Novità fiscali del 19 giugno 2013: ai fini INPS rilevano anche i redditi immobiliari coperti da IMU?

Pubblicato il 19 giugno 2013



valutazione impatto IFRS 9: pubblicato il field-test report; pubblicata in consultazione la bozza dell’OIC 25: trattamento contabile delle imposte sul reddito; per l’Inps rilevano ancora i redditi da immobili e terreni anche dopo l’introduzione dell’Imu; aliquote medie per opzione sistema contributivo; regolamento codice doganale comunitario: posticipata la data di applicazione; rapporto entrate tributarie e contributive e report delle entrate tributarie internazionali; studi di settore: no alle motivazioni generiche del giudice di merito; soggettività passiva IVA estesa alle operazioni occasionali

 

 

Indice:

1) Valutazione impatto IFRS 9: pubblicato il field-test report

2) Pubblicata in consultazione la bozza dell’OIC 25: trattamento contabile delle imposte sul reddito

3) Per l’Inps rilevano ancora i redditi da immobili e terreni anche dopo l’introduzione dell’Imu

4) Aliquote medie per opzione sistema contributivo

5) Regolamento codice doganale comunitario: posticipata la data di applicazione

6) Rapporto entrate tributarie e contributive e report delle entrate tributarie internazionali

7) Studi di settore: no alle motivazioni generiche del giudice di merito

8) Soggettività passiva IVA estesa alle operazioni occasionali

 

 

1) Valutazione impatto IFRS 9: pubblicato il field-test report

L’EFRAG ha pubblicato il field-test report che riepiloga l’esito del field test condotto per valutare l’impatto dell’IFRS 9 sulla classificazione e misurazione delle attività finanziarie.

Nel novembre 2012, lo IASB ha pubblicato in consultazione l’Exposure Draft Classification and Measurement: Limited Amendments to IFRS 9 al fine di chiarire e proporre limitate modifiche alle disposizioni relative alla classificazione e misurazione degli strumenti finanziari emesse nell’ottobre 2010.

Il field-test è stato condotto dall’EFRAG e dai National Standard Setters di Francia, Germania, Italia e UK con l’obiettivo di capire l’impatto dell’applicazione delle nuove disposizioni dell’IFRS 9 e di raccogliere input in vista dell’endorsement della Commissione Europea.

Le principali conclusioni emerse dal field-test sono:

a) un maggior numero di attività finanziarie sarebbe misurato al FV-PL secondo l’IFRS 9, perchè non sarebbe soddisfatta la condizione che lo strumento generi solo flussi di cassa contrattuali;

b) la bifurcation delle attività finanziarie è oggi utilizzata solo in misura limitata;

c) le strategie di investimento e/o il livello al quale il business model test è eseguito potrebbero cambiare quando si applica l’IFRS 9 per ottenere una particolare misurazione contabile.

 

2) Pubblicata in consultazione la bozza dell’OIC 25: il trattamento contabile delle imposte sul reddito

L’OIC comunica l’avvio della consultazione sulla bozza di Principio contabile OIC 25: Il trattamento contabile delle imposte sul reddito, rivisto nell’ambito del progetto di aggiornamento degli stessi.

Il progetto è stato avviato nel maggio 2010 con l’obiettivo di tener conto degli sviluppi verificatesi nella materia contabile nel periodo trascorso dalla loro ultima revisione.

L’OIC intende migliorare la struttura dei principi contabili nazionali al fine di renderne più semplice la lettura e facilitare nel contempo gli aggiornamenti e le integrazioni che in futuro si renderanno necessari.

Onde facilitare l’analisi dei documenti e stimolare le osservazioni, la bozza del Principio contabile è accompagnata da un documento descrittivo dei cambiamenti più rilevanti apportati rispetto al testo attualmente in vigore.

Per scaricare le bozza in consultazione l’OIC rinvia alla pagina del progetto.

Viene, pertanto, fatto invito a fare pervenire eventuali osservazioni non oltre il 31 ottobre 2013 all’indirizzo e-mail staffoic@fondazioneoic.it o via fax al numero 06.69766830.

 

3) Per l’Inps rilevano ancora i redditi da immobili e terreni anche dopo l’introduzione dell’Imu

L’Inps, con il messaggio n. 9710 del 14 giugno 2013, ha precisato che l’introduzione dell’Imu non modificato la natura dei redditi.

Ciò significa che i redditi derivanti da immobili e terreni continuano a dover essere indicati quali assoggettabili ad Irpef, ai fini della richiesta dell’assegno per il nucleo familiare (ANF).

In particolare, l’Istituto previdenziale ha affermato che ai fini dell’accertamento e della misura dell’ANF si deve considerare il “reddito complessivo assoggettabile all’Irpef ed i redditi di qualsiasi natura, ivi compresi, se superiori a 1032,91 euro, quelli esenti da imposta o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva” e che il reddito assoggettabile all’Irpef non coincide necessariamente con il reddito effettivamente assoggettato all’imposta stessa.

Pertanto, nelle richieste di ANF presentate per il periodo 1° luglio 2013 – 30 giugno 2014, andrano indicati, come di consueto, nella Tabella A, colonna 2 del Modello ANF/Dip, i redditi di immobili e terreni relativi al 2012.

 

4) Aliquote medie per opzione sistema contributivo

Con il messaggio Inps n. 9616 del 13 giugno 2013, sono state rese note le aliquote medie contributive relative al decennio 2003-2013, da utilizzare nei confronti degli assicurati che esercitano il diritto di opzione nel corso del 2013.

L’Istituto ricorda, infatti, che ai fini della determinazione del montante contributivo maturato alla data del 31 dicembre 1995, il periodo di contribuzione antecedente il decennio preso in considerazione per la determinazione del montante medio è valutato, per ciascun anno o frazione di anno, utilizzando il rapporto tra l’aliquota contributiva vigente in tale anno e l’aliquota media in vigore nei dieci anni di calendario precedenti quello in cui viene esercitata l’opzione.

 

5) Regolamento codice doganale comunitario: posticipata la data di applicazione

Per mantenere un quadro giuridico dell’Unione completo e coerente per il settore doganale e al fine di evitare gravi difficoltà per quanto concerne la normativa doganale dell’Unione e di lasciare al Parlamento europeo e al Consiglio un adeguato lasso di tempo per completare il processo di adozione della rifusione del codice doganale dell’Unione, è stata posticipata la data finale per l’applicazione del regolamento (CE) n. 450/2008, prevista all’articolo 188, paragrafo 2, secondo comma, dello stesso.

La nuova data di applicazione ritenuta adeguata a tal fine è il 1° novembre 2013.

Il rinvio della data di applicazione è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L 165/62 del 18 giugno 2013, in relazione al “REGOLAMENTO (UE) N. 528/2013 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 12 giugno 2013 recante modifica del regolamento (CE) n. 450/2008, che istituisce il codice doganale comunitario (Codice doganale aggiornato)”.

 

6) Rapporto entrate tributarie e contributive e report delle entrate tributarie internazionali

È disponibile sui siti www.finanze.gov.it e www.rgs.mef.gov.it il Rapporto sull’andamento delle entrate tributarie e contributive del periodo gennaio-aprile 2013.

Le entrate tributarie risultano in aumento dello 0,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il Rapporto prende in considerazione non solo le entrate tributarie del bilancio dello Stato, ma anche i principali tributi degli enti territoriali le poste correttive, integrando così il dato anticipato con la nota tecnica del 5 giugno relativo alle sole entrate tributarie erariali (+0,5%).

Le entrate contributive evidenziano, in termini di cassa, una flessione dell'1,6% dovuta in gran parte al ricorso alla rateazione dei pagamenti.

Il Rapporto é stato redatto congiuntamente dal Dipartimento delle Finanze e dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato ai sensi dell'art. 14, comma 5, della legge di contabilità e finanza pubblica (L. 31 dicembre 2009, n.196).

Sul sito del Dipartimento Finanze è altresì disponibile il Report delle entrate tributarie internazionali che fornisce una analisi dell’andamento tendenziale del gettito tributario del periodo gennaio-aprile 2013 per i principali Paesi europei, sulla base delle informazioni diffuse con i “Bollettini mensili” sulle entrate tributarie di Francia, Germania, Irlanda, Portogallo, Regno Unito e Spagna.

(MEF, comunicato stampa n. 96 del 17 giugno 2013)

 

7) Studi di settore: no alle motivazioni generiche del giudice di merito

Basta con le motivazioni generiche delle Commissioni tributarie provinciali, per annullare un avviso di accertamento emesso sulla base degli studi di settore, occorre spiegare in maniera più concreta le ragioni che portano al rigetto del ricorso del fisco.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 14492 del 07 giugno 2013.

Dunque, secondo la Suprema Corte, la C.T.R. non può annullare l’avviso di accertamento basato sugli studi di settore motivando la decisione evidenziando che l’avviso di accertamento risultava basato sul rilievo che il contribuente aveva dichiarato una percentuale di ricavi diversa da quella che scaturisce applicando gli studi di settore, così attribuendo di fatto ad essi la funzione di “presunzione iuris et de iure della fondatezza dell’accertamento stesso”. Per contro, “dalla documentazione allegata si evince che il contribuente, in sede di contraddittorio, aveva fornito le cause giustificative dello scostamento dagli studi di settore ed aveva fornito, altresì, tutta la documentazione contabile relativa all’anno d’imposta 2003...e da detto esame non risultava emersa alcuna irregolarità contabile”.

Tutto questo, quindi, non è sufficiente, tanto più se il reddito dichiarato sia risultato eccessivamente esiguo in confronto alle esigenze di vita della famiglia del contribuente.

Anzi, ha rilevato il giudice supremo, non è possibile prescindere dall’indirizzo interpretativo adottato ripetutamente da questa Corte (per tutte Cass. Sez. U, Sentenza n. 26635 del 18/12/2009 secondo cui: “La procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è “ex lege” determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli “standards” in sé considerati - meri strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale redditività - ma nasce solo in esito al contraddittorio da attivare obbligatoriamente, pena la nullità dell’accertamento, con il contribuente. In tale sede, quest’ultimo ha l’onere di provare, senza limitazione alcuna di mezzi e di contenuto, la sussistenza di condizioni che giustificano l’esclusione dell’impresa dall’area dei soggetti cui possono essere applicati gli “standards” o la specifica realtà dell’attività economica nel periodo di tempo in esame, mentre la motivazione dell’atto di accertamento non può esaurirsi nel rilievo dello scostamento, ma deve essere integrata con la dimostrazione dell’applicabilità in concreto dello “standard” prescelto e con le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente.

L’esito del contraddittorio, tuttavia, non condiziona l’impugnabilità dell'accertamento, potendo il giudice tributario liberamente valutare tanto l’applicabilità degli “standards” al caso concreto, da dimostrarsi dall’ente impositore, quanto la controprova offerta dal contribuente che, al riguardo, non è vincolato alle eccezioni sollevate nella fase del procedimento amministrativo e dispone della più ampia facoltà, incluso il ricorso a presunzioni semplici, anche se non abbia risposto all’invito al contraddittorio in sede amministrativa, restando inerte.

In tal caso, però, egli assume le conseguenze di questo suo comportamento, in quanto l’Ufficio può motivare l’accertamento sulla sola base dell’applicazione degli “standards”, dando conto dell’impossibilità di costituire il contraddittorio con il contribuente, nonostante il rituale invito, ed il giudice può valutare, nel quadro probatorio, la mancata risposta all’invito”.

Pertanto, la Corte di Cassazione ritiene che il giudice del merito avrebbe dovuto valutare analiticamente da un canto gli elementi addotti dalla parte contribuente per giustificare il contestato scostamento dalle medie di settore e d’altro canto tenere in considerazione gli ulteriori elementi di anomalia che sono stati indicati dall’Agenzia a conferma delle risultanze dell’indagine ricostruttiva standardizzata.

Al contrario, è risultato dalla motivazione della pronuncia impugnata che il giudice del merito abbia motivato il proprio convincimento con considerazioni vaghe e di puro stile, del tutto elusive delle concrete tematiche poste dalle parti e peculiarmente dei dati fattuali sui quali l’accertamento risulta fondato ovvero sui quali sono fondate le contestazioni di parte contribuente.

In definitiva, ha concluso la massima Corte, spetterà perciò al medesimo giudice di appello - in funzione di giudice di rinvio - tornare a valutare gli argomenti e le fonti di prova addotte dalle parti, alla luce del principio dianzi trascritto, ai fini del più puntuale vaglio circa la fondatezza del provvedimento di accertamento.

 

8) Soggettività passiva IVA estesa alle operazioni occasionali

Una persona soggetta all’Iva per le sue attività di ufficiale giudiziario autonomo, deve essere considerata soggetto “passivo” per qualsiasi altra attività economica esercitata in modo occasionale, a condizione che tale attività costituisca “un’attività economica”.

Lo ha stabilito la Corte di Giustizia UE con la Sentenza del 13 giugno 2013, causa n. C-62/12.

Si deve, pertanto, considerare soggetto passivo esclusivamente chi eserciti, in modo indipendente a prescindere dal luogo di prestazione, dallo scopo e dai risultati, un’attività economica. Resta fermo il fatto che un soggetto passivo, per una certa tipologia di attività svolta in via principale, debba essere considerato tale anche laddove effettui, in modo occasionale, afferente ad un ambito di attività che non presenti alcun nesso con l’attività principale. Nel caso di cui alla fattispecie principale, però, anche a seguito di una più ampia lettura delle disposizioni di cui alla sesta direttiva Iva si evince, concludono i togati europei, come la circostanza che la persona fisica sia già registrata ai fini dell’imposta e, pertanto, sia già soggetto passivo ai fini Iva comporta l’assoggettamento di qualsiasi altra attività esercitata all’imposta in questione.

In definitiva, un individuo che sia già assoggettato all’Iva, in considerazione di un’altra attività svolta in via principale, non potrà sfuggire all’Iva anche per una ulteriore attività lavorativa anche se svolta sulla base di un contratto di lavoro di tipo occasionale.

 

Vincenzo D’Andò