Si allargano le possibilità di compensazione: i crediti vantati nei confronti di Enti Pubblici possono essere utilizzati in compensazione per i casi di accertamento con adesione, definizione degli inviti a comparire, definizione dei pvc, acquiescenza, definizione agevolata delle sanzioni, conciliazione giudiziale, mediazione

Come è noto, le ultime modifiche normative emanate nel corso del 2011 hanno introdotto una serie di disposizioni finalizzate ad agevolare il pagamento rateale delle somme dovute da parte dei contribuenti nelle ipotesi di accertamento con adesione, acquiescenza all’accertamento e conciliazione giudiziale.

In pratica, è stato soppresso l’obbligo di prestare la garanzia mediante polizza fideiussoria o fideiussione bancaria, ovvero rilasciata dai Confidi, nei casi di versamento rateale delle somme dovute.

Già gli altri istituti introdotti (definizione pvc, definizione inviti a comparire, definizione sanzioni, mediazione) non prevedevano l’obbligo della garanzia.

La finalità del legislatore è stata quella di agevolare il pagamento delle somme dovute da parte dei contribuenti i quali, non trovandosi nelle condizioni di poter effettuare il versamento diretto in unica soluzione, optano per il pagamento rateale delle somme dovute.

 

IL D.L. cd. Pagamento debiti PA.

L’art. 9, del D.L. n.35 dell’aprile 2013, titolato “Compensazioni tra certificazioni e crediti tributari”, ha aggiunto al D.P.R. n .602/73, dopo l’art. 28-quater, l’art. 28-quinquies (“Compensazioni di crediti con somme dovute in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario”).

Detta norma prevede che i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati al 31 dicembre 2012 nei confronti dello Stato, degli enti pubblici nazionali, delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale per somministrazione, forniture e appalti, possono essere compensati, con l’utilizzo del sistema previsto dall’art. 17, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, ed esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, con le somme dovute a seguito di :

  • accertamento con adesione;

  • definizione degli inviti a comparire;

  • definizione dei pvc;

  • acquiescenza;

  • definizione agevolata delle sanzioni;

  • conciliazione giudiziale;

  • mediazione.

 

E’ necessario che il credito sia certificato ai sensi dell’art. 9, c. 3-bis, del D.L. n. 185, del 29 novembre 2008, convertito, con modificazioni, dalla L. 28 gennaio 2009, n.2, o ai sensi dell’art. 9, c. 3-ter, lett. b, u.p., del medesimo decreto.

La compensazione è trasmessa immediatamente con flussi telematici dall’Agenzia delle entrate alla piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni, predisposta dal Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della ragioneria generale dello Stato, con modalità idonee a garantire l’utilizzo univoco del credito certificato. Qualora la regione, l’ente locale o l’ente del Servizio sanitario nazionale non versi sulla contabilità speciale numero 1778 “Fondi di bilancio” l’importo certificato entro sessanta giorni dal termine indicato nella certificazione, la struttura di gestione di cui all’art. 22, c. 3, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, trattiene l’importo certificato mediante riduzione delle somme dovute all’ente territoriale a qualsiasi titolo, a seguito della ripartizione delle somme riscosse ai sensi dell’art.17, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

Nel caso in cui il recupero non sia possibile, la suddetta struttura di gestione ne dà comunicazione ai Ministeri dell’interno e dell’economia e delle finanze e l’importo è recuperato mediante riduzione delle somme dovute dallo Stato all’ente territoriale a qualsiasi titolo, incluse le quote dei fondi di riequilibrio o perequativi e le quote di gettito relative alla compartecipazione a tributi erariali. I termini e le modalità di attuazione delle disposizioni indicate sono rinviate ad un successivo decreto del Ministro dell’economia e delle finanze.

 

Il precedente

Come è noto, l’art. 31, c. 1-bis, del D.L. n. 78 del 31 maggio 2010, convertito, con modificazioni, in Legge n. 122 del 20 luglio 2010, ha inserito nel D.P.R. n.602/73,…

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