Novità fiscali del 16 maggio 2013: i canoni di locazione vanno dichiarati anche se non percepiti

indice TFR del mese di aprile 2013; anche se non percepiti vanno sempre dichiarati i canoni di affitto; prestazioni di intermediazione: momento impositivo Iva; firmato il protocollo d’intesa tra Equitalia Sud e l’Ordine dei Commercialisti; prestazioni socio assistenziali delle cooperative sociali: stretta sull’IVA

 

 

Indice:

1) Indice TFR del mese di aprile 2013

2) Anche se non percepiti vanno sempre dichiarati i canoni di affitto

3) Prestazioni di intermediazione: momento impositivo Iva

4) Firmato il protocollo d’intesa tra Equitalia Sud e l’Ordine dei Commercialisti

5) Prestazioni socio assistenziali delle cooperative sociali: stretta sull’IVA

 

 

1) Indice TFR del mese di aprile 2013

L’ISTAT ha reso noto che l’indice dei prezzi al consumo per il mese di aprile 2013 è pari a 106,9 punti.

L’incidenza percentuale della differenza rispetto all’indice in vigore al 31 dicembre 2012 è pari a 0,375587; il calcolo del coefficiente di rivalutazione si esegue sommando il 75% di tale valore con un tasso fisso dell’1,5% annuo, per cui si ottiene 0,781690.

 

2) Anche se non percepiti vanno sempre dichiarati i canoni di affitto

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11158 del 10 maggio 2013, ha ricordato che il contribuente deve sempre dichiarare nel Modello Unico i canoni risultanti dal contratto di locazione, ciò anche se il proprietario, durante il periodo d’imposta (ad es. nel 2012), non abbia incassato alcun importo a causa della morosità dell’inquilino.

A parere della Suprema Corte, la mancata percezione del canone di locazione per morosità del conduttore non ne impedisce l’assoggettamento ad IRPEF, ciò almeno fino a quando non sia intervenuta la risoluzione del contratto.

I canoni non corrisposti, finché il contratto è in essere, sono infatti comunque rilevanti ai fini del computo della base imponibile.

Viceversa, nel caso di sfratto esecutivo dell’inquilino moroso il problema non si pone, poiché con la sentenza del giudice si può dedurre la somma non introitata.

In particolare, come viene precisato nelle istruzioni ministeriali al Modello Unico 2013 “non devono essere dichiarati i canoni (derivanti da contratti di locazione di immobili ad uso abitativo) non percepiti per morosità dell’inquilino se, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi, si è concluso il procedimento di convalida di sfratto per morosità. In tal caso deve essere comunque dichiarata la rendita catastale”.

 

3) Prestazioni di intermediazione: momento impositivo Iva

Le prestazioni di intermediazione poste in essere, nell’ambito dei rapporti “B2B”, con soggetti passivi non stabiliti in Italia rientrano nella regola territoriale generale, di cui all’art. 7-ter del D.P.R. n. 633/1972, con conseguente tassazione nel Paese di stabilimento del committente.

In tale contesto, la Norma di comportamento n. 187 dell’Associazione Italiana Dottori Commercialisti, diramata nei giorni scorsi, ha approfondito sia il momento impositivo sia le modalità di applicazione dell’Iva da parte del committente italiano.

Momento impositivo

Per i servizi “generici”, a seguito della L. n. 217/2011 (Comunitaria 2010), è stata ripristinata la regola ordinaria prevista dall’art. 63 della Direttiva n. 2006/112/CE, in base alla quale il momento di effettuazione e l’esigibilità dell’imposta sono “agganciati” all’ultimazione della prestazione.

Secondo l’Associazione, ai fini IVA, tali prestazioni devono considerarsi ultimate nel momento di maturazione del diritto al corrispettivo, normalmente coincidente con la conclusione dell’affare tra l’agente e il cliente del committente, salvo il diverso accordo tra le parti, purché compatibile con l’art. 1748, comma 4, c.c..

Pertanto, la prestazione si considera effettuata ai fini IVA, al più tardi, al momento e nella misura in cui il committente ha eseguito o avrebbe dovuto eseguire la prestazione in base al contratto concluso con il proprio cliente.

Modalità di applicazione dell’Iva da parte del committente italiano

Il secondo argomento approfondito dall’ANDC nella citata Norma di comportamento si riferisce alle modalità di applicazione dell’imposta da parte del committente italiano, conseguenti all’obbligo di reverse charge previsto dall’art. 17, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972.

Se l’agente è…

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