Novità fiscali del 24 giugno 2013: affitto d’azienda ai fini della distrazione del patrimonio: è responsabile il consulente

Pubblicato il 24 giugno 2013



pannelli solari solo con partita Iva?; sponsorizzazioni e regime speciale: modifiche dal DDL di semplificazione; immobili: classamento annullato se mancano i dati dell’Ufficio; affitto d’azienda ai fini della distrazione del patrimonio: è responsabile il consulente; versamenti volontari 2013 per il settore agricolo; modello CVS: la presentazione tardiva non ne inficia la validità; richieste restituzione trattenute: chiarimenti dell’Inps; segnalazione anomalie studi di settore dal 26 giugno 2013

 

 

Indice:

1) Pannelli solari con partita Iva?

2) Sponsorizzazioni e regime speciale: modifiche dal DDL di semplificazione

3) Immobili: classamento annullato se mancano i dati dell’Ufficio

4) Affitto d’azienda ai fini della distrazione del patrimonio: è responsabile il consulente

5) Versamenti volontari 2013 per il settore agricolo

6) Modello CVS: la presentazione tardiva non ne inficia la validità

7) Richieste restituzione trattenute: chiarimenti dell’Inps

8) Segnalazione anomalie studi di settore dal 26 giugno 2013

 

 

1) Pannelli solari con partita Iva?

La produzione dell’energia fotovoltaica venduta stabilmente alla rete è attività economica ai fini Iva, anche se l’energia prodotta è inferiore a quella consumata.

Lo ha deciso la Corte di giustizia Ue, con la sentenza del 20 giugno 2013, causa C-219/12.

Peraltro, l’attribuzione della qualifica di soggetto passivo dell’Iva avrebbe risvolti positivi per i destinatari, perché comporterebbe il diritto alla detrazione dell’imposta pagata per la realizzazione dell'impianto fotovoltaico.

Nella sentenza, la Corte ha affermato che si considera soggetto passivo dell’Iva chiunque esercita in modo indipendente e in qualsiasi luogo una delle attività economiche, tra le quali rientrano le operazioni che comportino lo sfruttamento di un bene materiale o immateriale per ricavarne introiti aventi carattere di stabilità.

Lo sfruttamento di un impianto fotovoltaico rientra tra le attività economiche, se mira a ricavarne introiti stabili.

 

2) Sponsorizzazioni e regime speciale: modifiche dal DDL di semplificazione

Le imprese operanti nel settore degli intrattenimenti, che si avvalgono del regime speciale di cui all’art. 74, comma 6 del DPR 633/72, fruiscono, a titolo di forfetizzazione della detrazione, della riduzione al 50% dell'Iva sulle operazioni imponibili.

La riduzione è però solo di 1/10 per le prestazioni di sponsorizzazione e di un terzo per quelle inerenti la concessione di diritti radiotelevisivi.

Il DDL di semplificazione del governo, mira a equiparare le sponsorizzazioni ai servizi pubblicitari, date le difficoltà di distinguere spesso le une dagli altri, sopprimendo quindi la specifica riduzione a 1/10 per i servizi di sponsorizzazione, che fruirebbero così della riduzione forfetaria del 50% prevista in via generale. Da notare che la novità non interessa solo le imprese del settore degli intrattenimenti, ma anche quelle di altri settori ammesse ad avvalersi del regime speciale di cui sopra, ad esempio le associazioni non lucrative e le società sportive dilettantistiche (Legge n. 398/91).

 

3) Immobili: classamento annullato se mancano i dati dell’Ufficio

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 15495 del 20 giugno 2013, accogliendo il ricorso presentato dal contribuente, ha stabilito che il classamento dell’immobile può essere annullato dal giudice tributario se la rendita attribuita non risponde ai dati trasmessi dall’Ufficio a prescindere dal fatto che sia stata seguita la procedura Docfa (Documenti catasto fabbricati).

In particolare, ad avviso del giudice supremo, è vero che l’attribuzione della rendita può ritenersi correttamente esplicitata anche mediante la mera indicazione dei dati oggettivi raccolti dall’ufficio tecnico erariale, trattandosi di dati idonei a consentire al contribuente, mediante il raffronto con quelli indicati nella propria dichiarazione, di intendere il contenuto del provvedimento così da essere in condizione di tutelarsi mediante ricorso alle commissioni tributarie.

Tuttavia, spetta alla C.T.R., in sede di valutazione della fondatezza del provvedimento di accertamento del classamento, soffermarsi a verificare se la categoria e la classe attribuite all’immobile, con conseguente attribuzione della rendita, risultino adeguatamente sostenute dai dati indicati nella motivazione dell’atto, della cui sussistenza l’ufficio deve dare prova.

Nel caso di specie il giudice di merito, invece, ha sovvertito i termini della ripartizione dell’onere della prova, finendo per attribuire al proprietario dell’immobile l’onere di fornire la prova contraria a quella spettante sull’Ufficio, “così omettendo di rivolgere il proprio necessario apprezzamento in ordine agli elementi di fatto caratterizzanti la fattispecie processuale e cioè gli elementi fattuali propedeutici all’attribuzione della rendita e della classe accertate dall'Ufficio”.

 

4) Affitto d’azienda ai fini della distrazione del patrimonio: è responsabile il consulente

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27207 del 20 giugno 2013, ha stabilito che risponde di concorso nella bancarotta il consulente aziendale che partecipa consapevolmente alla distrazione del patrimonio.

Una delle condotte che ha come conseguenza la condanna penale è l’affitto d’azienda a un prezzo non congruo.

Confermando la condanna a carico di un professionista, la Suprema Corte di Cassazione ha affermato che “integra il concorso dell’extraneus nel reato di bancarotta fraudolenta per distrazione, il consulente della società che, consapevole dei propositi distrattivi dell’imprenditore e degli amministratori della società, concorra all’attività distrattiva posta in essere da questi ultimi, progettando e portando a esecuzione la conclusione di contratti (nella specie affitto di azienda) privi di effettiva contropartita e preordinati ad avvantaggiare i soci a scapito del creditori”.

Sulla svendita dell’azienda (in tale fattispecie, condotta distruttiva), la Cassazione sostiene, inoltre, che “il distacco del bene dal patrimonio dell’imprenditore poi fallito (con conseguente depauperamento in danno dei creditori), in cui si concreta l’elemento oggettivo del reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale, può realizzarsi in qualsiasi forma e con qualsiasi modalità, non avendo incidenza su di esso la natura dell’atto negoziale con cui tale distacco si compie, né la possibilità di recupero del bene attraverso l’esperimento delle azioni apprestate in favore della curatela. Ne consegue che costituisce condotta idonea a integrare un fatto distrattivo riconducibile all’area d’operatività dell’art. 216, comma primo, n. 1, legge fall., l’affitto dei beni aziendali per un canone incongruo”.

Dunque la Cassazione ha reso definitiva la condanna per bancarotta fraudolenta a carico di un consulente che aveva partecipato insieme agli amministratori a un affitto dell’azienda con relativo canone non consone ai fatti in oggetto.

 

 

5) Versamenti volontari 2013 per il settore agricolo

L’Inps, con la circolare n. 101 del 20 giugno 2013, ha illustrato le modalità di calcolo, per l’anno 2013, dei contributi volontari relativi alle varie categorie di lavoratori agricoli, diversificate in relazione alla tipologia e alla gestione di appartenenza dei prosecutori volontari.

Lavoratori agricoli dipendenti

Nei confronti sia dei soggetti autorizzati alla prosecuzione volontaria dell’assicurazione entro il 30 dicembre 1995, sia dei lavoratori agricoli dipendenti autorizzati dal 31/12/1995, per i quali nell’anno 2006 è stata raggiunta l’aliquota dovuta dalla generalità delle aziende agricole, l’aliquota applicata per il F.P.L.D. è pari al 27,90%.

Conseguentemente, a partire dal 1 gennaio 2013, per i lavoratori agricoli autorizzati entro il 30 dicembre 1995 e per quelli autorizzati dal 31 dicembre 1995 l’aliquota è pari al 27,90%.

Coltivatori diretti, mezzadri, coloni e imprenditori agricoli professionali

Per effetto dell’art.10 della Legge 2 agosto 1990 n. 233 i coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali pagano i contributi volontari secondo quattro classi di reddito medio giornaliero, stabilite ogni anno da un apposito decreto ministeriale.

Le quattro classi di reddito sono state adeguate mediante l’applicazione della percentuale di variazione annua del 3% verificatasi negli indici ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

 

6) Modello CVS: la presentazione tardiva non ne inficia la validità

Per un lieve ritardo nella presentazione del Modello CVS non si perde il diritto al credito d’imposta. Tanto più se è la stessa Amministrazione finanziaria a ritardare nell’emanare i propri atti.

Lo dice la Corte di Cassazione con la sentenza n. 15501 del 20 giugno 2013.

Nel caso di specie, si è trattato di un “lievissimo ritardo” – appena un giorno – “rispetto alla data fissata dalla legge”, peraltro dovuto, non tanto al contribuente, quanto al comportamento della stessa Amministrazione finanziaria.

In particolare, secondo la tesi del Fisco “il termine del 28 febbraio 2003”, fissato per legge per l’invio del Modello CVS, è “perentorio, e alla relativa violazione sono da ricollegarsi effetti decadenziali”.

Viceversa, secondo la Cassazione, nel caso di specie, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, “non si era attenuto all’obbligo, legislativamente impostogli, di emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge (quindi entro l’1 febbraio 2003) il provvedimento individuante tutti i dati sensibili e di approvare il modello da utilizzarsi dal contribuente, non avendo pubblicato il provvedimento ed il Modello CVS sulla Gazzetta Ufficiale entro il 31 gennaio 2003, bensì il successivo 4 febbraio 2003”.

Per conseguenza, ha rilevato ulteriormente la Corte Suprema, “preso atto del ritardo di quattro giorni”, è giusto valutare come “irrilevante, agli effetti decadenziali, la circostanza che, nel caso, il contribuente avesse comunicato il Modello CVS con un giorno di ritardo, dovendosi l’originario termine del 28 febbraio 2003, fissato per l’adempimento del contribuente, considerarsi differito al 4 marzo 2003”.

 

7) Richieste restituzione trattenute: chiarimenti dell’Inps

In seguito alle numerose richieste e diffide intese ad ottenere l’interruzione e la restituzione della trattenuta previdenziale obbligatoria del 2,50% della retribuzione utile ai fini del trattamento di fine servizio (TFS), a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 223 dell’8–11 ottobre 2012, che ha riconosciuto l’illegittimità costituzionale dell’art. 12, co. 10 del DL 78/2010, l’Inps ha ritenuto necessario fornire ulteriori chiarimenti in merito con il messaggio n. 10065 del 21 giugno 2013.

 

8) Segnalazione anomalie studi di settore dal 26 giugno 2013

L’Agenzia delle entrate ha reso disponibile sul proprio sito internet il software di compilazione e predisposizione per l’invio di osservazioni e segnalazioni a fronte delle comunicazioni di anomalie.

Software di compilazione anomalie

Il software è destinato ai soggetti che hanno ricevuto nel 2013 una comunicazione relativa ad anomalie riscontrate sulla base dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore dichiarati per le annualità 2009, 2010 e 2011.

Il suddetto software consente di predisporre, per il successivo invio telematico, una comunicazione finalizzata a:

- segnalare imprecisioni ed errori riscontrati nei dati riportati nella comunicazione di anomalia;

- indicare le motivazioni che hanno determinato l’anomalia riscontrata e quanto altro si ritiene rilevante rappresentare all'Amministrazione finanziaria.

Per l’invio telematico della comunicazione (possibile dal 26 giugno 2013) è sufficiente possedere il Pincode (codice personale), indispensabile per utilizzare i servizi Internet dell'Agenzia delle Entrate, oppure aver ottenuto l'autorizzazione per accedere al servizio Entratel.

Chi non è in possesso del Pincode può richiederlo tramite registrazione ai servizi telematici.

Chi non è in possesso del Pincode può richiederlo tramite http://telematici.agenziaentrate.gov.it.

 

Vincenzo D’Andò