Si allargano le possibilità di compensazione: i crediti vantati nei confronti di Enti Pubblici possono essere utilizzati in compensazione per i casi di accertamento con adesione, definizione degli inviti a comparire, definizione dei pvc, acquiescenza, definizione agevolata delle sanzioni, conciliazione giudiziale, mediazione

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 6 maggio 2013



il recente decreto sui pagamenti delle pubbliche amministrazioni aumenta anche le opzioni per utilizzare in compensazione i crediti vantati verso gli enti pubblici per il pagamento di debiti fiscali relativi a procedure deflattive del contenzioso

Come è noto, le ultime modifiche normative emanate nel corso del 2011 hanno introdotto una serie di disposizioni finalizzate ad agevolare il pagamento rateale delle somme dovute da parte dei contribuenti nelle ipotesi di accertamento con adesione, acquiescenza all’accertamento e conciliazione giudiziale.

In pratica, è stato soppresso l’obbligo di prestare la garanzia mediante polizza fideiussoria o fideiussione bancaria, ovvero rilasciata dai Confidi, nei casi di versamento rateale delle somme dovute.

Già gli altri istituti introdotti (definizione pvc, definizione inviti a comparire, definizione sanzioni, mediazione) non prevedevano l’obbligo della garanzia.

La finalità del legislatore è stata quella di agevolare il pagamento delle somme dovute da parte dei contribuenti i quali, non trovandosi nelle condizioni di poter effettuare il versamento diretto in unica soluzione, optano per il pagamento rateale delle somme dovute.

 

IL D.L. cd. Pagamento debiti PA.

L’art. 9, del D.L. n.35 dell’aprile 2013, titolato “Compensazioni tra certificazioni e crediti tributari”, ha aggiunto al D.P.R. n .602/73, dopo l'art. 28-quater, l’art. 28-quinquies (“Compensazioni di crediti con somme dovute in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario”).

Detta norma prevede che i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati al 31 dicembre 2012 nei confronti dello Stato, degli enti pubblici nazionali, delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale per somministrazione, forniture e appalti, possono essere compensati, con l'utilizzo del sistema previsto dall'art. 17, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, ed esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle entrate, con le somme dovute a seguito di :

  • accertamento con adesione;

  • definizione degli inviti a comparire;

  • definizione dei pvc;

  • acquiescenza;

  • definizione agevolata delle sanzioni;

  • conciliazione giudiziale;

  • mediazione.

 

E’ necessario che il credito sia certificato ai sensi dell'art. 9, c. 3-bis, del D.L. n. 185, del 29 novembre 2008, convertito, con modificazioni, dalla L. 28 gennaio 2009, n.2, o ai sensi dell'art. 9, c. 3-ter, lett. b, u.p., del medesimo decreto.

La compensazione è trasmessa immediatamente con flussi telematici dall'Agenzia delle entrate alla piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni, predisposta dal Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della ragioneria generale dello Stato, con modalità idonee a garantire l'utilizzo univoco del credito certificato. Qualora la regione, l'ente locale o l'ente del Servizio sanitario nazionale non versi sulla contabilità speciale numero 1778 "Fondi di bilancio" l'importo certificato entro sessanta giorni dal termine indicato nella certificazione, la struttura di gestione di cui all'art. 22, c. 3, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, trattiene l'importo certificato mediante riduzione delle somme dovute all'ente territoriale a qualsiasi titolo, a seguito della ripartizione delle somme riscosse ai sensi dell'art.17, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

Nel caso in cui il recupero non sia possibile, la suddetta struttura di gestione ne dà comunicazione ai Ministeri dell'interno e dell'economia e delle finanze e l'importo è recuperato mediante riduzione delle somme dovute dallo Stato all'ente territoriale a qualsiasi titolo, incluse le quote dei fondi di riequilibrio o perequativi e le quote di gettito relative alla compartecipazione a tributi erariali. I termini e le modalità di attuazione delle disposizioni indicate sono rinviate ad un successivo decreto del Ministro dell'economia e delle finanze.

 

Il precedente

Come è noto, l’art. 31, c. 1-bis, del D.L. n. 78 del 31 maggio 2010, convertito, con modificazioni, in Legge n. 122 del 20 luglio 2010, ha inserito nel D.P.R. n.602/73, l’art. 28-quater, con il quale ha regolamentato le compensazioni di crediti con somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo.

Il Decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 25 giugno 2012, in G.U. n. 152 del 2 luglio 2012, ha fissato le modalità con le quali, a partire dal 1º gennaio 2011, i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti delle Regioni, degli Enti locali e degli Enti del Servizio Sanitario Nazionale per somministrazione, forniture e appalti, possono essere compensati, con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo.

Per il raggiungimento dello scopo, il creditore deve acquisire la certificazione prevista dall’art. 9, c. 3-bis, del D.L. n.1 85 del 29 novembre 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, per utilizzarla per il pagamento, totale o parziale, delle somme dovute a seguito dell’iscrizione a ruolo, condizionata alla verifica dell’esistenza e validità della certificazione.

Se la regione, l’ente locale o l’ente del Servizio sanitario nazionale non versa all’agente della riscossione l’importo oggetto della certificazione entro 60 giorni dal termine nella stessa indicato, l’agente della riscossione procede, sulla base del ruolo emesso a carico del creditore, alla riscossione coattiva nei confronti degli stessi enti.

Le modalità di attuazione della norma sono state demandate ad un apposito decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, decreto del MEF diramato il 25 giugno 2012, in G.U. n. 152 del 2 luglio 2012. Deve comunque trattarsi di debiti iscritti a ruolo entro il 30 aprile 2012.

Se possono essere oggetto di compensazione i crediti maturati nei confronti di regioni, enti locali, enti del Servizio sanitario nazionale per somministrazione, forniture e appalti, sono compensabili le cartelle di pagamento, gli avvisi di accertamento esecutivi, i tributi erariali, regionali e locali, i contributi assistenziali e previdenziali, i premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, e le entrate spettanti all'amministrazione che ha rilasciato la certificazione prevista.

Il titolare del credito, una volta acquisita la certificazione, la presenta all'agente della riscossione competente, per il pagamento totale o parziale delle somme sopra indicate.

Qualora il pagamento riguardi solo una parte delle somme dovute, è onere del contribuente indicare, contestualmente, le posizioni debitorie che intende estinguere. In assenza di indicazione, l'imputazione dei pagamenti è effettuata dall'agente della riscossione ai sensi dell'art. 31 del D.P.R. n. 602/73, secondo le seguenti regole:

  • il concessionario non ha il potere di rifiutare pagamenti parziali di rate scadute e pagamenti in acconto per rate di imposte non ancora scadute;

  • in presenza di rate scadute il pagamento non può essere imputato alle rate non scadute, se non per l'eventuale eccedenza, comprese le indennità di mora, i diritti e le spese maturati a favore del concessionario;

  • in presenza di rate scadute l'imputazione è fatta, rata per rata, iniziando dalla più remota, al debito d'imposta, soprattassa, pena pecuniaria e poi al debito per indennità di mora (l’imputazione non può essere fatta ai diritti ed alle spese maturati a favore del concessionario se non dopo la completa estinzione del debito per le rate scadute e relative indennità di mora);

  • in presenza di debiti di imposta già scaduti l'imputazione è fatta con preferenza alle imposte o quote di imposta meno garantite e fra imposte o quote di imposta ugualmente garantite con precedenza a quella più remota.

 

L'agente della riscossione, trattiene l'originale della certificazione, ne rilascia copia timbrata per ricevuta al titolare del credito e procede, entro i 3 giorni lavorativi successivi, mediante richiesta trasmessa all'amministrazione debitrice a mezzo email certificata, alla verifica dell'esistenza e validità di tale certificazione (ove possibile va utilizzata la piattaforma elettronica disciplinata con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di cui all'art. 13, c. 2, della L. n. 183/2011).

Entro il 10 giorno successivo alla richiesta dell'agente della riscossione, l'Amministrazione debitrice è tenuta a comunicare, stesso mezzo, l'esito della verifica all'agente della riscossione che informa il titolare del credito.

In caso di esito positivo della verifica, il debito si estingue limitatamente all'importo corrispondente al credito certificato e utilizzato in compensazione e il titolare del credito ritira l'attestazione di avvenuta compensazione presso lo sportello del competente agente della riscossione.

L'importo del credito utilizzato in compensazione per il pagamento delle somme iscritto a ruolo è annotato sulla copia della certificazione rilasciata dall'agente della riscossione. Il credito residuo può essere utilizzato solo se la copia della certificazione è accompagnata dall'attestazione di avvenuta compensazione.

L'agente della riscossione deve comunicare all'ente debitore ed all'ente impositore entro i 5 giorni lavorativi successivi l'avvenuta compensazione tramite email certificata o piattaforma elettronica.

L'agente della riscossione comunica mensilmente, entro il 10° giorno di ciascun mese, al Ministero dell'economia e delle finanze, Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, l'ammontare delle compensazioni effettuate con l'indicazione del tributo nonché degli oneri accessori, degli aggi e delle spese a favore dell'agente della riscossione oggetto di compensazione.

L'estinzione del debito per compensazione non comporta oneri di riversamento in capo all'agente della riscossione.

Restano in ogni caso dovuti gli eventuali interessi di mora e l'aggio, maturati dal momento della quantificazione del debito, fino alla data di estinzione del debito.

L'ente debitore è tenuto al pagamento dell'importo oggetto della certificazione, utilizzato in compensazione, entro 12 mesi dalla data di rilascio della certificazione stessa.

Il mancato pagamento alla predetta scadenza comporta l'applicazione degli interessi di mora previsti dall'art. 30 del D.P.R. n. 602/73.

In caso di mancato pagamento spontaneo da parte dell'ente debitore dell'importo oggetto di certificazione utilizzato in compensazione, l'agente della riscossione ne dà comunicazione ai Ministeri dell'interno e dell'economia e delle finanze e l'importo oggetto della compensazione è recuperato mediante riduzione delle somme dovute dallo Stato all'ente territoriale a qualsiasi titolo (escluse le risorse destinate al finanziamento corrente del Servizio sanitario nazionale).

Qualora il recupero non sia stato possibile, l'agente della riscossione procede, sulla base del ruolo emesso a carico del titolare del credito, alla riscossione coattiva.

Successivamente, il D.M. del 19 ottobre 2012 ha modificato il D.M. del 25 giugno 2012:

  • sono esclusi dal meccanismo di certificazione, ex D.M. 25 giugno 2012, i crediti nei confronti degli enti SSN nazionale delle regioni sottoposte a piano di rientro dai disavanzi sanitari o a programmi operativi di prosecuzione degli stessi, sempre che nell’ambito dei piani di rientro o programmi di prosecuzione siano state previste operazioni relative al debito;

  • sono fatte salve le certificazioni già rilasciate dall’ente debitore, in forza dell’art. 11, c. 2, del D.L. n. 78/2010, conv. con modif. dalla L. n. 122/2010 e quelle rilasciate nell’ambito della gestione del debito sanitario in attuazione dei dei piani di rientro o programmi di prosecuzione;

  • l’ente debitore (Amministrazione), per i crediti superiori ad € 10.000 è tenuto alla verifica di cui all’art. 48-bis del D.P.R. n. 602/73;

  • nell’ipotesi di mancato versamento relativamente a cartelle notificate, l’eventuale cessione del credito può essere effettuata solo per l’importo corrispondente al credito indicato nella certificazione, ridotto delle somme per le quali risulta il mancato pagamento;

  • l’impresa creditrice può dare mandato ad una banca ovvero ad un intermediario finanziario abilitato di gestire la procedura di certificazione del credito, ivi compresa la presentazione dell’istanza di nomina del commissario ad acta.

6 maggio 2013

Roberta De Marchi