Il regime fiscale dei Titoli di Risparmio per l’Economia Meridionale

L’art. 8, c. 4, del DL 70/2011 ha introdotto la possibilità di emettere una particolare tipologia di strumenti finanziari che permettono di effettuare una raccolta di risorse finanziarie da destinare al finanziamento di progetti di investimento di medio e lungo termine posti in essere da piccole e medie imprese del mezzogiorno (c.d. “Titoli di Risparmio per l’Economia Meridionale”).

I predetti titoli di risparmio altro non sono che strumenti finanziari aventi scadenza non inferiore a diciotto mesi, che possono essere emessi da banche italiane, comunitarie ed extracomunitarie autorizzate ad operare in Italia, in osservanza delle previsioni del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia. I titoli in argomento (che in sede di emissione possono essere sottoscritti soltanto da persone fisiche non esercenti attività di impresa) possono essere, alternativamente, nominativi ovvero al portatore: in tal ultimo caso, peraltro, trovano applicazione le disposizioni in materia di limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore, ovvero l’importo nominale degli stessi non deve eccedere la soglia limite di € 999,99. Uno degli aspetti più rilevanti dei Titoli di Risparmio per l’Economia Meridionale è costituito dal regime impositivo dei redditi da essi derivanti: agli interessi ed agli altri proventi relativi a detti titoli viene riconosciuto, infatti, un trattamento impositivo di favore, ovvero l’assoggettamento ad un’imposta sostitutiva con aliquota del 5% in luogo dell’ordinario prelievo del 20%, applicabile agli altri titoli obbligazionari aventi la medesima durata.

Con la circolare n. 10 del 30 aprile 2013, l’Agenzia delle Entrate ha risposto ad alcuni quesiti relativi al predetto regime impositivo precisando quanto segue. I predetti titoli possono essere sottoscritti in sede di emissione soltanto da persone fisiche (residenti o non residenti nel territorio dello stato) purché non esercenti attività d’impresa (intesa sia come attività commerciale che attività agricola) e solo agli stessi si rende applicabile il predetto regime impositivo di favore.

Solo in epoca successiva alla loro emissione, detti strumenti potranno essere acquistati, sul mercato secondario, da tutte le altre categorie di investitori fermo restando che, anche sul mercato secondario, il trattamento fiscale di favore continuerà ad essere riservato soltanto alle persone fisiche, purché non esercenti attività d’impresa. Anche gli imprenditori individuali (anche agricoli) possono sottoscrivere i titoli in esame e fruire dell’aliquota del 5% a condizione che, in sede di sottoscrizione, gli emittenti acquisiscano dai promissari sottoscrittori una dichiarazione che attesti che i titoli sottoscritti non saranno detenuti nell’ambito dell’attività d’impresa.

Tale condizione può essere verificata dalla banca emittente o intermediaria avvalendosi, in alternativa delle certificazioni ufficiali rilasciate da amministrazioni fiscali, autorità di vigilanza o soggetti pubblici, di una dichiarazione resa dallo stesso soggetto interessato: la predetta dichiarazione dovrà essere acquisita dall’intermediario (tenuto ad operare l’imposta sostitutiva sugli interessi derivanti dai medesimi titoli), anche nel caso di acquisto dei predetti titoli sui mercati secondari. Per i titoli immessi in gestioni individuali di portafoglio, per le quali operi il regime del risparmio gestito, trova applicazione la speciale deroga (art. 8 c. 4 lett. c per. 3 D.L. n. 70 del 2011) secondo cui gli interessi e gli altri proventi (redditi di capitale diversi dagli interessi) dei titoli in questione non concorrono alla determinazione del risultato di gestione: su tali redditi potrebbe operare, infatti, un regime impositivo differente.

Nel caso di titoli sottoscritti o acquistati per il tramite di una società fiduciaria, ai fini della verifica dei requisiti dell’investitore, è necessario fare riferimento alla posizione del fiduciante, atteso che dal punto di vista impositivo, il…

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