Come vanno indicati i dati contabili negli studi di settore – GERICO 2013

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 4 giugno 2013

nei quadri F e G degli studi di settore devono essere indicati dal contribuente gli elementi contabili necessari per l’applicazione ed il calcolo dello studio di settore: il primo (quadro F) è relativo alle imprese, il secondo (quadro G) è relativo ai professionisti. Ecco come compilare i questionari da allegare al Modello UNICO 2013

Nel quadro F e G devono essere indicati gli elementi contabili necessari per l’applicazione dello studio di settore.

Il primo (quadro F) è relativo alle imprese, il secondo (quadro G) è relativo ai professionisti.

I dati da inserire sono tanti, ma quelli che richiedono più attenzione, sono, a parere di chi scrive, quei dati relativi all’indicazione delle spese effettuate nell’esercizio della propria attività di impresa o professionale.

A tal fine, si tenta di seguito di delineare la voce delle spese che verosimilmente possano essere classificate in un determinato rigo dello studio di settore di appartenenza.

Peraltro, come è noto, l’errore dei dati (da ritenere di tipo sistematico, ovvero “voluto”) nella compilazione degli studi di settore comporta l’applicazione dell’accertamento fiscale di tipo induttivo, con la possibilità per il fisco di potere applicare semplici presunzioni.

Occorre, quindi, come al solito, prestare molta attenzione riguardo appunto la compilazione.

 

Imprese (quadro F)

Le imprese, nel compilare il quadro F, devono indicare:

- nel rigo F15, l’ammontare dei costi relativi all’acquisto di beni e servizi strettamente correlati alla produzione dei ricavi che originano dall’attività di impresa esercitata.

Non vanno considerati, ai fini della compilazione di questo rigo, i costi di tipo gestionale che riguardano il complessivo svolgimento dell’attività, quali, ad esempio, quelli relativi alle tasse di concessione governativa, alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e, in genere, alle imposte e tasse non direttamente correlate alla produzione dei ricavi.

Per attività di produzione di servizi devono intendersi quelle aventi per contenuto prestazioni di fare, ancorché, per la loro esecuzione, siano impiegati beni, materie prime o materiali di consumo.

Esempi:

- Spese per i carburanti e lubrificanti sostenute da imprese di trasporto, da agenti e rappresentati di commercio, dai taxisti.

- Spese per acquisto prodotti utilizzati da barbieri e parrucchieri.

- Costi per l’acquisto di materiale elettrico da parte degli installatori di materiale elettrico.

- Diritti pagati alla Siae da parte dei gestori delle sale da ballo.

- Costi per il pagamento delle scommesse da parte delle agenzie ippiche.

- Costi dell’energia utilizzata direttamente nella produzione, se rilevata distintamente.

- nel rigo F16, campo 1, l’ammontare delle spese sostenute per l’acquisto di servizi inerenti:

- all’amministrazione;

- la tenuta della contabilità;

- il trasporto dei beni connesso all’acquisto o alla vendita;

- i premi di assicurazione relativi all’attività;

- i servizi telefonici, compresi quelli accessori;

- i consumi di energia;

- i carburanti, lubrificanti e simili destinati all’autotrazione.

- nel rigo F17, l’ammontare dei costi sostenuti per l’acquisto di servizi che non sono stati inclusi nei righi F15 e F16, quali, ad esempio:

- i costi per compensi a sindaci e revisori;

- le spese per il riscaldamento dei locali;

- per pubblicità;

- servizi esterni di vigilanza;

- servizi esterni di pulizia,

- i premi per assicurazioni obbligatorie,

- per rappresentanza;

- per manutenzione ordinaria di cui all’art. 102, comma 6, del T.U.I.R.;

- per viaggi, soggiorno e trasferte (ad esclusione di quelle relative al personale da indicare nel rigo F19);

-  costi per i servizi eseguiti da banche ed imprese finanziarie;

- per spese postali;

- spese per corsi di aggiornamento professionale dei dipendenti;

- nel rigo F18, campo 1, i costi per il godimento di beni di terzi tra i quali:

- i canoni di locazione, finanziaria e non finanziaria, derivanti dall’utilizzo di beni immobili, beni mobili e concessioni;

- i canoni di noleggio;

- i canoni d’affitto d’azienda.

- nel rigo F19, campo 1, l’ammontare delle spese per prestazioni di lavoro e, in particolare:

1. l’ammontare complessivo di quanto corrisposto a titolo di retribuzione del personale dipendente e assimilato, al lordo dei contributi assistenziali e previdenziali, compresi quelli versati alla gestione separata presso l’INPS, a carico del dipendente e del datore di lavoro nonché delle ritenute fiscali per prestazioni di lavoro rese da lavoratori dipendenti a tempo pieno e a tempo parziale, dagli apprendisti e dai collaboratori coordinati e continuativi (compresi quelli assunti nella modalità c.d. a progetto, programma o fase di esso, ai sensi degli artt. 61 e ss. del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, ecc.) che abbiano prestato l’attività per l’intero periodo d’imposta o per parte di esso, comprensive degli stipendi, salari e altri compensi in denaro o in natura, delle quote di indennità di quiescenza e previdenza maturate nel periodo d’imposta, nonché delle partecipazioni agli utili, ad eccezione delle somme corrisposte ai lavoratori che hanno cessato l’attività, eventualmente dedotte in base al criterio di cassa.

Tra le spese in questione rientrano anche quelle sostenute per l’impiego di personale:

- di terzi, distaccato presso l’impresa ai sensi dell’art. 30 del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276;

- utilizzato in base a contratto di somministrazione di lavoro ai sensi degli artt. 20 e ss. del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, ad eccezione della parte eccedente gli oneri retributivi e contributivi (quest’ultima va computata nella determinazione del valore da indicare al rigo F16 “spese per acquisti di servizi”).

Non vanno indicate dall’impresa distaccante le spese sostenute e riaddebitate alla distaccataria, per il proprio personale distaccato presso quest’ultima;

2. le spese per altre prestazioni di lavoro, diverse da quelle di lavoro dipendente e assimilato (ad esempio quelle sostenute per i lavoratori autonomi) direttamente afferenti l’attività esercitata dal contribuente.

Si precisa, altresì, che vanno considerati nel computo delle spese per prestazioni di lavoro di cui ai punti precedenti anche:

– i premi pagati alle compagnie di assicurazione che sostituiscono in tutto o in parte le suddette quote di indennità di quiescenza e previdenza maturate nel periodo d’imposta;

– l’ammontare delle spese per “compensi” corrisposti ai soci per l’attività di amministratore da parte di società di persone, comprensivi dei contributi previdenziali e assistenziali, nonché dei rimborsi spese;

– i costi sostenuti per le trasferte effettuate fuori dal territorio comunale dai lavoratori dipendenti e dai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa nel rispetto dei limiti stabiliti dall’art. 95, comma 3, del T.U.I.R..  Con riferimento a detta tipologia di costi, le imprese a