Novità fiscali del 28 giugno 2013: la dilazione per i versamenti vale anche per i contributi dovuti alla Gestione Separata

Pubblicato il 28 giugno 2013



fisco sulla casa: annuario del contribuente aggiornato; colf: rilascio del servizio online per la comunicazione da parte dei datori di lavoro domestico; anche se parenti va pagato l’affitto d’azienda; salvaguardati: presentazione istanze; sgravi contributivi: il professionista è datore di lavoro non imprenditore; dal 1° luglio chiudono alcuni sportelli di Equitalia Nord; ecobonus anche per elettrodomestici; cinque per mille 2013: entro l’1 luglio l’invio della dichiarazione sostitutiva; rapporto 2013 sull’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili; gestioni artigiani e commercianti e gestione separata - liberi professionisti: proroga scadenza versamenti anche per l’Inps; contribuzione dovuta sulle interruzioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato intervenute dal 1° gennaio 2013

 

 

Indice:

1) Fisco sulla casa: annuario del contribuente aggiornato

2) Colf: rilascio del servizio online per la comunicazione da parte dei datori di lavoro domestico

3) Anche se parenti va pagato l’affitto d’azienda

4) Salvaguardati: presentazione istanze

5) Sgravi contributivi : il professionista è datore di lavoro non imprenditore

6) Dal 1° luglio chiudono alcuni sportelli di Equitalia Nord

7) Ecobonus anche per elettrodomestici

8) Cinque per mille 2013: entro l’1 luglio l’invio della dichiarazione sostitutiva

9) Rapporto 2013 sull’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

10) Gestioni artigiani e commercianti e gestione separata - liberi professionisti: proroga scadenza versamenti anche per l’Inps

11) Contribuzione dovuta sulle interruzioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato intervenute dal 1° gennaio 2013: chiarimenti

12) Approfondimenti da Assonime

 

 

1) Fisco sulla casa: annuario del contribuente aggiornato

Lo scorso 26 giugno l’Agenzia delle entrate ha aggiornato l’annuario del contribuente 2013, in particolare i paragrafi relativi alle agevolazioni per i lavori di ristrutturazione edilizia e risparmio energetico a seguito delle importanti novità introdotte dal D.L. n. 63/2013, quali:

- Proroga al 31 dicembre 2013 per usufruire dell’agevolazione per le ristrutturazioni edilizie nella misura del 50%. Inoltre, si possono detrarre, sempre al 50%, le spese sostenute per i mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione;

- proroga al 31 dicembre 2013 per beneficiare dell’agevolazione per i lavori di risparmio energetico. Inoltre, lo stesso decreto ha aumentato la misura della detrazione dal 55% al 65% per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2013.

 

2) Colf: rilascio del servizio online per la comunicazione da parte dei datori di lavoro domestico

Lavoro domestico: rilascio del servizio online per la comunicazione da parte dei datori di lavoro domestico della volontà di non ricevere i MAV cartacei al proprio domicilio.

Verte su tale assunto il messaggio dell’Inps n. 10289 del 26 giugno 2013.

Tale Istituto (con la circolare n. 49/2011) ha stabilito le nuove modalità di pagamento che i datori di lavoro domestico possono utilizzare per versare i contributi, individuando le seguenti opzioni:

- pagamento presso i soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche”;

- online sul sito Internet www.inps.it >Servizi on line>Portale dei pagamenti> Lavoratori domestici, utilizzando la carta di credito per perfezionare il pagamento;

- telefonando al Contact Center numero gratuito 803.164 (solo da rete fissa) o il numero 06 164164 (solo da telefono cellulare, con tariffazione stabilita dal proprio gestore), utilizzando la carta di credito.

- utilizzando il bollettino MAV - Pagamento mediante avviso - ricevuto oppure generato attraverso il sito Internet www.inps.it >Servizi on line>Portale dei pagamenti>Lavoratori domestici.

Con particolare riferimento all’utilizzo del bollettino MAV l’Istituto provvede ad inviare al datore di lavoro domestico due tipologie di comunicazioni cartacee che allegano tali bollettini:

- la comunicazione di accoglimento della richiesta di iscrizione del rapporto di lavoro che costituisce la conferma dell’avvenuta attivazione dello stesso. Tale comunicazione contiene in allegato i MAV per il pagamento dei contributi relativi ai primi trimestri successivi all’iscrizione del rapporto di lavoro.

- la comunicazione di rinnovo che viene inviata a tutti i datori con rapporti di lavoro attivi ed ha tradizionalmente lo scopo di ricordare le scadenze di pagamento quantificando i contributi da versare. Il calcolo dei contributi dovuti è basato sulle caratteristiche del rapporto di lavoro comunicate all’Istituto attraverso gli appositi servizi di iscrizione e variazione. Tale comunicazione viene inviata tipicamente due volte l’anno e allega, per ogni invio, i bollettini MAV relativi al trimestre in scadenza e al trimestre successivo.

I bollettini MAV cartacei in parola, inviati al domicilio, possono essere utilizzati per il pagamento dei contributi qualora il rapporto di lavoro non abbia subito variazioni nei parametri che determinano il calcolo dei contributi da versare (quali ad esempio le ore lavorate nel trimestre, la retribuzione o la configurazione delle settimane retribuite), ovvero qualora il datore di lavoro non si avvalga di qualche forma di assistenza contrattuale; ciò in quanto i MAV prodotti dall’Istituto non possono tenere conto della quota di assistenza contrattuale eventualmente dovuta dal datore di lavoro.

Ciò premesso, l’Istituto ha messo a disposizione dei datori di lavoro domestico e dei soggetti abilitati in possesso di PIN una nuova funzionalità che consente di esprimere la volontà di ricevere o meno i MAV cartacei al domicilio del datore di lavoro.

Tale volontà può essere espressa in fase di iscrizione di un nuovo rapporto di lavoro o in fase di variazione di un rapporto di lavoro attivo utilizzando i consueti servizi dedicati al lavoro domestico disponibili sul sito internet dell’Istituto www.inps.it nella sezione SERVIZI ONLINE e in particolare:

- in fase di iscrizione di un nuovo rapporto di lavoro, sarà possibile indicare la volontà di ricevere il MAV cartaceo al recapito indicato selezionando l’opzione di risposta “si” all’apposita domanda; analogamente selezionando l’opzione di risposta “no” si esprimerà la volontà di non ricevere il MAV cartaceo.

- in fase di variazione, con riferimento a uno specifico rapporto di lavoro, sarà possibile modificare tale scelta selezionando la voce “Invio MAV” dalla sezione “Variazione Rapporto Lavoro”. Nel transitorio per i rapporti di lavoro per i quali non sia stata ancora espressa una preferenza sarà visualizzato un avviso che richiede di indicare se si desidera ricevere il MAV cartaceo.

I datori di lavoro che avranno selezionato l’opzione di risposta “si” continueranno a ricevere al recapito indicato i bollettini MAV secondo le consuete modalità.

I datori di lavoro che avranno selezionato l’opzione di risposta “no” non riceveranno al recapito indicato ulteriori comunicazioni né bollettini MAV. Se l’opzione “no” sarà effettuata successivamente all’invio del rinnovo dei bollettini MAV, la scelta “no” sarà acquisita ma avrà efficacia dal primo rinnovo utile successivo all’acquisizione.

E’ possibile, in ogni momento, ripristinare la scelta precedente e, conseguentemente, riattivare il servizio di invio di comunicazione e di bollettini MAV. Anche in questo caso la scelta effettuata successivamente all’invio del rinnovo dei bollettini MAV sarà acquisita ma avrà efficacia dal primo rinnovo utile successivo all’acquisizione.

Si ricorda, infine, che, in aggiunta alle opzioni di pagamento che non prevedono l’utilizzo del bollettino MAV, di cui alla citata circolare n 49 del 2011, i datori di lavoro che, pur non disponendo della versione cartacea del bollettino MAV precalcolato dall’Istituto, vogliano comunque effettuare il pagamento attraverso il circuito bancario potranno:

- accedere al Portale dei pagamenti per variare o ristampare il MAV precalcolato sulla base dei dati comunicati all’Istituto;

- effettuare il pagamento utilizzando il codice MAV e l’importo dovuto inviato via SMS e/o tramite mail ai sottoscrittori del servizio di notifica delle scadenze di pagamento.

 

3) Anche se parenti va pagato l’affitto d’azienda

Costituisce abuso di diritto il mancato pagamento dei canoni d’affitto per l’azienda del padre.

Lo ha rimarcato la Corte di Cassazione con la sentenza n. 15968 del 25 giugno 2013.

Il caso ha riguardato una S.a.s., composta da due soci legati da stretta parentela (essendo fratelli).

La società aveva affittato l’azienda di proprietà di un’altra società di persone di cui i soci erano i fratelli stessi e il padre.

L’ufficio contestava l’omessa dichiarazione di sopravvenienze attive derivanti dall’omesso pagamento negli anni dei canoni relativi al citato affitto di azienda. La società e i soci impugnavano con successo l’accertamento davanti alla C.T.P..

I giudici di secondo grado respingevano l’appello. L’Agenzia delle Entrate ricorreva in Cassazione lamentando che la ripresa a tassazione dei canoni non corrisposti scaturiva dalla finalità di ricavare vantaggi fiscali dall’affitto. La Cassazione ha convenuto ravvisando una presunzione di elusione fiscale.

Svolgimento del processo

L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un unico motivo, avverso la sentenza della commissione tributaria regionale della Toscana n. 10/16/10, depositata il 21 gennaio 2010, con la quale, rigettato l’appello della medesima contro la decisione di quella provinciale, veniva accolta l’opposizione della società G. Arredamenti srl. e dei due soli soci, al 50% ciascuno, germani D. e L.G., relativamente agli avvisi di accertamento concernenti Irpeg, Irap ed Iva per la società stessa, nonché l’Irpef per i soci medesimi ciò riguardo al 2003.

In particolare il giudice di secondo grado osservava che in ordine al ricarico l’Agenzia non doveva adottare il criterio della media semplice, bensì di quella ponderale. Quanto alla deduzione dei costi, bene la società aveva fatto nel non seguire il criterio della competenza, atteso che di essi non si era avuta la determinazione numeraria se non nel 2003. Quanto poi alle sopravvenienze attive, la CTR osservava che, per le somme non pagate a titolo di canone per l’affitto di azienda al padre dei soci, e cioè L.G., ciò non costituiva una rinuncia ad esso da parte del locatore, ma al più una tolleranza, trattandosi dei figli, e quindi i relativi crediti della società locatrice, e cioè la G.L. & C. sas., non potevano essere considerati come proventi per l'affittuaria e soci.

La G. Arredamenti e i due G. resistono con controricorso, ed hanno depositato memoria.

Motivi della decisione

Con il motivo addotto a sostegno del ricorso la ricorrente deduce violazione di norme di legge, in quanto la CTR non considerava che la ripresa a tassazione dei canoni di affitto non corrisposti per diversi anni scaturiva dalla evidente finalità dei contribuenti di ricavare solo dei vantaggi fiscali dall’affitto medesimo, tanto che nel relativo contratto del 1994 era espressamente previsto che il ritardo di un solo mese comportava il diritto alla risoluzione del negozio, salvo il risarcimento del danno.

Inoltre i locali dell’azienda sono ufficialmente di proprietà della società G. sas. di G.L. & C, della quale sono soci soltanto il padre e i due figli, tanto che solo parte dei canoni del 2001 era stata pagata nel 2005, e quindi si trattava di operazioni aventi come unica finalità quella di consentire le deduzioni dei pretesi costi, che in realtà non venivano sopportati, e che, invece costituivano ricavi.

Il motivo è fondato. E’ dato pacifico tra le parti che la proprietà dell’azienda in argomento appartiene alla società G.L. & C. sas., di cui è accomandatario L., e che i figli di questi, attuali controricorrenti, ne sono pure gli unici soci assieme a lui.

Di fatto quindi sono essi che dispongono dell’azienda gestita formalmente dalla G. Arredamenti srl., e tale situazione comporta la presunzione di un’ipotesi, quanto meno, di elusione fiscale.

Va premesso al riguardo che l’interpretazione dei contratto a tali fini (fiscali), volta a stabilire se i negozi o i redditi siano soggetti alla esatta imposizione, deve avvenire con criteri diversi da quelli utilizzabili ai fini civilistici, e deve attribuire rilievo preminente agli effetti dei negozi stessi ed alla necessità di prevenire frodi ed abusi (Cfr. anche Cass. Sentenze n. 23584 del 20/12/2012, n. 12249 del 19/05/2010).

Del resto, com’è noto, in materia tributaria, il divieto di abuso del diritto si traduce in un principio generale antielusivo, il quale preclude al contribuente il conseguimento di vantaggi fiscali ottenuti mediante l’uso distorto, pur se non contrastante con alcuna specifica disposizione, di strumenti giuridici idonei ad ottenere un'agevolazione o un risparmio d'imposta, in difetto di ragioni economicamente apprezzabili che giustifichino l'operazione, diverse dalla mera aspettativa di quei benefici. Tale principio trova fondamento, in tema di tributi non armonizzati (nella specie, imposta Iva), nei principi costituzionali di capacità contributiva e di progressività dell’imposizione, e non contrasta con il principio della riserva di legge, non traducendosi nell’imposizione dì obblighi patrimoniali non derivanti dalla legge, bensì nel disconoscimento degli effetti abusivi di negozi posti in essere al solo scopo di eludere l’applicazione di norme fiscali.

Esso comporta l’inopponibilità del negozio all’Amministrazione finanziaria, per ogni profilo di indebito vantaggio tributario che il contribuente pretenda di far discendere dall’operazione elusiva, anche diverso da quelli tipici eventualmente presi in considerazione da specifiche norme antielusive entrate in vigore in epoca successiva al compimento dell’operazione (V. pure Cass. Sez. U, Sentenza n. 30055 del 23/12/2008, Sent. n. 12237 del 2008).

Quindi sul punto la sentenza impugnata non risulta motivata in modo giuridicamente corretto.

Ne deriva che il ricorso va accolto, con conseguente cassazione della decisione impugnata, senza rinvio, posto che la causa può essere decisa nel merito, atteso che non occorrono ulteriori accertamenti di fatto, ex art. 384, comma 2 cpc, e rigetto di quello in opposizione dei contribuenti avverso l'avviso di liquidazione.

Quanto alle spese del doppio grado, sussistono giusti motivi per compensarle, mentre le altre di questo giudizio seguono la soccombenza, e vengono liquidate come in dispositivo.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso; cassa la sentenza impugnata, e, decidendo nel merito, rigetta quelli introduttivi; compensa le spese del doppio grado, e condanna i controricorrenti in solido al rimborso di quelle di questo giudizio a favore della ricorrente, che liquida in euro 3.500,00(tremilacinquecento/00) per onorario, oltre a quelle prenotate a debito.

 

4) Salvaguardati: presentazione istanze

Salvaguardati: terzo contingente: L’Inps ha pubblicato una nota del 27 giugno 2013.

I lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011 e i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011 e collocati in mobilità ordinaria alla stessa data, che rientrano nel terzo contingente dei beneficiari della salvaguardia prevista dalla legge di stabilità 2013, devono presentare domanda all’Inps entro il 25 settembre 2013.

Le istruzioni relative alle modalità di presentazione delle domande sono contenute nel messaggio n. 8824 del 30 maggio 2013.

 

5) Sgravi contributivi : il professionista è datore di lavoro non imprenditore

Secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 16092 del 26 giugno 2013) il concetto di imprenditore accolto nell’ordinamento italiano (v. art. 2082 c.c.) tradizionalmente esclude il libero professionista, in particolare per l’assenza, nell’attività da lui svolta, della necessaria componente organizzativa di un apparato produttivo stabile e complesso, formato da beni strumentali (macchinari, locali, materie prime, merci) e lavoratori.

Da ciò riviene l’impossibilità per il professionista di usufruire di agevolazioni contributive riservate alle imprese.

Rimane quindi invariata la posizione della Corte di Cassazione riguardo l’oggetto della controversia.

 

6) Dal 1° luglio chiudono alcuni sportelli di Equitalia Nord

A seguito della riorganizzazione territoriale di Equitalia Nord, dal prossimo 1° luglio chiuderanno alcuni sportelli in Friuli Venezia Giulia, Liguria, Trentino Alto Adige, Piemonte-Valle d'Aosta e Veneto.

In particolare:

Friuli Venezia Giulia: Monfalcone (Go) e Latisana (Ud)

Liguria: Bordighera (Im)

Piemonte: Caselle e Carmagnola (To)

Trentino Alto Adige: Tione di Trento e Cles (Tn)

Valle d'Aosta: Verres (Ao)

Veneto: Lonigo (Vi)

Per il pagamento con i bollettini RAV i cittadini possono utilizzare il servizio "Paga online" disponibile sul sito www.gruppoequitalia.it, recarsi in qualsiasi sportello bancario o postale, utilizzare le funzioni dell’home banking messe a disposizione dal proprio istituto bancario, o presso i tabaccai abilitati (in proposito si può consultare il sito www.tabaccai.it).

Per le informazioni e l'assistenza è disponibile il numero verde 800 178 078 (gratuito da numero fisso) oppure il numero +39 02 3679 3679 (a pagamento da telefono cellulare e dall’estero) con servizio operatore dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18.

(Equitalia, comunicato del 26 giugno 2013)

 

7) Ecobonus anche per elettrodomestici

Anche gli elettrodomestici potranno beneficiare degli incentivi, fino a un tetto di 10.000 euro previsti dal decreto sulle ristrutturazioni edilizie e l'efficienza energetica.

Lo prevede un emendamento approvato dalle commissioni Industria e Finanze del Senato.

Il decreto prevede che, in caso di ristrutturazione edilizia, si possano “scaricare” dall'Irpef anche le spese fino a 10.000 euro per l’acquisto di mobili. L’emendamento allarga questo beneficio agli elettrodomestici, ma non amplia il budget complessivo del decreto o il tetto delle spese scaricabili.

 

8) Cinque per mille 2013: entro l’1 luglio l’invio della dichiarazione sostitutiva

L’1 luglio 2013 è l’ultimo giorno utile per gli enti del volontariato iscritti nell’elenco del 5 per mille per il 2013, per inviare, nei termini e senza l’applicazione di sanzioni, la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesti la persistenza dei requisiti che danno diritto al beneficio.

Come presentare la dichiarazione

La dichiarazione deve essere sottoscritta dal legale rappresentante dell’ente su modello conforme a quello approvato, scaricabile dal sito dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.it, allegando copia del documento di identità di chi la firma. Dichiarazione e documento vanno quindi inviati, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, alla Direzione regionale delle Entrate dove si trova il domicilio fiscale dell’ente. In alternativa, la documentazione può essere inviata dagli enti interessati attraverso la propria casella di posta elettronica certificata alla corrispondente casella PEC delle Direzioni Regionali territorialmente competenti (il cui elenco è disponibile sul sito delle Entrate).

La scadenza riguarda anche le associazioni sportive

Anche le associazioni sportive dilettantistiche che hanno presentato domanda di iscrizione per il 5 per mille 2013 devono compilare un modello analogo.

La dichiarazione del legale rappresentante dell’ente, insieme alla copia del documento di riconoscimento, in questa ipotesi deve essere spedita tramite raccomandata con ricevuta andata e ritorno sempre entro l’1 luglio, all’Ufficio territoriale del Coni nel cui ambito ha sede l’associazione.

Un’altra chance per i “ritardatari”

Si ricorda che chi non rispetta questa scadenza può ancora inviare le dichiarazioni sostitutive e gli allegati entro il 30 settembre prossimo. In questo caso, però, occorre pagare una sanzione di 258 euro con modello F24, inserendo il codice tributo “8115”.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 95 del 27 giugno 2013)

 

9) Rapporto 2013 sull’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

In occasione del Congresso annuale della Fondazione del 27 giugno 2013, l’Istituto di Ricerca dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili pubblica il tradizionale Rapporto, giunto al suo sesto aggiornamento annuale.

Il bilancio statistico di questi primi cinque anni mostra una Categoria che, nonostante la crisi economica e finanziaria in atto dal 2008, continua a crescere in valore assoluto, seppure a ritmi più contenuti del passato.

All’inizio del 2013, i Commercialisti italiani nei 143 Ordini erano 114.041.

Rimandando alla lettura del Rapporto per i dati di dettaglio, pare opportuno evidenziare la crescita degli iscritti dello 0,7% rispetto al 2012 e del 6,1% nel quinquennio 2008-2012.

Dal 2007 al 2011, invece, il reddito professionale medio, desunto dalle statistiche reddituali forniti dalle Casse di Previdenza, si è ridotto dello 0,8%, mentre nello stesso periodo il Pil nominale è cresciuto dell’1,6%.

Ancora in termini percentuali, il Rapporto evidenzia il trend di crescita delle donne che raggiungono la soglia del 31% (erano il 28% all’inizio del 2008) e la conferma del calo progressivo dei giovani in atto sin dal 2008, spiegato in buona parte dalle dinamiche demografiche nazionali unite agli effetti della crisi.

In particolare, desta molta preoccupazione il forte calo degli iscritti al Registro del tirocinio in atto dal 2008 e che nel 2012 ha assunto proporzioni rilevanti (-27%).

La fotografia scattata dal sesto Rapporto, con elaborazioni statistiche a livello nazionale, regionale e locale offre, dunque, numerosi spunti di analisi e di riflessione per tutti gli organi della Categoria, per gli iscritti e per chiunque sia interessato ad un aspetto particolare della vita economica e sociale del Paese

(IRDCEC, nota del 27 giugno 2013)

 

10) Gestioni artigiani e commercianti e gestione separata - liberi professionisti: proroga scadenza versamenti anche per l’Inps

Gestioni artigiani e commercianti e gestione separata - liberi professionisti: proroga scadenza versamenti della contribuzione eccedente il minimale.

A seguito della circolare n. 88 del 7 giugno 2013, L’Inps adesso comunica che per il corrente anno le scadenze fiscali, inizialmente stabilite per il 17 giugno 2013 per il saldo 2012 ed il primo acconto 2013 e 2 dicembre 2013 per il secondo acconto 2013, sono state modificate dal D.P.C.M. 13 giugno 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - Serie generale n. 139 del 15 giugno 2013.

L’art. 1 del citato D.P.C.M. prevede, infatti, lo slittamento dei termini, dal 17 giugno all’8 luglio 2013, senza alcun pagamento aggiuntivo, dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, da quelle in materia di imposta regionale sulle attività produttive e dalla dichiarazione unificata annuale: tale slittamento è applicabile anche a quei contributi che devono essere versati alle scadenze previste per il pagamento delle imposte sui redditi.

La proroga riguarda le persone fisiche, mentre per tutti gli altri soggetti lo spostamento in avanti delle scadenze si riferisce soltanto alle attività interessate dagli studi di settore.

Il D.P.C.M prevede, inoltre, in relazione alle stesse imposte, la possibilità di effettuare i versamenti dal 9 luglio al 20 agosto 2013, versando una maggiorazione, a titolo di interesse, pari allo 0,40%.

La predetta maggiorazione dello 0,40% deve essere versata separatamente dai contributi, utilizzando la causale contributo "API" (artigiani) o "CPI" (commercianti) e la codeline INPS utilizzata per il versamento del relativo contributo, oppure con la causale DPPI nel caso dei liberi professionisti iscritti alle gestione separata.

(Inps, messaggio n. 10385 del 27 giugno 2013)

 

 

11) Contribuzione dovuta sulle interruzioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato intervenute dal 1° gennaio 2013: chiarimenti

Con circolare n. 44/2013 sono stati illustrati i criteri impositivi e la portata del nuovo contributo - dovuto sulle interruzioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, intervenute dal 1° gennaio 2013 – introdotto dall’articolo 2, commi da 31 a 35 della legge n. 92/2012.

La previsione legislativa, riformulata dalla legge di stabilità 2013, ha presentato aspetti di complessità gestionale e operativa, in relazione ai quali si ritiene utile fornire le precisazioni che seguono.

(Inps, messaggio n. 10358 del 27 giugno 2013)

 

12) Approfondimenti da Assonime

Assonime ha pubblicato il 27 giugno 2013 i due seguenti approfondimenti:

- Redditi di lavoro dipendente: la restituzione delle somme indebitamente percepite dal lavoratore e il recupero delle ritenute versate dal datore di lavoro sulle somme restituite;

- Gli impianti fotovoltaici e il loro classamento catastale ai fini dell’applicazione dell’IMU.

 

Vincenzo D’Andò