Il sostegno alla genitorialità: i nuovi congedi parentali

Nell’ultimo decennio e forse più il Legislatore è intervenuto in varie occasioni per porre ordine, disciplinare ma soprattutto tutelare, nell’ambito lavorativo, un diritto imprescindibile per ogni persona che lo desideri: quello di essere genitori.

In un mondo del lavoro che fino all’introduzione della Riforma Fornero lasciava spazio a prassi illecite quali quelle della sottoscrizione delle dimissioni in bianco in occasione dell’assunzione, così da consentire al datore di lavoro in particolari occasioni, sempre più spesso identificate quali gravidanza, malattia o ripetuti permessi per motivi familiari, l’interruzione degli obblighi contrattuali, quasi a disincentivare il perseguire di un sogno – quello di essere genitori, di formarsi una famiglia senza che ciò pregiudichi la voglia, l’interesse, la necessità, di lavorare, positivamente vengono accolti i provvedimenti che si pongono quali obiettivi quelli di sostenere la genitorialità.

Ed è proprio quest’ultimo concetto che la Legge n. 92 del 28.06.2012 “Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”, che d’ora in poi definiremo sinteticamente Riforma Fornero, pubblicata nel supplemento ordinario n. 136 della Gazzetta Ufficiale n. 153 del 03.07.2012 ed entrata in vigore il 18.07.2012, ha voluto disciplinare nel suo articolo 4 comma 24 lettera a).

La definizione dei criteri di accesso e di utilizzo delle misure introdotte era rimessa ad un decreto ministeriale del Ministero del Lavoro da emanarsi in concerto con il Ministero dell’Economia entro un mese dalla data di entrata in vigore della Legge di Riforma.

In realtà tale Decreto di Attuazione è stato solo recentemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale; pur portando data 22.12.2012 è stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 37 del 13.02.2013.

L’analisi che faremo delle novità introdotte dalla Riforma Fornero a sostegno della genitorialità tiene conto comunque della definitiva loro stesura in sede di Decreto attuativo.

L’intendimento del Legislatore è quello di promuovere norme che siano poste a tutela delle donne al fine di favorire la loro inclusione nel mercato del lavoro e tali da consentire ai genitori una migliore assistenza dei propri figli e la conciliazione dei tempi di vita professionale, privata e di famiglia.

Tutto ciò si attua anche promuovendo una visione paritaria del ruolo di genitori (indifferentemente quindi tra padre e madre), una cultura di maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli all’interno della coppia, rafforzando a tal fine il ruolo del padre, e favorendo una più corretta distribuzione nell’arco della giornata dei periodi lavoro e vita familiare.

Si tratta di un mutamento culturale molto radicale e importante che tenta di ampliare il coinvolgimento dei padri nella cura della famiglia e dei figli in particolare, dando così una visione della paternità e della maternità quale parte integrante dei diritti delle persone.

E’ il sintomo di una società che si sta trasformando e che sta assistendo alla nascita di un nuovo concetto di famiglia che scardina la visione vecchia e stereotipata che solo alla donna spetti il diritto-dovere di crescere, accudire, accompagnare a scuola, seguire nelle attività pomeridiane anche sportive e ricreative, i propri figli.

La Riforma Fornero introduce quindi con maggior forza, seppure in via sperimentale per il triennio 2013-2015, l’istituto del congedo obbligatorio e del congedo facoltativo di paternità, individua nuove forme di contributi economici alla madre per favorire il rientro nel mondo del lavoro al termine del congedo; ciò in linea anche con quanto richiesto dagli Stati Europei e in recepimento della Direttiva n. 2010/18/UE.

Quello che si vede all’orizzonte è un triennio sperimentale per gli anni 2013-2015, in cui grazie anche al Decreto di Attuazione approvato il 22.12.2012 e come abbiamo detto pubblicato in Gazzetta Ufficiale proprio recentemente (13.02.2013 Gazzetta Ufficiale n. 37)…

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