Definizione delle liti pendenti e riporto delle perdite fiscali: l’Agenzia non può sanzionare!

di Commercialista telematico

Pubblicato il 20 aprile 2013

l'Agenzia delle Entrate sta emettendo avvisi di accertamento nei confronti di contribuenti che si sono avvalsi della definizione delle liti pendenti senza affrancare eventuali perdite pregresse. Riteniamo infondati tali accertamenti!

L’Agenzia delle entrate sta emettendo avvisi di accertamento nei confronti delle aziende che si sono avvalse della definizione delle liti pendenti senza “affrancare” eventuali perdite pregresse, da riportare ad esercizi successivi.

La possibilità di definizione delle controversie pendenti è stata prevista dall’art. 39, comma 12, del D.L. 98/2011 convertito nella Legge 111/2011.

Per la determinazione delle somme dovute e degli adempimenti necessari tale disposizione rimanda alla lettura dell’art. 16 della legge 27/12/2002 n. 289 (la precedente disposizione che trattava la stessa materia) che analiticamente ed esaustivamente dettaglia le definizioni, i termini per adempiere, gli importi dovuti e quant’altro necessario per il corretto adempimento: questa disposizione, “la legge”, nulla ha previsto in merito ad affrancamento di perdite da riportare.

Nè la prima legge sulla definizione delle liti pendenti (Legge 289/2002) nè la successiva disposizione (Legge 111/2011) intervenuta quindi 9 anni dopo, hanno previsto l’affrancamento delle perdite così come il loro eventuale divieto di compensazione (attenzione: UBI LEX VOLUIT DIXIT!).

Anzi, a conferma del fatto che non era intenzione del Legislatore inserire l’affrancamento delle perdite si evidenzia che l’estensore della Legge 111/2011 è puntualmente intervenuto, laddove voleva farlo, per apportare modifiche/novità dichiarando testualmente: (comma 2 dell’art. 39) “… A tale fine, si applicano le disposizioni del citato articolo 16 (della legge 289/2002), con le seguenti specificazioni:…” ed elenca una serie di sei novità rispetto alla precedente legge 289/2002; se il Legislatore avesse voluto introdurre l’affrancamento delle perdite od il loro divieto di compensazione lo avrebbe fatto in quella sede.

Poiché né la precedente Legge 289/2002 l’aveva previsto, nè la Legge 111/2011 ha introdotto tale novità, non può essere certamente l’Agenzia delle Entrate a “surrogar