Il diritto camerale 2013

In concomitanza con la scadenza di versamento delle imposte scaturenti da Unico 2013, si dovrà tenere conto anche del termine di pagamento del diritto camerale per l’anno 2013.

A tal fine restano confermati gli importi dovuti per l’anno 2012. Ciò a seguito di quanto comunicato dal Ministero dello Sviluppo Economico nella nota del 21 dicembre 2012.

Diritto camerale

Come è noto, il diritto camerale è dovuto annualmente alle varie Camere di Commercio da parte di tutte le imprese iscritte o annotate nel Registro delle Imprese o nel REA, siano esse iscritte o annotate al 1° gennaio ovvero nel corso dell’anno di riferimento.

Nel caso di trasferimento della sede legale o principale dell’impresa in altra provincia, il diritto è dovuto alla Camera di Commercio in cui è ubicata la sede legale al 1° gennaio.

Da tenere presente che ciascuna Camera di Commercio può determinare delle maggiorazioni da applicare agli importi stabiliti dal Ministero.

Soggetti obbligati

L’ammontare dei diritti camerali dovuti per l’anno 2013 da ciascuna impresa varia a seconda che si tratti di impresa iscritta nella sezione speciale o nella sezione ordinaria del Registro delle Imprese.

Sono confermate le misure transitorie, adottate dal 2011, che vedono obbligati al versamento del diritto annuale tutti i soggetti iscritti nel REA come le associazioni, fondazioni, comitati che versano per il 2013 il diritto nella misura di € 30,00.

In particolare sono obbligate:

– Imprese individuali iscritte o annotate nella sezione ordinaria e speciale;

– società semplici agricole;

– società semplici non agricole;

– società cooperative e consorzi;

– enti economici pubblici e privati;

– aziende speciali e consorzi previsti dalla L. n. 267/00;

– Geie – gruppi europeo di interesse economico;

– società di persone (S.n.c., S.a.s.);

– società tra avvocati D.Lgs. n. 96/01;

– imprese estere con unità locali in Italia;

– S.r.l. (anche unipersonale), S.p.A. e società in accomandita per azioni;

– società consortili a responsabilità limitata per azioni.

Soggetti esclusi

Il diritto annuale non è dovuto per:

– Le imprese dichiarate fallite o messe in liquidazione coatta amministrativa nel 2012 (salvo nel caso di esercizio provvisorio dell’attività);

– le società che si sono iscritte dopo il 1° gennaio 2013, poiché hanno già versato il diritto al momento dell’iscrizione;

– le imprese che hanno cessato l’attività nel 2012, purché la domanda di cancellazione sia stata presentata entro il 30 gennaio 2013;

Imprese iscritte nella sezione speciale

Il diritto annuale è dovuto in misura fissa per:

– Gli imprenditori agricoli ex art. 2135 c.c.;

– i piccoli imprenditori ex art. 2083 c.c. (si tratta di coloro che esercitano un’attività per la quale il lavoro prestato è preponderante rispetto al capitale investito);

– le società semplici ex art. 2251 c.c.;

– le persone fisiche, le società e i consorzi iscritti negli Albi delle imprese artigiane.

Le ditte individuali, anche se iscritte nella sezione ordinaria, versano il diritto annuale in misura fissa.

 

 

Tipologia di imprese iscritte nella sezione speciale

Importo

Piccoli imprenditori, imprese agricole e imprese artigiane

€   88,00

Società semplici agricole

€  100,00

Società semplici non agricole

€  200,00

Società iscritte nella sezione speciale (es. tra professionisti)

€  200,00

Soggetti iscritti solo al REA (enti, associazioni, fondazioni)

€   30,00

 

 

Imprese iscritte nella sezione ordinaria

Sono iscritte nella sezione ordinaria:

– Alcune imprese individuali (che versano il diritto nella misura fissa di € 200,00);

– tutte le società (escluse quelle semplici);

– i consorzi ed enti economici pubblici e privati;

– Geie – gruppi europei di interesse economico;

– le imprese che pagano il diritto annuale in misura proporzionale al loro fatturato dell’esercizio precedente (anno 2012), per scaglioni, secondo la seguente tabella:

 

Da euro

a euro

Misura fissa e aliquote

0,00

100.000,00

fisso €  200

oltre 100.000,00

250.000,00

0,015 %

oltre 250.000,00

500.000,00

0,013 %

oltre 500.000,00

1.000.000,00

0,010 %

oltre 1.000.000,00

10.000.000,00

0,009 %

oltre 10.000.000,00

35.000.000,00

0,005 %

oltre 35.000.000,00

50.000.000,00

0,003 %

oltre 50.000.000,00

 

0,0001 %

(fino a max di 40.000 euro)

 Unità locali

Le imprese che svolgono l’attività anche in unità locali dovranno versare il diritto, oltre che per la propria sede, anche per ogni unità locale, a favore della Camera di Commercio competente in base alla provincia in cui ha sede l’unità locale, nel seguente modo:

Imprese italiane

20% di quanto dovuto per la sede, arrotondato all’unità di euro, fino ad un massimo di € 200 per unità

Imprese con sede principale all’estero

€  110,00

Società semplici agricole

€  20,00

Società semplici non agricole

€  40,00

Società tra professionisti

€  40,00

Termini di versamento

Per la generalità dei casi il versamento va effettuato entro la scadenza prevista per le imposte sui redditi (17 giugno per la maggior parte dei contribuenti), oppure entro il 17 luglio con la maggiorazione dello 0,40% senza arrotondamento, utilizzando il Modello F24.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la nota n. 19230 del 3 marzo 2009, al fine di rendere omogenei i criteri di calcolo ha individuato un nuovo criterio di arrotondamento che si basa su un unico arrotondamento finale, mentre nei calcoli intermedi per la sede e per le eventuali unità locali dovranno essere mantenuti cinque decimali.

L’importo finale da versare alla Camera di Commercio va comunque espresso in unità di euro (per eccesso, se la frazione decimale è uguale o superiore a 50 centesimi di euro o per difetto, se inferiore a detto limite).

 

Vincenzo D’Andò

 

24 maggio 2013

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