Sviluppo occupazionale giovanile con la green economy: ancora in tempo per la presentazione delle domande

di Nicola Monfreda

Pubblicato il 4 maggio 2013



il Ministero dell’Ambiente ha prorogato a tutto il 15 maggio il termine per la presentazione delle domande di ammissione alle “Misure per lo sviluppo dell’occupazione giovanile nel settore della green economy”: si tratta di un importantissimo strumento di credito d’impresa destinato ai giovani
  1. Introduzione.

Come noto1, con l’approvazione del c.d. decreto legge n. 83 del 22 giugno 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 134 del 7 agosto 2012, il c.d. “Crescita Sostenibile, il panorama normativo nazionale si è andato sempre più caratterizzando da istituti propri della “green economy.

In particolare con l’articolo 57, recante Misure per lo sviluppo dell’occupazione giovanile nel settore della green economy, è stato esteso il finanziamento agevolato previsto dal “fondo Kyoto”, nel quale sono disponibili ben 470 milioni di euro, a soggetti pubblici e privati che operano nei seguenti specifici segmenti economici propri:

  • protezione del territorio e prevenzione del rischio idrogeologico e sismico;

  • ricerca, sviluppo e produzioni di biocarburanti di seconda e terza generazione;

  • ricerca, sviluppo, produzioni ed installazioni di tecnologie nel solare termico, solare a concertazione, solare termo dinamico, solare fotovoltaico, biomasse, biogas e geotermia;

  • incremento dell’efficienza negli usi finali dell’energia nei settori civile e terziario (incluso social housing);

La norma è quindi chiaramente finalizzata a favorire nuova occupazione giovanile, a tempo indeterminato, in taluni settori “ecologicamente” sostenibili.

Analogamente, sono concesse alle imprese che assumono un finanziamento a tasso agevolato, per una durata – di norma – non superiore ai 72 mesi, con le medesime modalità attuative del fondo rotativo di cui all’art. 1, c. 11102, della legge n. 296/06.

 

Termine elevato a 120 mesi per le ESCO, dei titolari dei contratti di disponibilità stipulati ai sensi dell’art. 443 del D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, afferenti a disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività4 nonché delle s.r.l. semplificate costituite ai sensi dell’ art. 2463-bis5 del codice civile.

Il concetto della “green economy”, ovvero della c.d. “tassazione ambientale”, si riferisce, molto sinteticamente, ad una scelta impositiva, funzionale ad uno sviluppo di medio/lungo periodo, che tenda a ridurre l’impatto ambientale, intervenendo su comportamenti considerati negativi, quindi da stigmatizzare, incentivando i settori “verdi” o comunque a basso impatto ambientale.

Si tratta del noto principio del “paga chi inquina”, un “doppio dividendo”, che agevoli le scelte economiche ambientalmente virtuose e performanti a svantaggio di quelle non sostenibili, sollevando tra l’altro le famiglie dall’onere sociale dei costi diretti ed indiretti dei fenomeni inquinanti.

Con la circolare n. 55056, datata 18 gennaio 2013, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, si è dato, finalmente, attuazione all’articolo 57 del citato decreto legge 83/2012.

La circolare comprende quattro parti, ciascuna composta da capitoli.

Sinteticamente la Parte Prima comprende:

  • Capitolo I – Finalità del Fondo e risorse stanziate;

  • Capitolo II – Ambito di intervento e soggetti beneficiari;

  • Capitolo III – Condizioni minime per l’accesso al finanziamento agevolato;

  • Capitolo IV – Spese ammissibili e tasso di interesse applicato, cumulabilità.

La Parte Seconda comprende:

  • Capitolo I – Domanda di ammissione all’agevolazione.

La Parte Terza comprende:

  • Capitolo I – Procedura di ammissione al finanziamento;

  • Capitolo II – Criteri di valutazione delle domande.

La Parte Quarta, infine, comprende:

  • Capitolo I – Gestione dei progetti ammessi al finanziamento agevolato;

  • Capitolo II – Variazione, controlli e recupero somme.

Con il citato documento, adottato di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico, d’intesa con la Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., sono stati disciplinati, sotto un profilo sostanziale e procedurale, i presupposti istruttori (requisiti oggettivi e soggettivi) ed il regime di garanzie da prestare, per la concessione di finanziamenti agevolati da riconoscersi ai sensi dell’articolo 1, comma 1111, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e sulla scorta delle innovazioni introdotte dall’articolo 57 del Decreto Legge n. 83/2012.

Le novità legislative introdotte con il richiamato articolo, si legge ancora nella circolare, fanno sì che il “fondo Kyoto” possa “favorire, oltre all’aumento dell’occupazione, l’innovazione di prodotto e di processo, l’attivazione di nuovi investimenti privati, l’apertura di nuovi mercati e l’ampliamento di mercati esistenti, le ricadute positive indirette delle attività sul tessuto produttivo locale, la protezione e la messa in sicurezza del territorio, l’incremento dell’efficienza energetica negli usi finali dell’energia”.

La circolare, per favorire la più ampia partecipazione da parte dei potenziali beneficiari, fornisce tutte le disposizioni di dettaglio con riguardo alle procedure da seguire ed alla documentazione da presentare, in tal senso, l’utilizzo del formato cartaceo è sostituito con il ricorso al documento informatico con firma digitale ed alla Posta Elettronica Certificata (PEC)7.

La concessione del finanziamento agevolato è subordinata, di norma, all’assunzione di personale di età non superiore ai 35 anni, ovvero, nel caso di assunzioni superiori a tre unità, almeno un terzo dei posti deve essere riservato a giovani laureati con età non superiore a 28 anni.

La redazione della domanda di ammissione e del correlato progetto dovrà tenere conto della normativa di settore vigente allo stato di presentazione della stessa.

All’atto della presentazione della domanda, le imprese richiedenti devono possedere i seguenti requisiti soggettivi:

  • essere già iscritte nel registro delle imprese;

  • trovarsi in regime di contabilità ordinaria;

  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non sottoposti a procedure concorsuali né ad amministrazione controllata;

  • avere depositato, presso il registro delle imprese, limitatamente ai soggetti obbligati, almeno due bilanci su base annuale.

Con riferimento al requisito oggettivo, concorrono alla determinazione della dimensione del progetto le seguenti tipologie di costi, purché direttamente connessi alla realizzazione del medesimo progetto proposto:

  • spese per gli investimenti materiali (macchinari, impianti, attrezzature) ed immateriali (brevetti,programmi informatici);

  • spese per servizi e consulenze fino ad un massimo del 15% del totale dei costi ammissibili;

  • costi del personale imputabili per un numero di anni massimo pari alla durata del finanziamento agevolato con separata indicazione dei costi relativi al personale di nuova assunzione;

  • spese generali fino ad un massimo del 10% del valore totale del progetto;

  • costi aggiuntivi imputabili all’adeguamento alla normativa antisismica degli edifici funzionali alla realizzazione delle attività previste dal progetto.

Il tasso di interesse agevolato è pari allo 0,50 per cento annuo nominale.

Stante quanto previsto, il termine per la presentazione delle domande è scaduto il 26 aprile.

Orbene, attese le difficoltà riscontrate dagli operatori economici e dalle principali associazioni di categoria in ordine alle garanzie fideiussorie richieste, ed in considerazione della volontà di garantire la massima partecipazione possibile ai benefici, il 28 aprile 2013, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed il Ministero dello Sviluppo Economico hanno dato comunicazione di una proroga al 15 maggio 2013.

I soggetti che hanno comunque già presentato domanda entro il 26 aprile possono, entro il nuovo termine, produrre integrazioni e/o modifiche ovvero riprodurre le istanze a condizione che nella nuova istanza si faccia esplicito riferimento a quella già inviata allegando la ricevuta di accettazione del provider di PEC della documentazione in precedenza trasmessa.

Ad ogni buon fine, per ogni ulteriore delucidazione di natura procedurale, si segnala che la Direzione Generale per lo Sviluppo Sostenibile, Clima ed Energia del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha predisposto un apposito indirizzo e-mail: infofondokyoto@minambiente.it.

 

4 maggio 2013

Nicola Monfreda e Fabrizio Stella

1 Si veda, degli stessi autori, in questa rivista il 20 luglio 2012, a Decreto “Crescita Sostenibile”: sviluppo occupazionale giovanile con la Green Economy.

2 Legge 27 dicembre 2006, n. 296 – Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007), in G.U. 27 dicembre 2006, n. 299, S.O., art. 1 c. 1110: “Per il finanziamento delle misure finalizzate all'attuazione del Protocollo di Kyoto alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, fatto a Kyoto l'11 dicembre 1997, reso esecutivo dalla legge 1° giugno 2002, n. 120, previste dalla delibera CIPE n. 123 del 19 dicembre 2002, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 68 del 22 marzo 2003, e successivi aggiornamenti, è istituito un Fondo rotativo”.

3Art. 44 - Contratto di disponibilità: “In vigore dal 25 marzo 20121. Al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 3, dopo il comma 15-bis, è inserito il seguente: «15-bis.1. Il "contratto di disponibilità" è il contratto mediante il quale sono affidate, a rischio e a spesa dell'affidatario, la costruzione e la messa a disposizione a favore dell'amministrazione aggiudicatrice di un'opera di proprietà privata destinata all'esercizio di un pubblico servizio, a fronte di un corrispettivo. Si intende per messa a disposizione l'onere assunto a proprio rischio dall'affidatario di assicurare all'amministrazione aggiudicatrice la costante fruibilità dell'opera, nel rispetto dei parametri di funzionalità previsti dal contratto, garantendo allo scopo la perfetta manutenzione e la risoluzione di tutti gli eventuali vizi, anche sopravvenuti.»; b) all'articolo 3, comma 15-ter, secondo periodo, dopo le parole: «la locazione finanziaria,» sono inserite le seguenti: «il contratto di disponibilità,»; c) alla rubrica del capo III, della parte II, del titolo III, dopo le parole: «della locazione finanziaria per i lavori» sono aggiunte le seguenti: «e del contratto di disponibilità»; d) dopo l'articolo 160-bis, è inserito il seguente: «Art. 160-ter - Contratto di disponibilità. 1. L'affidatario del contratto di disponibilità è retribuito con i seguenti corrispettivi, soggetti ad adeguamento monetario secondo le previsioni del contratto: a) un canone di disponibilità, da versare soltanto in corrispondenza alla effettiva disponibilità dell'opera; il canone è proporzionalmente ridotto o annullato nei periodi di ridotta o nulla disponibilità della stessa per manutenzione, vizi o qualsiasi motivo non rientrante tra i rischi a carico dell'amministrazione aggiudicatrice ai sensi del comma 3; b) l'eventuale riconoscimento di un contributo in corso d'opera, comunque non superiore al cinquanta per cento del costo di costruzione dell'opera, in caso di trasferimento della proprietà dell'opera all'amministrazione aggiudicatrice; c) un eventuale prezzo di trasferimento, parametrato, in relazione ai canoni già versati e all'eventuale contributo in corso d'opera di cui alla precedente lettera b), al valore di mercato residuo dell'opera, da corrispondere, al termine del contratto, in caso di trasferimento della proprietà dell'opera all'amministrazione aggiudicatrice. 2. L'affidatario assume il rischio della costruzione e della gestione tecnica dell'opera per il periodo di messa a disposizione dell'amministrazione aggiudicatrice. 3. Il bando di gara è pubblicato con le modalità di cui all'articolo 66 ovvero di cui all'articolo 122, secondo l'importo del contratto, ponendo a base di gara un capitolato prestazionale, predisposto dall'amministrazione aggiudicatrice, che indica, in dettaglio, le caratteristiche tecniche e funzionali che deve assicurare l'opera costruita e le modalità per determinare la riduzione del canone di disponibilità, nei limiti di cui al comma 6. Le offerte devono contenere un progetto preliminare rispondente alle caratteristiche indicate nel capitolato prestazionale e sono corredate dalla garanzia di cui all'articolo 75; il soggetto aggiudicatario è tenuto a prestare la cauzione definitiva di cui all'articolo 113. Dalla data di inizio della messa a disposizione da parte dell'affidatario è dovuta una cauzione a garanzia delle penali relative al mancato o inesatto adempimento di tutti gli obblighi contrattuali relativi alla messa a disposizione dell'opera, da prestarsi nella misura del dieci per cento del costo annuo operativo di esercizio e con le modalità di cui all'articolo 113; la mancata presentazione di tale cauzione costituisce grave inadempimento contrattuale. L'amministrazione aggiudicatrice valuta le offerte presentate con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa di cui all'articolo 83. Il bando indica i criteri, secondo l'ordine di importanza loro attribuita, in base ai quali si procede alla valutazione comparativa tra le diverse offerte. Gli oneri connessi agli eventuali espropri sono considerati nel quadro economico degli investimenti e finanziati nell'ambito del contratto di disponibilità. 4. Al contratto di disponibilità si applicano le disposizioni previste dal presente codice in materia di requisiti generali di partecipazione alle procedure di affidamento e di qualificazione degli operatori economici. 5. Il progetto definitivo, il progetto esecutivo e le eventuali varianti in corso d'opera sono redatti a cura dell'affidatario; l'affidatario ha la facoltà di introdurre le eventuali varianti finalizzate ad una maggiore economicità di costruzione o gestione, nel rispetto del capitolato prestazionale e delle norme e provvedimenti di pubbliche autorità vigenti e sopravvenuti; il progetto definitivo, il progetto esecutivo e le varianti in corso d'opera sono ad ogni effetto approvati dall'affidatario, previa comunicazione all'amministrazione aggiudicatrice e, ove prescritto, alle terze autorità competenti. Il rischio della mancata o ritardata approvazione da parte di terze autorità competenti della progettazione e delle eventuali varianti è a carico dell'affidatario. 6. L'attività di collaudo, posta in capo alla stazione appaltante, verifica la realizzazione dell'opera al fine di accertare il puntuale rispetto del capitolato prestazionale e delle norme e disposizioni cogenti e può proporre all'amministrazione aggiudicatrice, a questi soli fini, modificazioni, varianti e rifacimento di lavori eseguiti ovvero, sempre che siano assicurate le caratteristiche funzionali essenziali, la riduzione del canone di disponibilità. Il contratto individua, anche a salvaguardia degli enti finanziatori, il limite di riduzione del canone di dispoTnibilità superato il quale il contratto è risolto. L'adempimento degli impegni dell'amministrazione aggiudicatrice resta in ogni caso condizionato al positivo controllo della realizzazione dell'opera ed alla messa a disposizione della stessa secondo le modalità previste dal contratto di disponibilità. 7. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle infrastrutture di cui alla parte II, titolo III, capo IV. In tal caso l'approvazione dei progetti avviene secondo le procedure previste agli articoli 165 e seguenti.”

4 Pubblicato nella G.U. 24 gennaio 2012, n. 19, S.O..

5LIBRO V Del lavoro - TITOLO V Delle società - Capo settimo - Della società a responsabilità limitata - Sezione prima - Disposizioni generali: “La società semplificata a responsabilità limitata può essere costituita con contratto o atto unilaterale da persone fisiche che non abbiano compiuto i trentacinque anni di età alla data della costituzione. L'atto costitutivo deve essere redatto per scrittura privata e deve indicare: 1) il cognome, il nome, la data, il luogo di nascita, il domicilio, la cittadinanza di ciascun socio; 2) la denominazione sociale contenente l'indicazione di società semplificata a responsabilità limitata e il comune ove sono poste la sede della società e le eventuali sedi secondarie; 3) l'ammontare del capitale sociale non inferiore ad un euro sottoscritto e interamente versato alla data della costituzione. Il conferimento deve farsi in denaro; 4) i requisiti previsti dai numeri 3), 6), 7), 8) del secondo comma dell'articolo 2463; 5) luogo e data di sottoscrizione. L'atto costitutivo deve essere depositato a cura degli amministratori entro quindici giorni presso l'ufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale, allegando i documenti comprovanti la sussistenza delle condizioni previste dall'articolo 2329. L'iscrizione è effettuata con unica comunicazione esente da diritti di bollo e di segreteria nella quale si dichiara il possesso dei requisiti di cui al presente articolo. L'ufficiale del registro deve accertare la sussistenza dei requisiti richiesti e procedere all'iscrizione entro il termine perentorio di quindici giorni. Si applica l'articolo 2189. Decorso inutilmente il termine indicato per l'iscrizione, il giudice del registro, su richiesta degli amministratori, verificata la sussistenza dei presupposti, ordina l'iscrizione con decreto. Il verbale recante modificazioni dell'atto costitutivo deliberate dall'assemblea dei soci è redatto per scrittura privata e si applicano i commi terzo e quarto. L'atto di trasferimento delle partecipazioni è redatto per scrittura privata ed è depositato entro quindici giorni a cura degli amministratori presso l'ufficio del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sede sociale. Quando il singolo socio perde il requisito d'età di cui al primo comma, se l'assemblea convocata senza indugio dagli amministratori non delibera la trasformazione della società, è escluso di diritto e si applica in quanto compatibile l'articolo 2473-bis. Se viene meno il requisito di età in capo a tutti i soci gli amministratori devono, senza indugio, convocare l'assemblea per deliberare la trasformazione della società, in mancanza si applica l'articolo 2484. La denominazione di società semplificata a responsabilità limitata, l'ammontare del capitale sottoscritto e versato, la sede della società e l'ufficio del registro delle imprese presso cui questa è iscritta devono essere indicati negli atti, nella corrispondenza della società e nello spazio elettronico destinato alla comunicazione collegato con la rete telematica ad accesso pubblico. Salvo quanto previsto dal presente articolo, si applicano alla società semplificata a responsabilità limitata, le disposizioni di questo capo in quanto compatibili.”

6 In G.U. n. 21 del 25 gennaio 2013.

7 Analogamente, trova efficacia l’articolo 18 del decreto legge 22 giugno 2012, n.83 modificato dalla legge di conversione 7 agosto 2012, n.134, recante L’obbligo di pubblicazione nel sito web istituzionale delle concessioni, delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese.