Novità fiscali del 25 giugno 2013: parte in via sperimentale la notifica delle cartelle di pagamento via PEC

Pubblicato il 25 giugno 2013



ufficiali le novità contenute nel cd. “Decreto fare”; anagrafe tributaria: più facile la lotta all’evasione fiscale; parte in via sperimentale la notifica delle cartelle di pagamento via PEC; debiti per imposte non pagate dalle società anche di capitali: responsabilità solidale di amministratori e liquidatori; giustizia civile: ultime modifiche; nuove modifiche alla disciplina del “concordato in bianco”

 

 

Indice:

1) Ufficiali le novità contenute nel cd. “Decreto fare”

2) Anagrafe tributaria: più facile la lotta all’evasione fiscale

3) Parte in via sperimentale la notifica delle cartelle di pagamento via PEC

4) Debiti per imposte non pagate dalle società anche di capitali: responsabilità solidale di amministratori e liquidatori

5) Giustizia civile: ultime modifiche

6) Nuove modifiche alla disciplina del “concordato in bianco”

 

 

1) Ufficiali le novità contenute nel cd. “Decreto fare”

Sono già ufficiali le novità approvate di recente dal nuovo governo. È stato, infatti, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 del 21 giugno 2013 (supplemento ordinario n. 50/L), il D.L. n. 69 del 21 giugno 2013, c.d. Decreto del fare, recante “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”.

Queste le principali novità riguardanti l’ambito fiscale:

- Non è più pignorabile l’immobile del debitore, se adibito ad abitazione principale e se risulta essere l’unico di proprietà. Tale disposizione non è applicabile nel caso di immobile classificato nelle categorie catastali A/8 e A/9;

- è stato innalzato il numero delle rate mensili da 72 a 120 in cui può essere frazionato il debito iscritto a ruolo. Si decade dal beneficio della dilazione qualora non vengano pagate otto rate, anche non consecutive (prima erano due rate consecutive); passa poi da 15 a 60 giorni il termine entro il quale il terzo pignorato deve pagare il credito direttamente all’agente della riscossione.

- il pignoramento di stipendi e pensioni non può intaccare l’ultimo emolumento;

- per quanto riguarda le società di capitali, il pignoramento può riguardare al massimo un quinto dei beni delle stesse; la vendita all’asta non potrà avvenire prima che siano trascorsi almeno 300 giorni;

- l’addizionale IRES (“Robin tax”) deve essere applicata alle aziende con ricavi superiori a 3 milioni di euro e reddito imponibile superiore ad euro 300.000;

- è stata eliminata la tassa di possesso sulle imbarcazioni per le unità fino a 14 metri di lunghezza. Detta tassa è stata inoltre dimezzata per le imbarcazioni tra i 14,01 e 20 metri; in merito al “noleggio occasionale” esercitato dal proprietario dell’imbarcazione, per accedere alla tassazione di favore (regime forfetario con aliquota al 20%), non rilevano più i proventi conseguiti (il limite era fissato a 30mila euro), ma il numero di giorni in cui si svolge l’attività (massimo 60 in un anno);

- la responsabilità fiscale tra appaltatore e subappaltatore per il versamento dell’IVA in relazione alle prestazioni effettuate nel rapporto di subappalto è stata eliminata;

- è stato definitivamente soppresso (infatti, non ha mai trovato applicazione) il c.d. “770 mensile”;

- è stato rinviato al 16 ottobre il primo versamento della “Tobin tax”. Confermata l’applicazione del tributo per i trasferimenti azionari effettuati dall’1 marzo scorso, invece, per le operazioni relative a derivati, il via, già fissato all’1 luglio, è spostato all’1 settembre.

 

2) Anagrafe tributaria: più facile la lotta all’evasione fiscale

Ciò, particolarmente, con l’invio dei c/c al disco (SID), sistema reso operativo dal 24 giugno 2013.

Dunque, a partire da tale data (24 giugno 2013) accedere sui dati del conto corrente diventa facile al fine della lotta all’evasione fiscale.

Per la prima volta, infatti, l’anagrafe tributaria potrà acquisire direttamente le informazioni relative ai conti correnti dei contribuenti e stabilire così se il reddito dichiarato al fisco sia in linea con le spese sostenute.

Si tratta del Sistema di Interscambio Dati (SID), ormai operativo, messo in campo dall’Agenzia delle entrate per l’acquisizione automatica delle informazioni sui conti correnti detenuti dai contribuenti presso gli intermediari finanziari (banche, SGR, SIM, assicurazioni).

Tali soggetti, potranno pertanto cominciare a trasmettere al fisco i dati relativi ai rapporti finanziari in essere con i propri clienti.

Viene così applicata la disposizione introdotta dal decreto Salva Italia (art. 11, commi 2 e 3, D.L. n. 201/2011) e successivamente delineata dal provvedimento direttoriale del 25 marzo 2013, che ha imposto a tutti gli intermediari di informare le Entrate in merito ai risultati iniziali e finali relativi ai conti correnti in essere.

Nel dettaglio, i dati da trasmettere sono quelli relativi all’identificativo del rapporto finanziario, ai saldi iniziali e finali del rapporto riferiti all’anno interessato dalla comunicazione e i dati degli importi totali delle movimentazioni distinte tra dare e avere per ogni tipologia di rapporto, conteggiati su base annua.

La nuova infrastruttura, in linea con quanto indicato dal Garante della Privacy, prevede il colloquio application-to-application tra sistemi informativi agendo, quindi, in modalità totalmente automatizzata.

A tal fine, ad ogni singolo operatore finanziario è richiesta l’attivazione della procedura di registrazione al SID, secondo le modalità descritte sul sito internet dell’Agenzia.

La prima scadenza fissata dal provvedimento del 25 marzo per l’invio delle comunicazioni è quella del 31 ottobre 2013, data entro la quale dovranno essere trasmessi i dati relativi al 2011, mentre per quelli relativi al 2012, il termine è fissato al 31 marzo 2014.

A regime, invece, gli operatori finanziari dovranno effettuare la comunicazione su base annuale, trasmettendola entro il 20 aprile dell’anno successivo a quello al quale sono riferite le informazioni.

La base informativa costituita con la nuova comunicazione confluirà nell’Anagrafe tributaria, consentendo all’Agenzia delle entrate un ampio raggio d’azione nello svolgimento delle attività istruttorie connesse all’esecuzione delle indagini finanziarie.

Tutti i dati confluiranno nel sistema SERPICO, che già adesso consente l’accesso ad una mole enorme di informazioni sui contribuenti: Dall’ultima dichiarazione dei redditi, alle case intestate, auto, terreni barche, tutto questo per il controllo incrociato dei dati.

I dati e le notizie che confluiranno nell’Anagrafe tributaria saranno raccolti e ordinati su scala nazionale al “nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali dei contribuenti”, al fine di procedere alla formazione di “specifiche liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione”.

I criteri e le modalità per l’elaborazione delle liste verranno definiti con un successivo provvedimento del direttore delle Entrate.

 

3) Parte in via sperimentale la notifica delle cartelle di pagamento via PEC

La notifica attraverso la Posta Elettronica Certificata (PEC) sarà effettuata, in via sperimentale, agli indirizzi email delle persone giuridiche (società di persone e di capitali), con sede in Molise, Toscana, Lombardia e Campania.

Il contribuente potrà verificare in tempo reale i documenti inviati da Equitalia e avere la certezza del giorno e anche dell’ora esatta della notifica.

Cartelle notificate via PEC

Il servizio parte in via sperimentale per le società Molise, Toscana, Lombardia e Campania le regioni pilota.

Notifica delle cartelle di pagamento attraverso la Posta Elettronica Certificata (PEC).

I primi a riceverle ai propri indirizzi email, in via sperimentale, saranno le persone giuridiche (società di persone e di capitali), con sede in quattro regioni pilota: Molise, Toscana, Lombardia e Campania.

Il contribuente potrà verificare in tempo reale i documenti inviati da Equitalia e avere la certezza del giorno e anche dell’ora esatta della notifica.

Gli indirizzi email PEC utilizzati sono quelli presenti negli elenchi previsti dalla legge, pertanto Equitalia consiglia di controllare la propria casella di Posta Elettronica Certificata per rimanere sempre aggiornati.

Secondo Equitalia, tale modalità di notifica permetterà di ridurre l’uso della carta e della stampa con benefici per l’ambiente e risparmio dei costi.

Equitalia spiega il significato della PEC

La Posta Elettronica Certificata è un mezzo di comunicazione che consente di inviare email con valore legale, quindi opponibile a terzi.

L’invio di un messaggio con la PEC è equiparato a una raccomandata postale con avviso di ricevimento grazie a cui si attesta giorno ed orario esatto della spedizione e della ricezione.

Inoltre, grazie ai protocolli di sicurezza utilizzati, il sistema è in grado di garantire l’integrità del contenuto e degli eventuali allegati.

Ulteriori informazioni sulla PEC possono essere reperite sul sito dell’Agenzia per l’Italia digitale www.digitpa.gov.it.

(Equitalia, comunicato del 24 giugno 2013)

 

4) Debiti per imposte non pagate dalle società anche di capitali: responsabilità solidale di amministratori e liquidatori

Anche nelle società di capitali rimane ferma la responsabilità di liquidatori ovvero di amministratori nei casi di mancato pagamento delle imposte.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 15741 del 21 giugno 2013.

Riguardo il pagamento delle imposte preteso con la cartella di pagamento, la Suprema Corte ha rilevato che il debito fiscale non può non gravare pure sull’amministratore quale coobbligato solidale, anche se si tratta di società di capitale, e ciò a prescindere dalla regolare o meno notificazione degli originari atti impositivi alla società, che tuttavia - “incidenter tantum” - appare corretta, giusta le relate e i frontespizi già prodotti dall’appellante agenzia.

Infatti, la responsabilità dei liquidatori, ovvero degli amministratori, in presenza dell’integrazione delle distinte fattispecie previste dall’art. 36 del D.P.R. n. 602/1973, per l’ipotesi di mancato pagamento delle imposte sul reddito delle persone giuridiche i cui presupposti si siano verificati, è responsabilità per obbligazione propria “ex lege”, avente natura civilistica e non tributaria.

Peraltro, riguardo la questione inerente alla solidarietà per il pagamento delle sanzioni, la Cassazione ha rilevato che si ravvisa l’esattezza della relativa statuizione da parte del giudice di secondo grado, giusta il principio, secondo cui in tema di sanzioni amministrative per violazione delle norme tributarie, il cd. principio di personalizzazione della sanzione stessa, introdotto dagli artt. 2 ed 11 del d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472 - in virtù del quale le persone fisiche che hanno la rappresentanza di un soggetto passivo d'imposta o di un inadempiente all’obbligo tributario sono divenute direttamente responsabili delle sanzioni connesse alle violazioni delle norme (formali e sostanziali) tributarie commesse ad opera e/o nell’interesse della parte rappresentata (legalmente e/o negozialmente) e/o amministrata, mentre tale parte è obbligata al pagamento di una somma pari alla sanzione irrogata -, si applica, ai sensi dell’art. 27 del medesimo d.lgs., alle sole violazioni commesse dopo l'entrata in vigore della nuova disciplina, mentre quelle commesse in epoca precedente continuano ad essere riferite alla società, all’associazione o all’ente, con permanenza della responsabilità solidale della persona fisica prevista dall’art. 98 del D.P.R. n. 602/1973, senza che possa trovare applicazione il principio del “favor rei”, in quanto l’abrogazione della disciplina previgente non ha avuto alcun effetto sulla norma incriminatrice.

 

5) Giustizia civile: ultime modifiche

Il Decreto Legge 21 giugno 2013, n. 69, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 del 21 giugno 2013 (Suppl. Ord. n. 50), con il quale sono state varate una serie di misure urgenti per il rilancio dell’economia, ha introdotto anche alcune modifiche per correggere l’inefficienza del sistema giudiziario e la definizione del contenzioso civile.

In sintesi le principali misure per la Giustizia riguardano:

- il ripristino della mediazione obbligatoria per cause riguardanti condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari ed alcune altre modifiche alla disciplina;

- il rafforzamento degli organici delle Corti d’Appello, dei Tribunali e della Corte di cassazione attraverso la nomina di 400 giudici ausiliari, di 30 magistrati assistenti di studio della Corte di cassazione ed infine la previsione della possibilità per neolaureati di svolgere tirocinio formativo presso le corti giudiziarie;

- la devoluzione ai Tribunali di Roma, Milano e Napoli delle cause civili nelle quali è parte una società con sede all’estero e priva in Italia di una sede stabile o comunque di rappresentanza stabile. Sono previste, infine, alcune disposizione per la semplificazione della sentenza civile.

(Assonime, nota del 24 giugno 2013)

 

6) Nuove modifiche alla disciplina del “concordato in bianco”

Il Decreto Legge 21 giugno 2013, n. 69, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 del 21 giugno 2013 (Suppl. Ord. n. 50), con il quale sono state previste misure urgenti per il rilancio dell’economia, ha introdotto, tra le altre cose, alcune modifiche all’istituto del concordato preventivo “in bianco”, previsto dall’articolo 161, sesto comma della legge fallimentare.

La novità di maggior rilievo riguarda l’introduzione della facoltà per il Tribunale di nominare il commissario giudiziale già con il decreto con il quale assegna al debitore il termine per la presentazione del piano e della documentazione necessaria per l’ammissione al concordato. Al commissario in tale fase spetta il compito di riferire al Tribunale il compimento di eventuali atti in frode in danno dei creditori. In tal caso il Tribunale può dichiarare l’improcedibilità della domanda di concordato e dichiarare il fallimento, qualora ne ricorrano i presupposti e vi sia l’istanza di un creditore o del pubblico ministero. Se nominato il commissario deve, inoltre, fornire il proprio parere sugli atti di straordinaria amministrazione per i quali il debitore abbia chiesto autorizzazione.

Il decreto, inoltre, ha introdotto l’obbligo per il debitore di allegare alla domanda di concordato in bianco l’elenco dei creditori e dei rispettivi crediti; nonché la facoltà per il Tribunale di ascoltare in ogni momento i creditori stessi.

Sono stati, infine, rafforzati gli obblighi informativi periodici che il Tribunale deve disporre e a cui il debitore deve adempiere con periodicità almeno mensile, sotto la vigilanza del commissario giudiziale se nominato. Gli obblighi informativi devono avere ad oggetto anche la gestione finanziaria dell’impresa e l’attività compiuta ai fini della predisposizione della proposta e del piano, in modo da consentire al Tribunale di abbreviare il termine concesso qualora risulti che l’attività compiuta dal debitore sia manifestamente inidonea alla predisposizione della proposta e del piano. In caso di inadempimento di tali obblighi il Tribunale con decreto dichiara la domanda inammissibile e, se presentata istanza da parte dei creditori o del pubblico ministero dichiara il fallimento se ne ricorrono i presupposti.

(Assonime, nota del 24 giugno 2013)

 

Vincenzo D’Andò