Novità fiscali del 26 giugno 2013: come ottenere il riconoscimento delle eccedenze di imposta a credito maturate anche in caso di omessa dichiarazione

 

 
Indice:
1) Dichiarazioni omesse: come ottenere il riconoscimento delle eccedenze di imposta a credito maturate
2) Grandi contribuenti: le Entrate sperimentano il “Regime di adempimento collaborativo”
3) Registro dei revisori legali: avvio della fase di “prima formazione”
4) Richiesta codice fiscale: approvato il nuovo modello AA4/8
5) Consultazione Consob in materia di trasparenza delle partecipazioni rilevanti riconducibili ai trusts
6) Responsabilità finanziaria degli Stati membri per errori amministrativi che determinano una estinzione totale o parziale dell’obbligazione doganale
7) Software di compilazione Studi di settore – Gerico 2013: nuovamente aggiornato
8) Contratti di leasing e noleggio: invio dati prorogato al 12 novembre 2013
 

 
1) Dichiarazioni omesse: come ottenere il riconoscimento delle eccedenze di imposta a credito maturate
Riconoscimento “sprint” del credito in caso di dichiarazione omessa, ecco le integrazioni operative alla C.M. n. 34/2012.
Può essere riconosciuto già in fase di assistenza il credito maturato in un’annualità per la quale sia stata omessa la dichiarazione.
Il contribuente che riceve una comunicazione di irregolarità può attestare l’esistenza contabile del suo credito, mediante la produzione ad un qualunque ufficio dell’Agenzia delle Entrate, entro i trenta giorni successivi al ricevimento della comunicazione, di idonea documentazione (ad esempio, con riferimento alle eccedenze Iva, mediante esibizione dei registri Iva e delle relative liquidazioni, della dichiarazione cartacea relativa all’annualità omessa, delle fatture e di ogni altra documentazione ritenuta utile).
Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate con la circolare n. 21/E del 25 giugno 2013 (integrativa delle indicazioni operative contenute nella precedente circolare n. 34/E del 6 agosto 2012).
Resta fermo che trattandosi di una comunicazione di irregolarità legittima poiché si basa su un comportamento omissivo del contribuente sono comunque dovuti gli interessi e la sanzione sulla parte di credito effettivamente utilizzata.
La posizione si chiude in assistenza alle comunicazioni di irregolarità
E’ possibile, quindi, chiudere rapidamente la posizione del contribuente, senza che sia necessario ricorrere alla mediazione tributaria o al contenzioso per ottenere il riconoscimento del credito.
Successivamente alla dimostrazione dell’esistenza del credito in fase di assistenza, infatti, l’ufficio, anziché richiedere il pagamento e successivamente procedere al rimborso, potrà direttamente riconoscere il credito effettivamente spettante ed emettere una comunicazione definitiva in cui verranno richiesti gli interessi e la sanzione ed eventualmente la parte di credito utilizzata e non riconosciuta. Nel caso di pagamento entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione definitiva, la sanzione si riduce a 1/3 di quella ordinaria.
Le precedenti indicazioni (circolare 34/2012)
La circolare n. 34/E del 6 agosto 2012, basandosi sulla giurisprudenza della Corte di Cassazione, stabiliva che il credito Iva maturato in un’annualità per la quale fosse stata omessa la relativa dichiarazione, non poteva essere utilizzato in detrazione nelle dichiarazioni successive a nulla rilevando il fatto che lo stesso fosse effettivamente maturato.
Pertanto, se lo stesso credito veniva utilizzato in detrazione nelle dichiarazioni successive ne conseguiva l’emissione di una comunicazione di irregolarità.
All’atto del pagamento delle somme richieste dall’ufficio se il credito, ancorché non dichiarato, risultava effettivamente spettante, il contribuente era ammesso al rimborso dell’eccedenza.
Le stesse considerazioni erano state fatte in tema di imposte sui redditi e Irap. …

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