Come vanno indicati i dati contabili negli studi di settore - GERICO 2013

Nel quadro F e G devono essere indicati gli elementi contabili necessari per l’applicazione dello studio di settore.

Il primo (quadro F) è relativo alle imprese, il secondo (quadro G) è relativo ai professionisti.

I dati da inserire sono tanti, ma quelli che richiedono più attenzione, sono, a parere di chi scrive, quei dati relativi all’indicazione delle spese effettuate nell’esercizio della propria attività di impresa o professionale.

A tal fine, si tenta di seguito di delineare la voce delle spese che verosimilmente possano essere classificate in un determinato rigo dello studio di settore di appartenenza.

Peraltro, come è noto, l’errore dei dati (da ritenere di tipo sistematico, ovvero “voluto”) nella compilazione degli studi di settore comporta l’applicazione dell’accertamento fiscale di tipo induttivo, con la possibilità per il fisco di potere applicare semplici presunzioni.

Occorre, quindi, come al solito, prestare molta attenzione riguardo appunto la compilazione.

 

Imprese (quadro F)

Le imprese, nel compilare il quadro F, devono indicare:

– nel rigo F15, l’ammontare dei costi relativi all’acquisto di beni e servizi strettamente correlati alla produzione dei ricavi che originano dall’attività di impresa esercitata.

Non vanno considerati, ai fini della compilazione di questo rigo, i costi di tipo gestionale che riguardano il complessivo svolgimento dell’attività, quali, ad esempio, quelli relativi alle tasse di concessione governativa, alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e, in genere, alle imposte e tasse non direttamente correlate alla produzione dei ricavi.

Per attività di produzione di servizi devono intendersi quelle aventi per contenuto prestazioni di fare, ancorché, per la loro esecuzione, siano impiegati beni, materie prime o materiali di consumo.

Esempi:

– Spese per i carburanti e lubrificanti sostenute da imprese di trasporto, da agenti e rappresentati di commercio, dai taxisti.

– Spese per acquisto prodotti utilizzati da barbieri e parrucchieri.

– Costi per l’acquisto di materiale elettrico da parte degli installatori di materiale elettrico.

– Diritti pagati alla Siae da parte dei gestori delle sale da ballo.

– Costi per il pagamento delle scommesse da parte delle agenzie ippiche.

– Costi dell’energia utilizzata direttamente nella produzione, se rilevata distintamente.

– nel rigo F16, campo 1, l’ammontare delle spese sostenute per l’acquisto di servizi inerenti:

– all’amministrazione;

– la tenuta della contabilità;

– il trasporto dei beni connesso all’acquisto o alla vendita;

– i premi di assicurazione relativi all’attività;

– i servizi telefonici, compresi quelli accessori;

– i consumi di energia;

– i carburanti, lubrificanti e simili destinati all’autotrazione.

– nel rigo F17, l’ammontare dei costi sostenuti per l’acquisto di servizi che non sono stati inclusi nei righi F15 e F16, quali, ad esempio:

– i costi per compensi a sindaci e revisori;

– le spese per il riscaldamento dei locali;

– per pubblicità;

– servizi esterni di vigilanza;

– servizi esterni di pulizia,

– i premi per assicurazioni obbligatorie,

– per rappresentanza;

– per manutenzione ordinaria di cui all’art. 102, comma 6, del T.U.I.R.;

– per viaggi, soggiorno e trasferte (ad esclusione di quelle relative al personale da indicare nel rigo F19);

 costi per i servizi eseguiti da banche ed imprese finanziarie;

– per spese postali;

– spese per corsi di aggiornamento professionale dei dipendenti;

– nel rigo F18, campo 1, i costi per il godimento di beni di terzi tra i quali:

– i canoni di locazione, finanziaria e non finanziaria, derivanti dall’utilizzo di beni immobili, beni mobili e concessioni;

– i canoni di noleggio;

– i canoni d’affitto d’azienda.

– nel rigo F19, campo 1, l’ammontare delle spese per prestazioni di lavoro e, in particolare:

1. l’ammontare complessivo di quanto corrisposto a titolo di retribuzione del personale dipendente e assimilato, al lordo…

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