Novità fiscali del 15 aprile 2013: l’IVA applicata per errore deve essere rimborsata

Pubblicato il 15 aprile 2013

l’IVA applicata per errore deve essere rimborsata; la disciplina comunitaria del lavoro a termine non può essere applicata al lavoro in somministrazione; Banca D’Italia: guida in tema di antiriciclaggio sugli obblighi di adeguata verifica; abusivismo professionale: in arrivo i controlli; istituti di pagamento e Money transfer, comunicazione all’Archivio dei rapporti finanziari; partiti i congedi di paternità; fattura errata, ma operazione reale: manca il reato; TARES: pubblicate le regole tecniche per l’interscambio dei dati catastali tra Entrate e Comuni; dalle Dogane importante avviso: revoca firma digitale persone non fisiche; INPS: sperimentazione del modello organizzativo integrato


 

 

Indice:

 

1) L’Iva applicata per errore deve essere rimborsata

 

2) La disciplina comunitaria del lavoro a termine non può essere applicata al lavoro in somministrazione

 

3) Banca D’Italia: guida in tema di antiriciclaggio sugli obblighi di adeguata verifica

 

4) Abusivismo professionale: in arrivo i controlli

 

5) Istituti di pagamento e Money transfer, comunicazione all’Archivio dei rapporti finanziari

 

6) Partiti i congedi di paternità

 

7) Fattura errata, ma operazione reale: manca il reato

 

8) Tares: pubblicate le regole tecniche per l’interscambio dei dati catastali tra Entrate e Comuni

 

9) Dalle Dogane importante avviso: revoca firma digitale persone non fisiche

 

10) Inps: sperimentazione del modello organizzativo integrato

 

 

1) L’Iva applicata per errore deve essere rimborsata

La Corte di giustizia UE, con la sentenza 11 aprile 2013, causa C-138/12, ha stabilito che l’Iva applicata erroneamente, qualora non sia possibile correggere la fattura e non esistano rischi per l’erario, deve essere rimborsata.

La Corte di Giustizia, con la suddetta sentenza, ha chiarito che il principio di neutralità dell’IVA, previsto dall’art. 203 della direttiva 2006/112/CE, và interpretato nel senso che l’Amministrazione tributaria non può negare al fornitore di una prestazione esente il rimborso dell’imposta fatturata per errore al suo cliente.

 

 

2) La disciplina comunitaria del lavoro a termine non può essere applicata al lavoro in somministrazione

Così si è espressa la Corte di giustizia UE nella causa C-209/12 del 11 aprile 2013.

Dunque, la direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, e l’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che compare in allegato a tale direttiva, devono essere interpretati nel senso che non si applicano né al rapporto di lavoro a tempo determinato tra un lavoratore interinale e un’agenzia di lavoro interinale né al rapporto di lavoro a tempo determinato tra tale lavoratore e un’impresa utilizzatrice. Ne consegue che in caso di violazione delle norme sui contratti a termine per le quali è prevista la trasformazione a tempo indeterminato del rapporto con il lavoratore, ciò non è applicabile al lavoratore somministrato.



3) Banca D’Italia: guida in tema di antiriciclaggio sugli obblighi di adeguata verifica

Misure rafforzate di adeguata verifica della clientela da parte delle banche e di intermediari finanziari (SIM, SGR, SICAV, Poste S.p.A., ecc.) qualora sussista un elevato rischio di riciclaggio e/o di finanziamento del terrorismo, in particolare nei casi di operatività a distanza, persone politicamente esposte e conti di corrispondenza con enti corrispondenti di Stati extracomunitari.

E’ questa una delle novità introdotte dal provvedimento pubblicato sul sito della Banca D’Italia “recante disposizioni attuative in materia di adeguata verifica della clientela, ai sensi dell’art. 7, comma 2, del Decreto Legislativo 21 novembre 2007, n. 231” .

Gli intermediari finanziari ed i soggetti esercanti attività finanziaria provvederanno a definire il profilo di rischio di riciclaggio e di fiananziamento del terrorismo attribuibile a ogni cliente, sulla base delle informazioni acquisite e delle analisi effettuate.

Le banche, gli istituti di moneta elettronica e Poste Italiane S.p.A. sono obbligati all’adempimento del dovere di adeguata verifica della clientela :

- nel caso di rapporti continuativi dovranno definire la frequenza ordinaria di aggiornamento della profilatura del cliente, sulla base del relativo livello di rischio, e i casi in cui occorre verificare la congruità della classe di rischio assegnata;

- quando venga eseguita un’operazione occasionale, disposta dal cliente che comporti la trasmissione o la movimentazione di mezzi di pagamento di importo pari o superiore a 15.000 euro, indipendentemente dal fatto che sia effettuata con un’operazione unica o con più operazioni frazionate;

- quando vi è sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, indipendentemente da qualsiasi deroga, esenzione o soglia applicabile;

- quando sorgano dubbi sulla completezza, attendibilità o veridicità delle informazioni o della documentazione precedentemente acquisite dalla clientela.

Le disposizioni si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2014. Per quanto concerne i rapporti continuativi, esse si applicano a tutti quelli in essere a tale data, anche se costituiti prima dell’entrata in vigore del decreto antiriciclaggio.

Riguardo alle banche, il provvedimento specifica che in presenza di operazioni di deposito, prelievo o pagamento per importi unitari superiori a 2.500 euro, gli intermediari devono effettuare specifici approfondimenti, anche con il cliente, al fine di verificare le ragioni del comportamento.

In caso di assenza di giustificazione dell’operazione, l’intermediario può astenersi dall’effettuare l’operazione o dalla prosecuzione del rapporto continuativo.

Particolare attenzione (adeguata verifica rafforzata) deve essere prestata dalle banche quando si trovano di fronte a clienti che utilizzino banconote di grosso taglio (500 euro e 200 euro) in quanto ciò presenta un maggiore rischio di riciclaggio.

 

 

4) Abusivismo professionale: in arrivo i controlli

Al via le attività di vigilanza sulle società di servizi che esercitano la professione di consulente del lavoro