Novità fiscali del 4 aprile 2013: i soci CED devono pagare l'INPS?

Centri di Elaborazione Dati nel mirino dell’Inps; se manca la fattura ed anche la prova del pagamento, allora la fattura non è scaricabile; salvaguardia dei 55.000: chiarimenti Inps; conguaglio fiscale 2012: CUD 2013 per i pensionati della Gestione Dipendenti Pubblici; Consob pubblica la bozza di regolamento sul crowdfunding; debiti PA: il decreto entro lunedì, Tares si paga a maggio; appalti: non vincolanti le tabelle ministeriali del costo del lavoro; frode carosello: principi della Cassazione

 

 

Indice:

1) Centri di Elaborazione Dati nel mirino dell’Inps

2) Se manca la fattura ed anche la prova del pagamento, allora la fattura non è scaricabile

3) Salvaguardia dei 55.000: chiarimenti Inps

4) Conguaglio fiscale 2012: CUD 2013 per i pensionati della Gestione Dipendenti Pubblici

5) Consob pubblica la bozza di regolamento sul crowdfunding

6) Debiti PA: il decreto entro lunedì, Tares si paga a maggio

7) Appalti: non vincolanti le tabelle ministeriali del costo del lavoro

8) Frode carosello: principi della Cassazione

 

 

1) Centri di Elaborazione Dati nel mirino dell’Inps

Continua l’operazione “Poseidone”, ormai avviata da tempo dall’Inps nei riguardi dei professionisti, senza Cassa di previdenza, che dichiarano redditi al fisco (con il Modello Unico) ma che non sono iscritti alla gestione separata Inps e, quindi, non versano i contributi a tale Istituto previdenziale.

Adesso sono finiti nel mirino dell’Inps anche i Centri Elaborazione Dati, in particolare ai soci di tali CED stanno arrivando delle lettere di richiesta dei contributi previdenziali da pagare entro il prossimo mese di maggio, con contestuale iscrizione “d’ufficio” (cioè da parte dell’Inps) nella gestione commercianti, per avvenuto inquadramento nel settore dei servizi.

Coloro che, ovviamente, non sono d’accordo su tale operazione dell’ente previdenziale, potranno presentare ricorso al giudice competente.

 

2) Se manca la fattura ed anche la prova del pagamento, allora la fattura non è scaricabile

Niente deduzione ai fini delle imposte sui redditi e niente detrazione ai fini Iva della spesa effettuata senza essere in possesso della fattura e della prova del relativo pagamento.

E’ quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 6837 del 19 marzo 2013, che ha ribaltato la sentenza della C.T.R. poiché, invece era stata favorevole al contribuente.

Dunque, adesso l’Agenzia delle entrate può contestare all’imprenditore (o al professionista) la deduzione/detrazione di una data spesa se manca anche solo la prova del pagamento della fattura. Non è, quindi, sufficiente che il contribuente esibisca solo la fattura.

In particolare, nel caso di specie è emerso che “Tali risultanze indiziarie consistevano: nel fatto che dal controllo effettuato a carico della ditta fornitrice non era stata rinvenuta alcuna fattura né alcuna registrazione contabile relativa all’operazione di vendita della merce; nella totale assenza di un rapporto bancario che avrebbe dovuto dimostrare l’effettivo incasso delle somme trasferite alla predetta ditta con bonifico. Inoltre, il giudice di secondo grado avrebbe desunto la prova della realtà delle operazioni nella circostanza che fossero stati rinvenuti i beni oggetto della fatturazione, circostanza della quale non vi era traccia alcuna nelle fonti di prova acquisite nei due gradi di merito”.

 

3) Salvaguardia dei 55.000: chiarimenti Inps

Chiarimenti in materia di salvaguardia ai sensi dell’art. 22 della legge n. 135 del 2011 (c.d. salvaguardia dei 55.000) sono stati forniti dall’Inps con il messaggio n. 5445 del 02 aprile 2013.

In precedenza, con il messaggio n. 4678 del 18 marzo 2013, al punto 1, le Sedi sono state invitate a riesaminare le posizioni dei lavoratori collocati in mobilità ordinaria o lunga, titolari di prestazione straordinaria a carico dei Fondi di solidarietà di settore, autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione (di cui all’art. 24, comma 14 della Legge n. 214 del 2011) rimasti esclusi dal beneficio di cui all’art. 24, commi 14 e 15, della legge n. 214 del 2011 (c.d. salvaguardia dei 65.000), al fine di verificare la sussistenza dei requisiti e delle condizioni di cui all’art. 22 della legge n. 135 del 2012 ed al decreto interministeriale dell’8.10.2012 per il riconoscimento del beneficio (c.d. salvaguardia dei 55.000).

Ferme restando le disposizioni contenute nel su menzionato messaggio n. 4678, al fine di agevolare i tempi di definizione del…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it