Novità fiscali del 23 aprile 2013: rinviati gli adempimenti SISTRI

Pubblicato il 23 aprile 2013



in Gazzetta i termini di riavvio del SISTRI; ecco come consultare online i certificati di malattia; nuova versione UniEmens 3.2.1; nuova ASPI anche per gli apprendisti; modello 730/2013: pronto il software di compilazione delle Entrate; sui beni personali nel magazzino aziendale niente plusvalenza; trattamento tributario della trasformazione societaria eterogenea in trust

 

 

Indice:

1) In Gazzetta i termini di riavvio del SISTRI

2) Ecco come consultare online i certificati di malattia; nuova versione UniEmens 3.2.1

3) Nuova ASPI anche per gli apprendisti

4) Modello 730/2013: pronto il software di compilazione delle Entrate

5) Sui beni personali nel magazzino aziendale niente plusvalenza

6) Trattamento tributario della trasformazione societaria eterogenea in trust

 

 

1) In Gazzetta i termini di riavvio del SISTRI

Al 1° ottobre 2013 il termine iniziale di operatività per i produttori di rifiuti speciali pericolosi con più di 10 dipendenti. Per gli altri enti o imprese obbligati, termine iniziale al 03 marzo 2014.

E’ ormai tutto pronto per la “ripartenza” del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI).

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 92 del 19 aprile 2013, è stato, infatti, pubblicato il Decreto del Ministero dell’Ambiente 20 marzo 2013, che fissa i termini di riavvio del sistema per la tracciabilità elettronica dei rifiuti.

La prima scadenza per l'uso dei dispositivi elettronici è fissata al 1° ottobre 2013.

Le imprese che producono e gestiscono rifiuti pericolosi dovranno impegnarsi a verificare l'attualità dei dati trasmessi al Sistri anche in ordine alle novità che eventualmente hanno investito le singole aziende.

Il riallineamento interessa i produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi con oltre dieci dipendenti e purché operino su rifiuti pericolosi: Commercianti, raccoglitori, trasportatori, imprese portuali, smaltitori, ecc..

Tutto dal prossimo 30 aprile fino al successivo 30 settembre, per essere pronti a partire dal 1° ottobre.

La seconda fase interessa gli altri soggetti obbligati che verificheranno le singole posizioni dal 30 settembre al 28 febbraio 2014 per essere operativi dal 03 marzo 2014.

 

 

2) Ecco come consultare online i certificati di malattia; nuova versione UniEmens 3.2.1

Come consultare i certificati di malattia che i medici della mutua devono inviare ondine ?

Per dare risposta a questo e ad altri interrogativi di lavoratori dipendenti e datori di lavoro, è stata pubblicata il 16 aprile una nuova guida online, accessibile dal menu InpsFacile> Come fare per. Con la realizzazione della nuova sezione informativa (nel Menu Informazioni>. Prestazioni a sostegno del reddito>Certificati medici online) l’Istituto ha inteso rafforzare i canali di comunicazione relativamente ad una materia particolarmente complessa, d’interesse di un’ampia platea.

I contenuti saranno tempestivamente aggiornati con le novità che riguardano l’argomento, pertanto si suggerisce a utenti e operatori del settore la consultazione periodica della nuova area.

In particolare, utilizzando la guida “Come fare per consultare i certificati di malattia” è possibile accedere a informazioni di carattere generale sui certificati telematici e sulla normativa che li ha introdotti e ne regola la gestione, conoscere e utilizzare i servizi offerti dall’Istituto per consentire a datori di lavoro e lavoratori dipendenti di consultare dal portale Inps attestati e certificati di malattia.

Dalla guida è anche possibile consultare un elenco delle domande più frequentemente rivolte all’Istituto, classificate per tipologia di utente (lavoratori, datori di lavoro, medici) e accedere alle informazioni sul sistema che gestisce i certificati telematici di malattia pubblicate nel sito dedicato del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Sistema TS del Ministero dell’Economia e delle Finanze).

Nuova versione UniEmens 3.2.1

E’ disponibile la versione 3.2.1 del software di controllo UniEMens per la generazione delle denunce individuali da parte delle aziende della Gestione ex ENPALS (settori sport e spettacolo).
Come previsto dalla circolare n. 41/2013, anche le aziende dei settori sport e spettacolo devono effettuare la trasmissione delle denunce contributive in linea con le regole del flusso UniEMens, già adottate dall’Istituto, con riferimento ai tempi, alle modalità di trasmissione, ai soggetti abilitati alla trasmissione e alle ricevute di avvenuta presentazione della denuncia.
La nuova versione del software è scaricabile da menu Software oppure cliccando Versione 3.2.1 Software di controllo UniEMens.

(Inps, nota del 22 aprile 2013)

 

 

3) Nuova ASPI anche per gli apprendisti

Secondo il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro (nota del 22 aprile 2013), con la riforma Fornero, la disoccupazione, nella nuova forma dell’ASpI, è estesa anche a chi viene licenziato o sospeso da un contratto di apprendistato e possiede almeno 2 anni di anzianità assicurativa e 52 settimane di contributi versati nell’ultimo biennio.

In particolare, in relazione agli apprendisti, da una prima interpretazione normativa parrebbe che siano richiesti due anni di assicurazione per l’ASpI a partire dal 2013.

Restano comunque esclusi i lavoratori che cessano per dimissioni o risoluzione consensuale, salvo che la stessa sia intervenuta a seguito di procedura di conciliazione presso la Direzione Territoriale del Lavoro, mentre continuano ad aver il diritto coloro che si dimettono per giusta causa e le lavoratrici madri e lavoratori padri che si dimettono entro l'anno di vita del bambino.

La normativa ASpI si applica anche ai lavoratori sospesi. In via sperimentale per un triennio è data facoltà al lavoratore avente diritto all'indennità di richiedere la liquidazione degli importi spettanti, e non ancora riscossi, in unica soluzione, per avviare un'attività autonoma o di impresa o associarsi in cooperativa.

L’indennità mensile di disoccupazione viene sospesa d’ufficio fino ad un massimo di sei mesi in caso di rioccupazione quale lavoratore subordinato.

Si decade dalla fruizione dell’indennità in caso di: perdita dello stato di disoccupazione, nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato di durata superiore ai sei mesi, inizio di attività autonoma senza aver provveduto alla comunicazione entro i 30 giorni, diritto alla pensione di vecchiaia o anticipata, alla pensione di inabilità, all’assegno ordinario di invalidità, rifiuto o mancata frequenza di un corso di formazione o riqualificazione, la non accettazione di un’offerta di un lavoro inquadrato in un livello retributivo superiore almeno del 20% rispetto all’importo lordo dell'indennità cui si ha diritto.

Parallelamente, anche per i soggetti assunti con contratto di apprendistato,è stato introdotto l’obbligo a carico del datore di lavoro del versamento del contributo di finanziamento dell'ASPI, pari all' 1.61%, che rimane comunque dovuto anche dalle aziende che occupano fino a 9 dipendenti e godono dunque dello sgravio del 100% dei contributi.

In caso di interruzione del rapporto di lavoro per cause diverse dalle dimissioni, ivi compreso il recesso del datore di lavoro al termine del periodo formativo, è inoltre dovuto il contributo pari al 41% del massimale mensile dell’ASpI, per ogni 12 mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni.

 

 

4) Modello 730/2013: pronto il software di compilazione delle Entrate

L’Agenzia delle entrate ieri (22 aprile 2013) ha reso disponibile sul proprio sito internet il software di compilazione 730/2013, versione 1.0.0 del 15/04/2013.

Il software 730 2013 consente la compilazione del modello 730 2013. Al termine della compilazione è possibile salvare i dati inseriti e produrre la stampa del 730 su modello conforme a quello approvato con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

E’ possibile compilare il modello 730 anche in forma congiunta optando per tale scelta nella fase iniziale del percorso di compilazione.

Il 730 è il modello per la dichiarazione dei redditi dedicato ai lavoratori dipendenti e pensionati.

Utilizzare il modello 730 presenta alcuni vantaggi:

- è semplice da compilare e non richiede l’esecuzione di calcoli;

- il contribuente non deve trasmetterlo personalmente all’Agenzia delle Entrate perché a questo adempimento ci pensano, a seconda dei casi, il datore di lavoro o l’ente pensionistico o l’intermediario abilitato (Caf e iscritti agli albi dei dottori commercialisti ed esperti contabili e dei consulenti del lavoro);

- il rimborso dell’imposta arriva direttamente in busta paga (luglio) o con la rata della pensione (agosto o settembre);

- se dall’elaborazione del 730 emerge un saldo a debito, invece, le somme vengono trattenute direttamente in busta paga (luglio) o dalla pensione (agosto o settembre).

Se lo stipendio o la pensione sono insufficienti per il pagamento di quanto dovuto, la parte residua, maggiorata degli interessi mensili (0,40%), viene trattenuta dalle competenze dei mesi successivi.

Il contribuente può anche chiedere di rateizzare in più mesi le trattenute, indicandolo nella dichiarazione; per la rateizzazione sono dovuti gli interessi nella misura dello 0,33% mensile.

Il modello 730 può essere utilizzato per dichiarare le seguenti tipologie di reddito:

- redditi di lavoro dipendente;

- redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente (per esempio, i redditi percepiti dai co.co.co e dai lavoratori a progetto);

- redditi dei terreni e dei fabbricati;

- redditi di capitale;

- redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita Iva (per esempio, i redditi derivanti dallo sfruttamento economico di opere dell’ingegno);

- alcuni dei redditi diversi (per esempio, i redditi di terreni e fabbricati situati all’estero);

- alcuni dei redditi assoggettabili a tassazione separata (per esempio, i redditi percepiti dagli eredi e dai legatari).

Chi può utilizzare il 730

Possono utilizzare il modello 730 i contribuenti che nel periodo d’imposta di presentazione sono:

- pensionati o lavoratori dipendenti (compresi coloro per i quali il reddito è determinato sulla base della retribuzione convenzionale: per esempio, i dipendenti italiani inviati all’estero per lavoro);

- contribuenti che percepiscono indennità sostitutive di reddito di lavoro dipendente (quali il trattamento di integrazione salariale, l’indennità di mobilità, ecc.);

- soci di cooperative di produzione e lavoro, di servizi, agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e di piccola pesca;

- sacerdoti della Chiesa cattolica;

- giudici costituzionali, parlamentari nazionali e altri titolari di cariche pubbliche elettive (consiglieri regionali, provinciali, comunali, ecc.);

- soggetti impegnati in lavori socialmente utili;

- produttori agricoli esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta (modello 770 semplificato e ordinario), Irap e Iva.

Casi particolari

I lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato per un periodo inferiore all’anno possono rivolgersi:

- al sostituto d’imposta, se il rapporto di lavoro dura almeno dal mese di aprile al mese di luglio dell’anno di presentazione;

- a un Centro di assistenza fiscale per lavoratori dipendenti (Caf-dipendenti) o a un professionista abilitato se il rapporto lavorativo dura almeno dal mese di giugno al mese di luglio dell’anno di presentazione e si conoscono i dati del datore di lavoro che dovrà effettuare il conguaglio.

Il personale della scuola con contratto di lavoro a tempo determinato può rivolgersi all’istituto scolastico oppure a un Caf-dipendenti o a un professionista abilitato, se il contratto dura almeno dal mese di settembre dell’anno oggetto di dichiarazione al mese di giugno dell’anno di presentazione.

Invece, i soggetti che nell’anno di presentazione posseggono soltanto redditi di collaborazione coordinata e continuativa almeno nel periodo compreso tra il mese di giugno e il mese di luglio dello stesso anno e conoscono i dati del sostituto che dovrà effettuare il conguaglio, possono presentare il modello 730 a un Caf-dipendenti o a un professionista abilitato.

I soggetti che devono presentare la dichiarazione per conto delle persone incapaci, compresi i minori che sono tenuti a presentarla, possono utilizzare il modello 730.

Dichiarazione congiunta

I coniugi posono presentare una sola dichiarazione dei redditi, quando entrambi possiedono esclusivamente redditi dichiarabili col modello 730 e almeno uno dei due lo può utilizzare effettivamente.

Se entrambi i coniugi possono autonomamente avvalersi dell’assistenza fiscale, il modello 730 può essere presentato in forma congiunta al datore di lavoro o ente pensionistico di uno dei due coniugi oppure a un Caf o a un professionista abilitato.

La presentazione congiunta del modello 730 è possibile anche nei casi in cui il coniuge non è fiscalmente a carico e possiede redditi di qualsiasi categoria dichiarabili con il modello 730, a eccezione, ad esempio, di quelli di lavoro autonomo e d’impresa.

La dichiarazione congiunta non può essere presentata nel caso di morte di uno dei coniugi avvenuta prima della presentazione della dichiarazione dei redditi.

Chi non lo può utilizzare

Non tutti i lavoratori dipendenti e pensionati possono utilizzare il modello 730.

Infatti, non possono avvalersi della presentazione di questo modello (e devono presentare la dichiarazione modello Unico) coloro che possiedono, oltre al reddito di lavoro dipendente, anche redditi di impresa e redditi derivanti dall’esercizio di arti o professioni.

In particolare, non possono utilizzare il modello 730, ma devono presentare il modello Unico Persone fisiche, i contribuenti che nel periodo d’imposta oggetto di dichiarazione hanno posseduto:

- redditi d’impresa, anche in forma di partecipazione;

- redditi di lavoro autonomo per i quali è richiesta la partita Iva (come ad esempio i redditi percepiti da chi esercita arti e professioni in forma abituale);

- redditi “diversi” (ad esempio, proventi derivanti dalla cessione totale o parziale di aziende, proventi derivanti dall’affitto e dalla concessione in usufrutto di aziende).

Non possono, inoltre, utilizzare il modello 730 i contribuenti che:

- devono presentare anche una delle seguenti dichiarazioni: Iva, Irap, modelli 770 ordinario e semplificato (ad esempio, imprenditori agricoli non esonerati dall’obbligo di presentare la dichiarazione Iva, venditori “porta a porta”);

- non sono residenti in Italia nel periodo d’imposta oggetto di dichiarazione e/o in quello di presentazione del modello;

- devono presentare la dichiarazione per conto dei contribuenti deceduti;

- nel periodo d’imposta di presentazione del modello, percepiscono redditi di lavoro dipendente erogati esclusivamente da datori di lavoro non obbligati a effettuare le ritenute d’acconto (ad esempio, collaboratori familiari e altri addetti alla casa).

Come e dove si presenta

Il modello 730 può essere presentato:

- al sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico);

- ai Caf o ai professionisti iscritti agli albi dei dottori commercialisti ed esperti contabili e dei consulenti del lavoro.

Presentazione al sostituto d’imposta

Se si sceglie di presentare la dichiarazione al proprio sostituto d’imposta (che però deve aver comunicato entro il 15 gennaio di voler prestare assistenza fiscale) occorre consegnare il modello 730 già compilato e la busta chiusa contenente il modello 730-1, relativo alla scelta per la destinazione dell’8 per mille e del 5 per mille dell’Irpef.

La scheda va consegnata, anche se non è stata espressa alcuna scelta, avendo cura di indicare il codice fiscale e i dati anagrafici. In caso di dichiarazione presentata in forma congiunta le schede per la destinazione dell’8 per mille e del 5 per mille devono essere inserite in un’unica busta, sulla quale devono essere riportati i dati del dichiarante.

Il contribuente non deve esibire al sostituto d’imposta la documentazione tributaria relativa alla dichiarazione, che però deve conservare fino al 31 dicembre del quarto anno successivo alla presentazione della dichiarazione.

Presentazione al Caf o al professionista abilitato

Chi si rivolge a un Caf o a un professionista abilitato può consegnare il modello debitamente compilato e in questo caso non è dovuto alcun compenso, oppure può chiedere assistenza per la compilazione (in questo caso occorrerà versare un corrispettivo).

Il contribuente deve presentare al Caf o al professionista, in busta chiusa, la scheda per la scelta della destinazione dell’8 per mille e del 5 per mille dell’Irpef (modello 730-1), anche se non è stata effettuata alcuna scelta.

Il contribuente deve sempre esibire al Caf o al professionista la documentazione necessaria per permettere la verifica della conformità dei dati esposti nella dichiarazione.

Documentazione da presentare

Prima di recarsi dal Caf o dal professionista abilitato il contribuente deve recuperare i documenti relativi a ritenute, oneri deducibili e detraibili, versamenti, eccedenze di imposta.

In particolare, sia che si richieda l'assistenza per la compilazione, sia che si consegni il modello già compilato, vanno esibiti i seguenti documenti anche solo in fotocopia:

- il Cud (Certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati) rilasciato dal datore di lavoro o dall'ente pensionistico e le altre certificazioni dalle quali risultino le ritenute subite sui redditi di lavoro dipendente, sui redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, sui redditi di lavoro autonomo occasionale, ecc.;

- fatture, ricevute, scontrini, quietanze che attestino le spese sostenute nel corso dell'anno per le quali è prevista la deducibilità dal reddito complessivo o il riconoscimento di detrazioni dall'imposta lorda;

- altra documentazione necessaria per il riconoscimento delle spese deducibili o detraibili, come, ad esempio, per gli interessi passivi, la copia del contratto di mutuo per l'acquisto dell'immobile adibito ad abitazione principale; per l’assicurazione sulla vita, la copia della polizza o altra certificazione rilasciata dalla compagnia assicuratrice, ecc.;

- ricevuta dei bonifici attraverso i quali sono state pagate le opere di ristrutturazione, quietanze di pagamento degli oneri di urbanizzazione, attestati di versamento delle ritenute operate sui compensi dei professionisti, quietanza rilasciata dal condominio (in caso di lavori di manutenzione ordinaria su parti comuni);

- attestati di versamento degli acconti d'imposta effettuati autonomamente dal contribuente;

- ultima dichiarazione presentata, se in questa era stata evidenziata a credito un'eccedenza d'imposta che si intende far valere nel modello 730.

Vi sono, infine, alcuni dati per i quali non è necessario esibire la relativa documentazione: per esempio, i certificati catastali relativi ai terreni e ai fabbricati posseduti, i contratti di locazione stipulati e altri documenti relativi alle detrazioni spettanti.

Quando si presenta

Il modello 730 può essere presentato entro il 30 aprile al proprio datore di lavoro o ente pensionistico oppure entro il 31 maggio a un Caf o a un intermediario abilitato.

Entro il 31 maggio il datore di lavoro o ente pensionistico deve consegnare al contribuente cui ha prestato assistenza una copia della dichiarazione elaborata e il prospetto di liquidazione modello 730-3, con l'indicazione delle trattenute o dei rimborsi che saranno effettuati.

Il Caf o il professionista abilitato deve consegnare entro il 15 giugno al contribuente cui ha prestato assistenza una copia della dichiarazione e il prospetto di liquidazione modello 730-3, elaborati sulla base dei dati e dei documenti presentati dal contribuente.

In caso di errore, il 730 integrativo

Se, dopo un attento controllo del prospetto di liquidazione delle imposte (modello 730/3) ricevuto dal sostituto d’imposta o dall’intermediario, si riscontrano errori di compilazione o di calcolo, è possibile rivolgersi a chi ha prestato l’assistenza per correggerli. In questo caso è necessario compilare il modello 730 rettificativo.

Quando il modello è stato compilato in modo corretto, ma il contribuente si è accorto di aver dimenticato di esporre degli oneri deducibili o detraibili, c’è la possibilità di:

- presentare entro il 25 ottobre un modello 730 integrativo, con la relativa documentazione. Il modello 730 integrativo deve essere presentato a un intermediario (Caf, professionista), anche se il modello precedente era stato presentato al datore di lavoro o all’ente pensionistico;

- presentare, in alternativa, un modello Unico Persone fisiche entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta successivo.

Se, invece, il contribuente si è accorto di aver dimenticato di dichiarare dei redditi oppure ha indicato oneri deducibili o detraibili in misura superiore a quella spettante, deve presentare obbligatoriamente un modello Unico Persone fisiche e pagare direttamente le somme dovute, compresa la differenza rispetto all’importo del credito risultante dal modello 730, che verrà comunque rimborsato dal sostituto d’imposta.

 

 

5) Sui beni personali nel magazzino aziendale niente plusvalenza

Il ritrovamento nel magazzino di beni personali o della famiglia dell’imprenditore non basta a provare un diverso utilizzo del locale rispetto all’esercizio dell’attività d’impresa e, dunque, non consente la ripresa a tassazione della plusvalenza.

La Ctr di Trento, con la sentenza 21/01/13, ha affermato che la semplice presenza di beni della famiglia nel magazzino non è sufficiente a provare un utilizzo del locale diverso dall’attività d'impresa. Non è possibile, dunque, la ripresa a tassazione della plusvalenza. Oggetto d’imputazione era l’art. 86 del Tuir. La rettifica scaturiva da un accesso della Gdf presso una ditta individuale che vendeva armi e articoli sportivi. A seguito del ritrovamento nel magazzino di alcuni beni personali o della famiglia dell’imprenditore, e dunque estranei all’attività d’impresa, le Fiamme gialle e poi l’Agenzia delle Entrate hanno contestato una plusvalenza patrimoniale.

Per determinare la plusvalenza l’ufficio aveva stimato il magazzino e poi sottratto il costo di acquisto e le spese di miglioria fatte dall’imprenditore. Ne è derivato un imponibile di 74mila euro. L’accertamento è stato impugnato. La Ctp e la Ctr hanno annullato la rettifica ritenendo che un solo accesso non basta a provare la destinazione del magazzino a scopi diversi.

Dunque, un solo controllo non basta a provare l'uso del magazzino al di fuori dell’attività.

La Ctr di Trento con la sentenza 21/01/13 del 18 marzo 2013 chiarisce che il semplice rinvenimento di beni estranei all’attività di impresa, ossia personali o familiari dell’imprenditore, nel magazzino ad uso esclusivo dell’attività imprenditoriale, non giustifica la ripresa a tassazione della plusvalenza (maggiore imposta su redditi, Iva e Irap) per diverso utilizzo del locale rispetto all’esercizio dell'attività d'impresa.

Con un solo controllo, l’utilizzo privato è da considerare occasionale se nel locale sono stati trovati anche attrezzi propri dell’attività commerciale.

Dunque, non è sufficiente un solo sopralluogo (con rilievi fotografici) a provare la definitiva destinazione del magazzino a scopi diversi da quelli imprenditoriali e sostenere l'accertamento e il recupero di imposta in base all’art. 86 del Tuir. È necessario, ai fini della rettifica per plusvalenza (rappresentata dalla differenza tra il valore normale o di mercato e il costo non ammortizzato dei beni), verificare con certezza la destinazione di un bene aziendale a consumo personale.

 

 

6) Trattamento tributario della trasformazione societaria eterogenea in trust

Secondo lo Studio del Notariato n. 17-2013/I, la trasformazione di società di capitali in trust ammessa solo in presenza di talune condizioni.

In particolare, tale operazione straordinaria è fattibile soltanto se i beneficiari coincidono con i soci e se il ruolo di trustee è rivestito da un soggetto terzo.

Come è noto (si veda l’articolo sulle novità fiscali del 22 aprile 2013), il Consiglio Nazionale del Notariato ha esaminato il tema della possibile istituzione di un trust per il tramite di una trasformazione societaria.

Viene, innanzitutto evidenziato come la legittimità dell’operazione si fondi necessariamente su un presupposto, ovvero che le ipotesi di trasformazione eterogenea regressiva di una società di capitali, così come riportate dall’art. 2500-septies c.c., non rappresentino un elenco chiuso.

La conclusione non è semplice. Depongono comunque a favore di un’interpretazione estensiva della norma, e quindi della possibilità di una trasformazione eterogenea “atipica”, numerosi elementi tra i quali i meccanismi posti dalla legge a tutela di tutti gli interessi coinvolti:

- Da un lato, infatti, il Legislatore prevede quorum deliberativi maggiorati, oltre a riconoscere il diritto di recesso a favore del socio dissenziente;

- dall’altro, attribuisce ai terzi il potere di opporsi alla trasformazione.

Non risulterebbe ostativo neppure il rilievo per cui il trust difetta di soggettività giuridica:

L’irrilevanza di tale elemento, infatti, emerge in tutta la sua evidenza dalla presenza, tra le fattispecie tipizzate dalla legge, della comunione d’azienda, notoriamente priva di tale titolo.

A parte ciò, le osservazioni del Notariato si sono poi rivolte sulle condizioni che devono essere rispettate affinché l’operazione possa essere considerata legittima, aspetto questo che si ricollega strettamente alle finalità perseguite.

Si rimarca, inoltre, come la trasformazione possa essere motivata, il più delle volte, dal desiderio di estinguere il veicolo societario per destinarne il patrimonio ai beneficiari di un trust familiare, scenario, questo, che solleva delle criticità in ragione del carattere inderogabile della procedura di liquidazione fissata dalla legge.

Tali criticità risulteranno astrattamente superabili solo ove sia ravvisabile l’esistenza di un’azienda idonea allo svolgimento dell’attività d’impresa della quale si vuole assicurare la continuità secondo le stesse linee che legittimano, ad avviso dei più, la trasformazione di una società in una comunione d’azienda.

Muovendo da tali assunti e dall’ulteriore presupposto per cui lo stesso soggetto non può mai assommare tutte le diverse figure di un trust, lo Studio conclude per la teorica ammissibilità, quali trasformazioni eterogenee, delle sole operazioni:
- che interessino una società che svolge un’attività d’impresa;

- che vedano quali beneficiari dei risultati finali dell’attività e del patrimonio i soci della società trasformata, mentre come trustee un soggetto terzo rispetto ad essi.

Da un punto di vista fiscale, detta operazione dovrebbe essere assistita da un favorevole regime di tassazione sul fronte delle imposte indirette:

- trattandosi di un atto societario, concernente altresì un’azienda, infatti, soccorreranno le norme che prevedono l’applicazione dell’imposta di registro e di quelle ipo-catastali in misura fissa, nonché l’irrilevanza della fattispecie ai fini IVA;

- per quanto concerne l’imposta sulle successioni e donazioni, la coincidenza, di fatto, tra disponente e beneficiario dovrebbe escludere un qualunque gravame.

Con riguardo alle imposte sui redditi, invece, l’operazione dovrebbe essere inquadrata tra le trasformazioni eterogenee di cui all’art. 171 del TUIR, con conseguente realizzo a valore normale dei beni facenti parte dell’azienda.

 

Vincenzo D’Andò