Novità fiscali del 14 maggio 2013: i casi in cui il commercialista non paga l’IRAP

Pubblicato il 14 maggio 2013

sospese le richieste di pagamento dell’Irap 2011 per i soggetti colpiti dal sisma di maggio 2012; in continua flessione l’apertura delle nuove partite Iva; riduzione della pressione fiscale, maggiore credito alle imprese e semplificazioni; commercialista esente da Irap: non conta il senso soggettivo; innovazioni normative in materia di IMU e Tares: nota IFEL; istituzione codice entrata Tares da inserire nei ruoli; imposte sui redditi - modello 730/2013: circolare di Assonime; estensione del diritto alle indennità giornaliere di malattia e all’indennità per congedo parentale ai lavoratori iscritti alla Gestione separata; disposizioni in tema di sopravvenienze attive e perdite su crediti: circolare di Assonime

 

 

Indice:

1) Sospese le richieste di pagamento dell’Irap 2011 per i soggetti colpiti dal sisma di maggio 2012

2) In continua flessione l’apertura delle nuove partite Iva

3) Riduzione della pressione fiscale, maggiore credito alle imprese e semplificazioni

4) Commercialista esente da Irap: non conta il senso soggettivo

5) Innovazioni normative in materia di IMU e Tares: nota IFEL

6) Istituzione codice entrata Tares da inserire nei ruoli

7) Imposte sui redditi - Modello 730/2013: circolare di Assonime

8) Estensione del diritto alle indennità giornaliera di malattia e all’indennità per congedo parentale ai lavoratori iscritti alla Gestione separata

9) Disposizioni in tema di sopravvenienze attive e perdite su crediti: circolare di Assonime

 

 

1) Sospese le richieste di pagamento dell’Irap 2011 per i soggetti colpiti dal sisma di maggio 2012

Sono sospese le comunicazioni di irregolarità dell’Irap 2011 inviate dall’Agenzia delle entrate ai soggetti residenti nei territori del cratere del sisma di maggio 2012. Lo ha reso noto l’Amministrazione finanziaria con un comunicato stampa del 10 maggio 2013.

La sospensione consentirà all’Agenzia di effettuare una dettagliata ricognizione, che sarà presto avviata, per verificare quali siano i soggetti che, indipendentemente da eventuali errori formali commessi nella dichiarazione, avevano diritto alla sospensione dei versamenti e nei cui confronti si procederà all’annullamento d’ufficio. L’esito di tale ricognizione sarà comunicato a tutti i contribuenti interessati senza necessità di doversi recare presso le strutture territoriali dell’Agenzia.

Tale misura è stata riconosciuta opportuna sia in ragione dei recenti interventi normativi a favore dei soggetti colpiti dal sisma di maggio 2012, sia dal riscontro di numerosi errori formali nelle loro dichiarazioni Irap che non hanno consentito una corretta individuazione dei contribuenti che avevano diritto alla sospensione dei versamenti dovuti fino al 30 novembre 2012.

L’Agenzia delle entrate ricorda, infine, che il recente Decreto Legge n. 43 del 2013 ha esteso la possibilità di accedere al finanziamento agevolato per il pagamento di imposte, contributi e premi per le somme dovute a qualunque titolo fino al 30 settembre 2013 (precedentemente fino al 30 giugno 2013).

 

2) In continua flessione l’apertura delle nuove partite Iva

Secondo i dati diffusi dal MEF, e contenuti nel comunicato del 13 maggio 2013, nello scorso mese di marzo sono state aperte 51.745 nuove partite Iva; in confronto al corrispondente mese dell’anno precedente si registra una sensibile flessione (-17,7%), mentre si nota un lieve aumento rispetto al mese di febbraio.

La distribuzione per natura giuridica evidenzia che la quota relativa alle persone fisiche nelle aperture di partita Iva è pari al 73,8%, mentre le società di capitali si attestano al 18%. Rispetto al marzo 2012 persone fisiche e società di persone accusano considerevoli cali di aperture (-21,9% e -16,4%), di converso le società di capitali mostrano un lieve aumento (+3,6%), verosimilmente legato alle recenti norme civilistiche che facilitano l’apertura di società a responsabilità limitata .

Riguardo alla ripartizione territoriale delle aperture, il 42,9% di esse è avvenuto al Nord, il 23,3% al Centro ed il 33,7% al Sud ed Isole; il confronto col corrispondente mese dell’anno precedente mostra un calo di aperture in tutte le regioni: solo il Friuli-Venezia Giulia registra una flessione inferiore al 10%, mentre Campania e la Valle d’Aosta flettono rispettivamente del 26,8% e del 33,8%.

La classificazione per settore produttivo evidenzia, in linea con i mesi precedenti, che il commercio registra il maggior numero di aperture di partite Iva: circa il 24% del totale, seguito dalle attività professionali con il 15%, agricoltura ed edilizia. Rispetto al marzo 2012, tra i principali settori le flessioni più forti appartengono, al trasporti/magazzinaggio ed all’edilizio, con cali che superano il 30%, in controtendenza invece il settore delle attività finanziarie (+26,5%).

Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione per sesso è stabile, con i maschi cui appartiene il 63,1% di aperture di partite Iva. La metà delle aperture è dovuta a giovani fino a 35 anni ed un terzo alla classe 36-50 anni. Rispetto al corrispondente mese del 2012, tutte le classi di età registrano cali intorno al 20%.

A marzo circa 14 mila soggetti hanno aderito al nuovo regime fiscale di vantaggio, pari al 27% del totale delle nuove aperture. Il nuovo regime prevede una tassazione sostitutiva con aliquota del 5% in luogo dell’Irpef e dell’Iva (oltre alla non assoggettabilità all’Irap). Tra i giovani fino a 35 anni l’adesione al nuovo regime ha interessato il 50% delle nuove aperture.

 

3) Riduzione della pressione fiscale, maggiore credito alle imprese e semplificazioni

Il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, si è impegnato ad affrontare, con la massima urgenza, i tre temi di fronte all’Assemblea Generale di “Rete Imprese Italia”.

“La riduzione della pressione fiscale per le imprese è indispensabile e proprio per questo occorre definire una programmazione seria ed efficace senza tuttavia compromettere la tenuta dei conti pubblici” ha assicurato Zanonato.

Al centro dell’intervento anche i debiti scaduti della Pubblica Amministrazione. “Il decreto in discussione in questi giorni in Parlamento mette a disposizione delle imprese 40 miliardi – ha affermato Zanonato - per abbattere il debito commerciale della Pubblica Amministrazione. Il decreto va nella giusta direzione, ma in fase di approvazione bisogna assicurare che queste risorse vengano erogate alle imprese con tempi rapidi e certi.

La priorità è creare le condizioni per una ripresa degli investimenti privati, ha assicurato Zanonato.

 

4) Commercialista esente da Irap: non conta il senso soggettivo

Il Commercialista non è soggetto all’Irap e non deve, quindi, pagare tale imposta, quello che conta è solo il senso oggettivo.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11199 del 10 maggio 2013, che ha respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate.

In particolare, a parere della Suprema Corte, l’esistenza di un’autonoma organizzazione, che costituisce il presupposto per l’assoggettamento dei liberi professionisti non và intesa in senso soggettivo, come auto-organizzazione creata e gestita dal professionista senza vincoli di subordinazione, ma in senso oggettivo, come esistenza di un apparato esterno alla persona del professionista e distinto da lui, risultante dall’aggregazione di beni strumentali e/o di lavoro altrui (Cass. 3673/2007). Significativamente, tali indirizzi sono confluiti nell’importante arresto delle Sezioni Unite (12111/2009),

E’ il giudice di merito che deve decidere caso per caso, sapendo che l’Irap è dovuta se: il  professionista sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione che impieghi beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui. Costituisce onere del contribuente, se ha chiesto il rimborso, dare la prova dell’assenza delle predette condizioni. In caso contrario (ad es. nel caso in cui non sia presentata la dichiarazione Irap), l’onere della prova spetta all’Agenzia delle entrate.

Nel caso di specie, il Commercialista ha dimostrato di essere esente dall’Irap.

Il giudice di merito è giunto alla conclusione che il contribuente risulta aver esercitato l’attività di ragioniere commercialista senza ricorso ad investimenti di beni strumentali complessi ovvero anche impiego di personale dipendente ovvero collaboratori