Sviluppo occupazionale giovanile con la green economy: ancora in tempo per la presentazione delle domande

  1. Introduzione.

Come noto1, con l’approvazione del c.d. decreto legge n. 83 del 22 giugno 2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 134 del 7 agosto 2012, il c.d. “Crescita Sostenibile, il panorama normativo nazionale si è andato sempre più caratterizzando da istituti propri della “green economy.

In particolare con l’articolo 57, recante Misure per lo sviluppo dell’occupazione giovanile nel settore della green economy, è stato esteso il finanziamento agevolato previsto dal “fondo Kyoto”, nel quale sono disponibili ben 470 milioni di euro, a soggetti pubblici e privati che operano nei seguenti specifici segmenti economici propri:

  • protezione del territorio e prevenzione del rischio idrogeologico e sismico;

  • ricerca, sviluppo e produzioni di biocarburanti di seconda e terza generazione;

  • ricerca, sviluppo, produzioni ed installazioni di tecnologie nel solare termico, solare a concertazione, solare termo dinamico, solare fotovoltaico, biomasse, biogas e geotermia;

  • incremento dell’efficienza negli usi finali dell’energia nei settori civile e terziario (incluso social housing);

La norma è quindi chiaramente finalizzata a favorire nuova occupazione giovanile, a tempo indeterminato, in taluni settori “ecologicamente” sostenibili.

Analogamente, sono concesse alle imprese che assumono un finanziamento a tasso agevolato, per una durata – di norma – non superiore ai 72 mesi, con le medesime modalità attuative del fondo rotativo di cui all’art. 1, c. 11102, della legge n. 296/06.

 

Termine elevato a 120 mesi per le ESCO, dei titolari dei contratti di disponibilità stipulati ai sensi dell’art. 443 del D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, afferenti a disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività4 nonché delle s.r.l. semplificate costituite ai sensi dell’ art. 2463-bis5 del codice civile.

Il concetto della “green economy”, ovvero della c.d. “tassazione ambientale”, si riferisce, molto sinteticamente, ad una scelta impositiva, funzionale ad uno sviluppo di medio/lungo periodo, che tenda a ridurre l’impatto ambientale, intervenendo su comportamenti considerati negativi, quindi da stigmatizzare, incentivando i settori “verdi” o comunque a basso impatto ambientale.

Si tratta del noto principio del “paga chi inquina”, un “doppio dividendo”, che agevoli le scelte economiche ambientalmente virtuose e performanti a svantaggio di quelle non sostenibili, sollevando tra l’altro le famiglie dall’onere sociale dei costi diretti ed indiretti dei fenomeni inquinanti.

Con la circolare n. 55056, datata 18 gennaio 2013, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, si è dato, finalmente, attuazione all’articolo 57 del citato decreto legge 83/2012.

La circolare comprende quattro parti, ciascuna composta da capitoli.

Sinteticamente la Parte Prima comprende:

  • Capitolo I – Finalità del Fondo e risorse stanziate;

  • Capitolo II – Ambito di intervento e soggetti beneficiari;

  • Capitolo III – Condizioni minime per l’accesso al finanziamento agevolato;

  • Capitolo IV – Spese ammissibili e tasso di interesse applicato, cumulabilità.

La Parte Seconda comprende:

  • Capitolo I – Domanda di ammissione all’agevolazione.

La Parte Terza comprende:

  • Capitolo I – Procedura di ammissione al finanziamento;

  • Capitolo II – Criteri di valutazione delle domande.

La Parte Quarta, infine, comprende:

  • Capitolo I – Gestione dei progetti ammessi al finanziamento agevolato;

  • Capitolo II – Variazione, controlli e recupero somme.

Con il citato documento, adottato di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico, d’intesa con la Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., sono stati disciplinati, sotto un profilo sostanziale e procedurale, i presupposti istruttori (requisiti oggettivi e soggettivi) ed il regime di garanzie da prestare, per la concessione di finanziamenti agevolati da riconoscersi ai sensi dell’articolo 1, comma 1111,…

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