Associazioni sportive dilettantistiche: regime forfetario agevolato e novità di aprile 2013

Tra la vasta categoria degli enti non commerciali, vi rientrano anche le associazioni sportive dilettantistiche che fruiscono di ulteriori benefici fiscali.

Come è noto, tali enti non profit si caratterizzano per la mancanza del fine di lucro.

In tale ambito, le suddette associazioni sportive dilettantistiche (ASD) devono effettuare l’iscrizione nel registro del CONI.

In particolare, l’associazione dovrà effettuare tante iscrizioni quanti sono gli enti e le Federazioni sportive cui risulta affiliata.

 

 

 

Regime forfetario agevolato (L. 398/1991)

In presenza anche di attività commerciale, l’ASD ha l’opportunità di potere optare per un regime fiscale di particolare favore, si tratta del regime di cui alla L. 398/1991 previsto per le associazioni senza scopo di lucro e pro-loco (non svolgenti regimi speciali IVA, ad es. viaggi e turismo).

A tal fine, il rappresentante legale deve comunicare l’opzione alla SIAE competente in base al domicilio fiscale prima dell’inizio dell’anno solare per il quale si intende usufruire del regime. L’opzione (che poi si conferma nella dichiarazione Iva, quadro VO, rigo VO30) è vincolante per cinque anni.

I proventi commerciali per gli enti che aderiscono al suddetto regime non devono superare € 250.000,00 conseguiti nell’anno precedente (criterio di cassa); il superamento di tale limite comporta l’esclusione dal regime dal mese successivo a quello in cui avviene il superamento.

Se l’attività è iniziata in corso d’anno, il limite va considerato in proporzione al totale dei giorni.

Peraltro, non concorrono alla determinazione della soglia di € 250.000,00 i seguenti introiti:

– le quote sociali introitate dai propri soci per l’espletamento delle attività istituzionali dell’ente;

– i proventi che derivano da prestazioni di servizi rese in conformità alle finalità istituzionali dell’ente e senza organizzazione specifica e verso pagamento di corrispettivi che non eccedano i costi di diretta imputazione;

– le sopravvenienze derivanti da attività istituzionali;

– i ricavi derivanti da attività svolte a fronte di corrispettivi specifici purchè diretti agli associati;

– raccolta fondi se ricorrono le condizioni.

Ecco quali sono i vantaggi di questo regime:

Sui proventi commerciali si applica solo il coefficiente di redditività del 3% cui si sommano le eventuali plusvalenze patrimoniali.

Quindi, sul risultato ottenuto si applica l’aliquota Ires (27,50%).

Sulla stessa base imponibile si applica l’Irap.

 

 

Calcolo del valore della produzione (base imponibile Irap)

In particolare, ai fini dell’Imposta regionale sulle attività produttive, all’imponibile Ires, come sopra determinato (3% dei ricavi dell’attività commerciale), si deve aggiungere:

– Le retribuzioni pagate al personale dipendente e redditi assimilati;

– i compensi erogati per prestazioni di lavoro autonomo non abituale (occasionale);

– gli interessi passivi.

Nel regime fiscale agevolato non si devono tenere i registri Iva, infatti, si devono soltanto annotare i proventi commerciali nel prospetto di cui al D.M. 11.2.1997, entro il 15 del mese successivo.

Vanno indicati, con annotazione separata, anche i proventi non imponibili, le plusvalenze patrimoniali, le operazioni intracomunitarie.

Rimane l’obbligo di emettere la fattura (e DDT) per le operazioni commerciali e di conservare le fatture di acquisto.

Ai fine dell’Iva la detrazione è a forfait, si applica in misura pari al 50% dell’imposta relativa alle operazioni imponibili.

Per le prestazioni di sponsorizzazione la detrazione forfettizzata si applica in misura pari a 1/10 dell’imposta relativa a tali operazioni (in pratica, si pagano i 9/10 dell’Iva dovuta).

Infine, per le cessioni (o concessioni) di diritti di ripresa televisiva e di trasmissione radiofonica compete la detrazione in misura pari ad 1/3 dell’imposta relativa a dette operazioni (in altre parole, si paga l’Iva nella misura di 2/3).

In relazione al versamento, l’Iva deve essere versata per ogni…

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