Novità fiscali del 26 aprile 2013: è arrivato il software per i parametri

Pubblicato il 26 aprile 2013

guida alla previdenza complementare; sovraindebitamento e società consortili; software per la gestione dei ricavi o compensi da parametri - Anno 2013; sul sito Mef moduli RW dichiarazioni redditi Ministro Grilli anni 2003/2005; modifiche ai modelli e alle istruzioni dei Modelli 770/2013; GdF: rapporto annuale 2012, emerge l’azione d’intelligence per il contrasto dell’evasione fiscale; guida alle agevolazioni fiscali e ai contributi regionali per le persone disabili; società tra professionisti ed esercizio attività professionale: circolare del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro; Assonime: pubblicata la circolare n. 9/2013 in tema di rimborsi Irap; agevolazioni fiscali per lo sport dilettantistico: le Entrate rispondono ai quesiti di società e associazioni

 

 

Indice:

1) Guida alla previdenza complementare

2) Sovraindebitamento e società consortili

3) Software per la gestione dei ricavi o compensi da parametri - Anno 2013

4) Sul sito Mef moduli RW dichiarazioni redditi Ministro Grilli anni 2003/2005

5) Modifiche ai modelli e alle istruzioni dei Modelli 770/2013

6) GdF: rapporto annuale 2012, emerge l’azione d’intelligence per il contrasto dell’evasione fiscale

7) Guida alle agevolazioni fiscali e ai contributi regionali per le persone disabili

8) Società tra professionisti ed esercizio attività professionale: circolare del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro

9) Assonime: pubblicata la circolare n. 9/2013 in tema di rimborsi Irap

10) Agevolazioni fiscali per lo sport dilettantistico: le Entrate rispondono ai quesiti di società e associazioni

 

 

1) Guida alla previdenza complementare

Pubblicata la guida realizzata dalla COVIP. Con tale guida la Commissione di vigilanza sui fondi pensione intende illustrare attraverso un linguaggio semplice e con l’aiuto di alcuni esempi cos’è la previdenza complementare, quali sono le forme pensionistiche complementari alle quali è possibile aderire e cosa è necessario conoscere per scegliere in modo informato il piano previdenziale più adatto alle proprie esigenze.

Il quadro normativo di riferimento della previdenza complementare è attualmente delineato nel Decreto Legislativo 252 del 2005.

Aderire alla previdenza complementare significa accantonare regolarmente una

parte dei propri risparmi durante la vita lavorativa per ottenere una pensione che si aggiunge a quella corrisposta dalla previdenza obbligatoria.

La previdenza complementare rappresenta un’opportunità di risparmio a cui lo Stato riconosce agevolazioni fiscali di cui altre forme di risparmio non beneficiano.

L’agevolazione vale anche nel caso siano effettuati versamenti a favore di familiari fiscalmente a tuo carico.

Forme pensionistiche complementari

Le diverse tipologie di forma pensionistica complementare sono:

Fondi pensione negoziali: sono forme pensionistiche complementari istituite dai rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro nell’ambito della contrattazione nazionale, di settore o aziendale. A questa tipologia appartengono anche i fondi pensione cosiddetti territoriali, istituiti cioè in base ad accordi tra datori di lavoro e lavoratori appartenenti a un determinato territorio o area geografica.

Fondi pensione aperti: sono forme pensionistiche complementari istituite da banche, imprese di assicurazione, società di gestione del risparmio (SGR) e società di intermediazione mobiliare (SIM).

Piani Individuali Pensionistici di tipo assicurativo (PIP): sono forme pensionistiche complementari istituite dalle imprese di assicurazione.

Fondi pensione preesistenti: sono forme pensionistiche così chiamate perché risultavano già istituite prima del Decreto Legislativo 124 del 1993 che ha disciplinato la previdenza complementare per la prima volta.

Quali sono i vantaggi fiscali

Aderendo alla previdenza complementare benefici di una tassazione favorevole:

- contribuzione: puoi dedurre dal tuo reddito complessivo i contributi che hai versato, fino al limite di 5.164,57 euro all’anno. Tale importo comprende l’eventuale contributo del tuo datore di lavoro e i versamenti che puoi aver effettuato a favore dei soggetti fiscalmente a tuo carico; è esclusa la quota del TFR. L’agevolazione fa diminuire l’imposta che devi pagare in base al reddito rendimenti: sono tassati all’11% rispetto al 12,5% che si applica invece alle forme di risparmio finanziario

- pagamento della pensione complementare: la tassazione è particolarmente favorevole. L’aliquota si riduce al crescere degli anni di partecipazione alla previdenza complementare. In particolare, per i primi 15 anni l’aliquota è pari al 15%; dal sedicesimo anno si riduce di 0,30 punti percentuali per ogni anno di partecipazione, fino al limitemassimo di 6 punti percentuali. Con almeno 35 anni di partecipazione l’aliquota scende quindi al 9%.

Non tutta la rendita che ti viene pagata è tassata,ma soltanto quella parte corrispondente ai contributi che hai dedotto durante il periodo di partecipazione.

 

 

2) Sovraindebitamento e società consortili

Gli studi del Consiglio nazionale del Notariato n. 99-2013/I e n. 134-2013/I, approvati il 19 febbraio 2013, e come è noto pubblicati il 23 aprile 2013, sono dedicati rispettivamente al tema della “Composizione delle crisi da sovraindebitamento alla luce delle più recenti novità normative” e a quello delle “Società consortili: profili pratici e questioni applicative”.

Con lo studio n. 99-2013/I, il Notariato si occupa delle diverse forme di composizione della crisi esistenti, ossia delle nuove procedure, di natura concorsuale, a carattere volontario che consentono di porre rimedio a quelle situazioni di sovraindebitamento che non possono essere soggette, né assoggettabili, alle altre procedure fallimentari.

In particolare, vengono ilustrati gli istituti quali l’accordo del debitore, il piano del consumatore e la liquidazione del patrimonio (L. n. 221/2012).

Il Notariato poi si sofferma sui contenuti minimi dell’accordo, il quale viene raggiunto sulla base di una proposta formulata dal debitore con l’ausilio di un organismo di composizione della crisi, nonché sul procedimento di omologazione e i connessi adempimenti pubblicitari.

Le medesime finalità rinvenibili nel suddetto istituto sono accordate al piano del consumatore, con la differenza che quest’ultimo è riservato al debitore persona fisica che abbia assunto obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o d’impresa, eventualmente svolta.

Il suddetto piano, inoltre, prescinde dal raggiungimento di un accordo con i creditori, essendo soggetto in via esclusiva ad omologazione giudiziale. Un apposito capitolato dello studio è dedicato alla disciplina dell’impugnazione e della risoluzione dell’accordo. In proposito si ricorda che l’accordo del debitore è annullabile, oltre che per dolo, anche nei casi di colpa grave. Il termine per poter chiedere l’annullamento è fissato in sei mesi e, in ogni caso, di non oltre due anni dalla scadenza del termine fissato per l’ultimo adempimento previsto.

La liquidazione del patrimonio, infine, consiste nella liquidazione di tutti i beni del debitore, compresi quelli sopravvenuti – dedotte le passività incontrate per il loro acquisto e la loro conservazione – ad eccezione dei beni aventi carattere personale, la quale viene eseguita da un liquidatore con il ricorso a procedure competitive.

Quest’ultima forma di composizione delle crisi da sovraindebitamento consiste, quindi, in un procedimento di liquidazione analogo a quello fallimentare e, come il piano del consumatore, prescinde da un accordo con i creditori, essendo soggetto esclusivamente all’omologazione da parte del giudice.

La liquidazione ha ad oggetto tutti i beni del debitore, ad eccezione di quelli elencati nel comma 6 dell’art. 14-ter L. n. 3/2012, vale a dire:

a) i crediti impignorabili ai sensi dell’art. 545 del c.p.c.;

b) i crediti aventi carattere alimentare e di mantenimento, gli stipendi, pensioni, salari e ciò che il debitore guadagna con la propria attività, nei limiti di quanto occorra al proprio mantenimento suo e a quello della sua famiglia;

c) i frutti derivanti dall’usufrutto legale sui beni dei figli, nonché i beni costitui