Novità fiscali del 24 maggio 2013: disponibile la nuova versione di Unico2013

Pubblicato il 24 maggio 2013



aggiornato il software di compilazione del Modello Unico Persone fisiche 2013; decreto sulla fattura elettronica in Gazzetta Ufficiale; convenzione per la concessione di prodotti di finanziamento a pensionati INPS; corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare: nuovi livelli reddituali per il periodo luglio 2013 - giugno 2014; le ultime dalla Cassazione sulla deduzione dei costi per studi associati; società tra professionisti: da istituire le sezioni speciali presso i vari Ordini dei Commercialisti; come difendersi da un accertamento da redditometro

 

 

Indice:

1) Aggiornato il software di compilazione del Modello Unico Persone fisiche 2013

2) Decreto sulla fattura elettronica in Gazzetta Ufficiale

3) Convenzione per la concessione di prodotti di finanziamento a pensionati INPS

4) Corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare: nuovi livelli reddituali per il periodo luglio 2013 - giugno 2014

5) Tributi: le ultime dalla Cassazione (dalla deduzione dei costi all’Irap per studi associati)

6) Società tra professionisti: da istituire le sezioni speciali presso i vari Ordini dei Commercialisti

7) Come difendersi da un accertamento da redditometro: parere fondazione studi

 

 

1) Aggiornato il software di compilazione del Modello Unico Persone fisiche 2013

Sul sito dell’Agenzia delle entrate è stata resa disponibile la versione software 1.0.1 del 23/05/2013, ovvero del software UnicOnLine Pf 2013 che consente la compilazione del modello Unico Persone fisiche e permette la generazione del modello di versamento F24 (plug-in F24 da Unico Pf 2013).

Aggiornamenti:

- E’ stato aggiornato il calcolo relativo al rigo RB11 (cedolare secca);

- é stato aggiornato il calcolo dei totali del quadro RA in caso di presenza di più moduli;

- é stato aggiornato il calcolo del reddito complessivo eliminando dal computo l’importo indicato nel rigo RT26;

- é stato aggiornato il calcolo delle addizionali comunali relativamente ad alcuni comuni.

Il prodotto consente inoltre di precompilare il modello Unico Persone fisiche 2013 con alcune informazioni della dichiarazione presentata per il precedente periodo d’imposta (Unico/2012 o 730/2012).

Le persone fisiche abilitate ai servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate, infatti, hanno a disposizione, nella sezione "Comunicazioni" del sito http://telematici.agenziaentrate.gov.it, un file contenente alcuni dati rilevati dalla dichiarazione del 2012, così come risultano presentati, nonché l'elenco dei versamenti effettuati con il mod. F24 per il periodo d'imposta 2012. Per scaricare il file è richiesto il codice Pin attribuito all’atto dell'abilitazione a Fisconline.

Peraltro, con la nuova tecnologia è possibile attivare le applicazioni in maniera semplice e con un solo clic, avendo la certezza di utilizzare sempre la versione più aggiornata ed evitando complesse procedure di installazione o aggiornamento. Infatti, ogni volta che si avvia, l’applicazione effettua una connessione al server Web per verificare l'esistenza di una versione più recente del software e, in caso positivo, procede all'eventuale aggiornamento.

 

2) Decreto sulla fattura elettronica in Gazzetta Ufficiale

Entro due anni, la fatturazione dovrà avvenire solo in forma elettronica. Lo ha disposto il Decreto del Ministro dell’Economia/Finanze n. 55 del 3 aprile 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 118 del 22 maggio 2013, che ha approvato il regolamento per l’emissione, trasmissione e ricezione della fattura elettronica nei rapporti con le amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 209, della Legge n. 244/2007.

Le fatture elettroniche, rappresentate in formato XML e contenenti le indicazioni dettagliatamente riportate nell'allegato A al Decreto, dovranno essere trasmesse alle amministrazioni destinatarie attraverso il sistema di interscambio di cui al D.M. 7 marzo 2008, gestito dall’Agenzia delle entrate avvalendosi del supporto informatico di Sogei. Le regole tecniche di emissione, trasmissione e ricevimento sono definite nell’allegato B al Decreto.

La fattura elettronica si considera trasmessa e ricevuta solo a fronte del rilascio della ricevuta di consegna.

Le amministrazioni dovranno identificare con appositi codici gli uffici abilitati alla ricezione delle fatture elettroniche, che dovranno riportare anche tali codici.

Per le piccole e medie imprese fornitrici delle pubbliche amministrazioni, il ministero dell’Economia provvederà a rendere disponibile gratuitamente sul proprio portale elettronico i servizi e gli strumenti informatici di supporto per la generazione delle fatture elettroniche.

Per le stesse imprese, l’Agenzia per l'Italia digitale mette a disposizione gratuitamente il supporto per lo sviluppo di strumenti informatici “open source” per la fatturazione elettronica.

Gli operatori economici possono comunque avvalersi di intermediari per la trasmissione, la conservazione e l’archiviazione delle fatture elettroniche, ferma restando la responsabilità fiscale dell’emittente.

I tempi di attuazione

A decorrere dal termine di sei mesi dal 6 giugno 2013, data di entrata in vigore del regolamento appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, il sistema di interscambio sarà reso disponibile alle amministrazioni che volontariamente e sulla base di specifici accordi con tutti i propri fornitori, intendono avvalersene per la ricezione delle fatture elettroniche.

In tal caso, la data di effettiva applicazione delle disposizioni sarà quella comunicata dalle amministrazioni al gestore del sistema.

Al di fuori dell’ipotesi precedente, l’obbligo della fatturazione elettronica decorre dal termine di 12 mesi dall’entrata in vigore del regolamento nei confronti dei ministeri, delle agenzie fiscali e degli enti nazionali di previdenza e assistenza sociale individuati nell’elenco delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato.

Negli altri casi, l’obbligo decorre dal termine di 24 mesi dalla predetta data.

Con successivo decreto saranno disciplinate le modalità di applicazione degli obblighi alle fatture emesse da non residenti in Italia e a quelle, già trasmesse per via telematica, relative al servizio di pagamento delle entrate oggetto del sistema di versamento unificato.

Dalle decorrenze indicate sopra, le amministrazioni non potranno accettare fatture che non siano trasmesse in forma elettronica tramite il sistema di interscambio e, decorsi tre mesi da tali date, non potranno procedere ad alcun pagamento, nemmeno parziale, fino all'invio delle fatture in formato elettronico.

 

3) Convenzione per la concessione di prodotti di finanziamento a pensionati INPS

Con determinazione del Presidente n. 76 del 5 aprile 2013, è stato approvato il nuovo schema di convenzione tra l’Istituto e i soggetti (Banche ed Intermediari finanziari) provvisti dei requisiti di legge ivi indicati, finalizzata alla concessione di prodotti di finanziamento a pensionati INPS.

L’iniziativa è volta a garantire l’accesso ai finanziamenti da parte dei pensionati, assicurando la massima qualità del servizio e la possibilità di ottenere le migliori condizioni di mercato.

A decorrere dal giorno 1 giugno 2013, i soggetti sopra indicati hanno facoltà di aderire alla convenzione in parola seguendo le “Istruzioni” poste in calce alla convenzione medesima.

Le Banche e le Società finanziarie convenzionate attualmente in regime di proroga, in attesa della sottoscrizione del nuovo testo convenzionale ma non oltre il 31 agosto 2013, potranno utilizzare i parametri relativi al vecchio testo convenzionale in termini di condizioni ed applicazione dei tassi di interesse ivi indicati, a condizione di utilizzare, dal 1° giugno 2013, per la copertura del rischio di premorienza del pensionato, esclusivamente le Compagnie di assicurazione presenti sul mercato in quanto, dalla medesima data, non sarà più operativo il Fondo rischio Inpdap per la copertura del medesimo rischio.

Ai fini dell’adesione alla nuova convenzione, i soggetti provvisti dei requisiti di legge potranno rivolgersi all’Area Partnership con soggetti privati e professionisti della Direzione centrale Organizzazione dell’Istituto, contattando la Dott.ssa Maria Gabriella Cara (06.59055747), oppure la Dott.ssa Elena Nesi (06.59054383), oppure ancora scrivendo all’indirizzo email: convenzioni.contributiassociativi@inps.it.

(Inps, messaggio n. 8414 del 23 ottobre 2013)

 

4) Corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare: nuovi livelli reddituali per il periodo luglio 2013 - giugno 2014

A decorrere dal 1° luglio 2013 sono stati rivalutati i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell'assegno per il nucleo familiare alle diverse tipologie di nuclei.

Lo precisa l’Inps con la circolare n. 84 del 23 maggio 2013.

La Legge n. 153/88 stabilisce che i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell'assegno per il nucleo familiare sono rivalutati annualmente, con effetto dal 1° luglio di ciascun anno, in misura pari alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, calcolato dall'ISTAT, intervenuta tra l'anno di riferimento dei redditi per la corresponsione dell'assegno e l’anno immediatamente precedente.

In base ai calcoli effettuati dall'ISTAT, la variazione percentuale dell'indice dei prezzi al consumo tra l'anno 2011 e l'anno 2012 è risultata pari al 3,0%.

In relazione a quanto sopra, sono stati rivalutati i livelli di reddito in vigore per il periodo 1° luglio 2012 – 30 giugno 2013 con il predetto indice.

Vengono pertanto allegate le tabelle contenenti i nuovi livelli reddituali, nonchè i corrispondenti importi mensili della prestazione, da applicare dal 1° luglio 2013 al 30 giugno 2014, alle diverse tipologie di nuclei familiari.

Gli stessi livelli di reddito avranno validità per la determinazione degli importi giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali della prestazione.

 

5) Tributi: le ultime dalla Cassazione (dalla deduzione dei costi all’Irap per studi associati)

Deposito delle sentenze della Cassazione fiscale del 22 maggio 2013:

Deduzione costi da fatture inesistenti - sentenza 12503/2013

Risultano deducibili per l’acquirente dei beni i costi delle operazioni soggettivamente inesistenti perché sostenuti nell’ambito di una frode carosello, anche se l’acquirente è consapevole del carattere fraudolento delle operazioni. Il limite alla deducibilità sta nel contrasto dei costi con i principi di effettività, inerenza, competenza, certezza, determinatezza o determinabilità.

Dunque i costi derivanti da fatture soggettivamente inesistenti sono deducibili anche se il contribuente ha consapevolmente partecipato agli illeciti. Il giudice deve, tuttavia, verificarne l’effettività, l’inerenza, la competenza e la certezza.

Agevolazioni fiscali - sentenza 12519/2013

Esclusi i benefici per l’acquisto della casa inserita nel piano di recupero se questo avviene dopo la scadenza del piano. La Cassazione si discosta dal giudizio della commissione secondo la quale la decadenza del piano lasciava immutati gli obblighi di recupero da parte degli acquirenti e dunque anche il diritto al benefit.

Intempestiva iscrizione a ruolo? Anche se superata il contribuente è comunque salvo – sentenza 12537/2013

Ritardo nell’affidamento del ruolo: contestata una cartella esattoriale in materia di Iva.

Secondo i giudici si ha “la decadenza dell’amministrazione dal potere di accertamento”, che, così, salva il contribuente.

Irap - sentenza 12507/2013

Anche lo studio composto da due commercialisti senza organizzazioni e struttura di particolare onere economico è soggetto all’Irap. Dall’ammontare del reddito professionale dello studio associato si desume infatti che questo non può derivare solo dalla professionalità dei due professionisti ed è quindi evidente la presenza di autonoma organizzazione.


6) Società tra professionisti: da istituire le sezioni speciali presso i vari Ordini dei Commercialisti

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, con la nota informativa n. 2 del 21 maggio 2013, ha fornito alcune indicazioni ai vari Ordini territoriali circa le modalità da seguire per l’istituzione delle sezioni speciali dell’albo destinate ad accogliere le società tra professionisti (STP).

Come è noto, a partire dal 21 aprile 2013 sono entrate in vigore le disposizioni contenute nel D.M. della Giustizia n. 34 del 8 febbraio 2013, recante “Regolamento in materia di società per l’esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico, ai sensi dell’articolo 10, comma 10, della legge 12 novembre 2011, n. 183”.

Ai sensi dell’art. 8 del citato D.M., le STP sono tenute all’iscrizione nella sezione speciale dell’albo di appartenenza dei soci professionisti, tenuto presso l’Ordine nella cui circoscrizione è posta la sede legale.

Ne consegue la necessità di procedere all’istituzione della sezione speciale destinata ad accogliere le STP costituite da “commercialisti”, ovvero le società multidisciplinari che esercitano prevalentemente le attività previste dall’art. 1 del D.Lgs. n. 139/2005.

La sezione speciale dell’albo dovrà indicare, per ciascuna società: la ragione o denominazione sociale; l’oggetto professionale (unico o prevalente); la sede legale; il nominativo del rappresentante legale; l’elenco dei soci iscritti.

In tale sezione potranno essere iscritte le società in possesso dei requisiti previsti dall’art. 10 della L. n. 183/2011 e dal D.M. n. 34/2013, dietro presentazione di un’istanza che accluda la documentazione indicata all’art. 9, commi 1 e 2, del D.M. n. 34/2013 (atto costitutivo e statuto, certificato di iscrizione al registro delle imprese, certificati di iscrizione all’albo degli iscritti). Le delibere di iscrizione devono essere assunte entro due mesi dalla data di presentazione della domanda (art. 37, comma 3, del D.Lgs. n. 139/2005), e caso di diniego di iscrizione occorre il rispetto delle formalità previste dall’art. 10 del D.M. n. 34/2013.

 

7) Come difendersi da un accertamento da redditometro: parere fondazione studi

Un professionista ha ricevuto un accertamento da redditometro per l’auto acquistata nel 2007 per un valore di 55.000 euro e per l’assicurazione professionale pagata. In particolare la rettifica è relativa all’anno 2007 e sono stati imputati 11.000 euro per l’acquisto dell’auto, 4500 quale premio della polizza, oltre che un reddito presunto per il mantenimento della casa di abitazione e della suddetta auto per un totale di 54.000 euro.

Con l’avviso di accertamento è stato presunto che il professionista dovesse avere un reddito complessivo pari a 70.500, contro i 38.000 dichiarati quale reddito netto.

Come si potrà difendere ?.

Su tale problematica la Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro ha dedicato il parere n. 1 del 23 maggio 2013.

Secondo tale Fondazione, l’eventuale errore commesso nell’identificazione di uno dei beni considerati (ad es. che i metri quadrati dell’immobile sono superiori rispetto all’effettivo), comporta che il reddito complessivamente rideterminato dall’ufficio è errato.

Pertanto, prima di iniziare a giustificare la provenienza del reddito contestato, è necessario accertarsi della correttezza degli elementi posti a base del calcolo.

Una volta fatto questo controllo occorre poi dimostrare l’esistenza di eventuali redditi non confluiti nella dichiarazione (perché esenti, tassati alla fonte, ecc…) ovvero la concreta disponibilità di denaro (derivante da anni precedenti, disinvestimenti, finanziamenti, prestiti, ecc.).

Auto

Va prima verificato che i dettagli del mezzo siano corretti, quindi il costo sostenuto, la potenza fiscale e l’anno di immatricolazione, poi é è necessario verificare che l’auto sia stata concretamente nelle disponibilità del professionista.

In alternativa, si potrà rilevare che il denaro necessario all’acquisto e al mantenimento sia stato prelevato dai conti correnti professionali, dimostrandone l’addebito. Questo potrebbe configurare una sorta di “finanziamento” dalla sfera professionale a quella privata.

Abitazione

È necessario riscontrare preliminarmente la corrispondenza dei dati rispetto al reale, pertanto la correttezza dei metri quadrati, dei mesi di possesso e delle percentuali. Anche in questo caso, se l’immobile fosse di proprietà, ma in uso ad altro soggetto diverso dal contribuente, sarà necessario evidenziarlo al funzionario, al fine di eliminarlo dal calcolo.

Anche in questa circostanza, è fondamentale poter dimostrare la provenienza del denaro utilizzato per il mantenimento del bene. Potrebbe essere utile, provare eventuale disponibilità liquida sui conti correnti personali ovvero disinvestimenti di fondi, titoli o azioni, e cosi via.

Premio assicurativo

Nel caso prospettato la polizza è relativa all’assicurazione professionale, pertanto potrebbe essere sufficiente dimostrarne il pagamento dai conti correnti professionali, oltre che evidenziare di averne già tenuto conto nella determinazione del reddito dichiarato.

Una volta determinato il reddito finanziario effettivamente nelle disponibilità del contribuente è possibile confrontare la pretesa con questi dati e valutare la sostenibilità di un eventuale contenzioso.

Come procedere

La fondazione studi ritiene che una volta ricevuto l’avviso di accertamento, potrebbe essere utile presentare istanza di accertamento con adesione, al fine di tentare già in questa sede una rideterminazione della pretesa, nella speranza che l’ufficio voglia considerare gli elementi appena descritti.

Ciò che non può essere di ausilio alla difesa è sostenere che il reddito determinato con tali coefficienti è eccessivo rispetto ad una “ordinaria” situazione.

Se l’accordo con l’ufficio non venisse poi raggiunto, sarà necessario procedere con il ricorso, nel quale oltre a sollevare eventuali violazioni di diritto commesse con l’emissione dell’avviso di accertamento (da valutare caso per caso), si potranno sviluppare in misura più approfondita gli elementi di merito sopra citati.

Un ulteriore spunto difensivo, potrebbe essere rappresentato dal nuovo redditometro.

Non va trascurato, che proprio l’art. per 22 del D.L.78/2010 precisa che il vecchio strumento è:

- inadeguato al contesto socio-economico, mutato nel corso dell’ultimo decennio;

- inefficiente;

- privo di garanzie per il contribuente.

Nonostante le prime pronunce al riguardo siano state in favore del contribuente, l’Agenzia persevera nel sostenere che il nuovo redditometro non sia applicabile ad accertamenti per periodi d’imposta ante 2009.

Tuttavia, la Fondazione studi ritiene che si tratta pur sempre di un comunicato stampa privo di qualunque valore legale. Da ciò deriva che il contribuente, qualora ritenesse più favorevole il nuovo strumento può sempre chiedere che sia tenuto in considerazione in sede contenziosa e quindi che un Giudice ne valuti eventualmente l’attendibilità.

 

Vincenzo D’Andò