Novità fiscali del 25 marzo 2013: obbligo di iscrizione INAIL per le “false” partite Iva?

Pubblicato il 25 marzo 2013



sostegno all’occupazione delle persone svantaggiate e delle donne; titolari di partita Iva: obbligo assicurativo Inail; i crediti ed i debiti si trasmettono ai soci delle società estinte; se le fatture del professionista sono generiche, il Fisco considera i minimi tariffari; software di compilazione per l’iscrizione elenchi del 5 per mille 2013; nel Modello F24 EP due causali per le visite mediche dell’Inps; rapporti di lavoro a tempo indeterminato: contribuzione sulle interruzioni; sportello Amico per gli indebiti; esenzione Iva solo per la navigazione “in alto mare”; prestazioni di chirurgia estetica: quando sono esenti da Iva;

 

Indice:

1) Sostegno all’occupazione delle persone svantaggiate e delle donne

2) Titolari di partita Iva: obbligo assicurativo Inail

3) Prestazioni di chirurgia estetica: quando sono esenti da Iva

4) Software di compilazione per l’iscrizione elenchi del 5 per mille 2013

5) Nel Modello F24 EP due causali per le visite mediche dell’Inps

6) Se le fatture del professionista sono generiche, il Fisco considera i minimi tariffari

7) I crediti ed i debiti si trasmettono ai soci delle società estinte

8) Rapporti di lavoro a tempo indeterminato: contribuzione sulle interruzioni

9) Sportello Amico per gli indebiti

10) Corte Ue: esenzione Iva solo per la navigazione “in alto mare”

 

 

1) Sostegno all’occupazione delle persone svantaggiate e delle donne: adottati due importanti provvedimenti

Sono stati adottati oggi due provvedimenti di rilevante importanza in materia di sostegno all’occupazione. In particolare, il decreto firmato dai Ministri Elsa Fornero e Vittorio Grilli disciplina le agevolazioni contributive che possono essere riconosciute in favore dei datori di lavoro che abbiano stipulato, fino alla data del 31 dicembre 2012, contratti di inserimento lavorativo.

Il 21 marzo 2013 ha così trovato concreta attuazione un provvedimento atteso fin dal 2009, che consente di riconoscere incentivi economici in favore dei datori di lavoro che abbiano assunto, negli anni dal 2009 al 2012, donne prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi e residenti in regioni caratterizzate da elevati tassi di disoccupazione femminile.

Il Ministro Fornero ha inoltre firmato il decreto con il quale sono individuati i cd. lavoratori svantaggiati, in applicazione dei principi stabiliti dal regolamento comunitario CE n. 800/2008. Viene in tal modo definita una specifica categoria di lavoratori per i quali, nel caso di stipulazione di un contratto di lavoro in somministrazione a tempo determinato, sarà possibile derogare alle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo e sostitutivo che ordinariamente sono necessarie per poter instaurare tali rapporti di lavoro.

Questo secondo decreto, che si compone di un unico articolo, stabilisce che sono da considerarsi lavoratori svantaggiati quanti:

a) non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ovvero i soggetti che, negli ultimi sei mesi, non hanno prestato attività lavorativa di natura subordinata della durata di almeno sei mesi o che, negli ultimi sei mesi, hanno svolto attività lavorativa di natura autonoma o parasubordinata dalla quale derivi un reddito inferiore al reddito annuale minimo personale escluso da imposizione;

b) non possiedono un diploma di scuola media superiore o professionale (ISCED 3), ovvero coloro che non abbiano conseguito un titolo di studio d’istruzione secondaria superiore, rientrante nel livello terzo della classificazione internazionale sui livelli d’istruzione;

c) sono occupati in uno dei settori economici dove c’è un tasso di disparità uomo-donna che supera di almeno il 25% la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici italiani e appartengono al genere sottorappresentato, considerando a tal fine i settori annualmente individuati dalla Rilevazione Continua sulle Forze di lavoro effettuata dall’ISTAT.

Si tratta di importanti provvedimenti attraverso i quali si individuano strumenti concreti per sostenere l’occupazione in favore di categorie svantaggiate di lavoratori e in aree del Paese ove più ampio è il divario occupazionale tra uomini e donne.

(Ministero del Lavoro, comunicato del 21 marzo 2013)

 

2) Titolari di partita Iva: obbligo assicurativo Inail

L’Inail, con la circolare 15 del 20 marzo 2013, ha fornito chiarimenti riguardo gli effetti in ambito assicurativo delle nuove misure sulle false partite Iva (Legge n. 92/2012).

Seguono le nuove regole i contratti stipulati dopo il 18 luglio 2012 (entrata in vigore della riforma); per i rapporti in essere alla data citata le nuove regole entreranno in vigore solo dal 18 luglio 2013 (ciò comporta che la prima concreta verifica del presupposto in questione non potrà aversi prima del 2015).

Viene previsto che se la prestazione resa da un titolare di partita Iva per conto di un committente non è riconducibile a un incarico di lavoro autonomo occasionale, il contratto si trasforma in:

- collaborazione coordinata e continuativa a progetto, quando sia presente un progetto;

- rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con decorrenza dalla data di costituzione del rapporto, se il progetto non è presente.

Viene ricordato che la presunzione è relativa, pertanto il committente può dimostrare la genuinità del rapporto di lavoro autonomo.

Per quanto riguarda le deroghe all’operatività del meccanismo presuntivo, la circolare ha rammentato che la presunzione legale di collaborazione coordinata e continuativa è esclusa qualora la prestazione sia connotata dal possesso di elevate competenze teoriche o capacità tecnico-pratiche e dalla titolarità di un reddito annuo da lavoro autonomo non inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile ai fini dei contributi previdenziali ex art. 1, comma 3, della L. 233/1990, che per il 2012 è pari a 18.662,50 euro.

Inoltre, ai sensi dell’art. 61, comma 3 del DLgs. N. 276/2003 e del DM 20 dicembre 2012, sono state escluse dal suddetto ambito applicativo le prestazioni rese dagli iscritti agli Ordini, collegi o Albi professionali – tra cui l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili – ovvero, in generale, dagli iscritti in Ordini, Albi, Registri, ruoli ed elenchi tenuti da una P.A., subordinatamente al superamento di un esame di Stato o, comunque, alla necessaria verifica, da parte di uno specifico organo, di determinate condizioni, come ad esempio l’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane.

Nella circolare viene poi indicato che:

- per le prestazioni autonome convertite in co.co.pro. l’obbligo assicurativo è assolto secondo le condizioni previste per i lavoratori parasubordinati;

- il calcolo del premio assicurativo è lo stesso di quello per i lavoratori parasubordinati.

Dunque, il premio assicurativo dovuto (un terzo a carico del lavoratore e due terzi a carico del committente) è calcolato in base al tasso applicabile all’attività svolta, sull’ammontare delle somme effettivamente erogate al collaboratore, nel rispetto dei limiti minimo e massimo previsti per il pagamento delle rendite erogate dall’Inail.

 

3) Prestazioni di chirurgia estetica: quando sono esenti da Iva

La Corte di Giustizia, con la sentenza 21 marzo 2013, causa C-91/12, ha stabilito che le prestazioni di servizi consistenti in operazioni di chirurgia estetica e in trattamenti di carattere estetico rientrano nelle nozioni di cure mediche, e sono quindi esenti Iva, solo se tali prestazioni hanno lo scopo di diagnosticare, curare o guarire malattie o problemi di salute o di tutelare, mantenere o ristabilire la salute delle persone.

Secondo la Corte, inoltre, “le semplici convinzioni soggettive che sorgono nella mente della persona che si sottopone a un intervento di carattere estetico non sono, di per sé, determinanti ai fini della valutazione della questione se tale intervento abbia scopo terapeutico”.

Tale valutazione, poiché presenta carattere medico, deve basarsi su constatazioni effettuate da personale qualificato.

Quindi, l’intervento di tipo cosmetico, fine a se stesso (senza scopo terapeutico), non rientra tra quelli esenti e per conseguenza paga l’Iva.

 

4) Software di compilazione per l’iscrizione elenchi del 5 per mille 2013

E’ disponibile sul sito dell’Agenzia delle entrate la versione software: 1.0.0 del 22/03/2013 che riguarda:

- Enti del volontariato;

- Associazioni sportive dilettantistiche.

Il software “5 per mille” consente la compilazione e la predisposizione del tracciato telematico della domanda:

- per l’iscrizione all'elenco degli Enti del volontariato (art. 1, comma1, lett. a) del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 aprile 2010) per essere ammesso al beneficio del 5 per mille dell’IRPEF per l'esercizio finanziario 2013;

- per l'iscrizione all’elenco delle associazioni Sportive Dilettantistiche (art. 1, comma1, lett. e) del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 aprile 2010) per essere ammesso al beneficio del 5 per mille dell'IRPEF per l'esercizio finanziario 2013.

Domanda 5 per mille 2013” utilizza una tecnologia di distribuzione dei software basata su Java che consente all'utente di usufruire delle applicazioni direttamente dal web. In tal modo è possibile attivare le applicazioni in maniera semplice e con un solo clic, avendo la certezza di utilizzare sempre la versione più aggiornata ed evitando complesse procedure di installazione o aggiornamento.

Anche per il 2013 i contribuenti possono destinare una quota pari al 5 per mille dell’Irpef a finalità di interesse sociale (Dl n. 95/2012, convertito dalla legge 7 agosto 2012, n. 135). Le categorie di enti che posso accedere al beneficio, le modalità di iscrizione e i criteri di ammissione al riparto per le diverse tipologie di soggetti sono le stesse di quelle stabilite per il 2010 (Dpcm del 23/4/2010). Inoltre, i contribuenti possono destinare una quota pari al 5 per mille dell’Irpef al finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici (Dl n. 98/2011, convertito, con modificazioni dalla legge n. 111 del 15/7/2011).

Possono partecipare (articolo 2, comma 2, del Dl 16/2012) - circolare n. 6/E del 21 marzo 2013) al riparto delle quote del cinque per mille gli enti ritardatari che presentino le domande di iscrizione e provvedano alle successive integrazioni documentali entro il 30 settembre 2013, versando contestualmente una sanzione di importo pari a 258 euro utilizzando il modello F24 con il codice tributo 8115 (risoluzione n. 46 del 11/5/12). I requisiti sostanziali richiesti per l’accesso al beneficio devono essere comunque posseduti alla data di scadenza della presentazione della domanda di iscrizione relativa a ogni settore.

Scadenze del 5 per mille 2013 per gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche

 

Descrizione

Enti del volontariato

Associazioni sportive dilettantistiche

Inizio presentazione domanda d’iscrizione

22 marzo 2013

22 marzo 2013

Termine presentazione domanda d’iscrizione

7 maggio 2013

7 maggio 2013

Pubblicazione elenco provvisorio

14 maggio 2013

14 maggio 2013

Richiesta correzione domande

20 maggio 2013

20 maggio 2013

Pubblicazione elenco aggiornato

27 maggio 2013

27 maggio 2013

Termine presentazione dichiarazione sostitutiva

1° luglio 2013 alle Direzioni Regionali dell'Agenzia delle Entrate

1° luglio 2013 agli uffici territoriali del Coni

Termine regolarizzazione domanda iscrizione e/o successive integrazioni documentali

30 settembre 2013

30 settembre 2013

 

Modalità di iscrizione nell’elenco degli enti del volontariato

Gli enti del volontariato presentano la domanda d’iscrizione all’Agenzia delle Entrate, a partire dal 22 marzo 2013, utilizzando modello e software specifici.

La domanda va trasmessa in via telematica direttamente dai soggetti interessati, se abilitati ai servizi Entratel o Fisconline, oppure tramite gli intermediari abilitati a Entratel (professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc.).

L’iscrizione deve essere presentata entro il 7 maggio 2013. Non saranno accolte le domande pervenute con modalità diversa da quella telematica.

Anche per l’anno finanziario 2013, possono partecipare al riparto delle quote del cinque per mille gli enti che presentino le domande di iscrizione e provvedano alle successive integrazioni documentali entro il 30 settembre 2013, versando contestualmente una sanzione di importo pari a 258 euro.

I requisiti sostanziali richiesti per l’accesso al beneficio devono essere comunque posseduti alla data di scadenza della presentazione della domanda di iscrizione (7 maggio 2013).

All’atto dell’iscrizione il sistema rilascia una ricevuta che attesta l’avvenuta ricezione e riepiloga i dati della domanda.

Attenzione:
Chi vuole accedere al beneficio del 5 per mille di quest’anno deve, comunque, presentare la domanda anche se già inviata per gli anni precedenti.

Adempimenti successivi all’iscrizione nell’elenco del volontariato: presentazione della dichiarazione sostitutiva

I legali rappresentanti degli enti iscritti nell’elenco pubblicato devono spedire entro il 1° luglio 2013 tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, alla Direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate nel cui ambito si trova il domicilio fiscale dell’ente, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi dell’articolo 45 del DPR n. 445 del 2000, che attesta la persistenza dei requisiti che danno diritto all’iscrizione. In alternativa, la dichiarazione sostitutiva può essere inviata dagli interessati con la propria casella di posta elettronica certificata alla casella PEC delle predette Direzioni Regionali, riportando nell’oggetto “dichiarazione sostitutiva 5 per mille 2013” e allegando copia del modello di dichiarazione, ottenuta mediante scansione dell’originale compilato e sottoscritto dal rappresentante legale, nonché copia del documento di identità.

Attenzione:

Per agevolare la compilazione e l’invio della dichiarazione sostitutiva, la procedura telematica mette a disposizione il modello parzialmente precompilato con le informazioni fornite dagli interessati all’atto dell’iscrizione. Il contribuente deve solo inserire le informazioni che mancano.

Alla dichiarazione deve essere allegata, a pena di decadenza, la fotocopia non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore.

Modalità di iscrizione nell’elenco delle associazioni sportive dilettantistiche

Le associazioni sportive dilettantistiche che svolgono una rilevante attività sociale possono partecipare al riparto del 5 per mille per l’anno 2013.

In particolare, possono accedere al beneficio le associazioni nella cui organizzazione è presente il settore giovanile e che sono affiliate a una Federazione sportiva nazionale o a una disciplina sportiva associata o a un Ente di promozione sportiva riconosciuti dal Coni.

Inoltre le associazioni devono svolgere prevalentemente una delle seguenti attività:

- avviamento e formazione allo sport dei giovani di età inferiore a 18 anni;

- avviamento alla pratica sportiva in favore di persone di età non inferiore a 60 anni;

- avviamento alla pratica sportiva nei confronti di soggetti svantaggiati in ragione delle condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari.

A partire dal 22 marzo 2013, le associazioni sportive dilettantistiche in possesso dei requisiti presentano la domanda di iscrizione all’Agenzia delle Entrate, utilizzando modello e software specifici.

La domanda va trasmessa in via telematica direttamente dai soggetti interessati, se abilitati ai servizi Entratel o Fisconline, oppure tramite gli intermediari abilitati a Entratel (professionisti, associazioni di categoria, Caf, ecc.).

L’iscrizione deve essere presentata entro il 7 maggio 2013. Non saranno accolte le domande pervenute con modalità diversa da quella telematica.

Anche per l’anno finanziario 2013, possono partecipare al riparto delle quote del cinque per mille gli enti che presentino le domande di iscrizione e provvedano alle successive integrazioni documentali entro il 30 settembre 2013, versando contestualmente una sanzione di importo pari a 258 euro.

I requisiti sostanziali richiesti per l’accesso al beneficio devono essere comunque posseduti alla data di scadenza della presentazione della domanda di iscrizione (7 maggio 2013)

All’atto dell’iscrizione il sistema rilascia una ricevuta che attesta l’avvenuta ricezione e riepiloga i dati della domanda.

Attenzione:
Chi vuole accedere al beneficio del 5 per mille di quest’anno deve, comunque, presentare la domanda anche se l’ha già inviata per gli anni 2006, 2007, 2009, 2010, 2011 e 2012 oppure è presente nell’elenco trasmesso dal Coni per l’anno 2008.

Adempimenti successivi all’iscrizione nell’elenco delle associazioni sportive dilettantistiche: presentazione della dichiarazione sostitutiva

I legali rappresentanti delle associazioni sportive dilettantistiche iscritte in elenco devono spedire entro il 1° luglio 2013 tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, all’Ufficio del Coni nel cui ambito territoriale si trova la sede legale dell’associazione interessata, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, ai sensi dell’articolo 47 del DPR n. 445 del 2000, che attesta la persistenza dei requisiti che danno diritto all’iscrizione.

Attenzione:

Per agevolare la compilazione e l’invio della dichiarazione sostitutiva, la procedura telematica mette a disposizione il modello parzialmente precompilato con le informazioni fornite dagli interessati all’atto della iscrizione. Il contribuente deve solo inserire le informazioni che mancano.

Alla dichiarazione deve essere allegata, a pena di decadenza, fotocopia non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore.

 

5) Nel Modello F24 EP due causali per le visite mediche dell’Inps

Consentono di versare all’Istituto previdenziale le somme per l’attività di controllo in caso di assenza per malattia, anche con il modello dedicato agli enti pubblici.

Le causali “VMCF” e “VMCS2”, già in uso con F24, sono ora accolte dal modello F24 enti pubblici. Permettono di versare le somme di spettanza dell’Inps, per i rimborsi delle visite mediche di controllo, in caso di malattia o infortunio dei lavoratori, e dei relativi solleciti.

Tutto ciò si è reso possibile mediante la risoluzione n. 18/E del 22 marzo 2013 dell’Agenzia delle Entrate, a seguito della convenzione stipulata tra le Entrate e l’Inps il 18 giugno 2008.

Oggetto dell’accordo, la disciplina del servizio di riscossione, con il Modello F24, delle somme di pertinenza dell'Istituto.

Lo stesso istituto previdenziale, ha chiesto l’estensione del versamento delle somme relative ai rimborsi delle visite mediche di controllo, e dei relativi solleciti.
Le causali sono disponibili sul sito dell’Agenzia nella “Tabella dei codici utilizzabili nel modello F24 EP”.

 

6) Se le fatture del professionista sono generiche, il Fisco considera i minimi tariffari

Secondo la Corte di Cassazione (ordinanza n. 6527 del 14 marzo 2013), l’accertamento induttivo è possibile, anche se la contabilità risulta regolare, quando le fatture emesse non contengono dettagli specifici sui compensi professionali.

Gli uffici possono rideterminare il reddito di lavoro autonomo di artisti e professionisti basandosi su presunzioni che sono dotate di gravità, precisione e concordanza.

Il fatto

L’ufficio ha emesso, a carico di uno studio associato di ragionieri, un avviso di accertamento ai fini Irap e Iva per l’anno d’imposta 2009, dopo aver ricostruito in via induttiva il maggior reddito.

L’atto impositivo era stato impugnato dinanzi ai giudici di merito che ne avevano dichiarato l’illegittimità.

In particolare, secondo la Commissione tributaria regionale, l’Amministrazione finanziaria non avrebbe potuto avvalersi del metodo induttivo, essendo la contabilità regolare. Né avrebbe potuto fondare l’accertamento sul tariffario professionale, dal momento che i professionisti dello studio venivano pagati con importi inferiori, che non sempre riscuotevano e che in parte affluivano a un'altra società partecipata dagli stessi.

Avverso la sentenza dei giudici di appello, l’Agenzia delle entrate ha presentato ricorso per cassazione, lamentando vizi di motivazione, poiché la Commissione tributaria regionale non aveva enunciato chiaramente, se non in modo apparente, le ragioni poste a base del suo convincimento.

Per il Fisco, le dichiarazioni testimoniali rese dai clienti dello studio, peraltro posteriori all'accertamento e assunte senza contraddittorio, non potevano ritenersi rilevanti alla luce del divieto di prova per testimoni.

Inoltre, le fatture emesse erano del tutto generiche e, in sede di verifica, gli ispettori avevano riscontrato un saldo di cassa negativo.

Per i motivi appena esposti, l’ufficio delle Entrate aveva ritenuto opportuno procedere all’accertamento del reddito professionale facendo riferimento ai minimi tariffari.

Pertanto, il metodo analitico-induttivo prescelto si basava su presunzioni aventi i caratteri della gravità, della precisione e della concordanza.

La decisione

Nel caso di specie, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate.

In sostanza, pur in presenza di una contabilità formalmente e sostanzialmente regolare, l’Agenzia delle entrate può procedere all’accertamento di un maggior reddito avvalendosi di prove presuntive, purché gravi, precise e concordanti.

Con riferimento al caso sottoposto alla loro attenzione, i giudici di legittimità hanno ribadito che, in tema di accertamento delle imposte sui redditi, l’omessa indicazione nelle fatture dei dati prescritti dall’art. 21 del Dpr 633/1972 integra quelle gravi irregolarità che, ai sensi dell’art. 39 del Dpr 600/1973, legittimano l’Amministrazione finanziaria a ricorrere all’accertamento induttivo del reddito imponibile.

Nel caso di specie, le fatture non recavano l’indicazione della natura, del periodo e dell’importo delle prestazioni professionali, per non parlare poi della sussistenza del saldo di cassa negativo che in effetti non è verosimile sia per una azienda sia per uno studio associato di professionisti.

Operazione inesistente la fattura della consulenza prestata senza contratto

Inoltre, sempre secondo la Corte di Cassazione (ordinanza della n. 6203/2013), l’azienda che pone in detrazione i costi sostenuti per una consulenza fatturata dal professionista, rischia di vedersi rettificata la dichiarazione. In assenza del contratto di consulenza, la sola fattura può essere ritenuta rientrante nell’ambito delle cd. operazioni inesistenti.

 

7) I crediti ed i debiti si trasmettono ai soci delle società estinte

I crediti ed i debiti si trasmettono ai soci delle società estinte. Con la sentenza n. 6070 del 12 marzo 2013 le Sezioni Unite della Corte Suprema hanno chiarito che i crediti ed i debiti si trasmettono ai soci delle società estinte. Per questo, infatti, la circolare n. 3 del 21 marzo 2013 della Fondazione Studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro analizza la sentenza di Cassazione per chiarire che il creditore può rivalersi sui soci, ma sempre nei limiti della responsabilità che si avevano durante la vita sociale. Infatti, i debiti contributivi e previdenziali dovranno seguire il preciso iter disposto dalla sentenza, mentre per i debiti squisitamente tributari, si conferma un orientamento diverso, già espresso in precedenza, secondo cui si necessitano ulteriori adempimenti a carico dell’Amministrazione.

 

8) Rapporti di lavoro a tempo indeterminato: contribuzione sulle interruzioni

Tra le modifiche introdotte dalla legge di stabilità 2013 (legge 228/2012) alla legge di riforma del mercato del lavoro (legge 92/2012), quelle più significative hanno riguardato l’avvio del nuovo sistema degli ammortizzatori sociali per i settori sprovvisti di tutele e alcuni aspetti dell’assicurazione sociale per l’impiego (ASpI).

In particolare, sono stati rivisitati i criteri impositivi del contributo sulle interruzioni dei rapporti di lavoro.

Nella circolare Inps n. 44 del 22 marzo 2013 vengono forniti i criteri di determinazione del contributo e le istruzioni cui i datori di lavoro dovranno attenersi per il versamento della contribuzione.

Contribuzione volontaria: Scadenza del 4° trimestre 2012

Avverte l’Inps, con il messaggio n. 4989 del 22 marzo 2013, che l’ultimo giorno utile per il versamento dei contributi volontari relativi al 4° trimestre 2012 è il 02/04/2013, in quanto il termine scade in giorno festivo ed è prorogato di diritto al giorno seguente non festivo (art. 2963 del C.C.).

 

9) Sportello Amico per gli indebiti

L’Inps, in considerazione della delicata situazione socio-economica che sta attraversando il Paese e della particolare delicatezza che deve essere riservata alle fasce più deboli dell’utenza, ha attivato, con messaggio n. 12196 del 20 luglio 2012, presso tutte le proprie Strutture, i Punti di consulenza “Sportello Amico”, dedicati alla gestione di fasce di utenza specifiche, caratterizzate da particolare fragilità sociale ed economica, principalmente nell’ambito dell’area del recupero dei crediti contributivi o derivanti da prestazioni indebite.
In quest’ottica, per i casi di indebiti pensionistici generati da una ricostituzione effettuata a livello centrale, ai pensionati ultrasettantacinquenni con indebito pari o superiore a 1000 euro e a tutti i pensionati (a prescindere dall’età) con indebito pari o superiore a 5000 euro, viene garantita assistenza attraverso il citato punto di consulenza “Sportello amico”.

Contattando i numeri telefonici del Contact Center (803.164 da telefono fisso e 06.164164 da cellulare), selezionando un ramo dedicato dell’albero di navigazione e seguendo le istruzioni di un risponditore automatico, i pensionati destinatari del servizio potranno fissare uno specifico appuntamento, al fine di ottenere informazioni e chiarimenti.

In caso di difficoltà di contatto, il servizio di informazione di primo livello sarà comunque garantito dall’operatore del Contact Center il quale, nel verificare la situazione di dettaglio della rata di pensione, fornirà all’utente le eventuali informazioni presenti  a sistema , procedendo, ove necessario, a fissare un appuntamento presso il Punto di Consulenza “Sportello Amico” o, in alternativa, presso il punto di consulenza “Assicurato Pensionato” della Struttura di competenza.

Si evidenzia infine che per tutti gli utenti destinatari di comunicazione di indebito, non rientranti in queste fasce, sarà comunque possibile, selezionando il ramo del Contact Center dedicato agli indebiti, prenotare un appuntamento presso il punto di consulenza “Assicurato/Pensionato”.

(Inps, nota del 22 marzo 2013)

 

10) Corte Ue: esenzione Iva solo per la navigazione “in alto mare”

Secondo i giudici comunitari il requisito non è astratto ed è vincolante in relazione a quelle operazioni inerenti mezzi che trasportano passeggeri e imbarcazioni mercantili

La Corte di giustizia ha dichiarato che la Francia è venuta meno agli obblighi su di essa incombenti, ai sensi della direttiva 2006/112/CE, relativa al sistema comune Iva, poiché non ha subordinato al requisito della navigazione “in alto mare” l’esenzione dall’imposta sul valore aggiunto per le operazioni inerenti navi che trasportano passeggeri ed imbarcazioni mercantili.

La diffida della Commissione europea

I fatti originavano da una lettera di diffida, con cui la Commissione Europea contestava alla Francia l’incompatibilità della normativa Iva francese con la direttiva comunitaria di riferimento, in quanto prevedeva l’esenzione da imposta sul valore aggiunto sulle operazioni di “consegna, riparazione, trasformazione, manutenzione, noleggio e leasing” per le seguenti tipologie di imbarcazioni:

- navi che esercitano il commercio marittimo;

- barche utilizzate per lo svolgimento di un'attività industriale in alto mare;

navi che praticano la pesca commerciale in mare e barche che praticano operazioni di assistenza e salvataggio in mare.

In particolare, l'Organo europeo contestava l'assenza del requisito della navigazione “in alto mare”, per quanto riguardava le navi mercantili e le navi che trasportano passeggeri a pagamento. Infatti, l'articolo 148 della direttiva è chiaro nell'esentare dall'applicazione dall'imposta sul valore aggiunto, fra l'altro, le cessioni di beni destinati al rifornimento ed al vettovagliamento delle navi adibite alla navigazione in alto mare, riferendosi, poi, anche alle navi adibite al trasporto passeggeri ed a quelle commerciali.

Le conclusioni della Corte di giustizia

Le censure avanzate dalla Commissione Europea alla legislazione Iva francese sono state accolte dai togati comunitari. Anzitutto perchè, secondo l'orientamente consolidato della Corte, le esenzioni vanno interpretate restrittivamente, nel senso previsto dalla normativa comunitaria.

Inoltre, la Francia, secondo il parere dei degli eurogiudici, non fornisce alcuna garanzia in ordine alla circostanza che le esenzioni vengano applicate in situazioni conformi a quelle previste dalla direttiva Iva.

Alla Corte di giustizia, dunque, non resta che accogliere le doglianze della Commissione europea, convergendo sugli argomenti emersi a favore della distorsione del sistema delle esenzioni Iva da parte della legislazione francese.

(Corte di Giustizia UE, sentenza 21 marzo 2013, causa C-197/2012)

 

Vincenzo D’Andò