Diario quotidiano del 7 giugno 2013: è legge il decreto sui debiti della Pubblica Amministrazione, ma anche quella sui nuovi obblighi di certificazione energetica

Pubblicato il 7 giugno 2013



riqualificazione energetica: è già in vigore il bonus al 65%; certificazione energetica: nuovi obblighi, decreto in G.U.; pensionati: bocciato il contributo straordinario della manovra estiva 2011; enti non commerciali: dal MEF importanti risposte ai quesiti in materia di pagamento dell’IMU relativa all’anno 2013; é Legge il Decreto P.A.; Dogane: proroga della procedura semplificata di transito a mezzo ferrovia denominata “SWISS CORRIDOR T2”; audizione alla Camera del Direttore dell’Agenzia delle entrate: tante novità fiscali in arrivo


 

Indice:

1) Riqualificazione energetica: è già in vigore il bonus al 65%

2) Certificazione energetica: nuovi obblighi, Decreto in G.U.

3) Pensionati: bocciato il contributo straordinario della manovra estiva 2011

4) Enti non commerciali: dal MEF importanti risposte ai quesiti in materia di pagamento dell’IMU relativa all’anno 2013

5) E’ Legge il Decreto P.A.

6) Dogane: proroga della procedura semplificata di transito a mezzo ferrovia denominata “SWISS CORRIDOR T2”

7) Audizione alla Camera del Direttore dell’Agenzia delle entrate: tante novità fiscali in arrivo

 

 

1) Riqualificazione energetica: è già in vigore il bonus al 65%

E’ già entrato in vigore il Decreto n. 63/2013 che proroga anche la detrazione del 50% per le ristrutturazioni.

Infatti, il D.L. n. 63 del 4 giugno 2013 è stato pubblicato nella G.U. n. 130 del 05 giugno 2013.

Contenuti

Vi è la proroga fino al 31 dicembre 2013 della detrazione IRPEF “potenziata” del 50% delle spese sostenute per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare.

Viene introdotta la detrazione pari al 50% delle spese documentate per l’acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione nel limite di spesa di 10.000 euro.

Prorogata fino al 31 dicembre 2013 la detrazione IRPEF/IRES delle spese volte alla riqualificazione energetica degli edifici “potenziata” al 65% (anziché del 55%), escluse alcune tipologie di spese.

La detrazione nella misura del 65% si applica anche alle spese sostenute dal 6 giugno 2013 fino al 30 giugno 2014 per interventi relativi a parti comuni di edifici condominiali di cui agli artt. 1117 e 1117-bis c.c. o che interessano tutte le unità immobiliari di cui si compone il condominio.

Come è noto, per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, l’art. 11 comma 1 del D.L. n. 83/2012 (convertito in Legge n. 134/2012) ha aumentato la convenienza della detrazione: a decorrere dal 26 giugno 2012 (data di entrata in vigore del D.L. 83/2012) e fino al 30 giugno 2013, la detrazione spetta in misura pari al 50% (anziché all’ordinario 36%) delle spese sostenute per l’intervento agevolato. Per lo stesso periodo, inoltre, queste ultime sono detraibili fino ad un ammontare massimo di 96.000 euro, anziché 48.000 euro. In tale contesto, adesso l’art. 16 comma 1 del D.L. n. 63/2013 estende l’agevolazione “potenziata” dal citato D.L. n. 83/2012 per le spese documentate sostenute fino al 31 dicembre 2013.

Pertanto, per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2013: si applica la detrazione IRPEF con l’aliquota del 50%; il limite massimo di spesa detraibile ammonta a 96.000 euro.

Rientrano nell’agevolazione di cui all’art. 16-bis del TUIR:

- i lavori di manutenzione ordinaria (gli interventi di manutenzione ordinaria sono dunque ammessi ai fini dell’agevolazione solo se riguardano le parti comuni di edifici residenziali. La detrazione spetta ad ogni condomino in base alla quota millesimale), manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali;

- i lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze;

- gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, ancorché non rientranti nelle tipologie di opere sopra citate, sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza;

- gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali a unità immobiliari residenziali, anche a proprietà comune (condominiale);

- gli interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi (ad esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione);

- la realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia adatto a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap in situazione di gravità, ai sensi dell’art. 3 comma 3 della L. n. 104/92;

- la realizzazione di opere finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi;

- la realizzazione di opere finalizzate alla cablatura degli edifici (L. n. 249/97), quali antenne collettive, reti via cavo, accesso a servizi telematici, ecc.;

- la realizzazione di opere finalizzate al contenimento dell’inquinamento acustico;

- la realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego di fonti rinnovabili di energia;

- la realizzazione di opere finalizzate all’adozione di misure antisismiche, con riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali;

- gli interventi di bonifica dall’amianto;

- l’esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici su immobili.

Come premesso, l’art. 16 comma 2 del D.L. n. 63/2013, ha, inoltre, introdotto una detrazione per l’acquisto di mobili di un immobile oggetto di interventi di recupero edilizio.

Detto comma 2 dispone che “Ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al comma 1 è altresì riconosciuta una detrazione dall’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, nella misura del 50 per cento delle ulteriori spese documentate per l’acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione”.

Da una prima interpretazione, ne deriva che sono detraibili al 50% le spese sostenute per acquistare i soli “mobili” quali cucine, armadi, bagni, ove sia legato un intervento di recupero edilizio. La detrazione deve essere ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo. L’ammontare complessivo della spesa agevolabile, come anticipato, non può essere superiore a 10.000 euro.

Inoltre, con l’art. 14 comma 1 del D.L. n. 63/2013 è stato da stabilito, inoltre, che alle spese sostenute dal 6 giugno 2013 (data di entrata in vigore del DL in oggetto) al 31 dicembre 2013 per gli interventi volti alla riqualificazione energetica degli edifici di cui ai commi da 344 a 347 dell’art. 1 della L. n. 296/2006 si applica una detrazione IRPEF/IRES nella misura del 65%.

Tale agevolazione è ripartita in dieci quote annuali di uguale importo e non si applica alle spese sostenute per: gli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici a bassa entalpia; la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.
Ancora, la detrazione vale anche per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 fino al 30 giugno 2014 per interventi relativi a parti comuni di edifici condominiali di cui agli artt. 1117 e 1117-bis c.c. o che interessano tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio.

Infine, viene stabilito che, nelle more della definizione di incentivi di carattere strutturale, le disposizioni contenute negli artt. 14 e 16 del D.L. n. 63/2013 si applicano agli interventi volti al miglioramento e alla messa in sicurezza degli edifici esistenti.

 

2) Certificazione energetica: nuovi obblighi, Decreto in G.U.

E’ stato pubblicato, il D.L. n. 63 del 4 giugno 2013, nella G.U. n. 130 del 05 giugno 2013. Si tratta del provvedimento che contiene anche i nuovi obblighi in materia di certificazione energetica.

Contenuti

Durante le trattative (di compravendita o di locazione) venditori e locatori dovranno “rendere disponibile” al potenziale acquirente o al nuovo conduttore l’attestato di prestazione energetica (che ha validità temporale massima di dieci anni, a partire dal suo rilascio).

In caso di vendita, l’attestato dovrà essere consegnato all’acquirente, ovvero al conduttore, in caso di locazione.

In caso di vendita o locazione di un edificio prima della sua costruzione, il venditore o il conduttore dovrà fornire “evidenza” della futura prestazione energetica dell’edificio e produrre l’attestato di prestazione energetica congiuntamente alla dichiarazione di fine lavori.

Nei contratti di vendita o nei nuovi contratti di locazione dovrà essere inserita apposita clausola con la quale l’acquirente o il conduttore danno atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell’attestato, in ordine alla attestazione della prestazione energetica degli edifici.

Nel caso di offerta di vendita o di locazione, i relativi annunci tramite tutti i mezzi di comunicazione commerciali dovranno riportare l’indice di prestazione energetica dell’involucro edilizio e globale dell’edificio o dell’unità immobiliare e la classe energetica corrispondente.

In caso di vendita, il proprietario che viola l’obbligo di dotazione dell'attestato di prestazione energetica è punito con una sanzione amministrativa non inferiore a 3 mila euro e non superiore a 18 mila euro.

In caso di nuovo contratto di locazione, il proprietario che viola l’obbligo di dotazione dell’attestato di prestazione energetica è punito con una sanzione amministrativa non inferiore a 300 euro e non superiore a 1.800 euro.

Infine, nell’ipotesi di violazione dell’obbligo di riportare i parametri energetici nell’annuncio di offerta di vendita o locazione, “il responsabile dell’annuncio” è punito con una sanzione amministrativa non inferiore a 500 euro e non superiore a 3 mila euro.

 

3) Pensionati: bocciato il contributo straordinario della manovra estiva 2011

La Consulta boccia il superprelievo sugli ex dipendenti pubblici con assegni oltre i 90 mila euro. È incostituzionale il ticket sui pensionati d’oro. La norma della manovra estiva del 2011 che impone il prelievo straordinario del 5-10% sulle pensioni oltre i 90-150 mila euro, dal 2011 al 2014, “ha natura certamente tributaria” e, come tale, illegittima in relazione agli articoli 3 e 53 della Carta costituzionale. È questo quanto ha stabilito la Corte costituzionale che, nella sentenza numero 116 depositata il 05 giugno 2013, conferma quanto già aveva lasciato intendere in un’altra decisione, la numero 241/2012, resa nota nel novembre scorso.

 

4) Enti non commerciali: dal MEF importanti risposte ai quesiti in materia di pagamento dell’IMU relativa all’anno 2013

Enti non commerciali: Il conguaglio dell’IMU per l’anno 2013 potrà essere effettuato contestualmente al versamento della prima rata dovuta per l’anno 2014.

Perviene a tale, rilevante, conclusione il MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) con la risoluzione n. 7/DF del 05 giugno 2013, ciò poiché la seconda rata di versamento dell’IMU, scadendo il 16 dicembre 2013, interviene in un momento in cui potrebbero non essere definitivi e disponibili tutti i dati e gli elementi necessari per la determinazione del rapporto proporzionale di cui all’art. 5 del D. M. n. 200 del 2012.

Inoltre, a tale data non sono neppure disponibili i dati risultanti dai bilanci degli enti non commerciali relativi al medesimo anno.

Parimenti, a partire dell’anno 2014, il versamento della prima rata dell’IMU dovrà essere effettuato in misura pari al 50% dell’imposta relativa all’anno precedente così come determinata definitivamente anche sulla base dei dati risultanti dai bilanci degli enti non commerciali in questione.

Per gli enti non commerciali l’IMU per il 2013 andrà determinata alla luce degli utilizzi prospettici (commerciali, istituzionali e promiscui) degli immobili.

La seconda rata dell’IMU per il 2013 non potrà che essere necessariamente stimata, in quanto - vista anche la complessità pratica del calcolo - l’importo effettivamente dovuto non potrà che essere determinato sulla scorta dei dati definitivi al 31 dicembre 2013 e, quindi, solo successivamente alla scadenza fissata al 16 dicembre 2013. Conseguentemente, al MEF è stato chiesto di sapere se sia prospettabile il versamento di un conguaglio per il 2013, da effettuarsi contestualmente al versamento della prima rata dell’IMU dovuta per l’anno 2014.

Altresì, è stato chiesto se la stessa possa essere quantificata in un importo pari al 50% dell’imposta relativa al 2013 così come determinata definitivamente anche sulla base dei dati indicati nei bilanci relativi al medesimo anno, oggetto di approvazione, se previsto dalla legge, antecedentemente al 16 giugno di ogni anno.

Si tratta delle problematiche recate dal D.M. n. 200 del 19 novembre 2012 che, all’art. 4, determina gli ulteriori requisiti di settore e all’art. 5 stabilisce i criteri per individuare il rapporto proporzionale da applicare ai fini del calcolo dell’IMU dovuta.

Inoltre, si deve tenere conto del nuovo testo dell’art. 10, comma 4, lett. b), del D. L. n. 35 del 2013 il quale prevede che “il versamento della prima rata di cui al comma 3 dell'articolo 9 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, è eseguito sulla base dell’aliquota e delle detrazioni dei dodici mesi dell’anno precedente”.

Peraltro, nella risoluzione del MEF n. 1/DF del 3 dicembre 2012 è stato affermato che il pagamento dell’IMU, relativo all’anno 2012, doveva essere effettuato già tenendo conto dei requisiti stabiliti nel regolamento n. 200 del 2012, agli articoli 3 e 4 e che, solo a partire dall’anno d’imposta 2013, l’IMU avrebbe dovuto essere versata non solo sulla base degli anzidetti requisiti ma anche in ragione del rapporto proporzionale.

Pertanto, gli stessi criteri seguiti per l’anno 2012 devono essere osservati anche per l’anno 2013 con la sola differenza che per l’anno 2013 devono essere tenuti in considerazione anche i criteri che comportano il versamento dell’imposta limitatamente agli immobili o proporzioni di immobili destinati allo svolgimento con modalità commerciali delle attività di cui all’art. 7, comma 1, lett. i), del D.Lgs. n. 504 del 1992 (cioè, tenuto conto anche dei criteri concernenti l’esenzione dall’IMU).

Ovviamente, nel caso in cui non sono mutate le condizioni di applicazione delle disposizioni complessivamente richiamate, l’ente non commerciale potrà seguire, ai fini degli adempimenti relativi al versamento della prima rata dell’IMU, lo stesso comportamento osservato per l’anno 2012.

Infine, da ricordare che ancora manca “all’appello” l’approvazione del modello di dichiarazione ai fini IMU che devono presentare gli enti non commerciali in particolar modo ai fini dell’esenzione con i suddetti criteri di utilizzo misto dei locali. Alla luce del neo chiarimento del MEF, tale mancata approvazione pare non incidere ai fini del versamento degli acconti da pagare per il 2013.

Vi sono alcune metodi disposti dal Legislatore per determinare l’IMU nei casi di utilizzo promiscuo dei locali (attività commerciali con quelle istituzionali).

Uno di questi è quello, alternativo, di determinare l’IMU dovuta in base al rapporto tra il numero dei soggetti complessivi dell’ente non commerciale con quello degli utenti commerciali. Il risultato ottenuto si esprime poi in percentuale da applicare sull’IMU a debito. Così facendo si potrà procedere a determinare l’IMU effettivamente da versare, ovviamente a questo punto notevolmente ridotta.

 

5) E’ Legge il Decreto P.A.

Debiti scaduti della Pubblica Amministrazione: il decreto diventa legge. La Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge, già approvato dalla Camera e modificato dal Senato, di conversione, con modificazioni, del Decreto Legge 8 aprile 2013, n. 35, recante disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti locali. Disposizioni per il rinnovo del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria (C. 676-B).

 

6) Dogane: proroga della procedura semplificata di transito a mezzo ferrovia denominata “SWISS CORRIDOR T2”

Le Amministrazioni doganali di Italia, Svizzera, Germania, Paesi Bassi, Belgio e Francia hanno deciso di prorogare l’utilizzo della procedura semplificata di transito comunitario/comune a mezzo ferrovia, denominata “Swiss Corridor T2”, che avrebbe avuto come termine di validità il 23 giugno 2013.

La procedura in questione è una ulteriore semplificazione rispetto al transito ferroviario semplificato previsto dagli artt. 412 e segg. del Reg. (CEE) 2454/93 e riguarda solo merci comunitarie che attraversano la Svizzera con partenza e destinazione tra gli Stati firmatari nel rispetto delle necessarie misure di sicurezza fiscale e doganale.

La proroga è concordata fino alla data di approvazione delle disposizioni di applicazione del Codice Doganale dell’Unione.

(Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, comunicato, Protocollo: 68822 del 05 giugno 2013)

 

7) Audizione alla Camera del Direttore dell’Agenzia delle entrate: tante novità fiscali in arrivo

E’ stata pubblicata il 06 giugno 2013 sul sito delle Entrate la relazione sull’audizione alla Camera del Direttore dell’Agenzia delle entrate, Attilio Befera che ha illustrato le attività svolte dalla stessa Agenzia negli esercizi passati e l’andamento per l’anno in corso nonché per esprimere alcune riflessioni sulla legge delega per la riforma del sistema fiscale nazionale.

Un dato significativo: Le riscossioni complessive derivanti dall’attività di accertamento e controllo, hanno raggiunto, nel corso del 2012, i 12,5 miliardi di euro.

Inoltre, nel 2012 sono stati riscossi oltre 385 miliardi di euro a seguito delle ordinarie attività di gestione dei tributi.

L’Agenzia si è trovata ad affrontare un nuovo e significativo cambiamento organizzativo: Il Decreto Legge n. 95/2012 ha infatti previsto che a partire dal 1° dicembre 2012 l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia del Territorio costituiscano una realtà unica.

Si tratta di un’operazione complessa, la cui effettiva realizzazione è prevista nel medio periodo mediante la riorganizzazione delle strutture centrali e periferiche e la reingegnerizzazione dei processi lavorativi.

L’integrazione dei processi sarà completata entro il corrente anno, quella dei processi core entro la fine del 2015.

Accertamenti mirati

Gli accertamenti, grazie alla selezione dei soggetti effettuata sulla base dell’analisi del rischio per ciascuna tipologia di contribuente e al forte utilizzo delle banche dati a disposizione dell’Agenzia, stanno diventando sempre più mirati tanto che a fronte di un numero minore di accertamenti si registra un incremento di imposta recuperata.

Per ciascuna macro-tipologia di contribuenti sono state attivate specifiche linee operative che tengono conto delle caratteristiche proprie di ognuna di esse.

Per i grandi contribuenti (soggetti con volume d’affari non inferiore a 100 milioni di euro), l’istituto del “tutoraggio” è ormai a regime e si esplica attraverso un’attività di analisi dei rischi nonché nel controllo, per alcuni aspetti preventivo, volto ad assicurare un elevato grado di correttezza dei comportamenti fiscali posti in essere da questa particolare e significativa platea di contribuenti.

Per le imprese di medie dimensioni (volume d’affari da 5,164 a 100 milioni di euro), per quelle di minori dimensioni (volume d’affari fino a 5,164 milioni di euro) e per i lavoratori autonomi sono stati realizzati presidi specifici e appositi piani di controllo, anch’essi basati sulla valutazione approfondita del rischio di evasione nonché - con particolare riguardo alle imprese di minori dimensioni e ai lavoratori autonomi - sull’utilizzo mirato degli strumenti presuntivi di ricostruzione delle basi imponibili.

Per le persone fisiche sono stati attuati piani di controllo basati sull’accertamento sintetico del reddito complessivo mediante l’utilizzo di elementi che segnalano la capacità contributiva del nucleo familiare convivente, anche sulla base di precise disposizioni normative.

Con riferimento agli enti non commerciali, al fine di migliorare qualitativamente i risultati dell’attività di controllo, sono state adottate le iniziative idonee per individuare tutte le forme di abuso nella fruizione dei regimi agevolativi.

Tutte queste iniziative sono state affiancate da forme di collaborazione con i principali soggetti istituzionali coinvolti non solo in ambito nazionale (ad esempio: la Guardia di Finanza, l’INPS, i comuni), ma anche in ambito internazionale, attraverso proficui scambi di informazioni con le strutture degli altri Stati membri dell’Unione Europea nonché con quelle dei Paesi terzi interessati nel campo della fiscalità diretta e indiretta.

Di particolare rilevanza, infine, è stato l’utilizzo degli istituti deflativi del contenzioso. Oltre 245.000 accertamenti (compresi gli accertamenti parziali automatizzati) sono stati definiti per adesione e per acquiescenza, con una maggiore imposta definita di oltre 3,6 miliardi di euro.

Mediazione

A decorrere dal 1° aprile 2012 è stato introdotto l’istituto della mediazione obbligatoria che prevede la presentazione di un’istanza, che anticipa il contenuto del ricorso, per tutti gli atti dell’Agenzia notificati di valore non superiore a 20.000 euro.

Legge delega

Tre punti nevralgici dovrebbero integrare gli attuali contenuti della legge delega:

- La riforma delle sanzioni amministrative - che già il legislatore della delega ha individuato come uno degli obiettivi essenziali di questo progetto di riforma;

- la tanto sospirata attuazione dell’abuso del diritto- che va guidata e curata prestando particolare attenzione ad analoghi progetti a livello comunitario;

- la revisione del Testo unico delle imposte sui redditi.

In un momento così decisivo cambiamento, è opportuno tenere bene a mente la distinzione tra sanzioni proprie ed improprie, evitando di individuare sulle seconde il trattamento punitivo.

Occorre ad esempio la non punibilità delle violazioni meramente formali, la conseguente distinzione tra violazioni che arrecano pregiudizio all’esercizio dell’azione di controllo e quelle che incidono sulla determinazione della base imponibile o dell’imposta o sul versamento del tributo, ai criteri di determinazione delle sanzioni i quali contemplano necessariamente la gravità della violazione, desunta anche dalla condotta dell’agente, e prevedono la possibilità che la sanzione sia ridotta in situazione eccezionali di manifesta sproporzione tra l’entità del tributo cui la violazione si riferisce e la sanzione applicabile.

L’idea del “danno effettivo” o della condotta simulata o artificiosa, elaborata in prima battuta per una ridefinizione dei rapporti tra sanzioni penali e sanzioni amministrative, può tornare come utilissimo criterio di rimodulazione dell’entità delle stesse sanzioni amministrative.

Solo per fare qualche esempio, Befera ritiene che l’entità della sanzione debba essere ben diversa tra la condotta di occultamento dei ricavi - che impone una complessa e faticosa attività di accertamento e ricostruzione della capacità economica del soggetto anche e soprattutto attraverso dati esterni- rispetto alla esposizione di costi privi del requisito di inerenza che, trovando esplicita evidenza in dichiarazione, sono più agevolmente controllabili nella loro esistenza e consistenza.

E’, inoltre, necessaria una attenta riflessione sul trattamento sanzionatorio degli errori derivanti dall’applicazione del principio di competenza che è stato già ridimensionato a cominciare dalle indicazioni contenute nella circolare 23/E del 2010 ma che troppo spesso rischia di condurre, se interpretato in maniera eccessivamente rigorosa e formalistica, all’applicazione di sanzioni sproporzionate rispetto all’effettivo danno allo Stato.

Abuso del diritto

E’ indispensabile una integrazione dei criteri della attuale legge delega in materia di abuso del diritto.

Il Direttore delle Entrate si riferisce, in particolare, alle recenti iniziative assunte in ambito internazionale tanto da parte dell’OCSE quanto da parte della Commissione europea; iniziative che ci danno, fin da subito, l’idea che l’abuso del diritto non è un problema solo italiano e, come tale, non può essere gestito ed affrontato in un’ottica squisitamente nazionale.

La ratio dello schema di norma proposto dalla Commissione europea è quella tipica delle norme anti-abuso di carattere generale: Evitare formulazioni che possono rivelarsi a posteriori inadeguate al manifestarsi di sempre nuove forme di pianificazione fiscale e garantire che, attraverso un’adozione uniforme, si scongiuri il rischio di arbitraggi connessi all’assenza di norme antiabuso negli Stati Membri tanto con riferimento alle operazioni domestiche quanto a quelle transfrontaliere.

Modifiche al TUIR

Infine, per quanto riguarda la revisione del TUIR, occorre apportare delle modifiche, muovendosi secondo tre parole d’ordine: semplificazione (eliminare complessità superflue, semplificando il testo normativo e le modalità di applicazione delle disposizioni in esso contenute), ordine e coerenza (attraverso l’eliminazione di quelle disposizioni che presentano profili di incoerenza rispetto ai principi che hanno orientato la redazione del TUIR stesso) e, come per le sanzioni, unicità (al fine di ricondurre nel predetto testo unico le disposizioni in materia di imposte sui redditi contenute attualmente in altri provvedimenti legislativi).

 

Vincenzo D’Andò