Il sostegno alla genitorialità: i servizi di baby sitting

di Marta Bregolato

Pubblicato il 14 maggio 2013

a breve dovrebbe uscire il bando dell'INPS dedicato alla gestione dei voucher per servizi di baby-sitting da utilizzare per aiutare le madri lavoratrici nel reinserimento nel mondo del lavoro

Abbiamo già ampiamente affrontato l’argomento del sostegno alla genitorialità nell’articolo “Il sostegno alla genitorialità – i nuovi congedi parentali” dedicato appunto ai congedi parentali così come rinnovati dalla Legge n. 92 del 28.06.2012 pubblicata nel supplemento ordinario n. 136 della Gazzetta Ufficiale n. 153 del 03.07.2012 ed entrata in vigore il 18.07.2012, che più brevemente indicheremo nel seguito come “Riforma Fornero”.

La Riforma ha disciplinato i servizi di baby sitting all’art. 4 c. 24 lett. a.

Procediamo nell’analisi delle misure sperimentali introdotte a sostegno del reddito ed in un’ottica di dare sostegno alla genitorialità promuovendo “una cultura di maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli all’interno della coppia e per favorire la conciliazione di tempi di vita e di lavoro” occupandoci quindi dei voucher per i servizi si baby sitting.

La norma tende a riportare una posizione di parità tra uomo e donna nell’accudimento dei figli, conciliando quindi gli impegni professionali e familiari nonché sostenere l’occupazione femminile facilitando il ritorno al lavoro delle neo mamme.

Il sostegno previsto dall’articolo 4 comma 24 lettera b è sperimentale per il triennio 2013- 2016.

Consente alla madre lavoratrice di richiedere, al termine del congedo obbligatorio di maternità ed in alternativa al congedo parentale, i voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting, ovvero un contributo per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati accreditati, da utilizzare negli undici mesi successivi al congedo obbligatorio con una durata massima di 6 mesi.

Fissiamo quindi alcuni concetti:

  • Congedo obbligatorio di maternità: astensione obbligatoria dal lavoro della lavoratrice connessa alla sua maternità nei due mesi precedenti la data presunta del parto (astensione obbligatoria pre – parto) e nei tre mesi successivi alla data effettiva del parto (astensione obbligatoria post – parto)

  • Congedo parentale: possibilità di astensione per determinati periodi dal lavoro dei genitori al fine di garantire l’accudimento dei figli fino al compimento dei primi otto anni di età;

  • Congedo di paternità: astensione del lavoratore, fruito in alternativa al congedo di maternità.

Detto questo, nel mezzo del congedo obbligatorio di maternità ed in alternativa al congedo parentale e/o di paternità si inseriscono i voucher per servizi di baby sitting.

La Riforma Fornero prevedeva tra l’altro che i criteri di accesso e le m