La proroga dei versamenti vale anche per i minimi?

vi sono molti dubbi se la proroga dei versamenti per Unico 2013 vale anche per i contribuenti minimi: un tentativo di lettura coordinata delle norme e dei comunicati

Anche per il 2013 la proroga per i versamenti di Unico (anno d’imposta 2012) è arrivata, come al solito in zona Cesarini. Anche quest’anno è stata seguita l’oramai canonica prassi della pubblicazione (il 13/06/2013) di un comunicato stampa sul sito del Ministero dell’Economia, seguito successivamente dall’approvazione e successiva pubblicazione del DPCM di proroga.

 

Segnaliamo che i nuovi termini di versamento sono:

  • al giorno 8 luglio 2013, senza alcuna maggiorazione;

  • dal 9 luglio al 20 agosto 2013, con la maggiorazione dello 0,40%.

 

Le imposte oggetto della proroga sono tutte quelle dovute in base alla dichiarazione, non solo l’Irpef o l’Ires, come indicato nel comunicato stampa dell’Agenzia, ma anche la cedolare secca sulle locazioni abitative e le imposte patrimoniali sui beni immobili (cd. Ivie) e le attività finanziarie detenute all’estero (cd. Ivafe).

 

Il requisito essenziale per poter fruire della predetta proroga del termine di versamento è l’eserciziodi un’attività economica per la quale siano stati elaborati gli studi di settore, anche se in capo al contribuente interessato si realizzino della cause di esclusione specifiche (i.e. inizio o cessazione dell’attività nel corso dell’anno, periodo di non normale svolgimento dell’attività…). Costituisce un’eccezione espressa l’eventuale superamento della soglia di ricavi prevista per ciascuno studio di settore: in tal caso il soggetto interessato non può fruire di alcuna proroga e deve, quindi, procedere al versamento delle imposte dovute in base al modello Unico entro le scadenze originarie (17 giugno 2013 o entro il 16 luglio 2013 con la maggiorazione dello 0,4%).

Ovviamente, come previsto anche negli anni precedenti, la proroga è estesa anche a tutti i contribuenti che partecipano a società, associazioni e imprese che operano in regime di trasparenza fiscale (ex artt. 5, 115 e 116 del Tuir) per le quali siano stati elaborati gli studi di settore.

 

L’anomalia dei minimi

Molti dubbi ha creato il fatto che il testo del decreto differisce da quello del comunicato stampa sulla proroga per i contribuenti cd. “minimi”.

 

Il comunicato stampa, infatti, ammette esplicitamente che la proroga dei termini di versamento si applica anche ai “ai contribuenti che adottano il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità” (cioè i cosiddetti minimi).

 

Nel successivo DPCM che ufficializza la proroga è sparita la frase citata sopra ed è nato il dubbio che la proroga per i minimi sia saltata in corso d’opera…

Tuttavia, la rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate (NuovoFiscoOggi) nell’articolo di commento che illustra il DPCM di proroga (Studi di settore e Unico 2013. Versamenti prorogati all’8 luglio, del 13/06/2013) continua a considerare estesa anche ai minimi la proroga.

Ecco il testo del commento:

Nuovo appuntamento a largo raggio

In particolare, possono beneficiare del nuovo termine, oltre ai contribuenti per i quali sono previsti gli studi di settore, anche quelli che partecipano a società, associazioni e imprese, in regime di trasparenza (articoli 5, 115 e 116 del Tuir) e coloro che applicano il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (“nuovi minimi” – articolo 27 del Dl n. 98/2011).

 

Da un’attenta valutazione del testo del decreto e del comunicato sta stampa ministeriale si può intuire che il decreto cripticamente ammette alla proroga anche i minimi in quanto la proroga è concessa a tutti i soggetti per cui sono stati elaborati gli studi di settore (anche i minimi) indipendentemente dalla fruizione di una causa di esclusione dagli studi di settore, che non fanno venir meno la proroga stessa (ad eccezione dello specifico caso in cui i ricavi del contribuente eccedano la soglia massima per essere soggetti a studio di settore). Tale interpretazione da’ continuità alla volontà palesemente espressa dal Governo nei comunicati antecedenti al decreto.

A questo punto bisogna valutare con attenzione se per il contribuente è stato approvato lo studio di settore relativo al codice di attività dichiarato.

 

19 giugno 2013

Luca Bianchi


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