Somme erogate ad enti e società sportive: deduzione fiscale per lo sponsor

ecco le ultime valutazioni di prassi e la giurisprudenza tributaria aggiornata sulla possibile deduzione delle spese di sponsorizzazione a favore delle associazioni sportive dilettantische

Anche secondo il parere dell’Agenzia delle entrate (R.M. 57/E/2010), le somme versate a favore di società e associazioni sportive dilettantistiche costituiscono per presunzione assoluta spese di pubblicità e sono di conseguenza interamente deducibili dal reddito d’impresa (art. 90, comma 8, Legge 289/2002) sia pure entro il limite di 200mila euro annui. Non viene poi escluso che i corrispettivi superiori a tale soglia possano pure fruire dello stesso trattamento.

In detta ipotesi, tuttavia, non vige la presunzione assoluta della natura dei corrispettivi, quindi, le somme corrisposte devono essere erogate a fronte di contratti che presentino tutti i requisiti formali e sostanziali di un rapporto di sponsorizzazione.

L’Amministrazione finanziaria ha affermato che la misura è diretta a favorire il dilettantismo sportivo attraverso l’introduzione di una “presunzione assoluta” sulla natura delle somme corrisposte: La fruibilità della deduzione è subordinata semplicemente al fatto che gli importi devono essere destinati alla promozione dell’immagine o dei prodotti della società erogante e che, a fronte delle somme corrisposte, deve essere riscontrata una specifica attività del beneficiario.
Ricorrendo queste condizioni la società erogante può dedurre integralmente dal reddito d’impresa le suddette spese, considerate di pubblicità e propaganda (art. 108, comma 2, del Tuir), nel limite annuo di 200mila euro.

In tale contesto, la Corte di Cassazione ritiene che spetta al fisco l’onere di dovere  dimostrare le proprie contrarie presunzioni. Non basta addurre la non inerenza delle operazioni o la sproporzione delle stesse prendendo a riferimento, in via induttiva, dei parametri economici desumibili dal conto economico.

In particolare, la Suprema Corte ha cercato di fare chiarezza, giungendo alla conclusione che l’onere della prova sull’inerenza delle spese di sponsorizzazione potrà essere posto a carico del contribuente solo se la natura strumentale all’attività d’impresa non risulti evidente (sentenza n. 6548/2012).

Qualora si tratti delle spese strettamente necessarie alla produzione del reddito, o comunque fisiologicamente riconducibili alla sfera imprenditoriale che, in quanto tali possono ritenersi intrinsecamente inerenti all’attività d’impresa, sarà l’Ufficio del fisco a dovere provare l’inesistenza del nesso di inerenza.

Secondo la Cassazione è “inerente” tutto ciò che, sul piano dei costi e delle spese, appartiene alla sfera dell’impresa, giacché sostenuto nell’intento di fornire a quest’ultima un’utilità, anche in modo indiretto.

Il legislatore fiscale, appunto per evitare una distorta applicazione in fase di accertamento, ha previsto con l’art. 90, comma 8, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 che i corrispettivi in denaro o in natura di ammontare non superiore ai 200.000 euro erogati a favore di società, associazioni sportive dilettantistiche costituiscono per il soggetto erogante “spese di pubblicità”.

Spese di pubblicità, propaganda, sponsorizzazione

Il TUIR (comma 2 dell’art. 108) prevede, in alternativa alla deduzione integrale nel periodo d’imposta di avvenuto sostenimento, che le spese di pubblicità e propaganda sono deducibili nell’esercizio in cui sono state sostenute o in quote costanti nell’esercizio stesso e nei quattro successivi.

Non è, quindi, ammessa la deduzione con criteri diversi (ad es. in due o tre anni).

Alle spese di pubblicità si affiancano quelle di sponsorizzazione che risultano dirette a reclamizzare il prodotto aziendale, bene o servizio, o i segni distintivi dell’imprenditore (nome, ragione sociale, sigla, ecc…).

Se il messaggio ha come oggetto i beni dell’impresa, le spese sostenute possono qualificarsi di pubblicità.

L’Amministrazione finanziaria ritiene che sia “sponsorizzazione” e, quindi, spesa di pubblicità, anche quella particolare tecnica di marketing che consiste nella “valorizzazione di un marchio o nel lancio di un prodotto destinando risorse predeterminate o…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it