Il calcolo dei compensi dei sindaci

In vista dell’avvio ormai prossimo della stagione delle assemblee societarie, ci si pone il problema di quale comportamento debba essere adottato nel caso in cui si renda necessario procedere alla nomina del Collegio Sindacale (non incaricato del controllo legale dei conti) ed alla conseguente determinazione del compenso.

Come noto il primo comma dell’articolo 9 del Decreto Liberalizzazioni (D.L. 1 del 24.01.2012, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012 n. 27) ha abrogato le tariffe professionali: come conseguenza, in riferimento, alla questione dei compensi da corrispondere ai componenti il Collegio Sindacale si sono creati almeno tre diversi ordini di problemi.

In primo luogo si pone la questione relativa a come ci si deve regolare nei confronti dei Collegi i cui componenti erano già stati nominati in un momento precedente l’abrogazione della tariffa e per i quali i compensi erano stati deliberati in funzione della tariffa.

Per i Collegi Sindacali i cui componenti sono stati nominati prima dell’abrogazione delle tariffe professionali, per i quali la determinazione del compenso faceva riferimento appunto all’ormai abrogata tariffa, il chiarimento fornito dalla dottrina è quello di considerare (limitatamente a questa sola casistica) ancora valida la precedente tariffa fino a che non sia giunta la scadenza del triennio di nomina, in quanto il consenso tra le parti in riferimento al criterio di determinazione del compenso si è formato quando la stessa era ancora in vigore (tesi tra l’altro confermata nella circolare Assonime n. 9 del 14 aprile 2011).

La seconda questione derivante dall’entrata in vigore dell’articolo 9 del Decreto Liberalizzazioni verte su quali possono essere i criteri su cui un organo giurisdizionale dovrà prendere in considerazione per liquidare il compenso dovuto ad un Sindaco per la sua attività di verifica e controllo. Per la liquidazione dei compensi da parte di un organo giurisdizionale, la risposta è arrivata con il Decreto del Ministero della Giustizia del 20 luglio 2012 n. 140, che all’articolo 29 stabilisce l’entità dei compensi sulla base di alcuni parametri dimensionali.

Per i Collegi Sindacali che si apprestano quindi ad essere nominati con le prossime assemblee societarie, si deve ritenere che il compenso possa essere liberamente concordabile tra le parti; tuttavia nella libera determinazione del compenso le parti potrebbero trovare un utile riferimento nei parametri individuati dal Decreto Ministro Giustizia 20 luglio 2012 n. 140. Risulta comunque essere opportuno che in fase di nomina venga stabilito l’esatto criterio da utilizzare per la determinazione del compenso, sia nel caso in cui esso sia basato sui parametri del D.M. 140/2012, sia nel caso in cui esso venga stabilito in misura diversa.

In particolare il primo comma dell’articolo 29 del D.M. 140/2012 recita:

1. Il valore della pratica per la liquidazione della funzione di sindaco di società che svolge i controlli di legalità e sull’amministrazione della società è determinato in funzione della sommatoria dei componenti positivi di reddito lordi e delle attività, e il compenso è liquidato, di regola, secondo quanto indicato nel riquadro 11 della tabella C – Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.”

 

Secondo quanto viene stabilito dal dettato dell’articolo 16 del medesimo Decreto, con il termine “attività” si deve intendere la somma corrispondente al valore complessivo dell’attivo dello stato patrimoniale così come viene definito dall’articolo 2424 del Codice Civile, mentre con la locuzione “componenti positivi di reddito lordi” si deve intendere la sommatoria dei seguenti componenti reddituali risultanti dal conto economico:

  • il valore della produzione, al netto delle variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti; delle variazioni dei lavori in corso su ordinazione e degli incrementi di immobilizzazioni per lavori interni (in breve, le voci A.1 + A.5 del…

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