicazione delle due detrazioni temporanee specifiche di cui all’articolo 14 e 16.

 

  1. Le detrazioni per interventi di efficienza energetica – Articolo 14

Le detrazioni fiscali per interventi di risparmio energetico, come noto, sono state introdotte dalla legge finanziaria 2007, con validità fino al 31 dicembre 2007, poi estesi con la finanziaria 2008 fino al 31 dicembre 2010.

La legge di Stabilità 13 dicembre 2010, n. 220, la c.d. Stabilità 2011, ha previsto una proroga degli incentivi per gli interventi effettuati entro il 31 dicembre 2011, per i quali era possibile detrarre la spesa sostenuta in dieci rate, fino ad un massimale, differenziato per tipologia di intervento.

La legge 22 dicembre 2011, n. 214, la c.d. Salva Italia, ha prorogato la detrazione sino al 31 dicembre 2012, termine, in ultimo, spostato al 30 giugno 2013 con la legge 7 agosto 2012, n. 134 di conversione, con modificazioni, del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita.

L’articolo 14 disciplina nel dettaglio le detrazioni fiscali per gli interventi di efficienza energetica, prevedendo la proroga delle agevolazioni di cui all’articolo 1, commi 48, della legge 13 dicembre 2010, n. 220 che a sua volta prorogava le disposizioni di cui all’articolo 1, commi 344, 345 e 347, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modifiche ed integrazione, nella misura del 65% con riguardo anche alle spese sostenute dalla data di entrata in vigore del decreto al 31 dicembre 2013.

Con esplicita esclusione delle spese per:

  • gli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici a bassa entalpia;

  • la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.

La medesima detrazione si applica, poi, sempre nella misura del 65%, alle spese sostenute, dalla data di entrata in vigore del decreto al 30 giugno 2014, per gli interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali5 che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio.

Le detrazioni sono ripartite in dieci quote annuali di pari importo.

 

  1. Le detrazioni per interventi di ristrutturazione edilizia ed per l’acquisto mobili d’arredo – Articolo 16.

L’articolo 16 recita che: “all’articolo 11, comma 1, del decreto-legge 22 giugno, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, le parole “30 giugno 2013” sono sostituite dalle seguenti “31 dicembre 2013”.

Il decreto prevede, quindi, la proroga dell’innalzamento delle soglie di detrazione IRPEF al 50% (dall’ordinario 36%) per le ristrutturazioni, che scadrebbero - anch’esse - il 30 giugno 2013, fino al 31 dicembre 2013.

La norma è tesa, chiaramente, ad agevolare gli interventi di ristrutturazione edilizia, con l’evidente scopo di incentivare la ripresa del comparto edile, notoriamente traino dell’economia nazionale.

Ai contribuenti che fruiscono della detrazione in esame è altresì riconosciuta una detrazione dall’imposta lorda, sino a concorrenza del suo ammontare, nella misura del 50% delle ulteriori spese documentate per l’acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.

La detrazione, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, è calcolata su di un ammontare complessivo non superiore ai 10.000 euro.

Quest’ultima previsione è, invece, ovviamente, tesa ad agevolare il settore della filiera del mobile, anch’esso fortemente colpito dalla contrazione economica in atto.

  1. Disposizioni finanziarie correlate di copertura.

Agli oneri il decreto provvede, in primis, mediante il corrispondente utilizzo delle maggiori entrate derivanti dagli effetti prodotti dalle misure adottate in materia di ristrutturazioni, quindi mediante talune modifiche al regime IVA, nel dettaglio attraverso:

  • una variazione in aumento dell’aliquota dal 4% al 21% (aliquota ordinaria) per i supporti integrativi venduti congiuntamente ai prodotti editoriali, di cui all’articolo 19 del decreto legge, per effetto dell’eliminazione degli stessi dalla agevolazione prevista nel regime dell’editoria.

  • una variazione in aumento dell’aliquota dal 4% al 10% con riguardo alla somministrazione di alimenti e bevande effettuate mediante i distributori automatici collocati in stabilimenti, ospedali, case di cura, uffici, scuole, caserme ed altri edifici destinati alla collettività, di cui all’articolo 20 del decreto legge.

Le misure si applicheranno a decorrere dal 1° gennaio 2014.

Il residuo verrà coperto attraverso: specifiche riduzioni di autorizzazione di spesa; utilizzo di quota parte di Fondi Speciali di riserva.

L’effetto concentrato nel tempo della proroga e l’aumento della percentuale della detrazione possono dare un forte impulso all’economia di settore e in particolare al comparto dell’edilizia specializzata, caratterizzato da una forte base occupazionale, concorrendo in questo momento di crisi al rilancio della crescita e dell’occupazione e allo sviluppo di un comparto strategico per la crescita sostenibile6.

 

  1. Copertura finanziaria.

Il provvedimento reca anche la c.d. clausola di neutralità fiscale, andando a modificare l’articolo 14 – Copertura finanziaria del decreto legislativo n. 192/2005, dovendosi provvedere, all’attuazione del decreto, fatta salva l’implementazione degli strumenti finanziari di cui all’articolo 4 ter, con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

  1. Conclusioni.

Si tratta di un provvedimento fortemente voluto dall’Unione Europea, non solo per sanare i noti contenziosi comunitari, ma (anche) per mobilitare tutte le politiche a sostegno della competitività, dell’occupazione e della crescita.

In tal senso si legge nel Comunicato del 22 maggio 2013 del Consiglio Straordinario UE laddove, con riferimento al comparto energia, si rammenta come fondamentale sia per le economie un approvvigionamento energetico a prezzi accessibili e sostenibili, convenendo una serie di orientamenti in quattro settori che, nell’insieme, dovrebbero consentire alla UE di favorire la sua competitività e rispondere alla sfida dei prezzi e costi elevati:

  • l’urgente completamento di un mercato interno dell’energia pienamente funzionante ed interconnesso;

  • l’agevolazione dei necessari investimenti nel settore energetico;

  • la diversificazione degli approvvigionamenti dell’Europa;

  • una maggiore efficienza energetica.

È di cruciale importanza l'attuazione delle direttive sull'efficienza energetica e sulla prestazione energetica nell'edilizia … Le misure e i programmi per l'efficienza energetica dovrebbero essere promossi a tutti i livelli7.

Il decreto-legge n. 63, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 130 del 5 giugno 2013, approvato dal Governo stante i requisiti della straordinarietà e dell’urgenza, passerà, ora, al vaglio del Parlamento che dovrà convertirlo, a pena di decadenza8, in Legge.

 

6 giugno 2013

Fabrizio Stella, Nicola Monfreda ed Antonio Federico

1Comunicato stampa n. 6 del 31 maggio 2013 - Eco-bonus, ristrutturazione edilizia e bonus mobili: “Dopo l’esame iniziato nella scorsa seduta, il Consiglio dei ministri ha definitivamente approvato, su proposta del Presidente del Consiglio, Enrico Letta, del Ministro per gli affari europei, Enzo Moavero Milanesi, del Ministro dello sviluppo economico, Flavio Zanonato e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi: un provvedimento che recepisce la direttiva 2010/31/UE e che mira a dare un’adeguata risposta alla necessaria ed urgente esigenza di favorire la riqualificazione e l’efficienza energetica del patrimonio immobiliare italiano in conformità al diritto dell’Unione Europea e nell’approssimarsi della scadenza degli attuali benefici”. Nel Comunicato stampa n. 5 del 24 Maggio 2013 – Bonus edilizia, la Presidenza dava notizia che: “Il Consiglio dei ministri ha avviato l’esame del decreto sul risparmio energetico. Fermo restando il recepimento della Direttiva comunitaria sull’efficientamento energetico, il governo ha deciso di mettere a punto le questioni tecniche e finanziarie per consentire la proroga degli incentivi fiscali in materia di risparmio energetico e le ristrutturazioni edilizie”.

2 Si veda il comunicato stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri n.69 del 15 febbraio 2013, consultabile sul sito governativo.

3 Tuttora in attesa di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

4 In tal senso si legge nel Comunicato stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 6 del 31 maggio 2013.

5 Di cui agli articolo 117 ed 1117 bis del codice civile.

6 In tal senso il comunicato stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 6 del 31 maggio 2013.

7Testualmente estrapolato da: Le conclusioni del Consiglio europeo sulle politiche a sostegno della competitività, dell'occupazione e della crescita, del Consiglio europeo Bruxelles, il 22 maggio 2013.

8 Come noto, il decreto legge (d.l.), ex art.77 della Costituzione, è un atto con valore di legge adottato dal Governo nei casi straordinari di necessità e urgenza, che viene emanato dal Presidente della Repubblica e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Entra in vigore il giorno stesso o il giorno successivo alla pubblicazione. Il decreto legge deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni, altrimenti perde efficacia sin dall'inizio. Le Camere, tuttavia, possono regolare con una legge i rapporti giuridici sorti sulla base del decreto legge, in www.governo.it.