Novità fiscali del 9 maggio 2013: gestione antiriclaggio, altri chiarimenti in arrivo

Pubblicato il 9 maggio 2013



ricorso contro la cartella esattoriale ammesso anche in caso di errori nella compilazione del Modello Unico; studi di settore abbinati ai controlli bancari; consulenti del lavoro: ecco i parametri; antiriciclaggio: per i soli reati fiscali niente segnalazione; antiriciclaggio: in G.U. due provvedimenti della Banca d’Italia; software denunce imposta sulle assicurazioni dovuta sui premi ed accessori incassati; Aspi e mini-Aspi: ampliata la platea dei beneficiari; debiti PA: a cdp oltre 1.500 domande per circa € 6 miliardi; Dogane: informazioni vincolanti in materia di origine (IVO): standardizzazione del procedimento e del modello di richiesta; autotrasportatori: agevolazioni al via; dall’Inps i dati prima salvaguardia; modifiche al T.U.F. e al Codice Civile (D.Lgs n. 184/2012) e territorialità dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti bancari

 

 

Indice:

1) Ricorso contro la cartella esattoriale ammesso anche in caso di errori nella compilazione del Modello Unico

2) Studi di settore, abbinati ai controlli bancari, vincenti

3) Consulenti del lavoro: ecco i parametri

4) Antiriciclaggio: per i soli reati fiscali niente segnalazione

5) Antiriciclaggio: in G.U. due provvedimenti della Banca d’Italia

6) Software denunce imposta sulle assicurazioni dovuta sui premi ed accessori incassati

7) Aspi e mini-Aspi: ampliata la platea dei beneficiari

8) Debiti PA: a CDP oltre 1.500 domande per circa € 6 miliardi

9) Dogane: informazioni Vincolanti in materia di Origine (IVO): standardizzazione del procedimento e del modello di richiesta

10) Autotrasportatori: agevolazioni al via

11) Dall’Inps i dati Prima Salvaguardia

12) Due nuove Circolari Assonime su: modifiche al Tuf e al Codice Civile (D.lgs n. 184/2012) e territorialità dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti bancari

 

 

1) Ricorso contro la cartella esattoriale ammesso anche in caso di errori nella compilazione del Modello Unico

La cartella può essere impugnata anche per l’errore in dichiarazione. Il contribuente può, quindi, impugnare la cartella di pagamento facendo valere l’errore commesso nella compilazione della dichiarazione dei redditi.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10647 del 7 maggio 2013, con la quale ha accolto il ricorso del contribuente.

La decisione è interessante perché evidenzia come l’atto impositivo sia impugnabile sia per vizi propri sia per cause esterne come l’errore in dichiarazione.

In particolare, secondo la Suprema Corte, il contribuente che abbia commesso un errore a suo danno nella compilazione della denuncia dei redditi può emettere una dichiarazione correttiva e non deve seguire la procedura di rimborso di cui all’art. 38 del D.P.R. n. 602/1973.

Inoltre, la correzione è possibile pure in sede di impugnazione di una cartella di pagamento, emessa in base alla dichiarazione del contribuente, non essendo di ostacolo il limite previsto dal co. 3 dell’art. 19 del D.Lgs. n. 546 del 1992 (secondo cui la cartella sarebbe impugnabile solo per vizi propri), perché non viene in rilievo un vizio della cartella, ma l’errore del contribuente, e l’esigenza del rispetto del principio della capacità contributiva e della obiettiva legalità dell’azione amministrativa.

 

2) Studi di settore, abbinati ai controlli bancari, vincenti

I conti bancari sono risultati incongruenti, allora il fisco applica facilmente gli accertamenti parametrici.

In particolare, il solo scostamento del reddito dichiarato dagli studi di settore legittima l’accertamento fiscale se i versamenti bancari del professionista sono ingiustificati.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con l’ordinanza n. 10584 del 7 maggio 2013, ha accolto il ricorso dell’Amministrazione finanziaria.

Nel caso di specie, un veterinario aveva dichiarato molto poco rispetto alle risultanze derivati dal relativo studio di settore.

Per questo l’Erario aveva recuperato a tassazione le maggiori imposte basandosi essenzialmente sul predetto scostamento.

Il contribuente aveva presentato ricorso contro l’atto impositivo, peraltro con esiti vittoriosi presso i giudici di merito (C.T.P. e C.T.R.).

In particolare, detti giudici avevano ritenuto che il solo scostamento dallo standard previsto dalla disciplina degli studi di settore fosse stato insufficiente a sorreggere il metodo induttivo.

Contro questa tesi “pro contribuente” l’Agenzia delle entrate ha presentato ricorso in Cassazione e, questa volta, con successo.

Infatti, secondo la Suprema Corte, il solo scostamento, negli ultimi anni ritenuto irrilevante per la giurisprudenza ai fini dell’accertamento fiscale, può essere utilizzato quando anche il conto in banca presenta delle incongruenze.

In particolare, in tema di accertamento induttivo dei redditi, l’Amministrazione finanziaria può (ai sensi dell’art. 39 del D.P.R. n. 600 del 1973) fondare il proprio accertamento sia sull’esistenza di gravi incongruenze tra i ricavi, i compensi e i corrispettivi dichiarati e quelli desumibili “dalle caratteristiche e dalle condizioni di esercizio dell’attività svolta”, sia sugli studi di settore, come nella specie, nel quale ultimo caso l’Ufficio non è tenuto a verificare tutti i dati richiesti per uno studio generale di settore, potendosi basare anche solo su alcuni elementi ritenuti sintomatici per la ricostruzione del reddito del contribuente.

Inoltre, i dati e gli elementi risultanti dai conti correnti bancari assumono sempre rilievo ai fini della ricostruzione del reddito imponibile, se il titolare di detti conti non fornisca adeguata giustificazione, ai sensi dell’art. 32 del D.P.R. n. 600/1973, poiché questa previsione e quella di cui all’art. 38 del medesimo Decreto hanno portata generale, riguardando la rettifica delle dichiarazioni dei redditi di qualsiasi contribuente, quale che sia la natura dell’attività svolta e dalla quale quei redditi provengano.

 

3) Consulenti del lavoro: ecco i parametri

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 105 del 7 maggio 2013 è stato pubblicato il regolamento (Decreto n. 46 del 2013) del Ministero del Lavoro recante la determinazione dei parametri per la liquidazione in via giurisdizionale dei compensi spettanti agli iscritti all’Albo dei Consulenti del lavoro.

In caso di mancato accordo tra Consulente del lavoro e cliente, il compenso del professionista sarà liquidato dal giudice in base al valore, alla natura, all’importanza, alla difficoltà e alla complessità della pratica.

Ma avranno la loro importanza anche le condizioni d’urgenza per l’espletamento dell’incarico, i risultati e i vantaggi anche non economici ottenuti dal cliente, l’impegno profuso e il pregio dell’opera prestata.

Ma non solo. Il giudice potrà aumentare al professionista il compenso del 100% per le pratiche di eccezionale importanza e complessità oppure ridurglielo del 50% per le prestazioni eseguite in modo celere.

Dunque, per effetto della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale entreranno in vigore il 22 maggio “i nuovi parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, dei compensi spettanti agli iscritti all’albo dei consulenti del lavoro” a seguito dell’avvenuta abrogazione dei tariffari.

Per l’applicazione delle disposizioni del neo decreto, sono state individuate le seguenti attività svolte dai professionisti:

a) amministrazione del personale (subordinato, autonomo e parasubordinato); b) calcolo del costo del lavoro, determinazione e calcolo del trattamento di fine rapporto; c) ammortizzatori sociali; d) risoluzione rapporti; e) dichiarazioni e denunce previdenziali, assistenziali, assicurative e fiscali; f) contenzioso fiscale, dichiarazioni e prestazioni amministrative, contabili, fiscali-tributarie; g) contenzioso del lavoro, amministrativo, previdenziale, assicurativo, sindacale, giudiziale e stragiudiziale; h) contrattualistica; i) consulenze tecniche di parte;  l) altre prestazioni specifiche e compensi a tempo.

Il valore della prestazione sarà determinato dal giudice in relazione alle singole attività svolte dal professionista. E il compenso sarà di norma liquidato applicando al valore della prestazione le percentuali variabili stabilite nell’apposita tabella A allegata al decreto. I compensi liquidati comprenderanno l’intero corrispettivo per la prestazione professionale, incluse le attività accessorie alla stessa. Per gli incarichi non conclusi si terrà conto dell’opera effettivamente svolta.

L’assenza di prova del preventivo di massima (Legge n. 27 del 24 marzo 2012) costituirà elemento di valutazione negativa da parte dell’organo giurisdizionale per la liquidazione del compenso.

 

4) Antiriciclaggio: per i soli reati fiscali niente segnalazione

Pubblicato lo studio n. 261-2013/B del Consiglio Nazionale del Notariato dal titolo “Reati fiscali e normativa antiriciclaggio”.

Rivisto l’obbligo di segnalazione di operazione sospetta a carico dei notai in presenza di reati fiscali che non sono di per sé sufficienti a fare nascere tale obbligo e comunque restano esclusi dai reati le violazioni relative all’Irap e alle imposte indirette diverse dall’Iva.

Il notaio dovrà valutare solo i documenti necessari allo svolgimento delle proprie funzioni.

Il riciclaggio di proventi  derivanti da reati tributari

Dopo il boom delle segnalazioni di operazioni sospette da parte dei notai, nell’ultimo biennio, il Notariato ha delimitato, con il suddetto studio il ruolo dei propri iscritti in relazione alla disciplina dell’antiriciclaggio.

Il Consiglio Nazionale del Notariato osserva che il “sospetto”, ai sensi dell’art. 41 del D.Lgs. n. 231/2007, per assumere rilevanza ai fini della normativa antiriciclaggio, non deve essere riferito esclusivamente al “reato tributario”, ma altresì al “riciclaggio” di beni provenienti da quella particolare attività criminosa rappresentata dalla violazione di obblighi fiscali penalmente sanzionati. È necessario, quindi, che, siano in corso o siano state tentate operazioni di riciclaggio, e che il notaio sia a conoscenza di un’attività criminosa dalla quale i beni provengano o, almeno, il sospetto di ciò.

Nel caso dei reati fiscali, tuttavia, l’evasione determinerebbe solo un risparmio piuttosto che un diretto incremento del patrimonio, ma i reati fiscali sono considerati come possibile presupposto del riciclaggio, e il “quantum” prodotto dal reato va identificato, non nell’imponibile sottratto a tassazione, ma nell’imposta evasa, che rappresenta il vero “profitto del reato”.

Le limitazioni nell’operato del notaio

A parere del Notariato, il reato fiscale non è di per sé sufficiente a far insorgere

l’obbligo di segnalazione di operazione sospetta.

Inoltre, per verificare se e quando scatta tale adempimento, bisogna considerare le limitazioni normative riscontrabili da parte del professionista.

Innanzitutto si consideri che sono penalmente punibili solo le violazioni concernenti l’Iva e le imposte sui redditi, restando escluse le violazioni in materia di Irap e di imposte indirette (in tali casi la condotta non può essere mai qualificata come attività criminosa e, pertanto, non potrà parlarsi di riciclaggio).

Altro limite deriva dal meccanismo applicativo dei reati fiscali, fondato sul superamento di limiti quantitativi di evasione (D.Lgs. n. 74/2000).

Una terza limitazione è, infine, legata all’individuazione del momento di commissione del reato tributario quale istante a partire dal quale si può ipotizzare l’attività di riciclaggio dei relativi proventi (in particolare i reati di infedele, omessa dichiarazione e frode fiscale si perfezionano con la presentazione della dichiarazione dei redditi. Evento questo che avviene nell’anno successivo rispetto alla data dell’atto).

A tal fine, viene osservato che prima dell’epoca di presentazione della dichiarazione, quindi, non è possibile fare previsioni in ordine alla entità della futura imposta eventualmente evasa.

Pertanto alla stipula dell’atto “sospettato” non è ancora integrato né il reato tributario né il riciclaggio e quindi non è ipotizzabile l’obbligo di segnalazione a carico del notaio.

La valutazione da parte del professionista

Nel caso di sospetto che già in precedenza siano stati commessi reati fiscali e che, mediante l’acquisto di un bene si intenda riciclare le somme frutto dei reati, lo studio chiarisce che la valutazione degli elementi a disposizione del notaio deve avvenire sulla base di tutti (e soli) quei documenti che il notaio è tenuto a domandare per il corretto svolgimento delle proprie funzioni, senza dunque che possa configurarsi a suo carico un obbligo di penetranti indagini tese a escludere l’esistenza di pregressi reati fiscali.

 

5) Antiriciclaggio: in G.U. due provvedimenti della Banca d’Italia

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 105 del 07 maggio 2013 sono stati pubblicati due provvedimenti della Banca d’Italia, entrambi datati 3 aprile 2013, attuativi del D.Lgs. n. 231/2007.

In particolare, il primo provvedimento contiene disposizioni attuative in materia di adeguata verifica della clientela, ai sensi dell’art. 7 comma 2 del suddetto D.Lgs.

Il documento, le cui disposizioni si applicheranno a decorrere dal 1° gennaio 2014, è rivolto agli intermediari finanziari, ma introduce elementi di novità e indicazioni operative che possono risultare di interesse in genere.

La norma attribuisce infatti all’autorità di vigilanza il compito di stabilire le modalità di organizzazione, registrazione, le procedure e i controlli interni volti a prevenire l’utilizzo degli intermediari e degli altri soggetti che svolgono attività finanziaria, a fini di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo.

Il provvedimento, che vede dunque quali destinatari gli intermediari finanziari e gli altri soggetti che svolgono tale attività quali (banche, Poste e istituti di pagamento) contiene l’elencazione di una serie di criteri di valutazione riguardanti i singoli elementi che si rendono necessari per un’adeguata verifica e conoscenza del cliente.

Tra questi è prevista una verifica rafforzata sui conti aperti da parte di società operanti nei settori degli appalti, nella sanità e nei comparti dei rifiuti e delle energie rinnovabili.

Per quanto concerne l’identificazione dei titolari effettivi dei rapporti con gli intermediari, le istruzioni precisano che devono intendersi tali i soggetti che possiedano o esercitino il controllo diretto o indiretto sul cliente, con un richiamo alla nozione contenuta nel codice civile e nel TUF.

Le istruzioni si compongono di una parte generale e di diverse parti speciali, contenenti approfondimenti ed esempi pratici.

Tra questi, ad es., viene indicata come causa di attivazione della procedura di verifica rafforzata, la circostanza che il cliente proceda a prelievi o versamenti di ammontare pari o superiore a 2.500 euro con banconote di grosso taglio (200 o 500 euro).

Se ne ricorre il caso occorre procedere al blocco dei conti e alla restituzione dei fondi al cliente, ed, eventualmente, alla segnalazione delle operazioni sospette all’UIF.

Il secondo provvedimento, invece, è relativo alle disposizioni attuative per la tenuta dell’archivio unico informatico e per le modalità semplificate di registrazione di cui all’art. 37, commi 7 e 8, del medesimo DLgs n. 231/2007.

In tale ipotesi, sono soggetti a registrazione i rapporti continuativi costituiti da “conti”, da “depositi” o da “altri rapporti”, nonché i rapporti continuativi che si instaurano in relazione alla ricezione di un incarico o mandato rientranti nell’attività istituzionale dei destinatari.

 

6) Software denunce imposta sulle assicurazioni dovuta sui premi ed accessori incassati

L’Agenzia delle entrate ha reso disponibile sul proprio sito internet la versione software 1.0.0 del 08 maggio 2013 che consente di predisporre un file per la trasmissione telematica del nuovo modello di denuncia dell'imposta sulle assicurazioni, approvato con provvedimento 30 aprile 2013.

In particolare, con il presente aggiornamento è possibile trasmettere le denunce il cui termine di presentazione, scade il 31 maggio 2013:

- Denunce da presentare con cadenza annuale, relative all'anno 2012;

- denunce da presentare con cadenza mensile relative al mese di aprile 2013.

Viene rammentato che costituisce parte integrante delle predette denunce la comunicazione degli importi annualmente versati alle province, distinti per contratto ed ente di destinazione, relativi ai contratti di assicurazioni contro la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, esclusi i ciclomotori.

Il precedente modello e il relativo prodotto di compilazione resteranno disponibili sul sito internet, ma potranno essere utilizzati soltanto per la presentazione delle seguenti tipologie di denuncia:

- Denunce riferite ad anni precedenti il 2012, presentate da compagnie di assicurazioni tenute all'adempimento con cadenza annuale;

- denunce riferite a periodi precedenti ad aprile 2013, presentate da compagnie di assicurazioni estere operanti in Italia in libera prestazione di servizi, tenute all'adempimento con cadenza mensile;

- denunce riferite ad anni precedenti il 2013, presentate da contraenti italiani che hanno stipulato un'assicurazione con una compagnia estera non stabilita nell'Unione Europea.

Il software “Denuncia Imposta Assicurazioni 2013”, disponibile per gli utenti Windows e per gli utenti MacIntosh, permette la creazione e il controllo del file telematico.

Il file deve essere preventivamente sottoposto a controllo prima di poter essere inviato.

Pertanto è necessario installare il modulo di controllo disponibile sul sito dell’Agenzia delle entrate e sui siti dei servizi telematici.

In particolare gli utenti Entratel dovranno utilizzare la funzione “Controlla” e successivamente autenticare il file.

Il software “Denuncia Imposta Assicurazioni 2013” utilizza una nuova tecnologia di distribuzione dei software basati su Java che consente all’utente di usufruire delle applicazioni direttamente dal web.

In tal modo è possibile attivare le applicazioni in maniera semplice e con un solo clic, avendo la certezza di utilizzare sempre la versione più aggiornata ed evitando complesse procedure di installazione o aggiornamento.

 

7) Aspi e mini-Aspi: ampliata la platea dei beneficiari

Il Ministero del Lavoro, con comunicato del 7 maggio 2013, ha reso noto che é stato emanato il D.M. per i soggetti che non usufruivano della disoccupazione, in particolare, i soci lavoratori delle cooperative.

Via libera, dunque, alla liquidazione di Aspi e mini-Aspi per chi, fino al 2012, non beneficiava dell’indennità di disoccupazione e che ora, invece, possono contare su una nuova forma di sostegno al reddito introdotta dalla legge Fornero.

Per il 2013 l’indennità è stabilita nella misura pari al 20% del trattamento base.

Per chi può contare su una retribuzione, ad es. di 1.000 euro, la prestazione spettante sarà di 150 euro (75% sulla retribuzione). Tra i beneficiari figurano anche i soci operai delle cooperative e gli artisti dipendenti.

L’indennità si richiede in via telematica all’Inps entro 68 giorni dalla data di spettanza del trattamento.

 

8) Debiti PA: a cdp oltre 1.500 domande per circa € 6 miliardi

Cassa depositi e prestiti comunica che - nell’ambito della procedura prevista dal DL 8 aprile 2013 n. 35, relativa allo sblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione, ha ricevuto un totale di oltre 1.500 domande di anticipazione di liquidità, per un importo complessivo di circa 6 miliardi di euro. Considerando che le cifre richieste superano l’importo delle somme del Fondo dedicato agli Enti locali da 4 miliardi di euro (2 miliardi per il 2013 e 2 miliardi per il 2014), su cui Cassa opera per conto del Ministero dell’Economia e delle finanze (MEF), si procederà ad un riparto delle somme richieste.
Le anticipazioni di liquidità, come previsto dal DL n. 35/2013, saranno concesse entro il prossimo 15 maggio e le erogazioni delle stesse saranno effettuate a seguito del perfezionamento dei relativi contratti.
Passando alla composizione delle domande:

1500 sono le richieste pervenute dalle Amministrazioni Comunali, per un importo complessivo pari a circa 5,8 miliardi di euro.

15 sono le domande presentate dalle Amministrazioni provinciali, per un controvalore di circa 110 milioni di euro.

25 sono le richieste degli altri Enti locali, per circa 53 milioni di euro.

(Ministero dell'Economia e delle Finanze, comunicato stampa n. 67 del 08 maggio 2013)

 

9) Dogane: informazioni Vincolanti in materia di Origine (IVO): standardizzazione del procedimento e del modello di richiesta

L’Agenzia delle Dogane ha pubblicato la circolare n. 8/D del 08 maggio 2013.

Le disposizioni dell’articolo 12 del regolamento (CE) n. 2913/1992 (in seguito, CDC) e degli artt. 6 e 7 del regolamento (CE) n. 2454/1993, recante le relative disposizioni d’applicazione (in seguito, DAC), prevedono l’istituto dell’IVO – “informazione vincolante in materia di origine”, rilevante facilitazione per gli operatori economici. L’IVO è vincolante per tutte le amministrazioni doganali dell’Unione europea per un periodo di tre anni dalla data del suo rilascio a condizione che le merci importate o esportate e le circostanze che disciplinano l’acquisizione dell’origine corrispondano sotto tutti gli aspetti con quanto descritto nell’informazione. Tuttavia, pur consentendo lo strumento in esame un notevole grado di pianificazione, messa in sicurezza e trasparenza delle operazioni commerciali di importazione e di esportazione, a differenza delle informazioni tariffarie vincolanti (ITV), esso non ha formato oggetto da parte delle istituzioni dell’UE di analoghe misure di armonizzazione comunitaria (modello unico di domanda, banca dati unica, ecc.).

L’istituto in parola ha registrato un interesse sempre più crescente da parte della comunità degli operatori economici e si è avuto modo di rilevare che pervengono diverse richieste di IVO, redatte secondo modelli disparati, sia direttamente da parte di taluni operatori commerciali che da parte delle strutture territoriali di questa Agenzia, talora carenti dei necessari elementi di informazione ex art. 6 delle DAC. Poiché sprovviste di adeguata istruttoria e documentazione di supporto, sono risultati necessari supplementi di indagine presso gli operatori interessati, con allungamento dei tempi di trattazione delle stesse.

Inoltre, ai sensi dell’articolo 20 del codice doganale aggiornato (regolamento (CE) n. 450/2008), la richiesta di IVO (o di ITV) “è respinta (…): a) qualora sia fatta o sia già stata fatta, presso lo stesso o un altro ufficio doganale, dal o per conto del destinatario di una decisione relativa alle stesse merci e, con riferimento alle decisioni IVO, alle stesse condizioni che determinano l’acquisizione dell’origine; b) qualora la richiesta non si riferisca a un qualsiasi uso previsto della decisione ITV o IVO o a un qualsiasi uso previsto di una procedura doganale.”

Ne è derivata, pertanto, in applicazione del principio di sussidiarietà verso il basso, l’esigenza di disciplinare la procedura per le richieste ed il rilascio delle IVO.

Ciò premesso, nel perseguimento degli obiettivi di miglioramento del servizio e di semplificazione delle procedure amministrative, in analogia a quanto già operato con le ITV, l’Agenzia delle Dogane dispone che, a far data dalla ricezione delle presenti istruzioni, anche tutte le richieste di IVO siano redatte secondo l’allegato modello di richiesta e  contengano obbligatoriamente gli elementi informativi di seguito descritti.



10) Autotrasportatori: agevolazioni al via

Prorogate anche per il 2013 le agevolazioni per gli autotrasportatori. Confermati anche quest’anno gli importi previsti nel 2012.

Nel dettaglio:

- le imprese di autotrasporto merci – conto terzi e conto proprio – possono recuperare nel 2013 fino ad un massimo di 300 euro per ciascun veicolo (tramite compensazione in F24) le somme versate nel 2012 come contributo al Servizio Sanitario Nazionale sui premi di assicurazione per la responsabilità civile, per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore adibiti a trasporto merci di massa complessiva a pieno carico non inferiore a 11,5 tonnellate. Anche quest’anno per la compensazione in F24 si utilizza il codice tributo “6793”;

- per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore oltre il Comune in cui ha sede l’impresa (autotrasporto merci per conto di terzi) è prevista una deduzione forfetaria di spese non documentate (articolo 66, comma 5, primo periodo, del TUIR), per il periodo d’imposta 2012, nelle seguenti misure:

- 56,00 euro per i trasporti all’interno della Regione e delle Regioni confinanti. La deduzione spetta anche per i trasporti personalmente effettuati dall’imprenditore all’interno del Comune in cui ha sede l’impresa, per un importo pari al 35% di quello spettante per i medesimi trasporti nell’ambito della Regione o delle Regioni confinanti;

- 92,00 euro per i trasporti effettuati oltre tale ambito.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 59 del 8 maggio 2013)

 

11) Dall’Inps i dati Prima Salvaguardia

Pubblicati dall’Inps l’8 maggio 2013 i dati per la prima operazione salvaguardia (Articolo 24, comma 14 e 15, della legge n. 214 del 2011 e Decreto Interministeriale del 1 giugno 2012), nonché la circolare Inps n. 76 del 8 maggio 2013.

Banca Centrale Europea. Riduzione tasso di interesse

Con la decisione di politica monetaria del 2 maggio 2013, la Banca Centrale Europea ha ridotto di 25 punti base il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema, fissandolo nella misura dello 0,50% a decorrere dall’8 maggio 2013. Dal momento che tale variazione incide sulla determinazione del tasso di dilazione e di differimento da applicare agli importi dovuti a titolo di contribuzione agli Enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie e sulla misura delle sanzioni civili, l’interesse di dilazione per la regolarizzazione rateale dei debiti per contributi e sanzioni civili e l’interesse dovuto in caso di autorizzazione al differimento del termine di versamento dei contributi dovranno essere calcolati al tasso del 6,50% annuo. Tale misura trova applicazione alle rateazioni presentate a decorrere dal giorno 8 maggio 2013, mentre i piani di ammortamento già emessi e notificati in base al tasso precedentemente in vigore non subiranno modificazioni.
Per maggiori informazioni si veda la circolare Inps n. 74 del 7 maggio 2013

Fondazione Nicolò Piccolomini: bando 2013 in favore degli artisti drammatici indigenti

La Fondazione Nicolò Piccolomini per l’Accademia d’Arte Drammatica, che ha quale scopo statutario l’elargizione in denaro agli artisti drammatici indigenti, ha emanato per l'anno 2013 il bando per il loro sostegno economico. Per i requisiti, le modalità di presentazione della domanda e il termine si rinvia al bando allegato.

 

12) Due nuove Circolari Assonime su: modifiche al Tuf e al Codice Civile (D.lgs n. 184/2012) e territorialità dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti bancari

Assonime pubblica due nuove Circolari in tema di: modifiche al Tuf e al Codice Civile introdotte dal decreto legislativo n. 184/2012 (Circolare 12/2013); territorialità dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti bancari a medio e a lungo termine (Circolare 13/2013).

Circolare n. 12: Le modifiche al Tuf e al Codice Civile introdotte dal decreto legislativo n. 184/2012

Il decreto legislativo 11 ottobre 2012, n. 184, entrato in vigore il 13 novembre 2012, nel recepire la disciplina sul prospetto riveniente dalla direttiva 2010/73/CE, ha colto l’occasione per apportare alcune altre modifiche al Tuf, al Codice Civile e alle disposizioni per l’attuazione del Codice Civile e transitorie, con l’obiettivo di semplificare la normativa.

La presente circolare illustra le modifiche al Tuf in tema di prospetto (par. 1), le altre modifiche al Tuf in tema di offerta fuori sede, regolamento della società di gestione del mercato regolamentato, informativa price sensitive e registri insiders, assetti proprietari (par. 2), le modifiche al Codice Civile sugli aumenti di capitale (par. 3) e infine le modifiche alle disposizioni per l’attuazione del Codice Civile e transitorie in materia di emittenti diffusi (par. 4).

Circolare n. 13: La territorialità dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti bancari a medio e a lungo termine – I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Con la presente circolare Assonime commenta la risoluzione n. 20 del 28 marzo 2013, con la quale l’Agenzia delle entrate ha fornito chiarimenti sull’ambito oggettivo di applicazione dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti bancari a medio e a lungo termine e sulla possibilità che l’Amministrazione finanziaria possa contestare la mancata applicazione del tributo in presenza di comportamenti dei contribuenti che tendano ad evitare la realizzazione del presupposto di territorialità, individuato dalla stessa Agenzia nella formazione del contratto in Italia.

 

Vincenzo D’Andò