Diario quotidiano dell’11 giugno 2013: in arrivo le comunicazioni per le anomalie studi di settore

Pubblicato il 11 giugno 2013



integrazione Inps – ex Enpals; erogazione in unica soluzione dell’indennità ASpI e mini-ASpI; CIG in deroga: firmati decreti per finanziamento; il commercialista non è in automatico soggetto ad Irap; accertamento induttivo illegittimo se basato su generici valori di mercato; anomalie studi di settore 2013: facsimile delle comunicazioni indirizzate ai contribuenti; stabile l’apertura delle partite Iva; contratti ed impegni di spesa: attuate le disposizioni legislative di riduzione delle spese di funzionamento dell’INPS

 

 

Indice:

1) Integrazione Inps – ex Enpals

2) Erogazione in unica soluzione dell’indennità ASpI e mini-ASpI

3) CIG in deroga: firmati decreti per finanziamento

4) Il Commercialista non è in automatico soggetto ad Irap

5) Accertamento induttivo illegittimo se basato su generici valori di mercato

6) Anomalie studi di settore 2013: facsimile delle comunicazioni indirizzate ai contribuenti

7) Stabile l’apertura delle partite Iva

8) Contratti ed impegni di spesa: attuate le disposizioni legislative di riduzione delle spese di funzionamento dell’Inps

 

 

1) Integrazione Inps – ex Enpals

A seguito del processo di integrazione Inps-ex Enpals, le attività normative, di indirizzo, coordinamento e monitoraggio facenti capo alla funzione contributi della Direzione generale ex Enpals verranno incardinate nell’ambito della Direzione centrale Entrate Inps.

Per assicurare la continuità delle attività istituzionali di controllo e di servizio rivolte ai lavoratori ed ai soggetti contribuenti, con la circolare n. 89 del 7 giugno 2013 vengono dettate le prime disposizioni relative alla disciplina ed ai livelli di competenza decisionale dei procedimenti amministrativi in materia di entrate riguardanti il Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo e il Fondo pensioni sportivi professionisti.

(Inps, nota del 10 giugno 2013)

 

2) Erogazione in unica soluzione dell’indennità ASpI e mini-ASpI

Il Decreto n. 73380 del  29 marzo 2013, pubblicato nella G.U. n. 133 del 08 giugno 2013, consente ai beneficiari dell’ASpI e della mini-ASpI di chiedere la liquidazione anticipata, in un’unica soluzione, delle mensilità non ancora percepite, al fine di avviare un’attività di lavoro autonomo o di associarsi in cooperativa ovvero di sviluppare a tempo pieno un’attività autonoma già iniziata durante il rapporto di lavoro dipendente la cui cessazione ha dato luogo all’ASpI o alla mini-ASpI.

La misura, adottata in via sperimentale per un triennio, viene riconosciuta nel limite massimo di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015.

Ticket ASpI scade il 17 giugno 2013

Mancano pochi giorni al primo versamento del ticket ASpI e l’Inps non torna sui propri passi, aggravando le aziende di oneri non previsti.

Per meglio comprendere il problema merita, però, fare un piccolo passo indietro. Da gennaio 2013, in virtù delle modifiche apportate dalla riforma Fornero, è entrata in vigore la nuova ASpI, indennità che sostituisce la vecchia disoccupazione a tutela dei lavoratori che perdono involontariamente il lavoro.

Con l’introduzione di tale nuova indennità si sono previsti dei nuovi canali di finanziamento, tra cui il più discusso è il c.d. ticket ASpI, un contributo dovuto dalle azienda all’Inps per ogni cessazione di rapporto che teoricamente darebbe diritto alla percezione dell’indennità che, come ricordiamo, è dovuta solo per i casi di disoccupazione involontaria del lavoratore, escludendo dalle causali le dimissioni, a meno che non siano per giusta causa o intervenute durante il periodo tutelato per maternità.

Entrando nel merito circa il calcolo del ticket ASpI, come più volte evidenziato dai Consulenti del Lavoro, l’Istituto ha operato un’interpretazione che si discosta dal dettato normativo, portando un aggravio di costi in capo alle aziende, già fortemente colpite dalla crisi del sistema economico. Nello specifico la norma prevede che il contributo sia pari al 41% del massimale mensile per ASpI per ogni dodici mesi di anzianità in azienda, con un massimo di tre anni. Per il 2013, il contributo è pari a € 483,80 per ogni anno. L’interpretazione letterale porterebbe ad escludere la possibilità di riproporzionare tale importo, vista la dizione utilizzata dal legislatore che prevede espressamente il raggiungimento della soglia dei 12, 24 e 36 mesi per far scattare il contributo. Dello stesso avviso non è però l’Inps che, con propria circolare n. 44/2013, ha previsto la possibilità di calcolo su base mensile. Per evidenziare l’aggravio di costi si pensi ad un’azienda che, in conseguenza della crisi, licenzia un lavoratore dopo 11 mesi di rapporto: l’interpretazione letterale porterebbe a non dover versare il contributo non avendo raggiunto lo step minimo di 12 mesi, l’interpretazione proposta dall’Istituto carica l’azienda di un contributo pari a € 443,48. Nel caso di licenziamento di un lavoratore con 23 mesi di anzianità sarebbe dovuto un contributo pari a 12 mesi (€ 483,80), l’Inps pretende un contributo pari a € 927,28.

Il 17 giugno p.v. dovranno essere versati i c.d. ticket licenziamento per il periodo 01.01.2013 - 30.04.2013.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, nota del 10 giugno 2013)

 

3) CIG in deroga: firmati decreti per finanziamento

Firmati i decreti per il finanziamento della Cassa Integrazione in Deroga: 780 milioni a disposizione di Regioni e Province autonome per il sostegno al reddito dei lavoratori di aziende in crisi

Il Ministro del Lavoro e le Politiche Sociali, Enrico Giovannini e il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, hanno firmato i decreti che assegnano alle Regioni e alle Province autonome le risorse finanziarie stanziate per il pagamento della cassa integrazione in deroga, previsto dalla Legge di Stabilità per il 2013.

Il Governo assicura che anche le risorse stanziate con il D.L. n. 54/2013 (G.U. il 21 maggio 2013, n 117), verranno erogate con la massima tempestività, appena definita la ripartizione in accordo con le Regioni.


4) Il Commercialista non è in automatico soggetto ad Irap

E’ errato sostenere che l’attività del Commercialista, poiché di tipo occasionale, sia da considerare in automatico soggetta ad Irap.

Lo afferma la Corte di Cassazione con la sentenza n. 14379 del 07 giugno 2013 che sconfessa, appunto, la tesi sostenuta dai giudici di merito.

In particolare, secondo la C.T.R. l’attività del Commercialista, “proprio perché non occasionale”, è “da qualificare come attività di lavoro autonomo assoggettabile ad Irap”, anche “prescindere dal fatto” che egli “non si avvale di collaboratori”.

Tuttavia, tale iter viene ritenuto illogici dalla Suprema Corte, anche perché completamente slegata dagli elementi ritenuti decisivi per valutare la “assoggettabilità ad Irap”.

Per questo motivo, la questione dovrà essere valutata nuovamente dai giudici della Commissione tributaria regionale.

 

5) Accertamento induttivo illegittimo se basato su generici valori di mercato

E’ illegittimo l’accertamento fiscale di tipo induttivo qualora sia stato emesso “sulla scorta di generici valori di mercato”.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 14493 del 07 giugno 2013 che, accogliendo il ricorso presentato dal contribuente, ha ribaltato le decisioni dei giudici di merito.

Infatti, sia la Commissione Tributaria di Palermo sia la Commissione Tributaria Regionale della Sicilia avevano dato ragione all’Agenzia delle entrate la quale sosteneva che il contribuente non si fosse difeso a sufficienza, limitandosi a contestare l’operato dell’Ufficio del fisco solo con frasi generiche e non spiegando, quindi, i motivi del reddito presuntivamente evaso.

Ma in tale contesto la Suprema Corte ha rilevato che, invece, è stata l’Agenzia delle entrate che non ha sufficientemente motivato l’avviso di accertamento.

Nel caso di specie i giudici di merito (dopo avere dato atto che il contribuente aveva espressamente formulato censura in ordine alla “applicazione di compensi medi di mercato senza tenere conto della realtà economica nella quale operava”) avevano proceduto a respingere l’appello principale sulla scorta del puro e semplice rilievo delle modalità con le quali era stato determinato il maggior reddito e senza nulla argomentare in ordine alla fondatezza o meno della critica concernente lo specifico aspetto della vaghezza dei criteri di determinazione numeraria del reddito non dichiarato.

Per cui, “non par dubbio che siffatte motivazioni del provvedimento risultino apodittiche ed insufficienti a consentire a questa Corte di assolvere al dovere di controllo della coerenza logica del provvedimento giudiziale, a proposito del determinante elemento fattuale della consistenza numeraria del reddito accertato. Pertanto, si ritiene che la controversia possa essere deciso in camera di consiglio per manifesta fondatezza dell'impugnazione, con conseguente rinvio al giudice dell'appello in funzione di giudice del rinvio (da individuarsi nella CTR di Palermo) affinché riesamini l’aspetto del gravame concernente la determinazione numeraria del maggior reddito accertato”.

 

6) Anomalie studi di settore 2013: facsimile delle comunicazioni indirizzate ai contribuenti

Studi di settore: Comunicazione anomalie 2013. L’Agenzia delle entrate ha pubblicato il 10 gugno 2013 i facsimile delle comunicazioni finalizzate a segnalare la presenza di possibili anomalie concernenti i modelli dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore inviate direttamente ai contribuenti o ai loro intermediari nel 2013.

Si tratta delle comunicazioni anomalie che vanno da T1 a T16.

Ecco di seguito la lettera che verrà inviata dall’Agenzia delle entrate:

<<Gentile Contribuente,

dal riscontro informatico dei dati indicati nella Sua dichiarazione dei redditi, relativa al periodo d’imposta 2011, ci risulta che Lei non ha presentato il modello di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore.

In particolare, nel modello Unico 2012 da Lei utilizzato per la dichiarazione dei redditi del 2011, è stato indicato, nel quadro contabile del reddito di impresa o di lavoro autonomo, un codice attività per il quale è previsto uno studio di settore. Ciò nonostante, non ha presentato il relativo modello per la comunicazione dei dati, né ha indicato in dichiarazione una causa di esclusione o di inapplicabilità che avrebbe giustificato il mancato invio del modello.

Per questo motivo, La invitiamo a controllare la correttezza dei dati da Lei indicati nel modello Unico 2012 ed a valutare la possibilità di presentare la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore.

È possibile, infatti, regolarizzare l’omessa presentazione del modello di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore presentando una dichiarazione integrativa, nelle ipotesi di ravvedimento e alle condizioni previste dall’articolo 13 del Dlgs n. 472/1997.

Le ricordiamo, inoltre, che l’omessa presentazione del modello di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, può comportare:

- una sanzione pari a 2.065 euro, che corrisponde al massimo importo previsto per le violazioni relative al contenuto e alla documentazione delle dichiarazioni (articolo 8, comma 1, del Dlgs n. 471/1997);

- una sanzione, in caso di accertamento effettuato sulla base delle risultanze degli studi di settore, che è aumentata nella misura del 50% rispetto all’importo minimo e massimo previsto per la rettifica delle dichiarazioni dei redditi, Iva e Irap (articoli 1, comma 2-bis.1, e articolo 5, comma 4-ter, del Dlgs n. 471/1997 e articolo 32, comma 2-ter, del Dlgs n. 446/1997).

Infine, Le comunichiamo che questa lettera ha finalità esclusivamente informative e, pertanto, non prevede da parte Sua alcuna risposta. Per ulteriori chiarimenti, La invitiamo a consultare le FAQ disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate (www. agenziaentrate.it), nella sezione: Home – Cosa devi fare - Dichiarare - Studi di settore e parametri - Studi di settore - Comunicazioni Anomalie 2013 - Inviti indirizzati ai contribuenti.>>.

Ravvedimento operoso

Se il contribuente, imprenditore individuale, ha presentato il modello UNICO 2012 PF senza allegare il modello degli studi di settore, potrà sanare tale violazione mediante ravvedimento entro il 30 settembre 2013.

In particolare, il contribuente dovrà, entro tale termine, presentare una dichiarazione integrativa, comprensiva del citato modello degli studi di settore, e versare € 32,00, pari ad 1/8 della sanzione minima applicabile (articolo 8, comma 1, del DLgs n. 471 del 1997) a titolo di sanzione ridotta, con il codice tributo “8911”.

 

7) Stabile l’apertura delle partite Iva

Nello scorso mese di aprile sono state aperte 46.934 nuove partite Iva; in confronto al corrispondente mese dell’anno precedente si registra una sostanziale stabilità (+0,4%).

Il MEF – Dipartimento delle Finanze  ha pubblicato il 10 giugno 2013 l’Osservatorio sulle partite IVA.

Sintesi dei dati di aprile 2013

La distribuzione per natura giuridica evidenzia che la quota relativa alle persone fisiche nelle aperture di partita Iva si attesta al 75,4%, le società di capitali salgono al 17,3%. Rispetto al mese di aprile 2012 il consistente aumento delle società di capitali (+17,5%) riesce a bilanciare le flessioni dovute alle altre forme giuridiche (società di persone -12%), andamento verosimilmente influenzato dalle recenti norme che facilitano la costituzione di società a responsabilità limitata.

Relativamente alla ripartizione territoriale delle aperture, il 42,4% di esse è avvenuto al Nord, il 23,1% al Centro ed il 34,4% al Sud ed Isole; il confronto con aprile dello scorso anno mostra una prevalenza di aumenti, anche sensibili (provincia di Trento e Friuli V.G.), sulle flessioni (Val d’Aosta, Liguria, Sicilia).

La classificazione per settore produttivo conferma che il commercio registra sempre il maggior numero di aperture di partite Iva: circa il 23% del totale, seguito dalle attività professionali (14,1%), agricoltura ed edilizia. Rispetto al corrispondente mese del 2012, tra i settori principali è degno di nota il forte aumento (+80%) delle attività finanziarie/assicurative; apprezzabili incrementi anche per alloggio e ristorazione (+9,5%) ed immobiliare (+8%), mentre le flessioni decise per l’edilizio, che continua la sua fase negativa, (-13,1%) e trasporti (-10,4%).

Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione per sesso è sempre stabile, con i maschi cui appartiene il 63% di aperture di partite Iva. La metà delle aperture è dovuta a giovani fino a 35 anni ed un terzo alla classe 36-50 anni. Rispetto all’aprile del 2012 le classi estreme (fino a 35 ed oltre i 65 anni) segnano leggere flessioni e solo la classe 51-65 anni mostra un apprezzabile aumento di aperture.

 

8) Contratti ed impegni di spesa: attuate le disposizioni legislative di riduzione delle spese di funzionamento dell’Inps

Le recenti disposizioni legislative di riduzione della spesa pubblica (art. 4, comma 66, della legge n. 183/2011; art. 21, comma 8, della legge n. 214/2011; art. 4, comma 77, della legge n. 92/2012; articolo 8, comma 3, della legge n. 135/2012; art. 1, commi 108 e 110, della legge n. 228/2012) hanno imposto all’Istituto di programmare e realizzare interventi di razionalizzazione e riduzione delle spese di funzionamento, con conseguente necessità di scontare gli effetti finanziari delle misure ivi indicate negli stanziamenti previsionali di bilancio.

(Inps, circolare n. 94 del 10 giugno 2013)

 

Vincenzo D’Andò