Il nuovo regime di agevolazione per le aziende "ad alta densità energetica”

 

  1. Premessa.

Il regime dei benefici fiscali per le forniture di energia elettrica agli opifici industriali è stato oggetto, negli ultimi periodi, di una profonda rivisitazione per adeguarlo alle previsioni normative comunitarie.

Si rammenti, come, sino al 1° giugno 2012, il comma 3, lettera f dell’art. 52 del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, meglio noto come Testo Unico delle Accise (TUA)1, prevedeva, con riguardo all’imposizione dell’energia elettrica (secondo le aliquote di cui all’allegato I) l’esenzione per l’utilizzo in opifici industriali aventi un consumo mensile superiore a 1.200.000 kWh, per i mesi nei quali tale consumo si fosse verificato2.

La norma distingueva, in buona sostanza, un profilo oggettivo, con riguardo al consumo minimo di kWh richiesto per poter beneficiare dell’agevolazione ed uno soggettivo, con riferimento alla corretta definizione del concetto di “opificio industriale”.

Sul punto, soccorreva la risposta fornita, con la nota n. 9780 del 5 giugno 2007, dal Ministero dello Sviluppo Economico – Direzione generale per l’energia e le risorse minerarie, all’Agenzia delle Dogane – Direzione dell’Area Centrale Gestione Tributi e Rapporto con gli Utenti3, laddove, come condicio, veniva indicata l’unicità di:

  • produzione, intesa come luogo fisico, un’area senza soluzione di continuità;

  • approvvigionamento dell’energia elettrica da un unico punto di prelievo;

La previsione è stata abrogata, a decorrere dal 1° giugno 2012, dall’art. 3 bis, c. 3, lett. a, D.L. 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44.

Con il decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, il c.d. “Crescita Sostenibile4, si è nuovamente intervenuti sul sistema delle agevolazioni per il consumo di energia elettrica, laddove con l’art. 39, afferente ai regimi tariffari speciali per i grandi contribuenti industriali utilizzatori di energia elettrica5, si prevedeva:

  • la definizione, con uno o più decreti ministeriali, di “imprese a forte consumo di energia elettrica”, secondo criteri coerenti con la Direttiva 2003/96/CE.

Sul punto, la normativa comunitaria fa esplicito riferimento a parametri di incidenza dei costi di acquisto di energia sul valore produttivo dell’impresa, quindi non solo con riferimento alla quantità di energia consumata ma (anche) al peso che il costo riveste sulla produzione e l’attività d’impresa, con il palese tentativo di rendere più equo il sistema delle agevolazioni;

  • la disciplina del sistema delle aliquote e della distribuzione degli oneri generali di sistema del settore elettrico da parte della Autorità per l’energia elettrica ed il gas (AEEG), secondo criteri di semplificazione, nel rispetto dei vincoli di invarianza finanziaria.

In attuazione di quanto sopra, il 5 aprile 2013, il ministro dello Sviluppo Economico ed il ministro dell’Economia e delle Finanze hanno firmato il decreto ministeriale in questione.

 

  1. Il decreto Ministeriale del 5 aprile 2013.

Il provvedimento in esame introduce un nuovo concetto di “azienda energivora6, un soggetto acquirente ad alta densità energetica identificato in base alla incidenza del costo dell’energia sul proprio volume complessivo d’affari.

In linea con il dettato comunitario, i beneficiari hanno diritto ad:

  • agevolazioni sulle accise per l’energia complessivamente utilizzata nel processo produttivo, per quelle aziende con un costo totale dell’energia superiore al 3% del fatturato;

  • oneri di sistema, relativi all’energia elettrica acquistata, ridotti per quelle aziende con un rapporto tra costo della sola energia elettrica e fatturato superiore al 2 per cento.

In riferimento al contenuto specifico, il provvedimento fornisce in primis delle definizioni, intendendo per:

  • annualità di riferimento: l’anno solare per il quale l’impresa presenta la dichiarazione prevista per il previsto l’inserimento nell’elenco dei soggetti beneficiari, tenuto presso la Cassa…

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