Come vanno indicati i dati contabili negli studi di settore – GERICO 2013

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 4 giugno 2013



nei quadri F e G degli studi di settore devono essere indicati dal contribuente gli elementi contabili necessari per l’applicazione ed il calcolo dello studio di settore: il primo (quadro F) è relativo alle imprese, il secondo (quadro G) è relativo ai professionisti. Ecco come compilare i questionari da allegare al Modello UNICO 2013

Nel quadro F e G devono essere indicati gli elementi contabili necessari per l’applicazione dello studio di settore.

Il primo (quadro F) è relativo alle imprese, il secondo (quadro G) è relativo ai professionisti.

I dati da inserire sono tanti, ma quelli che richiedono più attenzione, sono, a parere di chi scrive, quei dati relativi all’indicazione delle spese effettuate nell’esercizio della propria attività di impresa o professionale.

A tal fine, si tenta di seguito di delineare la voce delle spese che verosimilmente possano essere classificate in un determinato rigo dello studio di settore di appartenenza.

Peraltro, come è noto, l’errore dei dati (da ritenere di tipo sistematico, ovvero “voluto”) nella compilazione degli studi di settore comporta l’applicazione dell’accertamento fiscale di tipo induttivo, con la possibilità per il fisco di potere applicare semplici presunzioni.

Occorre, quindi, come al solito, prestare molta attenzione riguardo appunto la compilazione.

 

Imprese (quadro F)

Le imprese, nel compilare il quadro F, devono indicare:

- nel rigo F15, l’ammontare dei costi relativi all’acquisto di beni e servizi strettamente correlati alla produzione dei ricavi che originano dall’attività di impresa esercitata.

Non vanno considerati, ai fini della compilazione di questo rigo, i costi di tipo gestionale che riguardano il complessivo svolgimento dell’attività, quali, ad esempio, quelli relativi alle tasse di concessione governativa, alla tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e, in genere, alle imposte e tasse non direttamente correlate alla produzione dei ricavi.

Per attività di produzione di servizi devono intendersi quelle aventi per contenuto prestazioni di fare, ancorché, per la loro esecuzione, siano impiegati beni, materie prime o materiali di consumo.

Esempi:

- Spese per i carburanti e lubrificanti sostenute da imprese di trasporto, da agenti e rappresentati di commercio, dai taxisti.

- Spese per acquisto prodotti utilizzati da barbieri e parrucchieri.

- Costi per l’acquisto di materiale elettrico da parte degli installatori di materiale elettrico.

- Diritti pagati alla Siae da parte dei gestori delle sale da ballo.

- Costi per il pagamento delle scommesse da parte delle agenzie ippiche.

- Costi dell’energia utilizzata direttamente nella produzione, se rilevata distintamente.

- nel rigo F16, campo 1, l’ammontare delle spese sostenute per l’acquisto di servizi inerenti:

- all’amministrazione;

- la tenuta della contabilità;

- il trasporto dei beni connesso all’acquisto o alla vendita;

- i premi di assicurazione relativi all’attività;

- i servizi telefonici, compresi quelli accessori;

- i consumi di energia;

- i carburanti, lubrificanti e simili destinati all’autotrazione.

- nel rigo F17, l’ammontare dei costi sostenuti per l’acquisto di servizi che non sono stati inclusi nei righi F15 e F16, quali, ad esempio:

- i costi per compensi a sindaci e revisori;

- le spese per il riscaldamento dei locali;

- per pubblicità;

- servizi esterni di vigilanza;

- servizi esterni di pulizia,

- i premi per assicurazioni obbligatorie,

- per rappresentanza;

- per manutenzione ordinaria di cui all’art. 102, comma 6, del T.U.I.R.;

- per viaggi, soggiorno e trasferte (ad esclusione di quelle relative al personale da indicare nel rigo F19);

-  costi per i servizi eseguiti da banche ed imprese finanziarie;

- per spese postali;

- spese per corsi di aggiornamento professionale dei dipendenti;

- nel rigo F18, campo 1, i costi per il godimento di beni di terzi tra i quali:

- i canoni di locazione, finanziaria e non finanziaria, derivanti dall’utilizzo di beni immobili, beni mobili e concessioni;

- i canoni di noleggio;

- i canoni d’affitto d’azienda.

- nel rigo F19, campo 1, l’ammontare delle spese per prestazioni di lavoro e, in particolare:

1. l’ammontare complessivo di quanto corrisposto a titolo di retribuzione del personale dipendente e assimilato, al lordo dei contributi assistenziali e previdenziali, compresi quelli versati alla gestione separata presso l’INPS, a carico del dipendente e del datore di lavoro nonché delle ritenute fiscali per prestazioni di lavoro rese da lavoratori dipendenti a tempo pieno e a tempo parziale, dagli apprendisti e dai collaboratori coordinati e continuativi (compresi quelli assunti nella modalità c.d. a progetto, programma o fase di esso, ai sensi degli artt. 61 e ss. del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, ecc.) che abbiano prestato l’attività per l’intero periodo d’imposta o per parte di esso, comprensive degli stipendi, salari e altri compensi in denaro o in natura, delle quote di indennità di quiescenza e previdenza maturate nel periodo d’imposta, nonché delle partecipazioni agli utili, ad eccezione delle somme corrisposte ai lavoratori che hanno cessato l’attività, eventualmente dedotte in base al criterio di cassa.

Tra le spese in questione rientrano anche quelle sostenute per l’impiego di personale:

- di terzi, distaccato presso l’impresa ai sensi dell’art. 30 del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276;

- utilizzato in base a contratto di somministrazione di lavoro ai sensi degli artt. 20 e ss. del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, ad eccezione della parte eccedente gli oneri retributivi e contributivi (quest’ultima va computata nella determinazione del valore da indicare al rigo F16 “spese per acquisti di servizi”).

Non vanno indicate dall’impresa distaccante le spese sostenute e riaddebitate alla distaccataria, per il proprio personale distaccato presso quest’ultima;

2. le spese per altre prestazioni di lavoro, diverse da quelle di lavoro dipendente e assimilato (ad esempio quelle sostenute per i lavoratori autonomi) direttamente afferenti l’attività esercitata dal contribuente.

Si precisa, altresì, che vanno considerati nel computo delle spese per prestazioni di lavoro di cui ai punti precedenti anche:

– i premi pagati alle compagnie di assicurazione che sostituiscono in tutto o in parte le suddette quote di indennità di quiescenza e previdenza maturate nel periodo d’imposta;

– l’ammontare delle spese per “compensi” corrisposti ai soci per l’attività di amministratore da parte di società di persone, comprensivi dei contributi previdenziali e assistenziali, nonché dei rimborsi spese;

– i costi sostenuti per le trasferte effettuate fuori dal territorio comunale dai lavoratori dipendenti e dai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa nel rispetto dei limiti stabiliti dall’art. 95, comma 3, del T.U.I.R..  Con riferimento a detta tipologia di costi, le imprese autorizzate all’autotrasporto di merci che provvedono alla deduzione degli importi forfetari di cui all’art. 95, comma 4, del T.U.I.R., devono indicare, in questo rigo, le sole spese effettivamente sostenute.

Le eventuali quote dei suddetti importi forfetari, eccedenti le spese effettivamente sostenute in relazione alle trasferte effettuate dal proprio dipendente fuori dal territorio comunale, devono essere  indicate nel rigo F23 “Altri componenti negativi”.

Nei campi interni al rigo F19 devono essere indicate le spese (già incluse nel campo 1 del rigo F19) riguardanti rispettivamente:

– nel campo 2, le spese per prestazioni di lavoro rese da lavoratori autonomi, direttamente afferenti l’attività esercitata dal contribuente;

– nel campo 3, le spese sostenute per l’impiego di personale di terzi, distaccato presso l’impresa ai sensi dell’art. 30 del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276 e le spese sostenute in base a contratto di somministrazione di lavoro ai sensi degli artt. 20 e ss. del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276 ad eccezione della parte eccedente gli oneri retributivi e contributivi (quest’ultima va computata nella determinazione del valore da indicare al rigo F16 “Spese per acquisti di servizi”);

– nel campo 4, le spese sostenute per i collaboratori coordinati e continuativi, compresi quelli assunti nella modalità c.d. a progetto, programma o fase di esso, ai sensi degli artt. 61 e ss. del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276), direttamente afferenti l’attività esercitata dal contribuente, comprensive delle quote di indennità di fine rapporto maturate nel periodo di imposta, ad eccezione delle somme corrisposte ai collaboratori che hanno cessato l’attività, eventualmente dedotte in base al criterio di cassa;

– nel campo 5, l’ammontare delle spese per “compensi” corrisposti ai soci per l’attività di amministratore da parte di società di persone, comprensivi dei contributi previdenziali e assistenziali, nonché dei rimborsi spese, indipendentemente dalla tipologia di rapporto in essere. Gli importi indicati in questo campo, qualora derivino da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, devono essere indicati anche nel precedente campo 4, secondo quanto previsto dalle relative istruzioni.

- nel rigo F22, gli oneri diversi di gestione.

In questo rigo sono compresi, ad esempio:

- i contributi ad associazioni di categoria;

- l’abbonamento a riviste e giornali;

- l’acquisto di libri;

- le spese per cancelleria;

- le spese per omaggi a clienti e articoli promozionali;

- gli oneri di utilità sociale di cui all’art. 100, commi 1 e 2, lett. e), f), i) m), n), o) del T.U.I.R.;

- le minusvalenze a carattere ordinario, i costi di gestione e manutenzione di immobili civili, i costi di manutenzione e riparazione di macchinari, impianti, ecc. locati a terzi, le perdite su crediti, le spese generali, nonché altri oneri, a carattere ordinario e di natura non finanziaria, non altrove classificati.

Nei campi interni al rigo F22 devono essere indicate le spese (già incluse nel campo 1 del rigo F22) riguardanti rispettivamente:

- nel campo 2, le spese per l’abbonamento a riviste e giornali, quelle per l’acquisto di libri, nonché le spese per cancelleria;

- nel campo 3, le spese per omaggi a clienti e articoli promozionali;

- nel campo 4, le perdite su crediti deducibili ai sensi dell’art.101, comma 5, del T.U.I.R.;

- nel rigo F23, campo 1, gli altri componenti negativi, non aventi natura finanziaria o straordinaria, che hanno contribuito alla determinazione del reddito e che non sono stati inclusi nei righi precedenti.

In tale rigo devono essere indicati ad esempio:

- gli utili spettanti agli associati in partecipazione in caso di apporto di solo lavoro e ai soggetti che prestano la loro attività nell’impresa sulla base di un contratto di cointeressenza agli utili con apporto di sole opere e servizi;

- le componenti negative esclusivamente previste da particolari disposizioni fiscali (es. la deduzione forfetaria delle spese non documentate riconosciuta per effetto dell’art. 66, comma 4, del T.U.I.R. agli intermediari e rappresentanti di commercio e agli esercenti le attività indicate al primo comma dell’art. 1 del D.M. 13 ottobre 1979, la deduzione forfetaria delle spese non documentate prevista dall’art. 66, comma 5, del T.U.I.R. a favore delle imprese autorizzate all’autotrasporto di cose per conto terzi; ecc.);

- l’importo deducibile delle quote di accantonamento annuale al TFR destinate a forme pensionistiche complementari (art. 105, comma 3, del T.U.I.R.), nonché le somme erogate agli iscritti ai fondi di previdenza del personale dipendente, nella misura percentuale corrispondente al rapporto tra la parte del fondo pensione interno assoggettata a tassazione e la consistenza complessiva del medesimo fondo risultante alla fine dell’esercizio precedente all’erogazione delle prestazioni;

- la somma pari al 50% della rendita catastale degli immobili utilizzati promiscuamente per l’esercizio dell’impresa e per uso personale o familiare dell’imprenditore, a condizione che il contribuente non disponga di altro immobile adibito esclusivamente all’esercizio dell’impresa;

- l’ammontare dei ristorni erogati ai soci, da parte delle società cooperative e loro consorzi, quali somme ulteriori ed eventuali ad essi attribuiti, al fine di riconoscere ai predetti soci il vantaggio derivante dallo scopo mutualistico;

- l’importo pari al 10% dell’IRAP versata nel periodo d’imposta oggetto della presente dichiarazione sia a titolo di saldo (di periodi d’imposta precedenti) che di acconto, deducibile dal reddito d’impresa per effetto delle disposizioni di cui all’articolo 6 del decreto legge n. 185 del 29 novembre 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. Si precisa che gli acconti rilevano nei limiti dell’imposta effettivamente dovuta per il medesimo periodo di imposta. Con gli stessi criteri si potrà tener conto anche dell’IRAP versata a fronte di versamenti effettuati a seguito di ravvedimento operoso, ovvero di iscrizione a ruolo di imposte dovute per effetto della riliquidazione della dichiarazione o di attività di accertamento (cfr. circolare n. 16 del 14 aprile 2009);

- l’ammontare dell’IRAP versata relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato, al netto delle deduzioni spettanti ai sensi dell’articolo 11, commi 1, lettera a), 1-bis, 4-bis,4-bis.1 del decreto legislativo n. 446 del 1997;

- le quote degli importi forfetari di cui all’art. 95, comma 4, del T.U.I.R., eccedenti le spese effettivamente sostenute in relazione alle trasferte effettuate dal proprio dipendente fuori dal territorio comunale, da parte delle imprese autorizzate all’autotrasporto di merci che provvedono alla deduzione dei suddetti importi forfetari;

- l’importo escluso dal reddito per effetto di quanto previsto:

– dall’art. 5, comma 3-ter, del decreto legge n. 78 del 2009 (c.d. bonus capitalizzazione) convertito dalla legge n. 102 del 3 agosto 2009;

– dall’art. 42, comma 2-quater e seguenti, del decreto legge n. 78 del 2010 (cc.dd. Reti d’imprese).

Si precisa, altresì, che i contribuenti che nel periodo d’imposta successivo intendono avvalersi del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità previsto dall’articolo 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 devono indicare, in questo rigo, la somma algebrica dei componenti positivi e negativi di reddito relativi ad esercizi precedenti a quello da cui ha effetto il nuovo regime, ove sia di segno negativo, la cui tassazione o deduzione è stata rinviata in conformità alle disposizioni del T.U.I.R.;

– nel campo 2 del rigo F23, devono essere indicati gli utili spettanti agli associati in partecipazione in caso di apporto di solo lavoro e ai soggetti che prestano la loro attività nell’impresa sulla base di un contratto di cointeressenza agli utili con apporto di sole opere e servizi (tali utili sono già inclusi nel campo 1 del presente rigo).

 

Professionisti (quadro G)

I professionisti, nel compilare il quadro G, devono indicare:

- nel rigo G08, i consumi.

A tal fine va considerato l’ammontare deducibile delle spese sostenute nell’anno per:

- i servizi telefonici compresi quelli accessori;

- i consumi di energia elettrica;

- i carburanti, lubrificanti e simili utilizzati esclusivamente per la trazione di autoveicoli.

Con riferimento a tale elencazione di spese, da ritenersi tassativa, si precisa che in questo rigo vanno indicati:

- l’ammontare delle spese telefoniche sostenute nel periodo d’imposta, comprensive di quelle relative ad eventuali servizi accessori tenendo presente

che, se si tratta di servizi utilizzati in modo promiscuo, le spese sono deducibili nella misura del 50%.

Le spese d’impiego relative ad apparecchiature terminali per servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico di cui alla lettera gg) del comma 1 dell’articolo 1 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259, sono deducibili nella misura dell’80%;

- l’ammontare della spesa sostenuta nel periodo d’imposta per il consumo di energia elettrica, tenendo presente che, se si tratta di servizio utilizzato in modo promiscuo, la spesa va indicata nella misura del 50%;

- il 40% della spesa sostenuta nel periodo d’imposta per l’acquisto di carburanti, lubrificanti e simili (benzina, gasolio, metano, ecc.) limitatamente ad un solo veicolo, utilizzati esclusivamente per la trazione di autovetture e autocaravan, nonché il 90% di tali spese sostenute relativamente ai detti veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta. Per le associazioni e le società di professionisti il limite di un solo veicolo è riferito ad ogni socio o associato.

Le spese sostenute per l’utilizzo di ciclomotori e motocicli, da comprendere nelle “Altre spese” vanno incluse nel rigo G09;

- nel rigo G09, il valore complessivo derivante dalla somma delle seguenti spese:

– per prestazioni alberghiere e somministrazioni di alimenti e bevande nei pubblici esercizi. Va indicato l’ammontare, pari al 75% delle spese effettivamente sostenute e idoneamente documentate, per un importo complessivo non superiore al 2% del totale dei compensi dichiarati.

Nel caso in cui le predette spese siano integralmente deducibili, in quanto sostenute dal committente per conto del professionista e da questi addebitate nella fattura, esse devono essere indicate per intero;

- di rappresentanza. Va indicato l’ammontare, pari alla deduzione spettante in relazione alle spese effettivamente sostenute e idoneamente documentate, per un importo complessivo non superiore all’1% dell’ammontare dei compensi dichiarati. Si precisa che ai fini del raggiungimento del predetto limite di deducibilità, le spese per prestazioni alberghiere e somministrazioni di alimenti e bevande che si qualificano come spese di rappresentanza concorrono nella misura del 75%. Si precisa, inoltre, che sono comprese nelle spese di rappresentanza anche quelle sostenute per l’acquisto o l’importazione di oggetti di arte, di antiquariato o da collezione, anche se utilizzati come beni strumentali per l’esercizio dell’arte o professione, nonché quelle sostenute per l’acquisto o l’importazione di beni destinati a essere ceduti a titolo gratuito;

- per la partecipazione a convegni, congressi e simili, ovvero a corsi di aggiornamento professionale comprese quelle sostenute per l’eventuale

viaggio e soggiorno ai fini della citata partecipazione. Va indicato l’ammontare, pari alla deduzione spettante, nella misura del 50%, in relazione alle seguenti spese:

- le spese effettivamente sostenute e idoneamente documentate per la partecipazione a convegni, congressi e simili, ovvero a corsi di aggiornamento professionale;

- il 75% delle spese per prestazioni alberghiere e somministrazioni di alimenti e bevande sostenute per la partecipazione a convegni, congressi e simili, o a corsi di aggiornamento professionale;

- per la manutenzione di apparecchiature terminali per servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico di cui alla lettera gg) del comma 1 dell’articolo 1 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259. Va indicato l’ammontare, pari alla deduzione spettante, nella misura del 80%, in relazione alle spese effettivamente sostenute nel periodo d’imposta;

- per l’acquisto di carburanti, lubrificanti e simili (benzina, gasolio, metano, ecc.), limitatamente a un solo veicolo, utilizzati esclusivamente per la trazione di ciclomotori e motocicli, nella misura del 40% di quelle effettivamente sostenute nel periodo d’imposta, nonché il 90% di tali spese sostenute relativamente ai detti veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti. Per le associazioni e le società di professionisti il limite di un solo veicolo è riferito ad ogni socio o associato;

- delle altre spese (diverse da quelle sostenute per l’acquisto di carburanti, lubrificanti e simili), sostenute esclusivamente per la trazione e limitatamente ad un solo veicolo, relative alle autovetture, autocaravan, ciclomotori e motocicli, nella misura del 40% di quelle effettivamente sostenute nel periodo d’imposta, nonché il 90% di tali spese sostenute relativamente ai detti veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti.

Per le associazioni e le società di professionisti il limite di un solo veicolo è riferito ad ogni socio o associato;

- di impiego dei beni mobili adibiti promiscuamente all’esercizio dell’arte o professione e all’uso personale o familiare del contribuente e utilizzati in base a contratto di locazione finanziaria o di noleggio. Va indicato l’ammontare, pari alla deduzione spettante, nella misura del 50%, in relazione alle spese effettivamente sostenute nel periodo d’imposta;

- la quota di costo eccedente gli oneri retributivi e contributivi, sostenuta per l’impiego di personale utilizzato in base a contratto di somministrazione di lavoro;

- inerenti l’attività professionale o artistica effettivamente sostenute e debitamente documentate, inclusi i premi di assicurazione per rischi professionali, tenendo presente che le spese afferenti a beni o servizi utilizzati in modo promiscuo sono deducibili, quindi vanno conseguentemente indicate, nella misura del 50%.

- nel rigo G10, vanno indicate, ai sensi dell’art. 54, commi 1-bis, comma 1-bis.1 e 1-ter, del TUIR, le minusvalenze dei beni mobili strumentali, esclusi gli oggetti d’arte, di antiquariato o da collezione di cui al comma 5 del citato articolo, acquistati successivamente alla data del 4 luglio 2006 e dei beni immobili strumentali acquistati nel 2007, 2008 e 2009, se realizzate mediante cessione a titolo oneroso o mediante il risarcimento, anche in forma assicurativa, per la perdita o il danneggiamento dei beni;

- nel rigo G12 vanno indicate tutte le componenti negative che concorrono alla formazione del reddito derivante dall’esercizio dell’arte o professione che non sono state incluse nei righi precedenti.

In tale rigo devono essere indicati anche:

- gli interessi passivi sostenuti nel periodo d’imposta per finanziamenti relativi all’attività artistica o professionale (compresi quelli sostenuti per l’acquisto dell’immobile strumentale) o per dilazione nei pagamenti di beni acquistati per l’esercizio dell’arte o della professione. Ai sensi dell’art. 66, comma 11, del D.L. 331 del 1993, non sono deducibili gli interessi versati dai contribuenti che hanno optato per il versamento trimestrale dell’IVA;

- la rendita catastale dell’immobile strumentale utilizzato in base a contratto di locazione finanziaria per i contratti stipulati dal 15 giugno 1990 al 31 dicembre 2006, ovvero il canone di locazione finanziaria per i contratti stipulati entro il 14 giugno 1990 ovvero nel periodo 1° gennaio 2007 – 31 dicembre 2009. Per i contratti stipulati nel 2007, nel 2008 e nel 2009 la deduzione è ammessa a condizione che la durata del contratto non sia inferiore alla metà del periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente stabilito con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze e, comunque, con un minimo di otto anni e un massimo di quindici avendo per oggetto beni immobili; per i contratti stipulati a partire dal 2010, non è ammessa alcuna deduzione;

- l’ammontare del canone di locazione corrisposto nell’anno 2012 per l’immobile utilizzato esclusivamente per l’esercizio dell’arte o della professione;

- il 50% della rendita catastale dell’immobile di proprietà o posseduto a titolo di usufrutto o di altro diritto reale, utilizzato promiscuamente per l’esercizio dell’arte o della professione e per l’uso personale o familiare del contribuente a condizione che lo stesso non disponga nel medesimo comune di altro immobile adibito esclusivamente all’esercizio dell’arte o della professione; in caso di immobili acquisiti mediante locazione va indicato il 50% del relativo canone. Per i contratti di leasing stipulati entro il 31 dicembre 2006, è deducibile il 50% della rendita catastale; per quelli stipulati nel periodo 1° gennaio 2007 – 31 dicembre 2009, è deducibile il 50 % del canone, a condizione che il contratto abbia durata non inferiore alla metà del periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente stabilito con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, e, comunque, con un minimo di otto anni ed un massimo di quindici; per i contratti stipulati a partire dal 2010, non è ammessa alcuna deduzione;

- gli altri canoni di locazione finanziaria e non finanziaria deducibili;

- l’ammontare deducibile nell’anno delle spese di ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione non imputabili ad incremento del costo degli immobili utilizzati nell’esercizio dell’arte o della professione, nonché le quote di competenza delle predette spese straordinarie sostenute negli esercizi precedenti;

- le altre spese relative all’immobile strumentale a qualunque titolo utilizzato, con esclusione della locazione finanziaria, ad esempio: spese condominiali e per riscaldamento;

- il 50% delle spese per servizi e dell’ammontare della quota deducibile nell’anno delle spese di ammodernamento, ristrutturazione e manutenzione non imputabili ad incremento del costo relative agli immobili adibiti promiscuamente all’esercizio dell’arte o della professione e all’uso personale o familiare del contribuente di proprietà o utilizzati in base a contratto di locazione anche finanziaria, nonché le quote di competenza delle predette spese straordinarie sostenute negli esercizi precedenti;

- l’importo pari al 10% dell’IRAP versata nel periodo d’imposta oggetto della presente dichiarazione sia a titolo di saldo (di periodi d’imposta precedenti) che di acconto, deducibile dal reddito di lavoro autonomo per effetto delle disposizioni di cui all’articolo 6 del decreto legge n. 185 del 29 novembre 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. Si precisa che gli acconti rilevano nei limiti dell’imposta effettivamente dovuta per il medesimo periodo di imposta. Con gli stessi criteri si potrà tener conto anche dell’IRAP versata a fronte di versamenti effettuati a seguito di ravvedimento operoso, ovvero di iscrizione a ruolo di imposte dovute per effetto della riliquidazione della dichiarazione o di attività di accertamento (cfr. circolare n. 16 del 14 aprile 2009);

- l’ammontare dell’IRAP versata relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato, al netto delle deduzioni spettanti ai sensi dell’articolo 11, commi 1, lettera a), 1-bis, 4-bis,4-bis.1 del decreto legislativo n. 446 del 1997.

 

 


Abbiamo elaborato un utilissimo foglio di calcolo per la gestione dei quadri dello studio di settore...

 

Vincenzo D’Andò

4 giugno 2013