Diario giornaliero del 31 maggio 2013: consegna dei 730 prorogata al 10 giugno

Pubblicato il 31 maggio 2013



più tempo per presentare il modello 730 a un Caf o a un professionista abilitato; agevolazioni prima casa: ai fini della revoca dei benefici rileva anche la superficie abusiva; al via l’autorizzazione unica ambientale; contratto a termine: per aziende complesse criteri alternativi di giustificazione; lavoro occasionale accessorio: fine dei vecchi voucher; studio associato soggetto comunque ad Irap?; rapporto sullo stato del contenzioso tributario; aggiornato il software di compilazione SIS2012

 

 

Indice:

1) Più tempo per presentare il modello 730 a un Caf o a un professionista abilitato

2) Agevolazioni prima casa: ai fini della revoca dei benefici rileva anche la superficie abusiva

3) Al via l’autorizzazione unica ambientale

4) Contratto a termine: per aziende complesse criteri alternativi di giustificazione

5) Lavoro occasionale accessorio: fine dei vecchi voucher

6) Studio associato soggetto comunque ad Irap?

7) Rapporto sullo stato del contenzioso tributario

8) Aggiornato il software di compilazione SIS2012

 

 

1) Più tempo per presentare il modello 730 a un Caf o a un professionista abilitato

Più tempo per consegnare il modello 730/2013 per dichiarare i redditi 2012 ai Caf e ai professionisti abilitati a prestare assistenza fiscale.

Slitta, infatti, dal 31 maggio al 10 giugno 2013, il termine per la consegna da parte dei contribuenti dei documenti per ricevere l’assistenza fiscale.

A loro volta, gli intermediari fiscali possono consegnare al contribuente la dichiarazione dei redditi elaborata fino al 24 giugno 2013, e non più entro il 17 giugno.

Viene, infine, prorogata anche la trasmissione dei modelli e del risultato contabile: la nuova scadenza slitta dal 30 giugno all’8 luglio 2013.

Il nuovo calendario è stato fissato da un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri firmato il 29 maggio 2013, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato stampa n. 83 del 30 maggio 2013)

 

2) Agevolazioni prima casa: ai fini della revoca dei benefici rileva anche la superficie abusiva

L’abitazione principale può diventare casa di lusso e, quindi, perdere le agevolazioni fiscali, considerando anche la superficie “abusiva”.

Infatti, ai fini dell’esclusione o della revoca dei benefici previsti per l’abitazione principale vanno considerati anche gli ampliamenti sanati, non presenti nell’immobile originario.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12517 del 22 maggio 2013, ha stabilito che, nel calcolo della superficie utile ai fini della qualificazione di un’abitazione come “di lusso”, deve computarsi ogni volume, a eccezione di quelli specificamente esclusi, ancorché privi del requisito dell’abitabilità o della regolarità edilizia.

Secondo la Suprema Corte “in tema di imposta di registro, per stabilire se un'abitazione sia di lusso e, quindi, sia esclusa dai benefici per l'acquisto della prima casa, occorre fare in ogni caso riferimento ai requisiti fissati dal D.M. Lavori pubblici 2 agosto 1969”, in base al quale “sono da considerare di lusso le case composte di uno o più piani costituenti unico alloggio padronale aventi superficie utile complessiva superiore a mq. 200 (esclusi i balconi, le terrazze, le cantine, le soffitte, le scale e i posti macchina) e aventi come pertinenza un’area scoperta della superficie di oltre sei volte l'area coperta”.

Ebbene, “nel calcolo della superficie utile”, ha rilevato la Corte, “deve computarsi ogni volume a eccezione di quelli specificamente esclusi, ancorché privi del requisito dell'abitabilità o della regolarità edilizia”.

Infatti, ha concluso la Cassazione, “non è possibile aderire a una soluzione ermeneutica come quella in concreto sostenuta dai ricorrenti … trattandosi di soluzione volta ad ampliare la sfera operativa dell'agevolazione”, poiché “le previsioni relative ad agevolazioni o benefici in genere in materia fiscale sono di stretta interpretazione, tale da non poter indurre al riconoscimento di agevolazioni se non nelle ipotesi in cui con queste siano espressamente previste”.

 

3) Al via l’autorizzazione unica ambientale

E’ stato pubblicato in G.U. il regolamento, in vigore dal prossimo 13 giugno,  che disciplina l'autorizzazione unica ambientale e la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle piccole e medie imprese e sugli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale.

In particolare, è stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 124 del 29 maggio 2013, il D.P.R. n 59 del 29 maggio 2013, che disciplina l’autorizzazione unica ambientale (Aua) e la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle PMI e sugli impianti non soggetti all'autorizzazione integrata ambientale (Aia).

Ai fini del regolamento, si intende per autorizzazione unica ambientale il provvedimento rilasciato dallo sportello unico per le attività produttive, che sostituisce gli atti di comunicazione, notifica ed autorizzazione in materia ambientale.

La domanda per il rilascio dell’autorizzazione unica ambientale corredata dai documenti, dalle dichiarazioni e dalle altre attestazioni previste dalle vigenti normative di settore relative agli atti di comunicazione, notifica e autorizzazione va presentata al SUAP, che la trasmette immediatamente, in modalità telematica all’autorità competente e ne verifica la correttezza formale.

Con il fine di evitare maggiori oneri per le imprese l’AUA deve avere comunque una durata non inferiore al periodo di validità massimo previsto per le autorizzazioni che sostituisce.

Il decreto entrerà in vigore giovedì 13 giugno 2013 e i procedimenti avviati prima di tale data saranno conclusi in base alle norme vigenti al momento del loro avvio.

 

4) Contratto a termine: per aziende complesse criteri alternativi di giustificazione

La Consulta ha chiarito che, nell’ipotesi di ricorso per ragioni sostitutive al contratto a tempo determinato, non è necessaria da parte delle imprese particolarmente complesse l’indicazione del nominativo del dipendente sostituito.

Così, nel caso di aziende di notevoli dimensioni o di elevato numero degli avvicendamenti, il requisito della specificità è valido anche qualora siano indicati la corrispondenza numerica tra i lavoratori assunti con contratto a termine e quelli da sostituire.

L’importante è che i criteri alternativi di specificazione siano sempre “rigorosamente adeguati allo stesso fine e saldamente ancorati a dati di fatto oggettivi”.

In particolare, la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 107 del 22 maggio 2013, ha precisato che, nel silenzio della legge, l’esigenza di indicare puntualmente la causale del contratto è adempiuta, da parte delle imprese di grandi dimensioni, anche soltanto con il riferimento al numero di lavoratori assenti in una determinata funzione aziendale.

Tale interpretazione non comporta alcuna discriminazione rispetto ai lavoratori assunti a termine da piccole imprese.

I giudici, riconoscendo nella chiara indicazione della causa a giustificazione della sostituzione del personale assente la necessità del legislatore di imporre una regola di trasparenza, evidenziano come possano essere ammessi anche altri criteri alternativi di specificazione, rispetto a quello più “semplice ed idoneo” quale l’indicazione nominativa del personale sostituito.

 

5) Lavoro occasionale accessorio: fine dei vecchi voucher

Dal 1° giugno 2013 entrano a regime le nuove regole. I buoni lavoro già acquistati prima del 18 luglio 2012 sono spendibili con le regole previgenti la riforma Fornero fino al 31 maggio 2013. Seguono le vecchie regole anche le prestazioni di lavoro occasionale accessorio per le quali il committente ha effettuato la comunicazione di avvio della prestazione prima del 18 luglio 2012 (Inps, circolare 49/2013).

Dal 1° giugno 2013 vanno a regime le nuove regole

I buoni sono utilizzabili per le prestazioni di lavoro accessorio: Attività lavorative di natura meramente occasionale. Con la nuova disciplina, il limite economico va riferito al prestatore e non più al committente:

- il tetto dei 5.000 euro nel corso di un anno solare, con riferimento alla totalità dei committenti, per il prestatore va letto come pari a 6.666 euro lordi;

- il tetto dei 2.000 euro per prestazioni svolte a favore di imprenditori commerciali o professionisti, con riferimento a ciascun committente, per il prestatore è pari a 2.666 euro lordi.

I nuovi voucher hanno vincoli orari e sono datati e numerati progressivamente. È obbligo del committente effettuare la denuncia preventiva di utilizzo. La legge prevede che i percettori di ammortizzatori possano svolgere attività di lavoro accessorio in tutti i settori produttivi, nel limite massimo di 3mila euro (4mila lordi), senza che i buoni pesino sull’importo della prestazione di sostegno.

 

6) Studio associato soggetto comunque ad Irap ?

L’esercizio in forma associata di una professione liberale è circostanza di per sé idonea a far presumere l’esistenza di una autonoma organizzazione di strutture e mezzi, ancorché non di particolare onere economico, ovvero della sostituibilità nell’espletamento di alcune incombenze, sì da potersi ritenere che il reddito prodotto non sia frutto esclusivamente della professionalità di ciascun componente dello studio”. La conseguenza pratica? “Legittimamente il reddito dello studio associato viene assoggettato all’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), a meno che il contribuente non dimostri che tale reddito è derivato dal solo lavoro professionale dei singoli associati.

In conclusione la Suprema Corte ha rinviato la causa al giudice di merito (C.T.R.), per un nuovo esame, al fine di accertare se in base alle concrete caratteristiche dello “studio impresa” associato provate dal medesimo, unitamente ad altre prove offerte, sia stata superata la presunzione che il reddito sottoposto ad IRAP, di cui lo studio associato chiede il rimborso, sia stato almeno potenziato derivato dalla struttura così come organizzata e non è quindi derivato dal solo lavoro professionale dei commercialisti.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 12507 del 22 maggio 2013 e sentenza n. 13323 del 29 maggio 2013)

 

7) Rapporto sullo stato del contenzioso tributario

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato ieri (30 maggio 2013) il rapporto trimestrale sullo stato del contenzioso tributario per il periodo gennaio – marzo 2013.

Dalla sintesi di tale rapporto è emerso che l’analisi dei dati del primo trimestre 2013 conferma la tendenziale riduzione dei flussi dei ricorsi presentati rispetto agli analoghi periodi degli anni 2011 e 2012, e riscontrata anche negli altri trimestri del 2012.

In particolare, per il primo grado di giudizio si conferma la riduzione tendenziale, in termini assoluti e percentuali, delle cause con importi fino a 20.000 euro in cui è coinvolta l’Agenzia delle Entrate.

Prosegue l’attività di definizione con provvedimenti monocratici, dovuta alla conclusione delle cause soggette alla definizione agevolata delle liti pendenti al 31 dicembre 2011, prevista dall’art. 39, comma 12, del D.L. 6 luglio 2011 n. 98, convertito dalla Legge 15 luglio 2011 n. 111.

Il numero delle decisioni sulle istanze di sospensione presso le CTP è sostanzialmente stabile rispetto all’ultimo trimestre 2012; il loro valore medio cresce sia rispetto al precedente trimestre sia rispetto al primo trimestre dell’anno 2012.

Infine, la percentuale di decisioni sulle sospensione assunte entro il termine di 180 giorni cresce, in entrambi i gradi di giudizio, rispetto a quella registrata nell’ultimo trimestre del 2012.

 

8) Aggiornato il software di compilazione SIS2012

L’Agenzia delle entrate ha reso disponibile sul proprio sito internet la versione software 2.0.0 del 30/05/2013 del software SIS2012 che consente la compilazione del Modello di comunicazione per l’accesso al finanziamento dei pagamenti dei tributi, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria a seguito del sisma del mese di maggio 2012.

Attenzione: La versione 2.0.0 consente la compilazione della comunicazione in conformità al modello pubblicato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 16 maggio 2013. Le comunicazioni predisposte con le versioni precedenti dell’applicazione non saranno pertanto più considerate valide in sede di accoglimento telematico.

Aggiornamento

Il motivo di ripubblicazione è il seguente:

La versione 2.0.0 consente la compilazione della comunicazione in conformità al modello pubblicato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 16 maggio 2013.

(Agenzia delle entrate, nota del 30 maggio 2013)

 

Vincenzo D’Andò