Associazioni sportive dilettantistiche: regime forfetario agevolato e novità di aprile 2013

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 3 maggio 2013



il regime speciale di favore per le associazioni sportive dilettantistiche è stato fatto oggetto di recenti chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate: ecco tutto quanto c'è da sapere

Tra la vasta categoria degli enti non commerciali, vi rientrano anche le associazioni sportive dilettantistiche che fruiscono di ulteriori benefici fiscali.

Come è noto, tali enti non profit si caratterizzano per la mancanza del fine di lucro.

In tale ambito, le suddette associazioni sportive dilettantistiche (ASD) devono effettuare l’iscrizione nel registro del CONI.

In particolare, l’associazione dovrà effettuare tante iscrizioni quanti sono gli enti e le Federazioni sportive cui risulta affiliata.

 

 

 

Regime forfetario agevolato (L. 398/1991)

In presenza anche di attività commerciale, l’ASD ha l’opportunità di potere optare per un regime fiscale di particolare favore, si tratta del regime di cui alla L. 398/1991 previsto per le associazioni senza scopo di lucro e pro-loco (non svolgenti regimi speciali IVA, ad es. viaggi e turismo).

A tal fine, il rappresentante legale deve comunicare l’opzione alla SIAE competente in base al domicilio fiscale prima dell’inizio dell’anno solare per il quale si intende usufruire del regime. L’opzione (che poi si conferma nella dichiarazione Iva, quadro VO, rigo VO30) è vincolante per cinque anni.

I proventi commerciali per gli enti che aderiscono al suddetto regime non devono superare € 250.000,00 conseguiti nell’anno precedente (criterio di cassa); il superamento di tale limite comporta l’esclusione dal regime dal mese successivo a quello in cui avviene il superamento.

Se l’attività è iniziata in corso d’anno, il limite va considerato in proporzione al totale dei giorni.

Peraltro, non concorrono alla determinazione della soglia di € 250.000,00 i seguenti introiti:

- le quote sociali introitate dai propri soci per l’espletamento delle attività istituzionali dell’ente;

- i proventi che derivano da prestazioni di servizi rese in conformità alle finalità istituzionali dell’ente e senza organizzazione specifica e verso pagamento di corrispettivi che non eccedano i costi di diretta imputazione;

- le sopravvenienze derivanti da attività istituzionali;

- i ricavi derivanti da attività svolte a fronte di corrispettivi specifici purchè diretti agli associati;

- raccolta fondi se ricorrono le condizioni.

Ecco quali sono i vantaggi di questo regime:

Sui proventi commerciali si applica solo il coefficiente di redditività del 3% cui si sommano le eventuali plusvalenze patrimoniali.

Quindi, sul risultato ottenuto si applica l’aliquota Ires (27,50%).

Sulla stessa base imponibile si applica l’Irap.

 

 

Calcolo del valore della produzione (base imponibile Irap)

In particolare, ai fini dell’Imposta regionale sulle attività produttive, all’imponibile Ires, come sopra determinato (3% dei ricavi dell’attività commerciale), si deve aggiungere:

- Le retribuzioni pagate al personale dipendente e redditi assimilati;

- i compensi erogati per prestazioni di lavoro autonomo non abituale (occasionale);

- gli interessi passivi.

Nel regime fiscale agevolato non si devono tenere i registri Iva, infatti, si devono soltanto annotare i proventi commerciali nel prospetto di cui al D.M. 11.2.1997, entro il 15 del mese successivo.

Vanno indicati, con annotazione separata, anche i proventi non imponibili, le plusvalenze patrimoniali, le operazioni intracomunitarie.

Rimane l’obbligo di emettere la fattura (e DDT) per le operazioni commerciali e di conservare le fatture di acquisto.

Ai fine dell’Iva la detrazione è a forfait, si applica in misura pari al 50% dell’imposta relativa alle operazioni imponibili.

Per le prestazioni di sponsorizzazione la detrazione forfettizzata si applica in misura pari a 1/10 dell’imposta relativa a tali operazioni (in pratica, si pagano i 9/10 dell’Iva dovuta).

Infine, per le cessioni (o concessioni) di diritti di ripresa televisiva e di trasmissione radiofonica compete la detrazione in misura pari ad 1/3 dell’imposta relativa a dette operazioni (in altre parole, si paga l’Iva nella misura di 2/3).

In relazione al versamento, l’Iva deve essere versata per ogni trimestre utilizzando i codici tributo usati per le normali attività a tali fini (codici: 6031, 6032, 6033, 6034, rispettivamente per i trimestri dell’anno).

Infine, nel regime L. 398/1991 non vi è obbligo di presentare la dichiarazione annuale IVA e permane l’esonero dal rilascio della ricevuta e dello scontrino fiscale (non occorre, quindi, installare il misuratore fiscale).

 

 

Nuovi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

In tale ambito, l’Agenzia della Entrate, con la circolare n. 9/E del 24 aprile 2013, ha fornito nuovi chiarimenti circa gli adempimenti contabili e formali necessari per accedere alle agevolazioni fiscali previste dalla Legge n. 398/1991 per le associazioni e le società sportive dilettantistiche.

In particolare, in tale documento di prassi è stato precisato che qualora le ASD abbiano optato per il suddetto regime fiscale agevolato, sono tenute ad annotare, anche con unica registrazione entro il giorno 15 del mese successivo, l’ammontare dei corrispettivi e di qualsiasi provento conseguiti nell’esercizio di attività commerciali, con riferimento al mese precedente, nel modello di cui al D.M. 11 febbraio 1997 (è da ritenere, che sia possibile, quale alternativa, utilizzare il comune registro dei corrispettivi, dove annotare anche giornalmente tali proventi commerciali, ciò anche nella circolare in oggetto l’Agenzia delle Entrate non ne faccia menzione).

La mancata osservanza (per errore o per dimenticanza) di tale adempimento comporta, l’applicabilità della sanzione amministrativa prevista in materia di violazioni degli obblighi relativi alla contabilità (da € 1.032,00 a € 7.746,00) ma non la decadenza dal regime agevolato.

Intanto, come è stato precisato dalla R.M. n. 86/E del 13.03.2012, è ammesso tenere un unico impianto contabile e un unico piano di conti, strutturato in modo da poter individuare in ogni momento le voci destinate all’attività istituzionale e quelle destinate all’attività commerciali.

In particolare, la tenuta della contabilità separata non prevede l’istituzione di un libro giornale e un piano dei conti separato per ogni attività, essendo sufficiente un piano dei conti, dettagliato nelle singole voci, che permetta di distinguere le diverse movimentazioni relative ad ogni attività.

Inoltre, è stato chiarito che la mancata redazione del rendiconto contabile (art. 22 D.P.R. n. 600/1973) non determina l’inapplicabilità della disposizione di esclusione dall’IRES per i proventi realizzati (art. 25, comma 2, L. n. 133/1999) e non rilevati in tale rendiconto, sempre che, in sede di controllo, sia comunque possibile fornire una documentazione idonea ad attestare la realizzazione dei proventi esclusi dal reddito imponibile.

Resta ferma l’applicabilità delle sanzioni per la mancata osservanza degli obblighi relativi alla tenuta dei documenti contabili (da euro 1.032 ad euro 7.746).

Quindi, come risulta evidente, nel caso di specie prevale il principio della “sostanza” sulla “forma”.

Infine, viene precisato che sulla base di “sacre” previsioni statutarie sono previste precise modalità di convocazione delle assemblee al fine di “misurare” la reale natura associativa e il grado di democraticità dell’ente.

Tuttavia, viene ritenuto che l’adozione di forme di convocazione dell’assemblea diverse da quelle tradizionali (sms o e-mail) o l’occasionale mancato inserimento di tutti i nomi dei partecipanti nei verbali di assemblea o degli associati nel libro soci non costituiscono elementi che comportino necessariamente la decadenza dai benefici fiscali contenuti nella Legge n. 398/1991.

Viene, quindi, consentita l’adozione di forme di convocazione dell’assemblea diverse da quelle tradizionali (come nel caso dell’invio di e-mail agli associati in luogo dell’apposizione in bacheca dell’avviso di convocazione).

La clausola della democraticità prevista dall’art. 90, comma 18, lettera e), della Legge n. 289 del 2002 viene intesa violata quando la specifica azione od omissione da parte dell’associazione renda sistematicamente inapplicabile la predetta disposizione statutaria.

Ciò si verifica, ad es., qualora si riscontrino nell’associazione elementi quali:

- la mancanza assoluta di forme di comunicazione idonee ad informare gli associati delle convocazioni assembleari e delle decisioni degli organi sociali;

- la presenza di diverse quote associative alle quali corrisponda una differente posizione del socio in termini di diritti e prerogative, rispetto alla reale fruizione e godimento di determinati beni e servizi;

- l’esercizio limitato del diritto di voto - dovuto alla presenza, di fatto, di categorie di associati privilegiati - in relazione alle deliberazioni inerenti l’approvazione del bilancio, le modifiche statutarie, l’approvazione dei regolamenti, la nomina di cariche direttive, e così via.

Solo in tali casi l’associazione sportiva dilettantistica decade dai citati benefici fiscali, venendosi a creare un nesso diretto tra la violazione posta in essere dall’associazione e la disposizione statutaria concernente la democraticità dell’ente (per mancata osservanza della clausola di cui al citato art. 90, comma 18, lettera e), della legge n. 289 del 2002).

 

                Regime fiscale agevolato (Legge 398/1991)

 

Obbligo di:

 

- Tenere il registro di cui al DM 11.02.1997;

 

- conservare e numerare le fatture emesse e di acquisto;

 

- versare trimestralmente l’Iva;

 

- redazione del rendiconto contabile;

 

- presentare il Modello Unico ENC;

 

- in presenza delle condizioni, presentare il Modello 770.

 

Non è obbligatoria:

 

- La tenuta dei registri Iva;

 

- la redazione del Libro inventari;

 

- l’emissione degli scontrini e delle ricevute fiscali;

 

- la presentazione della comunicazione Iva e dichiarazione Iva

 

 

     

 

          Requisiti per potere beneficiare della Legge n. 398/1991

 

Ambito soggettivo

Ambito oggettivo

     

                                                                                         

Occorre essere affiliati ad enti di promozione sportiva o a Federazioni sportive nazionali.

 

E necessaria l’assenza di finalità di lucro

 

L’attività sportiva, anche didattica, deve essere riconosciuta dal CONI

Nel periodo d’imposta precedente non devono essere stati conseguiti, dall’esercizio di attività commerciali, proventi per un importo non superiore a € 250.000,00

 

Se si supera il limite di € 250.000,00, il regime fiscale agevolato cessa automaticamente dal mese successivo con il passaggio al regime ordinario

 

 

 

Entrate uscite dell’Associazione sportiva

Le entrate e le uscite dell’associazione sportiva dilettantistica se superano € 516,46 devono transitare tramite un conto corrente bancario o postale.

Devono essere indicati sia l’erogante sia il percipiente e, quindi, quando i pagamenti sono effettuati tramite:

- bancomat o carte di credito;

- assegno non trasferibile;

- bonifico bancario;

- bollettino di conto corrente postale.

 

 

Modello Unico ENC e dichiarazione annuale Irap

Le associazioni sportive dilettantistiche possono, quindi, di decidere di avvalersi della determinazione agevolata del reddito derivante dall’attività commerciale.

Il reddito determinato in base alla tassazione forfetaria deve essere dichiarato nel quadro RG del Modello Unico ENC (Enti Non Commerciali).

Riguardo la determinazione dell’Irap, dopo avere verificato se l’associazione svolge esclusivamente l’attività istituzionale o anche attività di natura commerciale, occorre presentare una autonoma dichiarazione ai fini Irap.

 

Vincenzo D’Andò

 

3 maggio 2013