Vidimazione dei libri sociali: alla cassa entro il 18 marzo 2013

Entro il 18 marzo 2013 (poiché il 16 marzo cade di sabato), deve essere versata la tassa annuale per la numerazione dei libri e dei registri sociali obbligatori, per i quali sussiste l’obbligo della bollatura presso il Registro delle imprese o un notaio: libro delle obbligazioni, libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee, libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione o ogni altro libro o registro per i quali l’obbligo della bollatura è previsto da norme speciali. Non devono essere oggetto di vidimazione, invece, gli altri libri contabili previsti dal codice civile (libro giornale e libro degli inventari) e quelli previsti dalle norme fiscali (registri Iva, registro beni ammortizzabili…). Per quest’ultime scritture, infatti, l’unica formalità richiesta (per il loro uso) è rappresentata dalla numerazione progressiva delle pagine eseguita direttamente dal soggetto obbligato alla tenuta delle stesse.
L’adempimento in commento riguarda solamente le società di capitali (società per azioni, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata): non sono tenute, invece, al pagamento della tassa di concessione governativa, le imprese individuali, i consorzi tra imprese, le società personali (società semplici, società in nome collettivo e società in accomandita semplice), ovvero le società cooperative e le società di mutua assicurazione, in quanto non rientrano nel libro V del codice civile.
Controverso risulta essere, invece, la debenza di detto tributo in capo alle società di capitali dichiarate fallite, ovvero sottoposte a procedura concorsuale. Sul punto, l’Agenzia delle Entrate (C.M. n. 108/E del 3 maggio 1996, risposta 12.1.3.) aveva precisato che, in mancanza di un’espressa disposizione di legge, la tassa annuale si sarebbe dovuta applicare anche con riferimento alle società di capitali che si trovano in particolari situazioni procedurali, purché permanga, in capo alle stesse, l’obbligo della tenuta di libri numerati e bollati nei modi previsti dal codice civile. In altri termini, relativamente alle società di capitali in liquidazione ordinaria o sottoposte a procedure concorsuali quali, ad esempio, la procedura di concordato preventivo con continuità, ovvero anche con liquidazione di beni (cessio bonorum), non sarebbe stato possibile ipotizzare l’esonero dal pagamento del tributo in parola. Differente risulta essere, invece, il caso delle società di capitali dichiarate fallite. Al riguardo, la Giurisprudenza di Merito (Tribunale di Torino, ord. 19 febbraio 1996 ed in senso conforme il Tribunale di Udine, sent. 7 marzo 1996) ha avuto modo di precisare che tali società non dovrebbero corrispondere alcuna tassa annuale forfettaria, atteso che il curatore fallimentare non è tenuto alla redazione delle scritture contabili previste del codice civile, ma ha soltanto l’obbligo di “tenere un registro preventivamente vidimato da almeno un componente del comitato dei creditori, e annotarvi giorno per giorno le operazioni relative alla sua amministrazione”.
La misura della tassa annuale in commento, a prescindere dal numero di libri o registri tenuti e dal numero delle relative pagine, è pari ad € 309,87, se il capitale sociale o fondo di dotazione alla data dell’1 gennaio 2013 è inferiore o uguale ad € 516.456,90, ovvero € 516,46, se il capitale sociale o fondo di dotazione alla data dell’1 gennaio 2013 supera € 516.456,90. Sul punto, è bene rammentare che, se le società interessate al pagamento in oggetto effettuano variazioni del capitale successive alla data del 01 gennaio 2013, anche se effettuate prima del versamento della tassa per l’anno 2013 (ossia prima del 18 marzo 2013), tali variazioni non…

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