Novità fiscali del 12 aprile 2013: stanziati 10 miliardi di euro per i debiti della PA

Pubblicato il 12 aprile 2013



nuovi studi del Notariato: srl semplificate, cambio di tipo sociale facile; scoperta falsa associazione non profit nel settore della didattica extrascolastica; previdenza marinara estera: servizi online; D.L. debiti P.A.: stanziati per le aziende i primi 10 miliardi di euro; modeste somme pagate dall’avvocato ai propri collaboratori ed altre spese irrisorie: non scatta l’obbligo di pagare l’Irap; estinzione della società nel corso del giudizio: la legittimazione processuale si trasferisce automaticamente in capo ai soci; dichiarazione MUD entro il 30 aprile; anche nelle frodi carosello sanzione riducibile a metà del minimo; tante altre di giurisprudenza

 

 

Indice:

1) Anche nelle frodi carosello sanzione riducibile a metà del minimo; tante altre di giurisprudenza

2) Pubblicati nuovi studi del Notariato: srl semplificate, cambio di tipo sociale facile

3) Scoperta falsa associazione non profit nel settore della didattica extrascolastica

4) Previdenza marinara estera: servizi online

5) D.L. debiti P.A.: stanziati per le aziende i primi 10 miliardi di euro

6) Modeste somme pagate dall’avvocato ai propri collaboratori ed altre spese irrisorie: non scatta l’obbligo di pagare l’Irap

7) Estinzione società e rapporti processuali soci: ribadita posizione dalla Cassazione

8) Dichiarazione MUD entro il 30 aprile

 

 

1) Anche nelle frodi carosello sanzione riducibile a metà del minimo

Frodi carosello: Il giudice tributario può ridurre fino alla metà del minimo le sanzioni in caso di fatture soggettivamente inesistenti, ciò per l’evidente sproporzione delle stesse rispetto all’entità del tributo.

E’ pur vero che le amministrazioni finanziarie degli Stati membri hanno diritto a recuperare i tributi evasi, ma questa esigenza si scontra con l’applicazione elevata delle sanzioni.

In particolare, la sanzione irrogata genera un’evidente sproporzione con la misura dell’imposta richiesta.

Pertanto, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8722 del 10 aprile 2013, afferma che la riduzione delle sanzioni si applica ad ogni genere di sanzioni e, dunque, anche in caso di frodi carosello.

- Fisco: accertamenti illegittimi se firmati da dirigenti assunti senza concorso

La Commissione tributaria di Messina ritiene che possano essere dichiarati illegittimi gli atti sottoscritti dai 763 dirigenti dell’Agenzia delle entrate nominati senza concorso. Ciò con gravi conseguenze per le casse erariali.

- Discordanze tra i soci sulla gestione societaria: niente studi di settore

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8706 del 10 aprile 2013, ritiene che siano sufficienti due licenziamenti in azienda per evitare l’applicazione degli studi di settore. Si tratta di un momento di “non normale svolgimento dell’attività” dell’Impresa, peraltro accompagnato anche da altri elementi (come la continua lite tra i soci sulla gestione societaria) che testimoniano la situazione di assoluta anormalità dell’impresa nel periodo considerato.

Insomma, in tempi di crisi l’uso degli studi di settore é inapplicabile alle aziende (nel caso di specie società) costrette a licenziare il personale.

- Doppia contribuzione: Iscrizione alla gestione separata del socio lavoratore che è anche amministratore

Il socio lavoratore che esercita come amministratore va iscritto anche alla gestione separata. E’, quindi, illegittima l’unificazione della posizione previdenziale a seconda dell’attività prevalente.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 8666 del 09 aprile 2013, si é pronunciata  riguardo alla doppia contribuzione dovuta dall’amministratore di società e lavoratore nella stessa, ripercorrendo l’iter normativo che ha disciplinato la materia.

Nel giungere alla più recente legge 30 luglio 2010, n. 122 che ha sancito il predetto doppio obbligo di contribuzione, la suprema Corte supera di fatto il concetto di attività prevalente per adottare quello ora vigente di distinte attività oggetto di contribuzione.

Dunque, la Suprema Corte conferma che non si applica la suddetta unificazione della contribuzione (art. 1, comma 208, Legge n. 662/1996), nel caso di esercizio di attività in forma d’impresa ad opera di commercianti o artigiani ovvero di coltivatori diretti contemporaneamente all’esercizio di attività autonoma, per la quale vige l’obbligo dell’iscrizione alla gestione previdenziale separata di cui all’art. 2, comma 26, della Legge n. 335/1995.

La relata di notifica dell’avviso fa prova fino a querela di falso

La successiva indicazione del messo di un luogo diverso (residenza della matrigna) non supera quanto certificato in precedenza (domicilio del destinatario a mani della madre). È quanto espresso nella sentenza della Corte di cassazione n. 7714 del 27 marzo 2013.

Deve, dunque, ritenersi valida la notifica degli atti impositivi presso la residenza della matrigna, indipendentemente dal fatto che conviva con il contribuente. Infatti, il vincolo di parentela o di affinità, a prescindere dall’ulteriore requisito della stabile convivenza, giustifica la presunzione che la persona di famiglia consegnerà l’atto al destinatario dello stesso.

 

2) Pubblicati nuovi studi del Notariato: Srl semplificate, cambio di tipo sociale facile

Il Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato l’11 aprile 2013 tre nuovi studi che hanno approfondito tematiche relative al diritto societario, tra cui lo Studio n. 221-2013/I recante “Prime osservazioni in tema di società a responsabilità limitata semplificata e di società a responsabilità limitata a capitale ridotto”.

Gli altri due stud, sempre relativi al diritto civilistico, i sono i seguenti:

- La circolazione mortis causa dei “rapporti giuridici in via di formazione” e dei “rapporti preliminari a parziale indeterminatezza soggettiva” - Studio n. 416-2012/C;

- l’attività notarile tra constatazione di fatti, verbalizzazione di dichiarazioni testimoniali, prova prima del processo e delega all’assunzione della prova (testimoniale) - Studio n. 432-2012/C.

Gli ultimi lavori approvati dal Consiglio Nazionale del Notariato sono consultabili nella sezione “Studi e Materiali”.

Prime osservazioni sulle nuove figure di srl semplificata e di srl a capitale ridotto

Lo studio del Notariato n. 221-2013/I titolato “Prime osservazioni in tema di società a responsabilità limitata semplificata e di società a responsabilità limitata a capitale ridotto”, approvato dal Notariato il 19 febbraio 2013 e pubblicato sul sito internet del Consiglio Nazionale del Notariato soltanto il giorno 11 aprile 2013, si sofferma su talune questioni che sono emerse a seguito dell’introduzione nel nostro ordinamento della disciplina della Società a responsabilità limitata semplificata e di quella della Società a responsabilità limitata a capitale ridotto.

Tra le problematiche più delicate, i notai evidenziano quella relativa all’operatività dell’autonomia statutaria, autonomia che risulta avere meno spazio in queste due nuove figure rispetto a quello coperto nell’ambito della Srl ordinaria.

La questione che interessa il Notariato è relativa all’individuazione del valore giuridico da riconoscere ai limiti all’autonomia statuaria previsti dalla disciplina vigente nonché “delle modalità e delle conseguenze del loro superamento”. Problematica che diventa attuale nel caso, ad es., in cui i soci, dopo aver costituito una società sulla base dei due nuovi modelli, intendano introdurre una regola che, sebbene incompatibile con la corrispondente disciplina, risulti tuttavia pienamente conforme con quella della società a responsabilità limitata “ordinaria”.

Si dovrà, cioè, procedere alla trasformazione della società, o si potrà prevedere una modificazione dell’atto costitutivo ?.

Nel studio n. 221-2013/I viene precisato come la soluzione del problema dipenda dalla qualificazione che si intenda offrire delle figure in esame, se le si contempli, cioè, come altrettanti tipi societari autonomi, o, rispettivamente, come discipline che rientrano pur sempre nell’ambito del relativo tipo.

E secondo tale studio, l’analisi della normativa, della struttura e della funzione della disciplina delle due figure induce a negare che le stesse possano essere qualificate come altrettanti tipi di società costituendo, per contro, discipline eccezionali e derogatorie, rispetto, “non già all’intero sistema di regole in cui articola la disciplina della società a responsabilità limitata”, ma esclusivamente a quella specifica disposizione, dettata dall’art. 2463, 2° comma, n. 4, c.c., che fissa il limite minimo del capitale nominale nella misura di diecimila euro.

Le nuove figure, quindi, costituiscono semplici eccezioni o deroghe ad una parte della disciplina in tema di srl ordinaria.

Ne consegue che non si potrà impedire ai soci l’inserimento di regole che, per quanto incompatibili con i requisiti previsti dalle nuove norme, risultino compatibili con la Srl ordinaria.

Tuttavia, ciò potrebbe comportare la perdita di taluni benefici subordinati al rispetto di determinate condizioni.

Insomma, “il mancato rispetto di tali condizioni, lungi dal riflettersi sulla validità delle corrispondenti deliberazioni, vale pur sempre, e soltanto, a precludere ai soci la possibilità di conseguire i relativi benefici”.

 

3) Scoperta falsa associazione non profit nel settore della didattica extrascolastica

Una nota della Guardia di Finanza del 11 aprile 2013 ha comunicato che i Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Imperia, al termine di una verifica fiscale eseguita nei confronti di una associazione culturale linguistica non profit operante in Sanremo, nel settore della didattica extrascolastica, hanno proceduto a segnalare alla Direzione Territoriale del Lavoro 1.800 lavoratori in “nero” e 415 posizioni lavorative “irregolari”.

Inoltre sono stati denunciati, alla Procura della Repubblica di Sanremo, i due presidenti, nel tempo succedutisi, dell'associazione per violazione dell’art. 4 del D.Lgs. n. 74/2000 (infedele dichiarazione) e dell’art. 22 D.Lgs. n. 286/1998 - Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione -, per l’impiego di 1.282 lavoratori extracomunitari privi del permesso di soggiorno.

Le attività ispettive hanno permesso di constatare che la predetta associazione, che si occupa dell’insegnamento dell’inglese attraverso interventi didattici nelle scuole, si avvaleva prevalentemente dell’opera di docenti madre lingua “reclutati” all’estero che di fatto, pur impossibilitati a farlo perché privi di idoneo permesso di soggiorno, prestavano a tutti gli effetti attività retribuita e subordinata.

In sostanza la società, camuffata da associazione di volontariato, impiegava falsi volontari, regolarmente retribuiti, senza alcun contratto d’impiego nei confronti dei quali elargiva emolumenti completamente in “nero”.

I docenti extracomunitari venivano reclutati attraverso inserzioni sui siti web dell’Associazione Culturale, la quale, attraverso una vera e propria selezione dei singoli curriculum-vitae e books fotografici, individuava i profili consoni alle proprie esigenze.

Dopo, quindi, una scrematura avvenuta attraverso una “orientation” via web, l’associazione selezionava i docenti che, una volta contattati, venivano invitati a Sanremo per essere definitivamente “formati” ad intraprendere, su tutto il territorio nazionale, l’attività di insegnamento della lingua inglese.

L’attività di servizio esperita dalla GdF ha evidenziato ripetute inadempienze alla normativa lavoristica con conseguente segnalazione alla Direzione Territoriale del Lavoro di violazioni le cui sanzioni amministrative ammontano da un minimo di circa 6 milioni di Euro fino ad un massimo di oltre 14 milioni di Euro.

Sono state riscontrate anche violazioni alla normativa di cui al “Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione”, per le quali sono previsti la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa di 5.000 euro per ogni cittadino extracomunitario impiegato, per un ammontare complessivo fino a 6 milioni e mezzo di Euro.

Le operazioni di verifica, hanno inoltre permesso di ricostruire gli incassi dell’associazione che dal 2008 ad oggi, non ha mai adempiuto correttamente ai previsti obblighi fiscali, con conseguente omessa contabilizzazione di ricavi per circa 12 milioni di Euro e la denuncia all’Autorità Giudiziaria dei due presidenti dell’associazione culturale anche per la violazione dell’art. 4 del D.Lgs 74/2000 (infedele dichiarazione).

Per tale specifica ipotesi di reato è stata proposta alla Procura della Repubblica di Sanremo la misura del sequestro preventivo per equivalente finalizzato alla confisca.

Sono state, inoltre, constatate l’omessa effettuazione e l’omesso versamento di ritenute alla fonte, a titolo di acconto, quale sostituto d’imposta, per una somma di circa 600.000 euro nonché l’omessa dichiarazione, ai fini IRAP, di una maggiore base imponibile pari a 2.350.000 euro.

 

4) Previdenza marinara estera: servizi online

L’Inps ha realizzato il servizio che consente ad armatori e raccomandatari marittimi la trasmissione telematica dei dati relativi alle contribuzioni mensili versate in favore dei lavoratori marittimi italiani imbarcati su navi straniere e dei piloti italiani che effettuano servizi in acque straniere.

Per ottenere il rilascio del PIN, l’armatore/raccomandatario marittimo deve presentare la richiesta alla sede Inps di competenza, consegnando l’apposito modulo (allegato alla circolare dell’Inps n. 57 del 10 aprile 2013) debitamente compilato.

Dopo le verifiche del caso, il personale Inps consegnerà la busta chiusa numerata con il PIN, attraverso il quale gli interessati potranno avere accesso ai servizi inerenti la previdenza marinara estera sul portale www.inps.it, seguendo il percorso “Servizi online/Per tipologia di utente/Raccomandatari marittimi/Armatori”.

Tale sezione contiene il servizio di trasmissione online dei dati relativi alle contribuzioni mensili (con possibilità di allegare la ricevuta di pagamento), nonché i tracciati di scambio e il manuale utente.

 

 

5) D.L. debiti P.A. : stanziati per le aziende i primi 10 miliardi di euro

E’ stato firmato il 10 aprile 2013 dal Ministro Vittorio Grilli il Decreto Ministeriale che, in attuazione del Decreto Legge n. 35 del 8 aprile 2013, (Disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni), stanzia i fondi finalizzati alla concessione di anticipazioni a favore degli enti territoriali per garantire il pagamento dei debiti maturati al 31 dicembre 2012 (10 miliardi di euro), nonché quelli destinati al pagamento dei debiti dei Ministeri alla medesima data (500 milioni di euro).

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato del 10 aprile 2013)

 

6) Modeste somme pagate dall’avvocato ai propri collaboratori ed altre spese irrisorie: non scatta l’obbligo di pagare l’Irap

In presenza di modeste somme pagate dall’avvocato ai propri collaboratori ed altre spese irrisorie non si viene a determinare una struttura organizzata, circostanza, questa (autonoma organizzazione), che, invece, giustifica l’obbligo di pagare l’Irap. Dunque non è dovuta l’Imposta regionale sulle attività produttive se le spese erogate (dal soggetto individuale titolare di partita Iva) a terzi non superano una certa soglia.

Invece, secondo l’Agenzia e delle entrate ed anche secondo la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia (n. 60/01/10 del 9 aprile 2010), una piccola somma dichiarata (nel caso di specie, poco oltre € 4.000,00), dal contribuente nel Modello Unico, per spese relative a compensi a terzi e varie (ad es. spese per l’autovettura e spese per l’immobile, magari spese di condominio), giustifica l’assoggettamento ad Irap del professionista (nel caso di specie, un avvocato).

Ma non è così per la Suprema Corte (che conferma di essere un autentico Giudice di legittimità della Legge), infatti, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8809 del 10 aprile 2013, ha stabilito che tali elementi da soli non bastano a giustificare l’applicabilità dell’Imposta regionale sulle attività produttive (Irap) in capo a detto professionista.

Insomma, in questo caso rasentano il ridicolo, oltre all’Agenzia delle entrate (che insiste sempre anche quando la sua sconfitta è lampante), anche i giudici di merito (in questo caso la C.T.R. lombarda), tuttavia, per fortuna dei contribuenti non può dirsi altrettanto per i massimi organi della giurisprudenza, difatti a parere della Cassazione la cifra di € 4.088,00 “non appare sufficiente a determinare l’esistenza di una struttura organizzata che possa cagionare un significativo maggior reddito del contribuente”.

Viceversa, il giudice di merito (C.T.R) aveva “ritenuto sufficiente per la sottoposizione ad imposta l’esistenza di spese per corrispettivi a terzi, beni mobili e beni immobili per 4.088 euro”.

La Suprema Corte ha, quindi, accolto il ricorso presentato dall’avvocato.

 

7) Estinzione società e rapporti processuali soci: ribadita posizione dalla Cassazione

Estinzione della società nel giudizio in corso: la legittimazione processuale si trasferisce automaticamente in capo ai soci.

Intervenuta la cancellazione della società dal registro delle imprese nelle more di un giudizio in corso, la legittimazione processuale, attiva e passiva, si trasferisce automaticamente in capo ai soci.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8596 del 09 aprile 2013, che si allinea a quella emessa dalle Sezioni Unite che, chiamate di recente a prendere posizione sul tema, con la sentenza n. 6070 del 12 marzo 2013, hanno deciso che in materia di società di capitali la cancellazione dal registro delle imprese determina l’immediata estinzione della società, indipendentemente dall’esaurimento dei rapporti giuridici ad essa facenti capo, nel caso in cui tale adempimento abbia avuto luogo in data successiva all’entrata in vigore dell’art. 4 del D.Lgs. 6/2003 che, modificando l’art. 2495, co. 2, c.c., ha attribuito efficacia costitutiva alla cancellazione. Dunque, alla stregua del nuovo disposto normativo, la cancellazione di una società di capitali dal registro delle imprese, che nel precedente regime normativo si riteneva non valesse a provocare l’estinzione dell’ente qualora non tutti i rapporti ad esso facenti capo fossero stati definiti, è ora invece da considerarsi senz’altro produttiva dell’effetto estintivo.

Per le società cancellate in epoca anteriore al 1° gennaio 2004, l’estinzione opera solo a partire da tale data.

Le Sezioni Unite hanno ancora osservato come una lettura costituzionalmente orientata del novellato art. 2495 c.c. imponga un ripensamento anche della disciplina relativa alle società di persone, ripensamento in virtù del quale la cancellazione, pur avendo natura dichiarativa, consente di presumere il venir meno della loro la loro capacità e soggettività limitata, negli stessi termini in cui analogo effetto si produce per le società di capitali, rendendo opponibile ai terzi tale evento contestualmente alla pubblicità nell’ipotesi in cui essa sia stata effettuata successivamente all’entrata in vigore del D.Lgs. 6/2003, e con decorrenza dal 1° gennaio 2004 nel caso in cui abbia avuto luogo in data anteriore.
Sotto il profilo processuale, nella sentenza resa dalle Sezioni Unite si legge quanto la terza sezione della Cassazione ha inteso ribadire con la pronuncia in oggetto, nella quale si precisa che la cancellazione dal registro delle imprese determina l’estinzione del soggetto giuridico e, dunque, la perdita della sua capacità processuale. Ne consegue che, nei processi in corso, anche se essi non siano interrotti per mancata dichiarazione dell’evento interruttivo da parte del difensore, la legittimazione, sostanziale e processuale, attiva e passiva, si trasferisce automaticamente in capo ai soci ex art. 110 c.p.c..

Questi ultimi, per effetto della vicenda estintiva, divengono partecipi della comunione in ordine ai beni residuati dalla liquidazione o sopravvenuti alla cancellazione e, se ritualmente evocati in giudizio, divengono parti di questo, pur se estranei ai precedenti gradi del processo.

Alla luce di ciò, i giudici di legittimità hanno respinto il ricorso proposto da una società di capitali a mezzo del suo liquidatore, essendo provato che la stessa era stata cancellata dal registro delle imprese nelle more del giudizio di appello. Pertanto, non essendo più la società in liquidazione, il liquidatore e legale rappresentante della stessa, non essendo più tale, risultava privo della capacità processuale ex art. 75 c.p.c. a proporre ricorso per cassazione, come priva di legittimazione processuale appare la ricorrente società.

8) Dichiarazione MUD entro il 30 aprile

La dichiarazione ambientale si presenta entro fine mese. Entro il prossimo 30 aprile, riguardo ai rifiuti gestiti nell’anno precedente e fino alla piena entrata in operatività del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI), le imprese obbligate dovranno presentare la dichiarazione ambientale per comunicare le quantità di rifiuti avviate al recupero e smaltimento.

Con la pubblicazione del DPCM del 20 dicembre 2012, il modello unico per la dichiarazione ambientale (MUD) torna a essere l’unico punto di riferimento per le imprese e per le amministrazioni coinvolte.

Pertanto dal 2013 (e fino a un nuovo ordine relativo al Sistri) si torna a parlare esclusivamente di Mud.

MUD – Sistri

Dopo la sospensione dell’operatività del Sistri (sancita dal D.L. 83/2012) il nuovo decreto fa confluire in un unico percorso il “doppio binario” previsto lo scorso anno per la rituale dichiarazione ambientale:

- comunicazione rifiuti speciali da un lato;

- la dichiarazione relativa a tutte le altre citate categorie di beni e residui dall’altro.

Insieme alla fusione delle citate dichiarazioni, il decreto del 20 dicembre 2012 introduce anche tre novità di rilievo:

- il ripristino dell’obbligo di comunicazione per i soggetti che effettuano a titolo professionale il trasporto di rifiuti;

- una specifica comunicazione per i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (cd. “Raee”);

- la rivisitazione di alcune schede del modello unico che i soggetti storicamente tenuti alla compilazione del “vecchio Mud rifiuti” erano abituati a compilare.

Dati da comunicare

Il Modello Unico di Dichiarazione ambientale è articolato in comunicazioni che devono essere presentate dai soggetti tenuti all’adempimento, che sono così individuati:

- Comunicazione Rifiuti speciali;

- comunicazione Veicoli Fuori Uso;

- comunicazione Imballaggi;

- comunicazione Rifiuti Urbani, Assimilati e raccolti in convenzione;

- comunicazione Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche;

Modalità di comunicazione

La presentazione della comunicazione ambientale Mud 2013 dovrà essere effettuata per via telematica tramite il sito www.mudtelematico.it e indirizzata alla Camera di commercio competente per territorio (quella della Provincia in cui ha sede l'unità locale cui la dichiarazione si riferisce, che diventa quella relativa della sede legale per trasportatori e intermediari senza detenzione).

Sospensione dei pagamenti per l’iscrizione al Sistri

Il sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi (Sistri) sarà attivato dal 1° ottobre 2013 per i produttori di rifiuti pericolosi con più di dieci dipendenti e per gli enti e le imprese che gestiscono rifiuti pericolosi, mentre per tutte le altre imprese l’avvio del sistema è fissato per il 3 marzo 2014.

 

Vincenzo D’Andò