Detrazione spese sanitarie: corretto comportamento da tenere

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 15 maggio 2013

quale è il corretto comportamento da tenere ai fini della detrazione delle spese sanitarie, in particolare delle spese dei prodotti acquistati in farmacia dopo le recenti novità pubblicate dall'Agenzia?

Quale è il corretto comportamento da tenere ai fini della detrazione delle spese sanitarie, in particolare delle spese dei prodotti acquistati in farmacia dopo le recenti novità?

Con il presente intervento si evidenziano le modalità da seguire, ciò ai fini della compilazione del prossimo Modello Unico.

 Le spese sanitarie relative all’acquisto di medicinali sono deducibili se la spesa risulta certificata da fattura o da scontrino fiscale (cd. “scontrino parlante”) in cui risultino specificati la natura, la qualità e la quantità dei prodotti acquistati nonché il codice fiscale del destinatario.

In merito alle relative indicazioni richieste nei documenti di certificazione è stato precisato che:

- per quanto riguarda la natura del prodotto si ritiene sufficiente l’indicazione generica di “farmaco” o “medicinale”; vengono accettate anche le terminologie OTC, SOP, omeopatico ed abbreviazioni come med., e f.co; anche la dicitura TICKET soddisfa l’indicazione della natura del prodotto ed il contribuente non è più tenuto a conservare copia della ricetta rilasciata dal medico di base;

- per quanto riguarda la qualità è sufficiente l’indicazione del numero di autorizzazione all’immissione in commercio (AIC).

L’acquisto di medicinali preparati in farmacia (preparazioni galeniche) è detraibile se nel documento rilasciato è indicata la natura (farmaco), la qualità (preparazione galenica), la quantità ed il codice fiscale del destinatario.

Spesso in questi casi viene rilasciata la fattura per ovvie difficoltà nell’emissione dello scontrino parlante.

Per i prodotti fitoterapici, l’Agenzia delle entrate, con risoluzione del n. 396/E del 2008, ha precisato che gli stessi possono beneficiare della detrazione se approvati dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) che ne autorizza l’immissione in commercio.

La stessa Agenzia, con la circolare n. 20/E del 2011, ha precisato, con riferimento alle spese per l’acquisto/affitto di attrezzature sanitarie, che la generica dicitura “dispositivo medico” riportata sul documento fis