Novità fiscali dell’8 aprile 2013: elenco clienti e fornitori 2012, nuove precisazioni delle Entrate

Pubblicato il 8 aprile 2013



comunicazione PEC per obbligo al Registro delle Imprese da parte delle piccole aziende: ecco cosa cambia; Decreto decontribuzione 2012 in G.U.; rientrano nella detassazione anche gli straordinari e le maggiorazioni per lavoro notturno; call center: indicazioni ministeriali; accertamento: contestazione parziale delle rettifiche operate dall’Amministrazione finanziaria; reverse charge: il soggetto passivo deduce l’Iva anche senza aver emesso autofattura; elenco clienti e fornitori per il 2012: le precisazioni delle Entrate; studi di settore: pubblicati i Quadri T per il periodo 2012; salvaguardia 65mila e 55mila; flusso telematico dei modelli 730-4: pubblicate le faq

 

 

Indice:

1) Comunicazione PEC per obbligo al Registro delle Imprese da parte delle piccole aziende: ecco cosa cambia

2) Decreto decontribuzione 2012 in G.U.

3) Rientrano nella detassazione anche gli straordinari e le maggiorazioni per lavoro notturno

4) Call center: indicazioni ministeriali

5) Accertamento: contestazione parziale delle rettifiche operate dall’Amministrazione finanziaria

6) Reverse charge: il soggetto passivo deduce l’Iva anche senza aver emesso autofattura

7) Elenco clienti e fornitori per il 2012: le precisazioni delle Entrate

8) Studi di settore: pubblicati i Quadri T per il periodo 2012

9) Salvaguardia 65mila e 55mila

10) Flusso telematico dei modelli 730-4: pubblicate le faq

 

 

1) Comunicazione PEC per obbligo al Registro delle Imprese da parte delle piccole aziende: ecco cosa cambia

Entro il prossimo 30 giugno, termine così anticipato dalla Legge n. 221/2012, anche le ditte individuali dovranno comunicare al Registro delle Imprese il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

Si tratta di un obbligo che avrà delle particolari conseguenze. Le aziende devono dotarsi di un indirizzo PEC, attivato dagli enti certificatori e, successivamente, comunicarlo alla CCIAA di appartenenza mediante l’apposita procedura telematica semplificata (Comunica o Starweb) utilizzabile anche se non si è in possesso di smart card, rilasciando apposita procura ad un intermediario abilitato come ad esempio un Consulente del Lavoro; fin qui tutto chiaro. Ma dopo che succede ?

Dopo la ricezione della comunicazione dell’indirizzo PEC la CCIAA provvede alla sua pubblicazione sugli archivi del Registro Imprese che, e bene ricordarlo, sono consultabili liberamente. In pratica, da quel momento, chiunque voglia inviare una comunicazione all’azienda può utilizzare la PEC dando alla comunicazione stessa il medesimo valore legale di una raccomandata.

Dal prossimo 1° luglio, quindi, anche le piccole ditte individuali potranno trovarsi sulla casella PEC comunicazioni di grande rilevanza come solleciti di pagamento, comunicazioni da parte dei propri dipendenti, ma anche comunicazioni di natura fiscale come un avviso di accertamento.

Da tutto ciò ne consegue che non basta farsi creare un indirizzo PEC e comunicarlo al Registro Imprese, ma è anche necessario che, giornalmente, l’indirizzo venga “monitorato”per verificare la notifica di atti più o meno rilevanti.

Per le imprese individuali di una certa dimensione o gestite da imprenditori che hanno dimestichezza con la posta elettronica i problemi saranno pochi, ma chi non ha dimestichezza con la tecnologia cosa farà ?

A tal fine, i Consulenti del Lavoro (Consiglio Nazionale), con una nota del 05 aprile 2013, hanno esaminato alcune possibili soluzioni:

Utilizzare i c.d. “servizi avanzati” di posta con l’invio automatico di un “avviso” della ricezione di un messaggio PEC tramite un SMS su cellulare o l’inoltro del messaggio PEC via fax, tale soluzione ha un costo decisamente accessibile (meno di € 100/anno), oppure esternalizzare, ad aziende specializzate, il controllo della PEC con un costo, però, decisamente superiore.

Qualunque soluzione si scelga, rimane di fondamentale importanza fare sì che il nuovo adempimento non sia causa di problemi in futuro.

 

2) Decreto decontribuzione 2012 in G.U.

Deposito alla Dtl del contratto sottoscritto. E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 79 del 4 aprile 2013, il Decreto del 27 dicembre 2012 del Ministero del lavoro che determina, per l’anno 2012, la misura massima percentuale della retribuzione di secondo livello oggetto dello sgravio contributivo previsto dalla legge n. 247/2007.

Dal 1° gennaio 2012 lo sgravio contributivo concesso ai datori di lavoro sulla quota costituita dalle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali e territoriali è pari al 2,25% della retribuzione contrattuale percepita.

I datori di lavoro devono depositare presso la Dtl il contratto collettivo aziendale o territoriale sottoscritto, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, con la previsione di erogazioni correlate ad incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione ed efficienza organizzativa ed altri elementi di competitività.

 

3) Rientrano nella detassazione anche gli straordinari e le maggiorazioni per lavoro notturno

Detassazione 2013: La Fondazione studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro risponde a quesito (risposta pubblicata il 05 aprile 2013).

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri prevede che possono essere detassate le retribuzioni di produttività “con espresso riferimento ad indicatori quantitativi .. “ Se, in presenza di un contratto integrativo aziendale che lo preveda, un’azienda detassa straordinari, maggiorazioni notturne, ecc. potrebbe accadere che, tra qualche anno, l’Agenzia delle Entrate chieda quali erano gli indicatori quantitativi? E, in questo caso, chi deve restituire il minor importo fiscale, l’azienda o il dipendente ?

A questa problematica, la suddetta Fondazione ha così risposto:

Con l’approvazione del Dpcm 23 gennaio 2013 sono stati fissati i parametri per la detassazione 2013.

La formulazione adottata nel provvedimento propone nuove fattispecie, riconducibili all’accordo del 21 novembre 2012, in alternativa alla fattispecie tradizionali di detassazione.

Il Ministero del lavoro è intervenuto con la circolare 15 del 3 aprile 2013 affermando:

Il Decreto stabilisce anzitutto che “per retribuzione di produttività si intendono le voci retributive erogate, in esecuzione di contratti, con espresso riferimento ad indicatori quantitativi di produttività/redditività/qualità/efficienza/innovazione”.

Trattasi pertanto di voci retributive separatamente valorizzate all’interno della contrattazione collettiva, suscettibili di variazione in relazione all’andamento dell’impresa. Più in particolare tali voci possono variare sulla base di indicatori quantitativi che vadano a remunerare un apporto lavorativo finalizzato ad un miglioramento della produttività in senso lato e quindi anche ad una “efficientazione” aziendale. Tali voci retributive possono infatti far riferimento alternativamente ad indicatori di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione e pertanto è sufficiente la previsione della correlazione ad uno solo di essi da parte della contrattazione collettiva per l’applicabilità della agevolazione. In ogni caso deve trattarsi di importi collegati ad indicatori quantitativi e che possono essere anche incerti nella loro corresponsione o nel loro ammontare.

Pertanto da quanto affermato dal ministero del lavoro rientrerebbero nella detassazione anche gli straordinari e le maggiorazioni per lavoro notturno.

L’art. 3 del Dpcm 22 gennaio 2013 impone una verifica di conformità degli accordi con le diposizioni contenute nel decreto. I datori di lavoro devono depositare i contratti presso la DTL entro 30 giorni dalla loro sottoscrizione, allegando un’autodichiarazione di conformità. Successivamente, il Ministero del lavoro provvederà alla raccolta e al monitoraggio dei contratti depostati.

Nulla viene asserito circa un eventuale potere di revoca assegnato al ministero. Il potere accertativo resta di competenza dell’Agenzia delle Entrate attivabile su segnalazione del predetto ministero.

Per quanto riguarda l’accertamento, la riscossione, le sanzioni ed il contenzioso, relativi all’imposta sostitutiva introdotta, la normativa in commento prevede l’applicazione, in quanto compatibili, le ordinarie disposizioni in materia di imposte dirette (Circolare Agenzia delle Entrate n. 49/E dell’11 luglio 2008).

 

4) Call center: Indicazioni ministeriali

Il Ministero del Lavoro, con la circolare n. 14/2013, ha precisato i limiti di applicabilità del lavoro a progetto nel settore dei call-center (limiti essenzialmente legati alla introduzione, da parte della contrattazione collettiva, di corrispettivi minimi per i lavoratori impegnati in tale settore).

La  citata circolare si è poi soffermata anche sulle disposizioni volte a contrastare il fenomeno della delocalizzazione dei call-center nei Paesi comunitari ed extracomunitari.

Detassazione 2013: Chiarimenti del Ministero del Lavoro dopo la pubblicazione in GU

Validi anche gli accordi sottoscritti nel corso degli anni precedenti, deposito in Dtl anche con Pec.

A pochi giorni dalla pubblicazione in G.U. del D.P.C.M. sulla detassazione 2013, sono arrivati dal Ministero del Lavoro, con la circolare n. 15/2013, i primi chiarimenti in ordine all’applicazione dell’istituto per l’anno in corso.

Primi orientamenti relativi alla detassazione 2013: Tutto è scaturio dal D.P.C.M. 22 gennaio 2013, pubblicato in G.U. del 29 marzo 2013.

Riguardo i soggetti firmatari degli accordi, il Ministero ricorda che sono titolate solo le associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ovvero le loro rappresentanze sindacali operanti in azienda. Pertanto potranno essere soggetti titolati sia le Rsu che le Rsa, oltre che, per le aziende prive di rappresentanze sindacali in ambito aziendale, le associazioni dei lavoratori a livello territoriale. Non potranno invece essere tenuti in considerazione, per l’applicabilità dell’agevolazione, i contratti sottoscritti a livello nazionale.

Relativamente alle voci retributive di produttività, oggetto di applicazione del regime fiscale agevolato, viene sottolineato come le stesse debbano essere “valorizzate all’interno della contrattazione collettiva, suscettibili di variazioni in relazione all’andamento dell’impresa. Più in particolare tali voci possono variare sulla base di indicatori quantitativi che vadano a remunerare un apporto lavorativo finalizzato ad un miglioramento della produttività in senso lato e quindi anche ad una efficientazione aziendale”.

Lo stesso Ministero ha poi ricordato che gli indicatori di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione sono alternativi tra loro e, pertanto, è sufficiente la correlazione ad uno solo di essi.

Un’ulteriore possibilità relativa all’applicazione di tale istituto si estrinseca per quelle voci retributive erogate in applicazione di contratti che prevedano l’attivazione di almeno una misura in almeno tre delle aree di intervento di seguito richiamate:

- ridefinizione dei sistemi di orari e della loro distribuzione con modelli flessibili, anche in rapporto agli investimenti, all’innovazione tecnologica e alla fluttuazione dei mercati finalizzati ad un più efficiente utilizzo delle strutture produttive idoneo a raggiungere gli obiettivi di produttività convenuti mediante una programmazione mensile della quantità e della collocazione oraria della prestazione;

- introduzione di una distribuzione flessibile delle ferie mediante una programmazione aziendale anche non continuativa delle giornate di ferie eccedenti le due settimane;

- adozione di misure volte a rendere compatibile l’impiego di nuove tecnologie con la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori, per facilitare l’attivazione di strumenti informatici, indispensabili per lo svolgimento delle attività lavorative;

- attivazione di interventi in materia di fungibilità delle mansioni e di integrazione delle competenze, anche funzionali a processi di innovazione tecnologica.

In tal caso i contratti collettivi devono prevedere congiuntamente l’introduzione di almeno una misura per tre aree di intervento.

Le due nozioni di retribuzione di produttività potranno coesistere all’interno del medesimo contratto collettivo, ma sempre nel rispetto di tutte le condizioni previste dal Decreto in ordine all’applicabilità delle agevolazioni.

Con il 2013 i contratti decentrati utili per l’applicazione della detassazione devono essere depositati alla D.t.l. competente entro i 30 giorni successivi alla sottoscrizione. Per i contratti già sottoscritti alla data di entrata in vigore del D.P.C.M. in analisi, il termine di 30 giorni decorre dalla stessa data. Ovviamente l’agevolazione non potrà applicarsi per i periodi antecedenti alla sottoscrizione dell’accordo.

Per gli accordi siglati in anni precedenti che prevedano l’erogazione di una retribuzione di produttività coincidente con una o entrambe le nozioni contenute nel D.P.C.M. l’applicazione dell’agevolazione decorrerà dal 1° gennaio.

L’autodichiarazione di conformità, oltre a essere allegata ai contratti depositati, potrà essere contenuta negli accordi stessi. In caso di contratti già depositati sarà sufficiente il deposito dell’autodichiarazione con indicato gli estremi di tali contratti.

La stessa potrà anche essere depositata tramite posta elettronica certificata.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 05 aprile 2013)

 

5) Accertamento: contestazione parziale delle rettifiche operate dall’Amministrazione finanziaria

L’accertamento solo parzialmente impugnato diviene definitivo per le rettifiche che non sono state contestate nel ricorso.

Per questo motivo l’Amministrazione finanziaria deve, a pena di decadenza, richiedere tali somme notificando la cartella di pagamento entro il 31 dicembre del secondo anno successivo.

Lo ha precisato la Corte di Cassazione, con la sentenza n 8218 del 04 aprile 2013, relativa ad una vicenda che vedeva come protagonista un contribuente al quale era stato notificato un accertamento con varie contestazioni per i periodi d’imposta 1997 e 1998, solo alcune impugnate in Commissione tributaria.

Nel 2001 il processo si chiudeva per condono del contribuente, ma nel 2003 arrivava una cartella di pagamento per le somme non impugnate.

Il contribuente si difendeva eccependo la decadenza della potestà dell’ufficio perché le somme erano diventate definitive non per la sentenza del 2001, ma per la mancata impugnazione.

Senza avviso manca il reato

La medesima Corte di Cassazione, inoltre, con la sentenza n. 15632 del 04 aprile 2013, ha stabilito che non commette il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali l’amministratore che non ha ricevuto l’avviso di pagamento dall’Inps. Il decreto di citazione in giudizio mette in mora il datore solo se contiene tutti gli elementi previsti per l’atto dell’ente previdenziale.

Sancita l’equazione studi di settore/invalidità

E per chiudere, questa breve rassegna, sempre la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8057 del 2013 ha deciso che al professionista, che eccepisce l’accertamento basato sugli studi di settore perché invalido con capacità lavorativa ridotta del 40%, i relativi parametri devono essere applicati al 60%. Conclusione salomonica, ma ritenuta equa anche dalla Corte di Cassazione.


6) Reverse charge: il soggetto passivo deduce l’Iva anche senza aver emesso autofattura

Nel caso di reverse charge, l’inosservanza da parte del contribuente delle formalità prescritte dalla normativa nazionale, ossia dell’obbligo di emettere autofattura, non può privarlo del suo diritto alla detrazione.

Il principio di neutralità fiscale, infatti, esige che la detrazione dell’imposta a monte sia accordata se gli obblighi sostanziali sono soddisfatti, anche se taluni obblighi formali siano omessi dai soggetti passivi.

Nella stessa direzione si pone, in modo univoco, anche l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 56 del 2009, alla cui stregua “...Nel caso in cui venga accertata una violazione degli obblighi imposti dal regime del reverse-charge deve essere riconosciuto, contestualmente, il diritto alla detrazione. Conseguentemente, se l'IVA é interamente detraibile, il contribuente non é tenuto al materiale versamento dell'imposta”.

Ed è la stessa risoluzione a chiarire testualmente che “laddove sia constatata una violazione del regime dell’inversione contabile che comporti, in quella sede, l’assolvimento del tributo da parte dei contribuenti, contestualmente all’accertamento del debito, deve essere riconosciuto il diritto alla detrazione della medesima imposta; pertanto, ferma restando l’applicazione della sanzione amministrativa (nella specie, quella tra il 100 e il 200 per cento dell’imposta, con un minimo di 258 euro) di cui all'’art. 6, comma 9 bis, primo periodo del D.lgs n. 471 del 1997, per inosservanza degli obblighi previsti dalla disciplina IVA, il contribuente non sarà tenuto a versare alcun ammontare a titolo di imposta all'Erario, qualora sia riconosciuta la spettanza integrale della detrazione”.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 8038 del 03 aprile 2013)

 

7) Elenco clienti e fornitori per il 2012: le precisazioni delle Entrate

Con una nota pubblicata sul proprio sito internet il 5 aprile 2013, l’Agenzia delle entrate ha precisato che “la trasmissione dei dati delle operazioni rilevanti ai fini Iva, c.d. Spesometro, relative al 2012, non è procedibile con le stesse modalità delle comunicazioni relative agli anni precedenti. Infatti, in conseguenza delle modifiche apportate alla comunicazione dal decreto legge n. 16/2012, occorre attendere che siano pubblicate le nuove specifiche tecniche e il nuovo modello per la trasmissione dei dati. Il Provvedimento sarà, a breve, pubblicato e disponibile per il download su questo stesso sito”.

Come è noto, l’art. 21 del D.L. n. 78/2010 (modificato con l’art. 2 comma 6 del D.L. n. 16 del 2/3/2012) ha introdotto l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle entrate le operazioni Iva.

Si tratta di un ulteriore strumento dell’Amministrazione finanziaria per prevenire e contrastare i comportamenti fraudolenti sia in materia di Iva (frodi “carosello” e false fatturazioni) e sia in ambito di imposizione sul reddito.

La comunicazione va inviata entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello cui si riferiscono le operazioni.

Ma anche alla luce di tale precisazione, adesso la proroga della scadenza pare sempre più vicina.

 

8) Studi di settore: pubblicati i Quadri T per il periodo 2012

Pubblicati dall’Agenzia delle entrate, sul proprio sito internet il 05 aprile 2013, i Quadri T, modelli per la rilevazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore per il periodo di imposta 2012.

Nel quadro T viene prevista l’indicazione di ulteriori informazioni necessarie ad adeguare le risultanze dello studio di settore alla situazione di crisi economica.

Vengono riportati, sia pure in versione non definitiva, i quadri T contenenti le informazioni da prevedere nella modulistica relativa gli studi di settore, che integrano la modulistica già pubblicata in versione bozza.

Viene, inoltre, riportata una tabella di corrispondenza tra tipologia di quadro T e studi di settore a cui la stessa si applica.

In particolare, si tratta dei Quadri da TA1 a TA8.

Ad es. il Quadro TA1 (Modello) comprende:

T01 Ricavi dichiarati ai fini della congruità relativi al periodo di imposta 2011;

T02 Esistenze iniziali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale (escluse quelle relative a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso);

T03 Esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 93, comma 5, del TUIR;

T04 Rimanenze finali relative a merci, prodotti finiti, materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale (escluse quelle relative a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso);

T05 Rimanenze finali relative ad opere, forniture e servizi di durata ultrannuale di cui all'art. 93, comma 5, del TUIR;

T06 Costi per l'acquisto di materie prime, sussidiarie, semilavorati e merci (esclusi quelli relativi a prodotti soggetti ad aggio o ricavo fisso);

T07 Costo per la produzione di servizi;

T08 Spese per acquisti di servizi;

T09 Altri costi per servizi.

Seguono le relative istruzioni alla compilazione.

I soggetti che nei periodi d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2011 o precedenti, hanno cessato di avvalersi del regime dei contribuenti “minimi”, previsto dai commi da 96 a 117 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, devono fare attenzione a fornire i dati contabili da indicare nel presente quadro, e non devono tenere conto degli effetti derivanti dal principio di cassa, applicato nei periodi di imposta precedenti e correlato al citato regime. A tal fine, ad esempio, il valore delle esistenze iniziali e delle rimanenze finali, da indicare nel presente quadro, dovrà essere determinato in relazione alle merci che erano effettivamente giacenti nel magazzino, anche se i relativi costi, sulla

base delle disposizioni previste dal regime dei “minimi”, erano state dedotte integralmente nel periodo di imposta di acquisto. Tali voci dovranno essere indicate al netto dell’IVA esposta in fattura.

 

9) Salvaguardia 65mila e 55mila

Dall’attività di monitoraggio mensile delle domande di assegno straordinario presentate per i lavoratori che intendano avvalersi dei requisiti di accesso e del regime delle decorrenze del trattamento pensionistico vigenti prima della data di entrata in vigore della legge di riforma n. 214/2011, sono risultate - in conseguenza delle operazioni di certificazione da parte delle Sedi territoriali compiute fino alla data del 21 marzo 2013 e delle nuove comunicazioni pervenute dalle aziende esodanti - ulteriori disponibilità nel contingente complessivo (17.710 + 1.600) previsto per la categoria.

Pertanto, l’Inps provvederà ad autorizzare – previa verifica dei prescritti requisiti di legge - le predette domande fino alla decorrenza assegno straordinario 1° luglio 2013.

(Inps, messaggio n. 5673 del 5 aprile 2013)

 

10) Flusso telematico dei modelli 730-4: pubblicate le faq

L’Agenzia delle entrate ha pubblicato il 05 aprile 2013 sul proprio sito internet anche le FAQ relativa a Flusso telematico dei modelli 730-4 – D.M. 31 maggio 1999, n. 164.

Comunicazione dei sostituti d’imposta per la ricezione telematica, tramite l’Agenzia delle entrate, dei dati dei 730-4 relativi ai modelli 730 presentati dai propri dipendenti/pensionati/soggetti titolari di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

 

Vincenzo D’Andò