Definizione delle liti pendenti e riporto delle perdite fiscali: l'Agenzia non può sanzionare!

L’Agenzia delle entrate sta emettendo avvisi di accertamento nei confronti delle aziende che si sono avvalse della definizione delle liti pendenti senza “affrancare” eventuali perdite pregresse, da riportare ad esercizi successivi.
La possibilità di definizione delle controversie pendenti è stata prevista dall’art. 39, comma 12, del D.L. 98/2011 convertito nella Legge 111/2011.
Per la determinazione delle somme dovute e degli adempimenti necessari tale disposizione rimanda alla lettura dell’art. 16 della legge 27/12/2002 n. 289 (la precedente disposizione che trattava la stessa materia) che analiticamente ed esaustivamente dettaglia le definizioni, i termini per adempiere, gli importi dovuti e quant’altro necessario per il corretto adempimento: questa disposizione, “la legge”, nulla ha previsto in merito ad affrancamento di perdite da riportare.
Nè la prima legge sulla definizione delle liti pendenti (Legge 289/2002) nè la successiva disposizione (Legge 111/2011) intervenuta quindi 9 anni dopo, hanno previsto l’affrancamento delle perdite così come il loro eventuale divieto di compensazione (attenzione: UBI LEX VOLUIT DIXIT!).
Anzi, a conferma del fatto che non era intenzione del Legislatore inserire l’affrancamento delle perdite si evidenzia che l’estensore della Legge 111/2011 è puntualmente intervenuto, laddove voleva farlo, per apportare modifiche/novità dichiarando testualmente: (comma 2 dell’art. 39) “… A tale fine, si applicano le disposizioni del citato articolo 16 (della legge 289/2002), con le seguenti specificazioni:…” ed elenca una serie di sei novità rispetto alla precedente legge 289/2002; se il Legislatore avesse voluto introdurre l’affrancamento delle perdite od il loro divieto di compensazione lo avrebbe fatto in quella sede.
Poiché né la precedente Legge 289/2002 l’aveva previsto, nè la Legge 111/2011 ha introdotto tale novità, non può essere certamente l’Agenzia delle Entrate a “surrogarsi” nel ruolo del Legislatore!
L’affrancamento delle perdite nella definizione delle liti pendenti non è previsto da nessuna legge ma è stata l’Agenzia delle entrate a parlarne, la prima volta con circolare 12/E del 21/2/2003 (al punto 11.4.1) che inventa: “Specifici profili problematici presenta la determinazione del valore delle liti aventi ad oggetto la rettifica di perdite dichiarate ai fini delle imposte sui redditi…”(???).
L’agenzia riprende poi lo stesso discorso con successiva circolare 17/E del 21/3/2003: “I criteri illustrati nella circolare 12/E possono trovare applicazione in tutte le ipotesi in cui si vuole ottenere l’effetto di affrancare le perdite oggetto di controversia … il contribuente ha facoltà di affrancare le perdite…” (???). Qualora il contribuente proceda ad affrancare la perdita dichiarata, sostiene l’Agenzia, potrà computarla in diminuzione dai redditi degli anni successivi.
Poi ancora i discorso viene affrontato dalla circolare n. 22/E del 28/4/2003, al punto 12.8, per chiarire i meccanismi di calcolo degli importi che sarebbero da versare.
Da ultimo la circolare 48/E del 24/10/2011, al punto 3.2, entra ancora nel merito dell’affrancamento di perdite specificando quali calcoli occorre fare nei casi in cui il contribuente intenda definire la lite pendente avvalendosi dell’affrancamento delle perdite oppure no.
Che l’Italia sia in un Paese dove ormai capiti di tutto non è una novità, ma che l’Agenzia delle Entrate possa avanzare pretese erariali fondate solo ed esclusivamente da sue circolari interne, quindi atti di indirizzo interpretativo privi di ogni valore normativo, rappresenta un’invenzione o se si vuole un’“…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it