Novità fiscali del 24 aprile 2013: Equitalia sospende i pignoramenti dei conti correnti di lavoratori dipendenti e pensionati

Pubblicato il 24 aprile 2013



Equitalia sospende i pignoramenti dei conti correnti di lavoratori dipendenti e pensionati; verifica condizioni di accesso salvaguardia 65mila e 55mila; part-time in edilizia (edili fuori quota); magazzino in fiamme: ammortamento delle merci “bruciato”?; responsabilità solidale anche per i “co.co.pro.”; compenso per l’opera professionale senza abilitazione: no alle tariffe dei Commercialisti; mediazione tributaria e composizione delle crisi da sovraindebitamento: ulteriori studi del Notariato; redditometro semplificato: non parte dal prossimo mese di maggio; Befera: nessuna sanzione per errori su detassazione; Def: Bankitalia, tasse elevate, pressione fiscale al 44%

 

 

Indice:

1) Equitalia sospende i pignoramenti dei conti correnti di lavoratori dipendenti e pensionati

2) Verifica condizioni di accesso salvaguardia 65mila e 55mila

3) Part-Time in edilizia (edili fuori quota)

4) Magazzino in fiamme: ammortamento delle merci “bruciato”?

5) Responsabilità solidale anche per i “co.co.pro.”

6) Compenso per l’opera professionale senza abilitazione: no alle tariffe dei Commercialisti

7) Mediazione tributaria e composizione delle crisi da sovraindebitamento: ulteriori studi del Notariato

8) Redditometro semplificato: non parte dal prossimo mese di maggio

9) Befera: nessuna sanzione per errori su detassazione

10) Def: Bankitalia, tasse elevate, pressione fiscale al 44%

 

 

1) Equitalia sospende i pignoramenti dei conti correnti di lavoratori dipendenti e pensionati

Equitalia ha deciso di non procedere al pignoramento sui conti correnti di banche e poste dove affluiscono i redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati di importo inferiore a 5 mila euro.

Si tratta di un'iniziativa interna di Equitalia per tutelare le fasce più deboli dei cittadini in attesa che vengano adottati interventi normativi che stabiliscano nuove regole.

(Equitalia, nota del 23 aprile 2013)

 

2) Verifica condizioni di accesso salvaguardia 65mila e 55mila

L’Inps, con il messaggio n. 6645 del 22 aprile 2013, ha diffuso ulteriori indicazioni in merito alle condizioni di accesso alla cosiddetta salvaguardia dei 65mila e dei 55mila.

Viene chiarito, ad esempio, che le condizioni per accedere al pensionamento con le regole previgenti la legge 214/2011 devono permanere fino al momento di decorrenza della pensione, compreso il periodo necessario per l’apertura della c.d. finestra mobile.

Nel messaggio, inoltre, vengono fornite precise istruzioni per la presentazione delle istanze per l’accesso alla salvaguardia dei 55mila.

(Inps, messaggio n. 6645 del 22 aprile 2013)

 

3) Part-Time in edilizia (edili fuori quota)

Part-Time in edilizia: confermate le tesi di Fondazione Studi CDL.

Part – time edili fuori quota. Il Tribunale di Napoli (sentenza n. 32513/12) apre la strada ad un nuovo contenzioso annullando un verbale Inps con richiesta di contribuzione piena per i rapporti a tempo parziale in edilizia stipulati in eccedenza rispetto alla misura del 3% di quelli a tempo pieno, o del 30% del totale dei prestatori a tempo pieno occupati nell’intera impresa.

L’Istituto pretende in questi casi l’adeguamento della contribuzione per i part-time che non rientrano nella quota fissata dal contratto collettivo.

Fondazione Studi CDL

Vengono così confermate le tesi sostenute dalla Fondazione studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro e contenute nella circolare n. 8/10 con la quale veniva rilevata l’incongruenza dell’interpretazione Inps e presi in esame i due profili: gli effetti della violazione contrattuale richiamata ai fini dell’applicazione della contribuzione virtuale e gli effetti della medesima violazione ai fini dei benefici normativi e contributivi.

Relativamente ai rapporti di lavoro a tempo parziale avviati nell’edilizia, la Fondazione studi ritiene che la contribuzione virtuale possa trovare legittima applicazione solo nell’eventualità in cui in sede ispettiva venga concretamente accertato che il rapporto di lavoro avviato non corrisponda all’effettiva prestazione resa dal lavoratore.

Motivazioni del Tribunale

Secondo il Tribunale di Napoli, infatti, dal D.L.vo n. 61/00 non si deduce alcun limite legale finalizzato alla fissazione di limiti quantitativi ed i rinvio esplicito alla contrattazione collettiva fa esclusivo riferimento alle condizioni ed alle modalità di svolgimento della prestazione, non rinvenendosi alcuna esplicita delega sui limiti.

Quando il Legislatore intende affidare alcuni compiti alla pattuizione collettiva lo deve affermare esplicitamente.

Per conseguenza, non essendo ipotizzabile una conversione dei rapporti a tempo pieno, non sono legittime le pretese dell’Istituto.

Tesi degli Istituti e del Ministero

L’interpretazione dell’Inps è contenuta nella circolare n. 6/2010. La mancata contribuzione fa venir meno anche il DURC, di parere identico sono sia il Ministero del Lavoro con l’interpello n. 8/2011, sia l’Inail con la circolare n. 51/10.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 23 aprile 2013)

 

4) Magazzino in fiamme: ammortamento delle merci “bruciato”?

In caso di incendio, le rimanenze di magazzino distrutte non possono essere capitalizzate quali beni immateriali e, quindi, non possono essere sottoposte a procedimento di ammortamento, con la conseguente deduzione delle relative quote.

A tale riguardo, la Corte di Cassazione, con la sentenza del 09 aprile 2013, ha precisato che la deducibilità delle quote di ammortamento riguarda i beni previsti dall’ex art. 66 del Tuir (adesso art. 101). Tale norma, che regolamenta il regime di minusvalenze, sopravvenienze passive e perdite collegate ai beni patrimoniali dell’impresa, nulla dispone circa la deducibilità per i beni merce (beni produttivi di ricavi), prendendo in considerazione, invece, solo il costo dei beni patrimoniali e strumentali per l’esercizio dell’impresa rispetto al quale le quote di ammortamento (ex art. 102, già art. 67 del Tuir) sono deducibili a partire dall’esercizio di entrata in funzione del bene stesso.

Le merci distrutte non sono beni materiali strumentali, né sono beni immateriali. Secondo la Suprema Corte, per i beni merce non può trovare applicazione la disciplina prevista per l’ammortamento dei beni immateriali (ex art. 103, già art. 68 del Tuir). Tale ammortamento ha ad oggetto alcune categorie di beni, quali i diritti di utilizzazione delle opere dell’ingegno, dei brevetti industriali, dei processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite in campo industriale, commerciale e scientifico, i diritti di concessione o il valore di avviamento iscritto nell'attivo del bilancio e non certo merci, anche se perente.

E allora come fare per detrarre il costo del danno subito?

A tal fine, a parere della Cassazione, la Commissione Tributaria Regionale, nel riesaminare il caso di specie, deve tenere conto, oltre che dei principi di legittimità, anche del chiaro contenuto del documento Oic n. 13, secondo il quale:

Le perdite anomale derivanti da danni, deterioramenti e altre cause devono essere rilevate, per il postulato della prudenza, come componenti negativi di reddito nell’esercizio in cui si possono prevedere o sono state subite, senza possibilità di differimento negli esercizi successivi l’esistenza di uno (o il contemporaneo verificarsi dei predetti eventi) deve essere determinata per ogni voce di magazzino e considerata per stimare il futuro realizzo.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 8604 del 09 aprile 2013)

 

5) Responsabilità solidale anche per i “co.co.pro.”

Il Ministero del Lavoro, con il documento prot. n. 7258 del 22 aprile 2013, ha pubblicato una guida per orientare i propri ispettori ed i professionisti del mercato del lavoro in fase di applicazione della Riforma Fornero (Legge n. 92/2012).

Il vademecum del Welfare si compone di numerose domande e risposte, in materia di:

- contratto a tempo determinato;

- apprendistato;

- co.co.pro. ed associati in partecipazione;

- lavoro intermittente ed accessorio;

- responsabilità solidale negli appalti;

- nuova procedura conciliativa in caso di licenziamento.

Responsabilità solidale

Il Ministero del Lavoro ritiene che il regime solidaristico riguardi tutte le tipologie di lavoratori, sia subordinati sia autonomi, coinvolti nell’esecuzione di un appalto.

Secondo i consulenti del lavoro, invece, il regime solidaristico riguarda solo i lavoratori subordinati.

 

6) Compenso per l’opera professionale senza abilitazione: no alle tariffe dei Commercialisti

Opera professionale, però svolta senza abilitazione: è legittima la scelta di applicare “tariffe” dimezzate per il calcolo dei compensi.

Così si è pronunciata la Corte di Cassazione con la sentenza n. 9741 del 22 aprile 2013.

Questa l’ottica – adottata dai giudici supremi, e confermativa, nella sostanza, della visione già proposta nei primi due gradi di giudizio – che ha visto sconfitta una donna, a cui è stata affidata, per ben dieci anni, la “attività di amministrazione” in Italia “dei beni”, ossia appartamenti, negozi, denaro e titoli, di proprietà di un gruppo famigliare residente all’estero.

Respinta, in maniera definitiva, la sua richiesta di vedere ampliato il compenso propostole, ossia 60milioni di lire, e da lei ritenuto “inadeguato”.

Secondo la donna è stato un errore non applicare le “relative tariffe professionali per il computo del compenso dovutole, quale mandataria, per l’attività di amministrazione dei beni dei mandanti”, ma per i giudici tale considerazione è assolutamente senza fondamento. Perché, soprattutto, “dalla possibilità del non abilitato di svolgere attività non protetta non discende affatto che, ove la svolga, la retribuzione debba essere quella prevista per il professionista abilitato”. A rendere il quadro ancora più chiaro, secondo i giudici, vi è poi una semplice considerazione, già proposta dal primo giudice: “la prestazione professionale non protetta, resa dal non professionista, è caratterizzata da un minor valore in quanto carente della spendita, a beneficio del committente, della competenza ed esperienza del professionista”.
Deduzione logica scontata è il principio fissato dalla Cassazione: “per le attività professionali non protette svolte dal mandatario non professionista” non si impone che “il compenso sia determinato nella stessa misura prevista, per il professionista, dalle tariffe professionali”.

 

7) Mediazione tributaria e composizione delle crisi da sovraindebitamento: ulteriori studi del Notariato

Gli ultimi lavori approvati dal Consiglio Nazionale del Notariato, sono stati pubblicati il 23 aprile 2013 sul sito internet del Notariato, e sono consultabili nella sezione “Studi e Materiali”.

Si tratta di lavori che hanno approfondito tematiche relative alle società consortili, al diritto fallimentare e tributario.

In particolare, si tratta dei tre seguenti studi:

- Società consortili: profili pratici e questioni applicative - Studio n. 134-2013/I;

- La composizione delle crisi da sovraindebitamento alla luce delle più recenti novità normative - Studio n. 99-2013/I;

- Mediazione tributaria ed imposta principale “postuma” - Studio n. 72-2013/T. Viene affermato che qualora il notaio non ritenga di soggiacere alla sanzione amministrativo-tributaria prevista in caso di pagamento tardivo (oltre il termine di quindici giorni) e rientrando anche il provvedimento sanzionatorio nella griglia degli “atti” reclamabili, niente esclude che possa essere inoltrato reclamo/mediazione anche per le sanzioni stesse, in modo da fruire della riduzione percentuale delle medesime al 40%.

Peraltro, l’Amministrazione finanziaria, a fronte del reclamo e della eventuale proposta di mediazione avanzata dal notaio, può a sua volta riformularne un’altra (magari di tenore o contenuto in parte assimilabile a quella del notaio).

Il che potrebbe, per altra via, condurre ad una composizione, se si vuole, di natura transattiva di una potenziale controversia scaturente dall’atto reclamato.

 

8) Redditometro semplificato: non parte dal prossimo mese di maggio

In riferimento alle frasi riportate il 22 aprile 2013 dalle agenzie di stampa, è stato precisato che il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, non ha mai affermato che “a maggio partirà il redditometro semplificato”.

La scadenza di maggio è invece riferita all’attività di semplificazione degli adempimenti che l’Agenzia delle Entrate sta portando avanti con le associazioni di categoria, tra cui Confindustria.

(Agenzia delle entrate, comunicato stampa del 22 aprile 2013)

 

9) Befera: nessuna sanzione per errori su detassazione

Niente sanzioni ai sostituti d’imposta in caso di erronea applicazione della detassazione fino a luglio.

Lo ha annunciato ieri (23 aprile 2013) il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, durante il suo intervento al Forum Lavoro, organizzato dal Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, a condizione che i versamenti corretti, comprensivi degli interessi, siano stati effettuati entro il 16 dicembre dello stesso anno.

“Stiamo per emanare una direttiva per semplificare i criteri dei controlli sui rimborsi IVA, specie per le imprese che sono sempre a credito, per accelerare la procedura di rimborso” ha poi dichiarato il Direttore dell’Agenzia, per produrre meno documentazione e ridurre quindi gli oneri amministrativi.

 

10) Def: Bankitalia, tasse elevate, pressione fiscale al 44%

La pressione fiscale al 44% è “'molto elevata” sia a livello storico sia nel confronto internazionale - 3 punti sopra paesi Ue - e “l’elevato livello di evasione fiscale rende il carico sui contribuenti onesti ancora più ingente” e “é ostacolo alla crescita”.

Così Daniele Franco di Bankitalia in audizione sul Def al Senato.

Se i governi volessero mantenere il pareggio di bilancio strutturale rifinanziando tutti i programmi di spesa e confermando le prassi cumulata, l’entità della manovra cumulata sul triennio 2015-17 sarebbe nell’ordine di circa un punto percentuale. Lo calcola la Banca d'Italia in commento al Def. L’importo vale 16-17 miliardi di euro.

“Per mantenere il pareggio di bilancio anche dal 2015 sarà necessario introdurre ulteriori correzioni, sia pure di dimensioni limitate rispetto a quanto fatto in passato” ha detto Franco.

Affinché il risultato del pareggio di bilancio “sia riconosciuto anche a livello europeo vanno però immediatamente dissipate le incertezze sulla stabilità del gettito legato al vigente sistema di imposizione degli immobili” ha detto Franco. Nel testo non viene comunque fatto alcun riferimento esplicito all’Imu mentre in un altro capitolo si fa riferimento alla riforma del catasto per eliminare iniquità.

“La gravità della situazione richiede un’azione di politica economica ampia e organica, che coniughi l’equilibrio dei conti pubblici e le azioni strutturali volte a innalzare il potenziale di crescita dell’economica con il sostegno in tempi brevi del sistema produttivo e delle fasce deboli della popolazione” ha concluso Franco.

 

Vincenzo D’Andò