Breve guida alla prima rata IMU 2013

di Federico Gavioli

Pubblicato il 1 giugno 2013



pubblichiamo una breve guida al pagamento della prima rata IMU di giugno 2013: le esenzioni prima casa, i fabbricati in classe D

L’Agenzia delle Entrate a seguito dei numerosi quesiti in ordine al pagamento della prima rata dell’imposta municipale propria (IMU), di cui all’art. 13, del D. L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214 , ha emanato la circolare n.2/DF del 23 maggio 2013 per cercare di fornire alcuni chiarimenti agli operatori del settore. L’incertezza è determinata dalla circostanza che, in corso di conversione del D.L. 8 aprile 2013, n. 35 (cd. “Pagamento debiti PA”), è stato presentato un emendamento all’art. 10, c. 4, lett. b, il quale prevede che la prima rata dell’IMU è versata sulla base delle aliquote e delle detrazioni dei dodici mesi dell’anno precedente.

Va osservato che l’introduzione nel sistema tributario comunale nel 2012 dell’IMU ha avuto forti ripercussioni sui bilanci comunali, che necessiterebbero di urgenti interventi di rettifica sia sotto il profilo della legislazione tributaria, sia per ciò che riguarda la dimensione effettiva delle risorse a disposizione dei Comuni.

Il decreto legge n. 35/2013 introduce due modifiche di carattere procedimentale che vediamo , brevemente , di analizzare per poi approfondire gli elementi principali della circolare in commento.

 

Termine per la deliberazione delle aliquote e dei regolamenti IMU: i dubbi dell’ANCI

L’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) da tempo aveva sollevato la necessità di modificare la norma sui termini di deliberazione delle aliquote IMU. L’art. 13-bis del decreto legge n.201 del 2011 (attraverso una modifica recata dal d.l. 16 del 2012) obbligava i comuni ad approvare le aliquote IMU con un anticipo incongruo rispetto al processo di formazione del bilancio, essendo previsto entro il 23 aprile l’invio al MEF dei provvedimenti per la pubblicazione, condizione essenziale di efficacia. La norma svincolava l’approvazione delle aliquote IMU dalla regola generale, fissata dall’art. 1, c. 169, della legge n. 296/2006, che stabilisce il termini di approvazione delle manovre fiscali comunali entro la data di approvazione del bilancio.

L’ANCI ha immediatamente rilevato che non sarebbe coerente con l’ordinamento finanziario che il Comune, in presenza di proroga dei termini di approvazione dei bilanci (per il 2013 il termine è già fissato al 30 giugno), si trovi a dover approvare le aliquote della principale entrata tributaria con mesi di anticipo rispetto all’approvazione del bilancio. Il decreto legge 35/2013 ha abrogato la precedente norma e pertanto, la deliberazione di variazione può ora essere validamente adottata entro il termine ordinario di deliberazione del bilancio di previsione.

Gli obblighi di comunicazione delle deliberazioni di variazione al MEF, seppure più complessi delle analoghe norme già vigenti ai fini dell’ICI, appaiono compatibili sia con l’autonomia dei Comuni, sia con le esigenze di adeguata pubblicizzazione delle variazioni di aliquota.

 

Nuovi termini per la presentazione delle dichiarazioni IMU

Il decreto legge n.35/2013 contiene, inoltre, una disposizione che riporta all’anno successivo il termine per la dichiarazione delle variazioni di possesso degli immobili che incidono sul calcolo dell’IMU. Viene così modificata la norma sui termini di dichiarazione, che fissava il termine a “novanta giorni dalla data in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell'imposta”. Va ricordato che l’obbligo di dichiarazione IMU riguarda una minoranza di contribuenti, in quanto per la gran parte delle fattispecie di variazione nel possesso di immobili o nelle caratteristiche dell’immobile posseduto l’obbligo di dichiarazione è sostituito dal modello unico informatico immesso nei sistemi informativi ipo-catastali direttamente a cura del notaio o di altro intermediario abilitato. La modifica introdotta nel decreto legge n. 35/2013 ha l’obiettivo, riportato nella relazione al decreto, di ricondurre la dichiarazione IMU nel novero delle “dichiarazioni periodiche”, con la conseguente applicabilità di alcuni aspetti di dettaglio dell’istituto del ravvedimento operoso in caso di inadempienza entro i termini. Ma la dichiarazione IMU non ha questa caratteristica, in quanto è dovuta in corrispondenza di un evento, ad esempio una compravendita immobiliare , che per il singolo contribuente può presentarsi episodicamente in un lungo arco di tempo. L’unificazione dei termini dichiarativi non appare dunque giustificata dalle specificità dell’IMU, non costituisce semplificazione negli adempimenti richiesti al contribuente e può comportare l’aumento del fenomeno delle dichiarazioni non dovute, cioè presentate anche per i casi in cui non è richiesto alcun adempimento diretto da parte del contribuente, con inutili appesantimenti sia per il cittadino che per le amministrazioni comunali.

 

Il versamento della prima rata

In riferimento al versamento della prima rata sulla base delle aliquote e della detrazione del 2012, introdotta dal decreto legge 35/2013, la cui conversione deve avvenire entro il 7 giugno 2013, i tecnici delle Entrate con la circolare n.2/DF del 23 maggio 2013 evidenziano che, ferma restando, in ogni caso, la potestà di accertamento del tributo da parte dei comuni, sono del parere che nell’ipotesi in cui i contribuenti effettuino il versamento della prima rata dell’IMU tenendo conto delle novità introdotte dal D.L. 35/2013, possa trovare applicazione la disposizione di cui all’art. 10, c. 3, dello Statuto del Contribuente , in base alla quale “le sanzioni non sono comunque irrogate quando la violazione dipende da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione della norma tributaria”. Ovviamente, i contribuenti possono, prima della citata conversione, procedere, comunque, al pagamento della prossima rata di giugno sulla base delle deliberazioni di approvazione delle aliquote e della detrazione nonché dei regolamenti pubblicati nel sito www.finanze.it alla data del 16 maggio 2013, come attualmente disposto dall’art. 10,c. 4 lett. b, del D.L. n. 35 del 2013.

 

Il cambio dei requisiti ai fini IMU

In riferimento al mutamento dei requisiti soggettivi e oggettivi dell’IMU, l’Agenzia delle Entrate evidenzia come novità introdotte dal D.L.35/2013 comporta, in via generale, che, ai fini della prima rata dell’IMU, la locuzione “anno precedente” vale esclusivamente per le aliquote e per le detrazioni applicabili ma non anche per gli altri elementi relativi al tributo, quali, ad esempio, il presupposto impositivo e la base imponibile, per i quali si deve tenere conto della disciplina vigente nell’anno di riferimento. Di conseguenza la prima rata dell’IMU potrebbe non coincidere fedelmente con la metà dell’imposta dovuta per l’anno precedente, poiché non sempre è riscontrabile un’identità di situazioni rispetto all’anno antecedente. A tale riguardo, si può, ad esempio, prospettare il caso in cui, nel 2013, l’immobile viene destinato ad abitazione principale diversamente dall’anno precedente. In tale evenienza, il versamento della prima rata dell’IMU è sospeso. Viceversa, nel caso in cui l’immobile, nel 2013, non è più adibito ad abitazione principale, lo stesso sarà soggetto ad imposizione e, conseguentemente, la prima rata dell’IMU dovrà essere calcolata applicando l’aliquota prevista per tale fattispecie per l’anno 2012.

Tra le diverse casistiche evidenziate dai tecnici delle Entrate emerge sicuramente anche l’ipotesi che si può verificare quando il contribuente abbia acquistato l’immobile nel corso dell’anno precedente, per cui il possesso non si è protratto per dodici mesi.

Se per esempio un immobile è stato acquistato il 1 ottobre 2012 senza essere destinato ad abitazione principale, il soggetto passivo, entro il 17 giugno 2013, dovrà calcolare l’IMU dovuta per l’anno 2013 sulla base dell’aliquota dei dodici mesi dell’anno precedente, indipendentemente cioè dalla circostanza che nell’anno 2012 abbia avuto il possesso dell’immobile per soli tre mesi.

 

Immobili classificati nel gruppo catastale D

A decorrere dal 1° gennaio 2013, il moltiplicatore applicabile per determinare la base imponibile dei fabbricati classificati nel gruppo catastale D, esclusi quelli della categoria catastale D/5, è elevato a 65. A decorrere dalla stessa data, l’art. 1, c. 380, della Legge di Stabilità 2013 ha introdotto significative novità alla disciplina degli immobili classificati nel gruppo catastale D, poiché:

  1. è riservato allo Stato il gettito dell’IMU, derivante dagli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D, calcolato ad aliquota standard dello 0,76 per cento, prevista dal comma 6, primo periodo, dell’articolo 13 del D.L. n. 201 del 2011;

  2. è stabilito che i comuni possono aumentare sino a 0,3 punti percentuali l’aliquota standard dello 0,76 per cento.

Pertanto, essendo mutata, in via generale, la disciplina sostanziale della fattispecie in questione, l’Agenzia delle Entrat ritiene che il calcolo per il versamento della prima rata deve essere effettuato tenendo conto, innanzitutto, del moltiplicatore elevato a 65 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D, ad eccezione di quelli classificati nella categoria catastale D/5.

Per effetto delle novità introdotte dal D.L. 35/2013, i contribuenti applicano in ogni caso l’aliquota vigente nei dodici mesi dell’anno precedente, anche nel caso in cui detta aliquota risulti inferiore a quella standard stabilita dalla Legge di Stabilità 2013.

L’Agenzia delle Entrate sottolinea che in sede di versamento della seconda rata dell’IMU, i contribuenti dovranno applicare l’aliquota dello 0,76% o quella eventualmente elevata dai Comuni per l’anno 2013, secondo quanto stabilito dalla Legge di Stabilità 2013.

 

Gli immobili degli anziani ricoverati

Un altro importante chiarimento, dalla circolare in commento, è quello fornito in merito alla sospensione del pagamento della prima rata dell’IMU sull’abitazione principale e relative pertinenze ; tale novità riguarda anche i casi in cui i Comuni abbiano “assimilato all’abitazione principale i fabbricati degli anziani ricoverati nelle case di riposo e dei residenti all’estero”. I tecnici delle Entrate ricordano che la normativa IMU, attribuisce ai Comuni la facoltà di considerare, con regolamento, “direttamente adibita ad abitazione principale l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata, nonché l’unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata”. Di conseguenza occorre evidenziare, afferma l’Agenzia delle Entrate che, sia nel caso in cui tale assimilazione sia disposta per l’anno 2013, sia in quello in cui la stessa sia stata effettuata nel 2012 e non è stata modificata nel 2013, l’assimilazione in questione determina l’applicazione delle agevolazioni previste per l’abitazione principale e relative pertinenze, compresa, quindi, la sospensione del pagamento della prima rata dell’IMU.

 

L’immobile dell’ex coniuge assegnatario

Il decreto IMU nella sua versione modificata prevede che, ai soli fini dell’applicazione dell’IMU, “l’assegnazione della casa coniugale al coniuge, disposta a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione”. Tale assetto normativo comporta che le agevolazioni inerenti l’abitazione principale e relative pertinenze sono riconosciute al coniuge assegnatario della ex casa coniugale, in quanto titolare del diritto di abitazione; in tale caso è , quindi, sospeso il versamento della prima rata IMU.

 

1 giugno 2013

Federico Gavioli