Diario giornaliero del 30 maggio 2013: i chiarimenti dalle Entrate sulla deducibilità dei canoni di leasing

Pubblicato il 30 maggio 2013

deducibilità dei canoni di leasing: chiarimenti dalle Entrate sulla nuova disciplina; disponibile il software Irap 2013 modificato; le società tra professionisti: circolare della Fondazione studi; nuova guida del Garante privacy per aiutare le imprese; procedura di deposito ed iscrizione di cessioni di azienda; estensione della platea dei salvaguardati; indicazioni per l’indagine supplementare delle attrezzature da lavoro; contact Center telefonico unico per Inps, ex-Enpals ed ex-Inpdap; imposta di registro: circolare-guida con tutte le regole per la tassazione

 

 

Indice:

 

1) Deducibilità dei canoni di leasing: chiarimenti dalle Entrate sulla nuova disciplina

 

2) Disponibile il software Irap 2013 modificato

 

3) Le società tra professionisti: circolare della Fondazione studi n. 6/2013

 

4) Nuova guida del Garante privacy per aiutare le imprese

 

5) Procedura di deposito ed iscrizione di cessioni di azienda

 

6) Estensione della platea dei salvaguardati: In G.U. il decreto

 

7) Indicazioni per l’indagine supplementare delle attrezzature da lavoro

 

8) Contact Center telefonico unico per Inps, ex-Enpals ed ex-Inpdap

 

9) Imposta di registro: circolare-guida con tutte le regole per la tassazione degli atti notarili

 

 

1) Deducibilità dei canoni di leasing: chiarimenti dalle Entrate sulla nuova disciplina

Il fisco ha reso noto le linee guida su come potere effettuare la deduzione dei canoni di leasing ai fini delle imposte dirette, dopo la modifica alla disciplina disposta dal D.L. n. 16 del 2012 che ha eliminato la condizione della durata minima contrattuale, prima richiesta per la deducibilità dei canoni di locazione finanziaria.

Infatti, l’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 17/E del 29 maggio 2013, ha fornito i relativi chiarimenti con degli esempi sul trattamento fiscale della quota capitale e degli interessi passivi impliciti dei canoni di leasing non ancora dedotti alla scadenza del contratto, sul leasing immobiliare, sulla disciplina per i lavoratori autonomi e sugli effetti ai fini Irap.

Le modifiche introdotte dall’art. 4-bis del D.L. 2 marzo 2012, n. 16 interessano i canoni relativi ai contratti di leasing stipulati a partire dal 29 aprile 2012.

Novità

Il D.L. n. 16 del 2012, con la modifica degli artt. 54 e 102 del Tuir, ha eliminato la condizione della durata minima contrattuale, prima prevista per la deducibilità dei canoni di locazione finanziaria, rendendo così la deduzione autonoma rispetto alla durata del contratto.

Si tratta di novità che riguardano gli operatori economici che redigono il bilancio secondo i principi contabili nazionali, viceversa non sono interessati i soggetti Ias adopter.

Come gestire i canoni di leasing non ancora dedotti alla scadenza del contratto

La normativa previgente imponeva, a pena di indeducibilità, il rispetto della condizione della durata minima del contratto di leasing, per ottenere il pieno riconoscimento ai fini fiscali dei canoni imputati a conto economico.

Adesso, invece, venuta meno la necessaria coincidenza tra la durata contrattuale e quella minima fiscale individuata dall’art. 102, comma 7, del Tuir (secondo cui, per l’impresa utilizzatrice che imputa a conto economico i canoni di locazione finanziaria, a prescindere dalla durata contrattuale prevista, la deduzione è ammessa per un periodo non inferiore ai 2/3 del periodo di ammortamento corrispondente al relativo coefficiente, mentre per i beni immobili la deduzione è ammessa per un periodo non inferiore a 11 anni ovvero pari almeno a 18 anni), si possono verificare diverse ipotesi.

Se la durata corrisponde con quella fiscale o il contratto si sviluppa in un arco di tempo maggiore, i canoni sono deducibili così come imputati a conto economico, come prevede l’art. 109, comma 4, del Tuir.

Qualche problema in più sorge, invece, nel caso in cui il leasing abbia una durata inferiore a quella minima: In tale circostanza, i canoni sono deducibili per un periodo più lungo rispetto a quello di imputazione a conto economico. Sarà, quindi, necessario effettuare variazioni in aumento del reddito in sede di dichiarazione dei redditi, verificandosi un disallineamento tra i valori civili e fiscali delle quote di competenza di ciascun esercizio.

Sempre in riferimento a tale ultima ipotesi, si pone anche la questione ulteriore del trattamento fiscale dei canoni di leasing non ancora dedotti al momento della scadenza del contratto.

In questo caso i canoni non dedotti devono trovare riconoscimento fiscale mediante variazioni in diminuzione, pari all’importo annuale del canone fiscalmente deducibile, da apportare fino al completo riassorbimento dei valori fiscali sospesi.

A tale riguardo, alla scadenza del contratto di leasing, l’impresa utilizzatrice può scegliere tra le seguenti opzioni.

- Esercizio del diritto di riscatto: Dal periodo di imposta successivo alla scadenza del contratto, sarà necessario operare una variazione in diminuzione per l’importo annuale del canone fiscalmente deducibile, comprensivo quindi sia della quota capitale sia della quota interessi, con un’eventuale variazione in aumento per la quota parte interessi indeducibile a norma dell’art. 96 del Tuir. Naturalmente, l’impresa, divenuta proprietaria del bene riscattato, ha diritto di procedere anche all’ammortamento dello stesso, sulla base del valore di riscatto, ai sensi dell’art. 102 del Tuir.

- Non esercizio del diritto di riscatto: L’impresa utilizzatrice deve continuare a dedurre in via extracontabile, mediante apposite variazioni in diminuzione, le quote dei canoni non dedotte alla scadenza del contratto. Anche in tal caso, parte delle variazioni in diminuzione da effettuare successivamente alla data della scadenza contrattuale del leasing, essendo riferita alla quota interessi non ancora dedotta, deve essere assoggettata alle ordinarie regole di deducibilità previste dall’art. 96 del Tuir.

- Cessione a terzi del contratto di leasing prima della scadenza contrattuale: Le quote capitale dei canoni non dedotte durante la vita contrattuale, unitamente al prezzo di riscatto, devono essere portate in deduzione della sopravvenienza attiva imponibile determinata a norma dell’art. 88, comma 5, del Tuir (C.M. 180/E del 1996).

Situazione Irap

Ai fini Irap rileva l’importo del canone di leasing imputato a conto economico a

prescindere dalla durata contrattuale.

Lavoratori autonomi: Come incide la disciplina

La circolare precisa, inoltre, che il nuovo sistema di deducibilità si applica anche ai contratti stipulati dagli esercenti arti e professioni.

Infatti, è stata eliminata la condizione della durata minima contrattuale, prima prevista ai fini della deducibilità dei canoni di locazione finanziaria.

Le modifiche apportate al comma 2 dell’art. 54 del Tuir operano esclusivamente per i contratti stipulati dal 29 aprile 2012.

Quota di interessi passivi impliciti

La quota di interessi compresa nel canone va calcolata ripartendo l’ammontare complessivo degli interessi impliciti desunti dal contratto per la durata del leasing.

A tale riguardo, per determinare la quota di interessi passivi impliciti, occorre fare riferimento alla durata fiscale e non all’eventuale diversa durata contrattuale. Resta infatti ferma la necessità di assoggettare la quota interessi alle ordinarie r