Il nuovo regime di agevolazione per le aziende “ad alta densità energetica”

di Nicola Monfreda

Pubblicato il 24 aprile 2013



il regime dei benefici fiscali per le forniture di energia elettrica agli opifici industriali è stato oggetto di una profonda rivisitazione: ecco come il legislatore ha adeguato tali agevolazioni alle prescrizioni comunitarie

 

  1. Premessa.

Il regime dei benefici fiscali per le forniture di energia elettrica agli opifici industriali è stato oggetto, negli ultimi periodi, di una profonda rivisitazione per adeguarlo alle previsioni normative comunitarie.

Si rammenti, come, sino al 1° giugno 2012, il comma 3, lettera f dell’art. 52 del decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, meglio noto come Testo Unico delle Accise (TUA)1, prevedeva, con riguardo all’imposizione dell’energia elettrica (secondo le aliquote di cui all’allegato I) l’esenzione per l’utilizzo in opifici industriali aventi un consumo mensile superiore a 1.200.000 kWh, per i mesi nei quali tale consumo si fosse verificato2.

La norma distingueva, in buona sostanza, un profilo oggettivo, con riguardo al consumo minimo di kWh richiesto per poter beneficiare dell’agevolazione ed uno soggettivo, con riferimento alla corretta definizione del concetto di “opificio industriale”.

Sul punto, soccorreva la risposta fornita, con la nota n. 9780 del 5 giugno 2007, dal Ministero dello Sviluppo Economico – Direzione generale per l’energia e le risorse minerarie, all’Agenzia delle Dogane – Direzione dell’Area Centrale Gestione Tributi e Rapporto con gli Utenti3, laddove, come condicio, veniva indicata l’unicità di:

  • produzione, intesa come luogo fisico, un’area senza soluzione di continuità;

  • approvvigionamento dell’energia elettrica da un unico punto di prelievo;

La previsione è stata abrogata, a decorrere dal 1° giugno 2012, dall'art. 3 bis, c. 3, lett. a, D.L. 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44.

Con il decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, il c.d. “Crescita Sostenibile4, si è nuovamente intervenuti sul sistema delle agevolazioni per il consumo di energia elettrica, laddove con l’art. 39, afferente ai regimi tariffari speciali per i grandi contribuenti industriali utilizzatori di energia elettrica5, si prevedeva:

  • la definizione, con uno o più decreti ministeriali, di “imprese a forte consumo di energia elettrica”, secondo criteri coerenti con la Direttiva 2003/96/CE.

Sul punto, la normativa comunitaria fa esplicito riferimento a parametri di incidenza dei costi di acquisto di energia sul valore produttivo dell’impresa, quindi non solo con riferimento alla quantità di energia consumata ma (anche) al peso che il costo riveste sulla produzione e l’attività d’impresa, con il palese tentativo di rendere più equo il sistema delle agevolazioni;

  • la disciplina del sistema delle aliquote e della distribuzione degli oneri generali di sistema del settore elettrico da parte della Autorità per l’energia elettrica ed il gas (AEEG), secondo criteri di semplificazione, nel rispetto dei vincoli di invarianza finanziaria.

In attuazione di quanto sopra, il 5 aprile 2013, il ministro dello Sviluppo Economico ed il ministro dell’Economia e delle Finanze hanno firmato il decreto ministeriale in questione.

 

  1. Il decreto Ministeriale del 5 aprile 2013.

Il provvedimento in esame introduce un nuovo concetto di “azienda energivora6, un soggetto acquirente ad alta densità energetica identificato in base alla incidenza del costo dell’energia sul proprio volume complessivo d’affari.

In linea con il dettato comunitario, i beneficiari hanno diritto ad:

  • agevolazioni sulle accise per l’energia complessivamente utilizzata nel processo produttivo, per quelle aziende con un costo totale dell’energia superiore al 3% del fatturato;

  • oneri di sistema, relativi all’energia elettrica acquistata, ridotti per quelle aziende con un rapporto tra costo della sola energia elettrica e fatturato superiore al 2 per cento.

In riferimento al contenuto specifico, il provvedimento fornisce in primis delle definizioni, intendendo per:

  • annualità di riferimento: l’anno solare per il quale l’impresa presenta la dichiarazione prevista per il previsto l’inserimento nell’elenco dei soggetti beneficiari, tenuto presso la Cassa Conguaglio per il settore elettrico;

  • PUN: il prezzo di acquisto, nel mercato nazionale, dell’energia elettrica, inteso come media dei prezzi che si formano sul mercato dl giorno prima;

  • prodotti energetici: i prodotti di cui all’articolo 21, comma 1, nonché gli altri prodotti equivalenti (in relazione all’uso) ai sensi dei successivi commi 4 e 5 del TUA, impiegati come combustibili per riscaldamento o per alimentare motori fissi; impianti e macchinari usati nell’edilizia; nelle opere di ingegneria civile e nei lavori pubblici;

  • energia elettrica: quella, comunque generata o acquistata dall’impresa, nell’annualità di riferimento, per lo svolgimento della propria attività;

  • energia diversa dall’elettrica: quella derivata dall’utilizzo dei prodotti energetici utilizzati dall’impresa, nell’annualità di riferimento, per lo svolgimento della propria attività, espressa in giga wattora;

  • impresa: l’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi per le imprese facenti parte di gruppi societari, ovvero ogni singola impresa del gruppo.

Le Imprese sono definite a forte consumo di energia in presenza, sempre con riguardo all’annualità di riferimento, delle seguenti due condizioni:

  • primo, che abbiano utilizzato, per lo svolgimento della propria attività, almeno 2.4 giga wattora di energia elettrica oppure almeno 2.4 giga wattora di energia diversa dall’elettrica;

  • secondo, che il rapporto tra il costo effettivo del quantitativo complessivo dell’energia utilizzata per lo svolgimento della propria attività ed il valore del fatturato non sia risultato inferiore al 3 per cento.

Il decreto prevede che la rideterminazione degli oneri generali del sistema, secondo i criteri di cui al comma 3 dell’articolo 39 del D.L. 83/2012, è elaborata secondo criteri di decrescenza, applicandosi esclusivamente alle imprese per le quali il requisito del consumo si sia raggiunto, con riferimento alla sola energia elettrica, ed il rapporto non sia risultato inferiore al 2 per cento.

Ai fini del calcolo del costo effettivo dell’energia utilizzata, sempre con riguardo all’annualità di riferimento, sono presi in considerazione:

  • per i prodotti energetici: il costo, franco punti di utilizzo, risultante dalla documentazione commerciale, effettivamente sostenuto dall’impresa, comprensivo di tutte le imposte afferenti ai prodotti ed al netto dell’IVA detraibile;

  • per l’energia elettrica: occorre distinguere due casistiche a secondo della modalità di approvvigionamento.

Per la quantità acquistata sul mercato occorre far riferimento al costo corrispondente al prezzo finale per i consumatori industriali in funzione della classe di consumo, individuato dall’Autorità per l’Energia, al netto dell’IVA detraibile.

In caso di attività con più punti di consegna e differenti classi di consumo il costo è calcolato con una media ponderata.

Per la quantità autoprodotta occorre, invece, far riferimento al corrispondente valore annuo del PUN.

Gli incentivi sulla produzione dell’energia elettrica, a qualsiasi titolo percepiti, sono detraibili dai costi.

Il valore del fatturato è assunto pari al volume di affari, ovviamente relativo all’annualità di riferimento, dichiarato dall’impresa ai fini dell’applicazione dell’IVA.

I soggetti beneficiari devono essere iscritti nell’apposito elenco, istituito presso la Cassa Conguaglio per il settore elettrica.

Per l’inserimento le imprese devono presentano, entro il mese di ottobre dell’anno successivo all’annualità di riferimento, una dichiarazione dalla quale risulti:

  • innanzitutto il verificarsi delle condizioni richieste:

  • il codice ATECO, inerente l’attività svolta, come risultante alla CCIAA di iscrizione;

  • i quantitativi di energia e prodotti energetici utilizzati;

  • il valore dei rapporti;

  • i codici POD, identificativi dei punti di prelievo di energia elettrica, associati alla partita IVA.

Al fine di minimizzare gli oneri connessi alla gestione delle procedure, l’Autorità per l’Energia individua le modalità operative per la costituzione e l’aggiornamento dell’elenco.

In tal senso, la Cassa provvede a trasmettere annualmente ed esclusivamente in formato elettronico, l’elenco al Ministero dello Sviluppo Economico, all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, All’Agenzia delle Entrate nonché al Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie della Guardia di Finanza, ai fini dell’espletamento dei relativi controlli di competenza.

Il provvedimento si completa con la c.d. clausola di invarianza finanziaria, dovendo le Amministrazioni coinvolte provvedere alle attività previste nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente, nel rispetto, quindi, dei vincoli di invarianza finanziaria.

 

  1. Conclusioni.

Con questo provvedimento il Legislatore fiscale ha compiuto un ulteriore significativo passo verso la razionalizzazione del regime energetico nazionale per consentire il recupero di competitività di una fetta importante del sistema produttivo nazionale, nella direzione già fortemente tracciata dal decreto “Crescita” e dai due decreti “Sviluppo”7.

Ci si riferisce, ad esempio, allo sviluppo dell’occupazione giovanile attraverso l’estensione del finanziamento agevolato previsto “fondo Kyoto”, previsto dall’articolo 57 del decreto legge.

Si tratta di istituti tipici della c.d. green economy, un’imposizione volta a disincentivare i settori economici ecologicamente non sostenibili in favore di quello compatibili, con riguardo ad una logica di sviluppo di medio/lungo periodo8.

Il decreto ministeriale del 5 aprile è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 91 del 18 aprile 2013.

 

24 aprile 2013

Fabrizio Stella e Nicola Monfreda

1Così come novellato dal decreto legislativo 29 marzo 2010, n. 48, le cui modifiche sono entrate in vigore il 1° aprile 2010.

2 Sul punto sia consentito il rinvio, di F. Stella, M. Giua e G.A. Conteduca, ad Energia elettrica e benefici fiscali: le forniture in esenzione per gli “opifici industriali”, in il fisco, n.1/2012.

3 Note di richiesta n.2093/V/ACGT del 14 marzo e n.1878/V/ACGT del 4 maggio del 2007.

4 Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83 – Misure urgenti per la crescita del Paese, pubblicato in Gazzetta Ufficiale 26 giugno 2012, n. 147, S.O., convertito con modificazioni dall’articolo 1, comma 1, della Legge 7 agosto 2012, n. 134.

5 Sul punto sia consentito il rinvio, di Fabrizio Stella e Nicola Monfreda, ad Energia elettrica e benefici fiscali per gli opifici industriali: cosa cambia con il decreto “Crescita”, sul Commercialista Telematico del 10 novembre 2012.

6 In tal senso si legge nella nota di commento, Energia: nuovo regime di agevolazione per le aziende ad alta densità energetica, al provvedimento appostata nel sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

7 In tal senso si è espresso anche il Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, nella nota di commento al decreto, appostata nel sito istituzionale del dicastero.

8 Per un approfondimento sul tema sia consentito il rinvio, di Fabrizio Stella e Nicola Monfreda, a Decreto “Crescita Sostenibile”: sviluppo occupazionale giovanile con la Green Economy, sul Commercialista telematico del 23 luglio 2012.